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Curiosità nello stile Bournonville: la leggerezza nascosta

C’è qualcosa di sorprendente nel modo in cui alcune tradizioni riescono a sopravvivere quasi intatte al passare del tempo, come se avessero trovato un equilibrio così perfetto da non aver bisogno di essere reinventate. È il caso dello stile Bournonville, che sembra sfidare le mode e le trasformazioni del balletto per restare fedele a una propria idea di movimento, di corpo e persino di spazio. In un’epoca in cui il balletto romantico tendeva a trasformare la ballerina in una figura eterea, quasi sospesa in un mondo irreale, Bournonville compie una scelta che incuriosisce ancora oggi: non riduce il ruolo maschile a semplice sostegno, ma lo riporta al centro della scena. È come se volesse raccontare una storia più equilibrata, dove il dialogo tra i corpi conta quanto la loro leggerezza. Il risultato non è solo una questione tecnica, ma un diverso modo di guardare alla danza, più dinamico e meno gerarchico. Questa visione si riflette anche nella qualità del movimento. Il lavoro dei piedi, rapido e preciso, cattura l’attenzione quasi come un linguaggio segreto, fatto di piccoli dettagli che sfuggono a uno sguardo distratto. Non è una velocità fine a se stessa, ma una sorta di energia compressa che si ...

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Divinamente Diva, Anna Pavlova

C’è una leggerezza che non appartiene alla terra, ma al respiro delle cose invisibili: è lì che danza Anna Pavlova. Non la si immagina mentre cammina, ma mentre sfiora il mondo, come se ogni passo fosse già memoria d’aria. Il suo corpo non obbediva semplicemente alla musica: la precedeva, la evocava, la trasformava in un gesto fragile e inevitabile. La sua arte non era fatta di forza ostentata, ma di un equilibrio segreto tra disciplina e abbandono. Ogni movimento sembrava sul punto di spezzarsi, e proprio in quella tensione trovava la sua perfezione. Pavlova non cercava l’eternità nella rigidità della forma, ma nella sua dissolvenza: danzava come qualcosa destinato a svanire, e per questo impossibile da dimenticare. C’era in lei una malinconia luminosa, una grazia che non chiedeva di essere ammirata ma solo contemplata, come si guarda una fiamma o un fiocco di neve. Il suo volto non era una maschera teatrale, ma un riflesso vivo di emozioni sottili, appena accennate, eppure capaci di attraversare interi teatri e silenziarne il respiro. Anna Pavlova era diva nel senso più puro e antico: non per distanza, ma per elevazione. Non dominava la scena, la trasfigurava. Ogni sua apparizione portava con sé l’impressione ...

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Giovani talenti e tradizione: il concorso Vignale in Danza

Il concorso “Vignale in Danza 2026” si inserisce all’interno del più ampio festival internazionale Vignale in Danza, che trasforma ogni anno il borgo storico di Vignale Monferrato in un laboratorio diffuso della danza contemporanea e classica. Nel 2026, il concorso si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti del programma, con date fissate tra fine giugno e inizio luglio e un’estensione complessiva del festival che si sviluppa lungo l’estate e oltre, fino all’autunno. Il concorso non è soltanto una competizione, ma un dispositivo culturale che unisce formazione, spettacolo e valorizzazione del territorio. Il legame tra Vignale Monferrato e la danza non nasce nel 2026, ma affonda le radici nella seconda metà del Novecento. A partire dagli anni ’70 e ’80, il borgo piemontese diventa sede di rassegne e festival dedicati alla danza internazionale, trasformandosi progressivamente in un punto di riferimento per la sperimentazione coreutica. Dopo fasi alterne e riorganizzazioni istituzionali, il progetto viene rilanciato negli anni recenti con una nuova impostazione: non più solo festival di spettacolo, ma anche formazione professionale, residenze artistiche e concorsi per giovani danzatori. Questa evoluzione riflette una tendenza europea più ampia, in cui i festival diventano ecosistemi culturali e non solo vetrine artistiche. Il concorso 2026 ...

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Annapaola Pace è il nuovo Direttore dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma

Con la presente si annuncia la nomina di Annapaola Pace alla Direzione dell’Accademia Nazionale di Danza per il triennio accademico 2026/2029 che inizierà con il nuovo anno accademico, incarico che segna l’avvio di una nuova fase nel percorso artistico e istituzionale di una delle più prestigiose realtà dedicate alla formazione coreutica in Italia e in Europa. Questo passaggio avviene nel segno della continuità e del profondo rispetto per il lavoro eccellente svolto dalla Direttrice uscente, Annamaria Galeotti, alla quale si rivolge un sentito ringraziamento per l’impegno, la dedizione e l’autorevolezza con cui ha guidato l’Accademia negli anni del suo mandato. Sotto la sua direzione, l’Istituzione ha consolidato il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale, promuovendo una visione della danza capace di coniugare rigore accademico, ricerca artistica e apertura al contemporaneo. La nomina di Annapaola Pace si inserisce in questo solco, con l’obiettivo di proseguire e rinnovare la missione dell’Accademia, valorizzandone l’identità storica e al contempo sostenendo nuove progettualità, linguaggi e prospettive nel costante dialogo tra tradizione e innovazione per promuovere l’eccellenza della formazione e favorire il confronto con le principali realtà artistiche e culturali a livello internazionale. Fondata a Roma nel 1940 per iniziativa della grande coreografa e pedagogista ...

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Con la danza nel cuore: 2026 auguri a tutti voi

Cari lettori, la danza è molto più di una disciplina: è un linguaggio universale, un respiro condiviso, un’emozione che prende forma nel movimento. In ogni passo, in ogni salto, in ogni silenzio tra una nota e l’altra, si racconta una storia che unisce palcoscenico e platea, artisti e pubblico, sogni e realtà. In questo momento speciale dell’anno, Il Giornale della Danza – con il suo direttore e la redazione tutta – desidera rivolgere a ciascuno di voi un augurio sincero e profondo. Grazie per aver camminato (e danzato) con noi: per la curiosità con cui seguite le novità, per la passione con cui sostenete i giovani talenti, per l’attenzione che dedicate alla tradizione e all’innovazione del nostro mondo. Che i prossimi mesi siano colmi di ispirazione, di studio, di crescita e di bellezza. Che le sale prova risuonino di energia positiva, che i teatri tornino a vibrare di applausi, che ogni danzatore trovi la forza di credere nel proprio percorso e ogni spettatore la magia di emozionarsi ancora. Continueremo a raccontare la danza con lo stesso impegno e la stessa cura, dando voce a chi vive di movimento e a chi, nel movimento, trova libertà. A tutti voi, lettori, artisti, ...

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2025 un anno di danza e balletto: resoconto generale

Il 2025 si è rivelato un anno di straordinaria vitalità per la danza e il balletto a livello globale, confermando il ruolo centrale di quest’arte nel panorama culturale internazionale. Le stagioni dei grandi teatri, i festival e le tournée hanno restituito un’immagine di forte equilibrio tra fedeltà al repertorio classico e spinta verso la sperimentazione contemporanea, con un’attenzione crescente alla multidisciplinarità, al dialogo interculturale e all’innovazione dei linguaggi scenici. Il repertorio classico: continuità, riletture e nuove generazioni Nel corso del 2025 i grandi titoli del balletto classico hanno continuato a occupare un posto di rilievo nei cartelloni dei principali teatri del mondo. Il lago dei cigni, Giselle, La bella addormentata, Don Chisciotte e Lo Schiaccianoci sono stati riproposti da numerose compagnie, spesso in allestimenti rinnovati dal punto di vista scenografico e drammaturgico. Molti direttori artistici hanno scelto di lavorare su nuove letture dei classici, mantenendo intatta la struttura coreografica tradizionale ma aggiornando costumi, luci e dinamiche interpretative. In diversi casi, le produzioni hanno messo in risalto una maggiore profondità psicologica dei personaggi, avvicinando il balletto narrativo alla sensibilità del pubblico contemporaneo. Il 2025 ha anche segnato l’ascesa di una nuova generazione di primi ballerini e ballerine nonché di solisti ed ...

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Viaggio nel dizionario francese dei codici accademici

Parlare con i piedi, pensare con il corpo, scrivere nell’aria: questa è l’essenza della danza classica. Ma ogni arte, anche la più eterea, ha bisogno di un linguaggio preciso, condiviso, scolpito nel tempo. E nella danza classica, questo linguaggio ha un nome e una lingua: il dizionario francese dei codici accademici. Non si tratta di un semplice elenco di termini, ma di un alfabeto in movimento, un sistema codificato che unisce generazioni di danzatori in ogni angolo del mondo. È un lessico nato a corte e cresciuto nei teatri, conservato nelle accademie, inciso nella memoria muscolare di chi balla. Nel XVII secolo, mentre l’Europa si agitava fra guerre e rivoluzioni, alla corte di Luigi XIV prendeva forma un’arte silenziosa e potentissima: la danza come disciplina accademica. Il Re Sole, che amava danzare tanto quanto governare, capì il potere del gesto ben ordinato. Nel 1661 fondò l’Académie Royale de Danse, chiamando a sé i migliori maestri per codificare i movimenti che fino ad allora erano stati lasciati all’intuizione. Fu così che nacquero le cinque posizioni dei piedi, l’en dehors, il principio dell’aplomb. Parole francesi, certo, ma che descrivevano idee universali di forma, equilibrio, armonia. Il francese non fu una scelta casuale: ...

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ATIP l’appello a Franceschini: teatri a capienza massima

“Sì al Green Pass come strumento di libertà, ma i teatri tornino alla capienza massima”: alla vigilia della prossima stagione teatrale e delle tanto attese riaperture dei luoghi dello spettacolo dal vivo, l’ATIP – Associazione Teatri Privati Italiani lancia un nuovo appello in una lettera inviata al Ministro della Cultura Dario Franceschini perché, si legge nel documento, “un’altra stagione senza poter svolgere piena attività – in misura quanto meno pari al 75% del periodo pre-Covid- il settore privato non se la può permettere”. ATIP – Associazione Teatri Privati Italiani lancia un nuovo appello Ministro Dario Franceschini   Sottolineando quanto l’intero comparto teatrale – dopo quasi 2 anni di sostanziale inattività dello spettacolo dal vivo – stia aspettando con ansia di poter ricominciare a lavorare nella massima serenità e in piena sicurezza (per il pubblico e per i lavoratori), l’Associazione -che riunisce le più importanti imprese di Spettacolo dal vivo private italiane- auspica un intervento chiarificatore del Ministro in seguito all’entrata in vigore del Green Pass sulle modalità di accesso e di fruizione, “affinché si fughi ogni dubbio circa l’abbattimento delle ulteriori restrizioni come il distanziamento fisico e il contingentamento delle capienze rispetto alle rispettive agibilità”. Green Pass sia lo strumento ...

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Ripartono i Teatri, riapre il Teatro alla Scala

Oggi, 10 maggio, il pubblico rientrerà alla Scala per assistere a uno spettacolo per la prima volta dal 22 ottobre, seppure a ranghi ridotti: non più di 500 spettatori che si distribuiranno nei palchi e in galleria per rispettare le norme anticovid. Ad esibirsi saranno il coro e l’orchestra di casa. Sul podio il direttore musicale Riccardo Chailly. Un modo quindi per ridare il benvenuto agli spettatori. Non a celebrare la ripresa delle attività perché questa non si è mai fermata con 35 serate in streaming fra opera, balletto e concerti. Si tratta anche di una ripartenza simbolica. Il giorno dopo (a 75 anni dal concerto diretto da Arturo Toscanini che riaprì il teatro dopo la ricostruzione post bellica) infatti l’esibizione verrà trasmessa dalle 12 in streaming su Raiplay e sul sito del teatro e alle 16:45 su Rai5 (con replica il 27 maggio alle 21.15) e alle 20:30 su Radio3. Non a caso proprio l’11 alle 11 in teatro verrà scoperta una targa in ricordo del sindaco Antonio Greppi che fortemente volle la ricostruzione della Scala bombardata. Come già voluto da Toscanini per il concerto del 1946, la musica non sarà preceduta da nessun discorso: le prime parole che ...

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Dal 27 marzo apertura Teatri: con quali procedure? E soprattutto a quale prezzo? E il pubblico?

“Il confronto con il Cts e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura dei teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend”. Lo scrive il Ministro della Cultura Dario Franceschini su twitter.      Il confronto con il CTS e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura di teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nei week end. A decorrere dal 27 marzo 2021, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. E’ quanto prevede una bozza del nuovo Dpcm. www.giornaledelladanza.com  

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