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Ettorina Mazzucchelli: l’arte del balletto come destino

Milano, in un giorno qualunque del primo Novecento, una bambina osserva in silenzio le tende mosse dal vento. Ha le dita tese, già affilate, e nel cuore una chiamata che non sa ancora nominare. La danza non è ancora un mestiere, né un’arte: è una spinta. È quell’urgenza segreta che vibra nelle caviglie anche quando si sta fermi. Ettorina Mazzucchelli nasce così: nel silenzio, nel rigore, nella disciplina che solo i corpi più puri sanno accettare. Entra giovanissima alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Là, tra le ombre dei corridoi e le ginocchia sbucciate sull’assito, apprende che la bellezza richiede obbedienza. Ma Ettorina non è una semplice esecutrice: lei ascolta. Ascolta con il corpo, con la schiena, con la punta delle scapole. Negli anni Venti il mondo inizia a muoversi a una velocità che la danza classica fatica a seguire. Ma lei, con la calma di chi conosce il proprio posto, si fa strada. È Londra a chiamarla per prima: all’Hippodrome, nella rivista Joybells, tra piume, costumi e musiche sincopate, Ettorina danza con una compostezza che sembra stonare — e invece incanta. Torna in Italia, e il suo nome comincia a farsi bisbigliare nei foyer. Torino, Roma, ancora ...

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Stop ai tabù: la danza maschile è coraggio quotidiano

Per decenni, la danza maschile è stata intrappolata dentro un immaginario riduttivo, fatto di luoghi comuni e giudizi sbrigativi. Un’arte millenaria, praticata da uomini in ogni epoca e cultura, è stata spesso raccontata come non adatta, non virile, non per tutti. Eppure, oggi più che mai, è evidente quanto questi preconcetti siano non solo infondati, ma anche fuori tempo massimo. La danza maschile sta vivendo una stagione di apertura e rinnovamento, ma soprattutto sta rivelando — lontano dai riflettori — un gesto di coraggio quotidiano. IL CORAGGIO DI SCEGLIERE IL PROPRIO LINGUAGGIO Per molti ragazzi, iniziare a danzare significa scontrarsi con il giudizio altrui prima ancora di imparare un passo. È nelle palestre scolastiche, negli spogliatoi, nelle conversazioni tra amici che nasce il primo ostacolo: La danza non è per maschi. Questo muro invisibile, ripetuto in mille varianti, è ciò che rende la scelta di danzare un atto di libertà. Un atto che richiede forza, più ancora della tecnica. La realtà, però, racconta altro: la danza maschile è fisicità, resistenza, coordinazione. È espressione, studio, dedizione. È un linguaggio completo, che chiede al corpo di essere potente e sensibile allo stesso tempo. È tutto fuorché debolezza. SCUOLE E PALCHI CHE CAMBIANO ...

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La danza vissuta come esplosione di assoluta libertà

C’è un momento, preciso e quasi impercettibile, in cui il corpo smette di obbedire alle regole del quotidiano e comincia a parlare un linguaggio tutto suo. È il momento in cui la danza diventa libertà pura: una scintilla che supera la tecnica, la logica, la gravità, e si trasforma in un gesto carico di verità. La danza, in fondo, non è solo arte. È una dichiarazione di indipendenza. Ogni passo è un atto di coraggio, ogni salto una sfida, ogni vibrazione un messaggio che nasce da dentro e si riversa nello spazio. Il ballerino non è più contenuto, trattenuto o definito: diventa un flusso inarrestabile, un’energia che scardina le costrizioni e afferma la propria presenza nel mondo. Quando si danza, il corpo non mente. Racconta ciò che le parole non riescono ad afferrare: la nostalgia, il desiderio, il bisogno di superare i limiti imposti dall’esterno o dall’interno. In un’epoca che ci vuole ordinati, rapidi e prevedibili, la danza rompe la linea retta. Ci ricorda che possiamo curveggiare, esplorare, rallentare o accelerare secondo il nostro ritmo. In pista, in sala, sul palco o nel silenzio di una stanza, il movimento diventa liberazione emotiva. 
È come aprire una finestra quando l’aria manca. ...

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Le scene più famose nei balletti classici del grande repertorio

Immaginate di entrare in un teatro illuminato da luci calde, dove il sipario si apre lentamente, e davanti a voi prende vita un mondo sospeso tra sogno e realtà. Nel grande repertorio classico, alcune scene rimangono indelebili nella memoria, non solo per la loro tecnica impeccabile, ma per la loro capacità di farci sentire la poesia del movimento. Si comincia con Giselle. Nel primo atto, il villaggio idilliaco sembra normale e reale, ma la tragedia si avvicina. Quando Giselle crolla consumata dalla follia e dalla disperazione, il silenzio cala sul pubblico. E poi, nel secondo atto, le Willi emergono come fantasmi eterei: linee perfette, movimenti sospesi, braccia leggere come piume. Giselle danza tra loro, ora spirito, ora figura umana, e il contrasto tra la sua pietà e l’energia implacabile di Myrtha crea una tensione che lascia senza fiato. È la quintessenza del romanticismo, un equilibrio tra terrore e bellezza. Allo stesso modo, nel secondo atto de Il Lago dei Cigni, Odette fluttua sul lago insieme alle sue sorelle cigni. Le loro linee perfettamente sincronizzate, la leggerezza dei salti, il port de bras che sembra sfidare la gravità, tutto contribuisce a un effetto ipnotico. Poi arrivano i piccoli cigni, con le ...

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Dieci tipi di danze che hanno conquistato i Social nel 2025

I Social continuano a trasformare il modo in cui balliamo: ciò che nasce in una sala prove può diventare virale in poche ore, mentre stili di nicchia trovano una nuova vita grazie a coreografi digitali e community globali.
 Ecco i 10 tipi di danza che nel 2025 sono esplosi su TikTok, Instagram e YouTube, tra challenge, remix e contaminazioni. 1. Afrobeats Fusion Energia allo stato puro: 
movimenti fluidi, spalle vibranti, footwork veloce: l’Afrobeats continua a dominare i trend grazie ad artisti che mescolano elementi tradizionali con stili moderni.
 È lo stile che più spesso genera coreografie virali in pochi giorni. 2. Heels Dance Tacchi, tecnica e tanta presenza scenica: il 2025 ha visto una nuova ondata di Heels: più inclusiva, aperta a tutte le corporature, e sempre più focalizzata sulla performance cinematografica. 
I video “one shot” in sala prove hanno spopolato. 3. K-pop Dance Cover 2.0: le cover non passano mai di moda, ma ora arrivano in versione “2.0” con inquadrature multiple, tagli stile videoclip, gruppi con outfit identici agli originali. 
Le fandom mantengono questo stile in cima ai trend quasi senza sforzo. 4. Latin Sensual (Bachata e Salsa Fusion): durante il 2025 cresce la popolarità delle coreografie “social-friendly”; meno ...

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Il fascino delle danze spagnole nei balletti classici di repertorio

Tra i diversi stili che popolano il grande repertorio del balletto classico, le danze spagnole occupano un posto speciale. Brillanti, colorate e ritmicamente complesse, esse rappresentano un ponte tra tradizione folklorica e virtuosismo teatrale, inserendosi in opere classiche come momenti di esotismo e spettacolo. Origine e funzione delle danze spagnole Le danze spagnole nei balletti classici non nascono come vera danza folklorica, ma come reinterpretazione teatrale dei ritmi e dei movimenti della Spagna, filtrati dalla sensibilità europea ottocentesca. Sono spesso introdotte come danze caratteriali, inserite nel secondo atto o come divertissement, per aggiungere varietà e colore al balletto. Il pubblico europeo del XIX secolo era affascinato dall’esotismo: l’“altro” culturale veniva rappresentato attraverso passi codificati, costumi suggestivi e musica dai ritmi incisivi. Tra le funzioni principali troviamo l’evidenziare la tecnica dei danzatori: battements, pirouettes e footwork ritmici sono tipici delle danze spagnole. Creare contrasto con le scene liriche o romantiche: il ritmo serrato e la precisione del movimento generano un effetto di spettacolo puro. Colorare la narrazione con un tocco esotico senza modificare la trama principale. Caratteristiche coreografiche delle danze spagnole Le danze spagnole nei balletti classici sono riconoscibili per alcuni elementi distintivi: Ritmo e dinamica: marcato, vivace, con accenti sincopati ...

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Les-Ballets-Trockadero-Monte-Carlo

51 anni di Les Ballets Trockadero de Monte Carlo

Cinquantuno anni dopo la loro nascita, Les Ballets Trockadero de Monte Carlo continuano a rappresentare una delle realtà più sorprendenti e affascinanti del panorama internazionale della danza. Ciò che era iniziato nel 1974 come una piccola avventura artistica newyorkese si è trasformato nel corso dei decenni in un fenomeno culturale globale, capace di conquistare generazioni di spettatori con un linguaggio unico: l’eleganza del balletto classico intrecciata all’umorismo più raffinato, in un gioco scenico che sfida le regole senza mai perdere la profondità del gesto artistico. Per comprendere la rivoluzione dei Trocks bisogna tornare nella New York degli anni ’70, una città che respirava libertà creativa, fermento sociale e desiderio di rompere schemi consolidati. In questo scenario di trasformazione culturale, un gruppo di giovani danzatori immaginò una compagnia che potesse unire tecnica accademica, teatralità e ironia, in un momento in cui il balletto classico era ancora percepito come un territorio rigido, quasi sacralizzato. La loro intuizione fu tanto audace quanto geniale: far danzare uomini en travesti interpretando i grandi ruoli femminili della tradizione classica, con calzamaglie, tutù, trucchi vistosi e soprattutto… con le punte ai piedi. Ma non come caricatura. Non come parodia. Bensì come dichiarazione artistica: dimostrare che la tecnica ...

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Bianca Scudamore: promossa Première danseuse all’Opéra di Parigi

Il 2026 si aprirà con una svolta destinata a lasciare un segno nel panorama del balletto internazionale: Bianca Scudamore, una delle personalità più luminose della scena francese, è stata promossa Première danseuse al Ballet de l’Opéra national de Paris, con effetto dal 1° gennaio. Una notizia che non sorprende gli addetti ai lavori, ma che conferma il percorso in ascesa di una danzatrice che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica grazie a talento, rigore e una presenza scenica magnetica. Nata in Australia e cresciuta artisticamente tra due continenti, Scudamore ha portato all’Opéra di Parigi una sensibilità internazionale che dialoga con la tradizione francese senza rinunciare alla freschezza di un approccio contemporaneo. È proprio questa sintesi – la purezza accademica temperata da una sorprendente modernità – che l’ha resa una delle interpreti più versatili della compagnia. La promozione a Prima Ballerina rappresenta un passaggio chiave nella struttura gerarchica dell’Opéra: un ruolo intermedio ma altamente significativo, che indica non solo fiducia nel potenziale dell’artista, ma anche la sua preparazione ad affrontare responsabilità più ampie. Con questa nomina, la compagnia scommette sul suo futuro, identificando in Scudamore non solo una performer d’eccellenza ma una possibile erede del prestigioso titolo di Étoile. Negli ultimi ...

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Roberto Fascilla, un ricordo nell’anniversario di nascita

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Roberto Fascilla, la danza sembra rallentare il suo respiro. C’è un momento, ogni anno, in cui il tempo si fa più sottile, quasi trasparente, e lascia intravedere l’eco di chi ha attraversato il palcoscenico con grazia, rigore e mistero. È un momento che non appartiene al calendario, ma alla memoria collettiva: quella memoria che non smette di ricordare i passi di chi ha trasformato il movimento in linguaggio, e il linguaggio in destino. Roberto Fascilla nasce di nuovo ogni volta che lo si nomina. E non perché il ricordo pretenda celebrazioni solenni, ma perché la sua Storia contiene qualcosa che non smette di fiorire: una disciplina gentile, un’inquietudine creativa, una dedizione che non si esaurisce nemmeno quando si spengono le luci del teatro. In questo giorno particolare, sembra quasi di vederlo ancora bambino, quando iniziò a danzare per rafforzare un corpo troppo fragile. Eppure, già allora, la fragilità non era un limite: era una promessa. Un richiamo silenzioso a cercare, nel gesto, una forma di equilibrio che il mondo non sempre sa offrire. La danza, per lui, non fu mai solo mestiere: fu un luogo in cui imparare a stare al mondo, un rifugio ...

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La tecnica maschile nel balletto classico accademico

Nel panorama del balletto classico accademico, il ruolo maschile ha storicamente subito una trasformazione significativa: da semplice supporto della ballerina principale a protagonista autonomo di virtuosismo e forza. La tecnica maschile, pur condividendo le basi comuni del balletto classico, richiede caratteristiche specifiche che la distinguono per energia, coraggio e precisione. La tecnica maschile si fonda su tre pilastri: forza fisica, stabilità e leggerezza dei movimenti. A differenza delle ballerine, la cui tecnica enfatizza l’elasticità, la linea e la fluidità, i danzatori maschi devono sviluppare una potenza esplosiva che consenta salti alti, grandi elevazioni e una sicurezza assoluta nei portés. La postura, pur essendo elegante, richiede maggiore tensione dei muscoli della schiena per sostenere i salti e i movimenti veloci. Uno degli elementi più caratteristici della tecnica maschile è il virtuosismo nei salti. I pas de chat, grand jeté, cabriole e i tours en l’air rappresentano vere e proprie dimostrazioni di forza e controllo. Non si tratta solo di altezza o distanza, ma di armonia tra slancio, posizione delle gambe e controllo della rotazione. Le batterie, sequenze rapide di battements des jambes, richiedono un sincronismo quasi musicale, precisione millimetrica e resistenza fisica notevole. Le pirouettes maschili, spesso eseguite in serie multiple ...

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