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L’Accademia Nazionale di Danza rende omaggio al Maestro Zarko Prebil a dieci anni dalla scomparsa

  Il 16 luglio alle ore 21.30 al Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza una serata-evento tra memoria, testimonianze e grandi protagonisti della danza internazionale Sarà una serata di grande emozione, memoria e celebrazione quella che si terrà il prossimo 16 luglio presso il Teatro Grande dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dedicata al ricordo del Maestro Zarko Prebil, figura straordinaria della danza internazionale, nel decimo anniversario della sua scomparsa. L’evento, fortemente voluto dall’Accademia Nazionale di Danza e dalla Direttrice Annamaria Galeotti, riunirà alcuni tra i più importanti nomi del panorama coreutico italiano e internazionale per rendere omaggio a un artista e grande maestro che ha lasciato un segno profondo nel mondo della danza e nella formazione di intere generazioni di danzatori. «Sono felice e onorata di presentare questa serata dedicata alla memoria del Maestro Zarko Prebil, figura fondamentale per la danza italiana e internazionale e punto di riferimento per generazioni di artisti. Per oltre trent’anni legato all’Accademia Nazionale di Danza, ha trasmesso con passione il valore della tradizione coreutica, formando danzatori, maestri e professionisti. Con questo omaggio desideriamo ricordare non solo il grande maestro e professionista, ma anche l’uomo che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’Accademia e ...

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Divi & Divine: Elisabetta Terabust, il rigore della perfezione

  Ci sono artisti che attraversano il proprio tempo e artisti che riescono a superarlo, lasciando un’eredità destinata a diventare patrimonio della storia della danza. Elisabetta Terabust appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Étoile di straordinaria autorevolezza, interprete di raro equilibrio tra tecnica e intensità espressiva, direttrice artistica e instancabile promotrice della formazione delle nuove generazioni, Terabust rappresenta una delle figure più importanti del balletto italiano del secondo Novecento. La sua carriera coincide con una stagione fondamentale per la danza italiana, quella in cui il patrimonio del grande repertorio classico si confronta con le nuove istanze della coreografia internazionale. In questo scenario, Elisabetta Terabust si distingue per una qualità interpretativa capace di unire disciplina accademica, musicalità e una profonda sensibilità teatrale. Nata a Varese il 14 agosto 1946, si forma alla Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diplomandosi giovanissima sotto la guida di maestri che ne riconoscono immediatamente le qualità. L’ingresso nel Corpo di Ballo del teatro romano avviene quando è ancora adolescente e la sua ascesa è rapidissima: nel giro di pochi anni conquista i ruoli principali del repertorio fino alla nomina a prima ballerina. L’incontro con il grande repertorio ottocentesco si rivela determinante. Giselle, Il ...

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La prima ballerina Maria Lozanova-Buzincu “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Radio and Juliet di Edward Clug. Il Teatro del cuore? La mia prima compagnia — Balletto Nazionale di Sofia. Un romanzo da trasformare in balletto? Via col vento. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le sei mogli di Enrico VIII. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù di Odile. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Libertà e gioia. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij, Il lago dei cigni — IV atto. Il film di danza irrinunciabile? Center Stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Vladimir Vasiliev. Il tuo “passo di danza” preferito? Piroette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Kitri — Don Chisciotte. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Per favore, danza per me. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Mente forte, desiderio, forza. Come ti vedi oggi allo specchio? Felice. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Tre compleanni, tre giganti della danza: Vasiliev, Ek e Haydée

Il 18 aprile riunisce, in una singolare coincidenza del calendario, tre personalità che hanno segnato in modo profondo e divergente la storia della danza del secondo Novecento: Vladimir Vasiliev, Mats Ek e Marcia Haydée. Tre percorsi artistici distinti, talvolta quasi opposti per estetica e formazione, ma accomunati da una centralità assoluta nella ridefinizione del linguaggio coreografico contemporaneo e del ruolo stesso dell’interprete nel teatro di danza. Considerati insieme, essi offrono una sorta di mappa ideale delle trasformazioni del balletto tra tradizione accademica, modernismo europeo e sperimentazione drammaturgica del corpo. Nel caso di Vladimir Vasiliev (18 aprile 1940), la storia della danza classica del XX secolo trova una delle sue incarnazioni più emblematiche. Formatosi alla Scuola del Bolshoi, Vasiliev si impose come uno dei più straordinari interpreti maschili del repertorio sovietico, incarnando una nuova idea di danzatore virile, non più semplice supporto della ballerina ma protagonista drammatico a pieno titolo. La sua interpretazione in Spartacus di Yuri Grigorovich rappresenta uno dei punti più alti di questa evoluzione: il corpo non è più soltanto strumento di virtuosismo, ma veicolo di una narrazione epica, quasi cinematografica, in cui forza fisica e tensione emotiva si fondono in una sintesi di grande impatto scenico. Parallelamente ...

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Ekaterina Maximova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Era soprannominata “Madame Niet”: Maximova era famosa per il suo perfezionismo. Durante le prove non esitava a dire “no” a coreografi o maestri se sentiva che un movimento non rispettava la musica o il personaggio. Questo le valse il soprannome affettuoso (ma significativo) di “Madame Niet”. Coppia artistica (e nella vita) con Vladimir Vasiliev: Fu partner storica – sul palco e nella vita privata – del celebre danzatore Vladimir Vasiliev. I due si sposarono nel 1961 e formarono una delle coppie più iconiche del balletto sovietico, paragonata spesso a Fonteyn e Nureyev per chimica e intensità scenica. Una Giselle leggendaria: La sua interpretazione di Giselle è considerata una delle più poetiche e tecnicamente raffinate del Novecento. Era celebre per la leggerezza quasi irreale nel secondo atto e per la profondità drammatica nel primo, unendo tecnica cristallina ed espressività intensa. Superò un grave infortunio alla colonna vertebrale: Negli anni ’70 subì un serio problema alla schiena che rischiò di interrompere la sua carriera. Con una disciplina ferrea e una lunga riabilitazione, riuscì a tornare sul palco ai massimi livelli, dimostrando una straordinaria forza. Non solo classico, talento drammatico e versatilità: Sebbene fosse una grande interprete del repertorio classico (Il lago dei ...

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Il danzatore del Bolshoi Filippo Ferdinando Pagani “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala perché mi ha formato e mi ha reso un ballerino professionista, il Teatro Bol’šoj di Mosca perché mi sta dando tante opportunità per la mia carriera. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, perché parla di amore assoluto, seduzione, follia e sacrifico. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti costumi mi lasciano emozioni diverse, il mio preferito è quello di Franz in Coppélia. Quale colore associ alla danza? Colore oro perché ogni volta che ballo sento di esprimere potenza e regalità. Che profumo ha la danza? Per me la danza profuma di zenzero, frizzante come il carattere dell’artista, bergamotto e pompelmo che irradiano vivacità e brio. La musica più bella scritta per balletto? Aram Il’ič Chačaturjan, Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vasiliev ed Ekaterina Maksimova. Il tuo “passo di danza” preferito? Giri alla seconda. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Filipp in Fiamme di Parigi, ...

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Il danzatore Vincenzo Petronzi “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Woolf Works di Wayne McGregor. Teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë, per l’intensità emotiva e la ricchezza dei personaggi, perfettamente traducibili nel linguaggio del balletto. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del primo atto del pas de deux de Lo Schiaccianoci all’Accademia del Teatro alla Scala, perché non mi faceva sentire distante da ciò che sono, anche fuori dal palcoscenico. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Ambra, perché è un profumo che si costruisce lentamente e resta nel tempo, proprio come la danza. La musica più bella mai scritta per il balletto? Ludwig Minkus, La Bayadère. Un film di danza indimenticabile? Dancer (2016), il documentario su Sergei Polunin, perché racconta il talento assoluto insieme alla fragilità del percorso. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Carla Fracci e Vladimir Vasiliev. Il tuo passo di danza preferito? L’arabesque, perché è il passo in cui la danza rinuncia a tutto ciò che è superfluo ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Il Direttore Jan Broeckx “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta di Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? Minus 16 di Ohad Naharin. Il Teatro del cuore? Bayerisches Nationaltheater. Un romanzo da trasformare in balletto? Gone with the wind. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Singing in the rain. Il costume di scena indossato che hai preferito? Romeo (versione di Cranko). Quale colore associ alla danza? Tanti… ogni movimento possiede un colore differente. Che profumo ha la danza? Tanti… stesso discorso del colore. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Prokofiev. Il film di danza irrinunciabile? White nights. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vasiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo “passo di danza” preferito? Temps leve (molto difficile da eseguire correttamente). Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Frollo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Roland Petit. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Quasi non c’è più l’aspetto artistico nella danza, si danza solo tecnicamente senza veri sentimenti… Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Necessaria, difficile, da continuare sempre. Come ti vedi oggi allo specchio? Invecchiato ma ...

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Auguri di buon compleanno a Svetlana Zakharova, prima ballerina assoluta

Oggi compie gli anni Svetlana Jur’evna Zacharova (Luc’k, 10 giugno 1979) celebre prima ballerina assoluta del Teatro Bol’šoj di Mosca ed étoile internazionale. Svetlana Zakharova ha studiato presso l’Istituto Coreografico di Kiev (classe di Valeria Sulegina). Ha continuato la sua formazione all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo dove è stata ammessa direttamente alla terza classe, quella del diploma (diretta da Elena Evteyeva). Nel 1996 entra a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e l’anno seguente viene nominata prima ballerina. Svetlana fu notata dall’eccezionale insegnante del Mariinskij e nota ballerina, Olga Moiseeva. Sotto la sua guida, Zakharova debutta come Maria ne La fontana di Bachchisarai. In seguito danza Gulnara ne Il Corsaro e nella coreografia Chopiniana. Il suo ampio repertorio al teatro sanpietroburghese include i ruoli principali dei seguenti balletti, tra i tanti interpretati: La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, La Bayadère, Don Chisciotte, Shéhérazade, Romeo e Giulietta, Il Lago dei Cigni, Giselle, Les Sylphides, Le Poème de l’Extase, L’histoire de Manon, Etude. Tra le creazioni di George Balanchine di cui è stata protagonista si ricordano Apollon Musagète, Serenade, Symphony in C, Jewels, Čajkovskij pas de deux. Nel 2000, ha ballato Lo Schiaccianoci nella versione di Balanchine al New York ...

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