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Addio a Claude Bessy, leggenda dell’Opéra di Parigi

Claude Bessy è stata una figura centrale della danza francese del secondo Novecento, una personalità capace di incarnare al tempo stesso la disciplina rigorosa della tradizione accademica e una visione pedagogica moderna, destinata a lasciare un’impronta profonda nella formazione di generazioni di ballerini. Nata a Parigi nel 1932, in un contesto culturale ancora segnato dalle ferite della guerra ma animato da una forte volontà di rinascita artistica, si avvicinò alla danza in età precoce, mostrando fin da subito un talento fuori dal comune e una determinazione che sarebbe diventata una delle sue caratteristiche distintive. Entrata giovanissima alla Scuola dell’Opéra di Parigi, fu formata secondo i canoni più esigenti della scuola francese, dove precisione, eleganza e purezza della linea rappresentano valori imprescindibili. La sua ascesa fu rapida e, dopo l’ingresso nel corpo di ballo, iniziò a distinguersi per una tecnica brillante e una presenza scenica magnetica. Nel 1956 fu nominata étoile dell’Opéra di Parigi, consacrazione ufficiale di una carriera che fino a quel momento aveva già mostrato qualità eccezionali. Questo riconoscimento la collocò stabilmente tra le interpreti di riferimento della compagnia in un periodo di grande trasformazione artistica. Il suo repertorio era ampio e rivelava una versatilità rara: affrontò con successo i ...

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Addio a Jacqueline Rayet, già étoile dell’Opéra di Parigi

La scomparsa di Jacqueline Rayet, avvenuta il 17 aprile 2026 a Parigi, segna la fine di una delle figure più raffinate e discrete del balletto francese del secondo Novecento. Non era soltanto una grande interprete: era una custode silenziosa di una tradizione coreutica che, attraverso il suo stile, ha continuato a vivere ben oltre i riflettori del palcoscenico. Nata in Francia, esattamente a Parigi il 26 giugno 1932, Rate si formò all’interno della rigorosa scuola dell’Opéra di Parigi, una delle istituzioni più antiche e prestigiose al mondo. Qui assimilò quella purezza di linea, quella precisione musicale e quell’eleganza sobria che costituiscono la cifra distintiva della scuola francese. Fin dagli anni della formazione, mostrò una qualità rara: la capacità di coniugare disciplina tecnica e naturalezza espressiva. Entrata nel corpo di ballo dell’Opéra, la sua ascesa fu costante e meritata. Negli anni Cinquanta e Sessanta, periodo di grandi trasformazioni per il balletto europeo, Jacqueline Rayet si impose come una presenza autorevole e al tempo stesso misurata. Non cercava l’effetto, né indulgava in virtuosismi fini a sé stessi; il suo era un stile costruito sull’equilibrio, sulla chiarezza del gesto e su una musicalità quasi interiore. Divenuta étoile, interpretò ruoli centrali del repertorio classico ...

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Spettacolo de l’Ecole de Danse de l’Opéra al Palais Garnier

Lo spettacolo annuale della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi, diretta da Élisabeth Platel, permette agli allievi di vivere le loro prime esperienze sul palcoscenico e al pubblico di scoprire la ricchezza del vocabolario coreografico insegnato. In questa stagione, lo spettacolo è segnato da una creazione di Clairemarie Osta, Il Piccolo Principe, ispirata al racconto poetico di Antoine de Saint-Exupéry. Brio, grazia e leggerezza sono alcune delle qualità richieste dal linguaggio classico di Soir de fête, balletto di Léo Staats creato nel 1925 all’Opéra. Infine, Yondering, concepito appositamente da John Neumeier nel 1996 per allievi alla fine degli studi, si ispira allo spirito d’avventura dei pionieri americani alla conquista dell’Ovest per evocare l’ignoto verso cui si dirigeranno gli studenti all’alba dell’inizio della loro carriera professionale. Élisabeth Platel inizia a studiare danza al Conservatorio di Saint-Germain-en-Laye, per poi entrare al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris. Ne esce nel 1975 con un Premier Prix, che le apre le porte della Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. Ingaggiata l’anno successivo nel Corpo di Ballo, viene promossa Première danseuse nel 1979. Al termine della sua prima interpretazione di Giselle – il 23 dicembre 1981 – Élisabeth Platel viene nominata ...

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Serge Lifar e la rinascita del balletto europeo nel Novecento

Serge Lifar occupa un posto singolare nella storia del balletto del Novecento: figura carismatica e determinante, fu al tempo stesso interprete, riformatore e teorico, capace di traghettare la danza classica fuori dall’ombra dei Ballets Russes verso una nuova identità europea. Nato a Kiev il 2 aprile 1905, in un contesto culturale ancora segnato dalla tradizione imperiale russa, si formò inizialmente lontano dai grandi centri coreutici, ma la sua vocazione lo portò rapidamente a incrociare il destino di Sergej Djagilev, incontro decisivo che lo proiettò sulla scena internazionale. Lifar entrò nei Ballets Russes negli anni Venti, in un momento in cui la compagnia stava già attraversando una fase di trasformazione. Non era un virtuoso nel senso accademico tradizionale, ma possedeva una presenza scenica magnetica, una qualità plastica del movimento e una sensibilità musicale che lo resero presto uno dei protagonisti. Djagilev intuì in lui non solo un danzatore, ma un possibile erede spirituale, e lo incoraggiò a sviluppare una propria visione coreografica. In questo ambiente, a contatto con artisti d’avanguardia, musicisti e scenografi innovativi, Lifar maturò l’idea che il balletto dovesse emanciparsi tanto dal puro virtuosismo quanto dalla narrazione ottocentesca. Dopo la morte di Djagilev nel 1929, Lifar si trovò a ...

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Annunciata la Stagione di Danza 26/27 dell’Opéra national de Paris

La stagione di balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si articola attorno a un importante rinnovamento del repertorio, con quattro creazioni e cinque nuovi ingressi nel repertorio principale, a cui si aggiungono una creazione e due ingressi nel repertorio del Junior Ballet. Tra le novità spicca la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nello stesso contesto entrano in repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti nel programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels all’Opéra Bastille accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations al Palais Garnier presenta una nuova creazione di Lucinda Childs e l’ingresso in repertorio di Schmetterling di Sol León e Paul Lightfoot. Il Junior Ballet, protagonista del programma Éclats de danse nel gennaio 2027, presenta una creazione di Anna Hop e accoglie in repertorio Yu di Altea Nuñez e On Then and Now di Simon Valastro. Nel programma Correspondances nocturnes figurano inoltre Nocturnes di Thierry Malandain e una nuova creazione di Cathy Marston, mentre la stagione si conclude con una nuova Giselle firmata da Johan Inger. Il Gala di apertura riunisce ...

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Sergej Djagilev: 10 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Scoprì e lanciò talenti giovanissimi: Fu lui a credere per primo in Vaslav Nijinskij, George Balanchine e Serge Lifar, quando erano ancora poco conosciuti. Aveva un gusto estetico raffinatissimo: Diaghilev aveva un vero culto per l’eleganza e l’impatto visivo: costumi, scenografie e colori dovevano essere audaci e memorabili. Nulla era lasciato al caso. Era ossessionato dalla novità: Detestava ripetersi. Se uno stile funzionava troppo, lo abbandonava. Preferiva rischiare il fallimento piuttosto che annoiare il pubblico. Fu un ponte tra Russia ed Europa occidentale: Anche se russo, ebbe il suo massimo successo a Parigi, portando l’arte russa a dialogare con l’avanguardia europea. Non era un ballerino (né un coreografo): Diaghilev non danzava e non coreografava: il suo talento era tutto nell’avere un fiuto incredibile per l’arte e nel mettere insieme le persone giuste al momento giusto. Non tornò mai più a vivere in Russia: Dopo l’inizio della Rivoluzione russa rimase in esilio volontario, diventando di fatto un cittadino del mondo, sempre in tournée. Ha rivoluzionato il balletto unendo le arti: Con i Ballets Russes mescolò danza, musica, pittura e moda come non si era mai visto prima. Coinvolse artisti come Picasso, Matisse, Bakst e compositori come Stravinskij. Il “Rito della Primavera” ...

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Yvette Chauviré: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Étoile del Balletto dell’Opéra di Parigi: Yvette Chauviré è diventata prima ballerina étoile dell’Opéra di Parigi nel 1941, a soli 21 anni. Questo titolo è il massimo riconoscimento per un ballerino in Francia, e la sua nomina segnava già il suo talento straordinario e la sua eleganza classica senza pari. Il fisico perfetto per il balletto classico: Chauviré era famosa per la sua linea armoniosa e la leggerezza in aria. Nonostante la sua statura relativamente alta per una ballerina (1,68 m), riusciva a muoversi con una leggerezza che dava l’impressione di fluttuare, guadagnandosi il soprannome di “la ballerina dei sogni”. Ruoli leggendari e collaborazioni: Ha interpretato ruoli iconici come Giselle, Odette/Odile in Il Lago dei Cigni e Coppélia, lavorando con coreografi del calibro di Serge Lifar e Roland Petit. La sua capacità di fondere tecnica impeccabile e intensità emotiva la rendeva unica, capace di rendere ogni ruolo indimenticabile. Carriera longeva e insegnamento: Anche dopo il ritiro dalle scene nel 1966, Yvette Chauviré ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla promozione del balletto classico, diventando maestra e mentore per molte generazioni di ballerini. La sua influenza sulla scuola francese è durata decenni. Riconoscimenti e onorificenze: Oltre ad essere étoile, è ...

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Dalle cinque posizioni accademiche alla sesta e alla settima

La danza classica è una disciplina che unisce tecnica, grazia e rigore, costruita su fondamenta precise che ne definiscono l’estetica e il movimento. Alla base di questa arte troviamo le cinque posizioni fondamentali dei piedi, codificate nel XVII secolo alla corte del Re Sole, Luigi XIV, e ancora oggi immutate nei metodi delle principali scuole di balletto del mondo. Queste posizioni non sono semplici pose, ma rappresentano il punto di partenza di ogni passo, salto o rotazione. Vediamole una per una: Prima posizione: la prima posizione è l’essenza della danza classica: i talloni si toccano e le punte dei piedi si aprono verso l’esterno, idealmente formando una linea retta. Il peso è distribuito equamente su entrambi i piedi e il corpo si eleva verso l’alto con leggerezza. È una posizione di stabilità e controllo, ma anche di apertura verso il movimento. Seconda posizione: a partire dalla prima posizione, i piedi si allontanano lateralmente mantenendo le punte rivolte all’esterno. La distanza tra i talloni è di circa una lunghezza di piede. Questa posizione offre maggiore stabilità e prepara il corpo ai movimenti ampi, come plié o port de bras, favorendo una postura ben radicata ma fluida. Terza posizione: un piede si ...

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Il primo ballerino Simone Agrò “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Don Chisciotte. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du printemps di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro dell’Opera di Roma che ormai è casa. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il ritratto di Dorian Gray. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Colas ne La fille mal gardée di Frederick Ashton e Basilio in Don Chisciotte di Michail Baryšnikov. Quale colore associ alla danza? Non un colore, ma l’idea che la danza contenga tutti i colori quando la si esegue. Che profumo ha la danza? Profuma di libertà. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot, perché mostra come la danza non sia solo arte, ma percorso di dedizione e sacrificio, una scuola di vita che insegna a seguire la propria passione nonostante le difficoltà. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov ed Elisabetta Terabust. Il tuo “passo di danza” preferito? Pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Basilio, ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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