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Tag Archives: Wiener Staatsballett

Capodanno a Vienna: tradizione e visione coreografica [RECENSIONE]

Vienna inaugura il 2026 riaffermando il proprio ruolo di capitale simbolica dell’eleganza europea, ma lo fa senza rifugiarsi nella semplice celebrazione del passato. Il Concerto di Capodanno di quest’anno si impone piuttosto come un rito rinnovato, capace di fondere tradizione, visione coreografica e sensibilità contemporanea in un unico racconto coerente e profondamente ispirato. Nel riverbero dorato del Musikverein, i Wiener Philharmoniker diretti da Yannick Nézet-Séguin hanno dato forma a un inizio d’anno di rara misura e naturalezza. Il repertorio straussiano, cuore pulsante dell’evento, è stato affrontato non come un esercizio di stile codificato, ma come materia viva: i valzer si sono dispiegati come narrazioni intime, sospese tra nostalgia e sottile ironia, mentre le polke hanno brillato per precisione e slancio, animate da un’energia controllata e mai ostentata. La musica sembra respirare con l’orchestra, restituendo l’immagine di una Vienna consapevole delle proprie radici ma pronta a rileggerle con intelligenza timbrica e cura del dettaglio. È però nella dimensione coreografica che il Concerto di Capodanno 2026 trova il suo vero punto di approfondimento. John Neumeier firma una visione che non si limita ad accompagnare la musica, ma la ascolta dall’interno. La danza diventa un’estensione del suono: ogni gesto nasce da una frase ...

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La danzatrice che non smette di rinascere: Alessandra Ferri e Vienna

Nel mondo del balletto esistono figure che non soltanto interpretano la danza, ma la trasformano. Alessandra Ferri è una di queste. Per oltre quattro decenni ha incarnato un’idea di femminilità scenica che fonde tecnica, intensità emotiva e una qualità narrativa rara. Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo alla guida del Wiener Staatsballett, dopo una carriera che da sola basterebbe a riempire le pagine di un manuale di storia della danza. L’ascesa di Ferri comincia a Londra, dove si forma alla Royal Ballet School. Qui, sotto gli occhi attenti dei maestri che hanno fatto la storia del balletto britannico, rivela una maturità espressiva sorprendente per la sua età. Non è una sorpresa, quindi, che il Royal Ballet la promuova principal dancer appena diciannovenne: un record che segna il primo tratto di una carriera destinata a non conoscere confini. Dopo Londra, New York: all’American Ballet Theatre diventa partner di star assolute come Baryshnikov, consolidando la sua fama di ballerina capace di coniugare virtuosismo e drammaturgia. Poi Milano, dove dal 1992 diventa étoile del Teatro alla Scala. È qui che interpreta i ruoli che la renderanno immortale: Manon, Giselle, Marguerite and Armand, Romeo and Juliet. Ogni personaggio prende vita attraverso la sua sensibilità ...

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“Romeo e Giulietta” di John Cranko al Regio di Torino

Da venerdì 5 a domenica 14 dicembre per dieci rappresentazioni va in scena Romeo e Giulietta, balletto in tre atti musicato da Sergej Prokof’ev sul libretto che lo stesso Prokof’ev e Sergej Radlov trassero dalla tragedia di Shakespeare. L’interpretazione è affidata al prestigioso Balletto del Teatro Nazionale di Praga. La coreografia è di John Cranko; scene e costumi originali di Jürgen Rose; coreologia e ripresa di Jane Bourne; messa in scena di Filip Barankiewicz, direttore artistico della Compagnia; luci di Jürgen Rose e Valentin Däumler. L’Orchestra del Teatro Regio è diretta dal Maestro Václav Zahradník. Commissionato dal Bol’šoj nel 1933, abbozzato nel 1934 e completato nel settembre 1935, Romeo e Giulietta affrontò da subito resistenze in ambito sovietico. Prokof’ev rielaborò la partitura — anche su stimolo di direttore d’orchestra, orchestrali e ballerini, tra cui la star dell’epoca Galina Ulanova — abbandonando l’ipotesi di un lieto fine per restituire la verità tragica della vicenda. L’interesse di Ėjzenštejn nel 1938 testimonia la potenza visiva di questa scrittura che debuttò proprio nel 1938 a Brno, vicino a Praga; la versione oggi più eseguita vide la luce al Kirov l’11 gennaio 1940. In queste pagine l’energia “barbarica” delle prove giovanili si fonde con una ...

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Alessandra Ferri nominata direttrice artistica del Wiener Staatsballett dal 2025

Alessandra Ferri sarà la nuova direttrice del Wiener Staatballett  a partire dal primo settembre 2025 . A settembre 2025, Alessandra Ferri prenderà il posto di Martin Schläpfer alla guida del Balletto di Stato di Vienna. Lo hanno annunciato il Direttore dell’Opera di Vienna, Bogdan Rošcic, e la Direttrice della Volksoper, Lotte de Beer. Ferri è riuscita a prevalere sugli altri 39 candidati grazie alla sua visione artistica e ai suoi piani per lo sviluppo futuro del Balletto di Stato di Vienna, come è stato dichiarato durante una conferenza stampa. “I colloqui con lei sono stati particolarmente stimolanti per me e Lotte de Beer”, ha detto Rošcic. “L’abbiamo trovata incredibilmente analitica durante i colloqui”. Ferri si è detta “incredibilmente onorata” del nuovo incarico. “È come se tutti i miei sogni si fossero avverati e che ora fosse il momento giusto per condividere la mia esperienza”.

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GD Web TV: “Sylvia” – Teatro alla Scala

Sarà in scena al Teatro alla Scala fino al prossimo 14 gennaio Sylvia, pièce nuova produzione del Teatro alla Scala, in coproduzione con il Wiener Staatsballett. Un balletto di tre atti, molto intenso. Questo il prologo: fra sogno e realtà. Diana, dea della caccia, vede in Sylvia, a lei legata dalla passione venatoria e da un voto di castità, un ri[esso di sé. Eppure la dea è irrequieta. All’improvviso dinnanzi ai suoi occhi non c’è più Sylvia, bensì Endimione, l’ardente innamorato che ella ha fatto addormentare per poterlo contemplare in eterno da uomo giovane e bello, senza mai infrangere il proprio voto. Diana si sforza di ritrovare il controllo, ma Endimione è lì davanti a lei preso dalla passione… La dea cede! Un attimo. Poi, riecheggia il corno che la riporta inesorabilmente alla realtà. Sia grazia agli dèi! Davanti a lei c’è di nuovo Sylvia! Diana afferra l’arco: che la caccia abbia inizio. www.giornaledelladanza.com

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GD Web TV: Wiener Staatsballett – Forsythe | van Manen | Kylián

Quando Jiří Kylián, allora direttore artistico del Nederlands Dans Theatre, ha presentato la sua “Sinfonia dei Salmi” nel 1978, ha anche dato slancio all’intero sviluppo dell’ensemble e la coreografia si è guadagnata la reputazione di essere un capolavoro che celebra la danza in tutte le sue sfaccettature con percorsi idiosincratici vanno avanti fino ad oggi. Allo stesso modo, nel 1984, l’artefatto di William Forsythe fu creato come un “inno al balletto”, i cui momenti centrali furono condensati 20 anni dopo da lui nell’omonima suite. Con “Trois Gnossiennes” (1982) e “Solo” (1997) di Hans van Manen, sono in programma altri due lavori che consentono di trarre conclusioni sugli sviluppi stilistici o sulle conversioni dei rispettivi coreografi.   www.giornaledelladanza.com

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Il profumo del palcoscenico: intervista a Davide Dato

Davide Dato è nato nel 1990 a Biella in Piemonte. Dopo aver frequentato una scuola di recitazione nella sua città natale (attratto dal mondo del teatro), Davide inizia a ballare all’età di otto anni dapprima con la danza moderna ed in seguito con la danza classica accademica. Davide si è brillantemente diplomato all’età di 17anni presso la Scuola di Stato di Vienna e ha conseguito una specializzazione presso la School of American Ballet di New York. Si è unito al Balletto di Stato di Vienna nel 2008, nel 2011 è stato nominato Demi-solista della Wiener Staatsballett, nel 2013 è stato promosso Solista ballerino e nel 2016 è stato nominato Primo ballerino del Balletto di Stato di Vienna. Si è esibito come Solista in moderno così come nelle produzioni più classiche del repertorio di Stato. Ha preso parte danzando al famoso “Concerto di Capodanno” in diretta da Vienna trasmesso in mondovisione, negli anni 2011, 2012, 2015 e 2016. Con l’Arena di Verona è Guest Artist ed in qualità di ospite ha ballato in Giappone, Russia, America ed Europa. Gentile Davide, tu arrivi dal bellissimo Piemonte, come ti sei accostato alla danza e qual è stato il percorso artistico che ti ha ...

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Davide Dato al Festival Tener-a-mente nel ruolo di Don José

Si erano progressivamente ridotti fino a sparire, gli appuntamenti di danza nel cartellone del Festival Tener-a-mente a Gardone Riviera (BS) nella splendida cornice del Teatro del Vittoriale dannunziano. Per fortuna quest’anno accanto a numerosi eventi musicali o legati alla letteratura, torna la danza, con un appuntamento speciale. Domenica 30 luglio alle ore 21.15, va in scena infatti Carmen di Amedeo Amodio, che vede nei panni di Don José il primo ballerino del Wiener Staatsballett Davide Dato, affiancato dalla Carmen di Alice Firenze (collega all’opera viennese) e dall’Escamillo di Marco Lo Presti. In questa versione di Carmen, ispirata comunque al racconto di Merimée e accompagnata dall’immortale musica di Bizet, i due personaggi si incontrano dopo la fine della rappresentazione: in palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene, ma a poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte: è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei ...

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I Solisti dell’Opera di Vienna a Modena

Va in scena il 9 aprile la serata dei Solisti del Wiener Staatsballett, al Teatro Comunale “L. Pavarotti” di Modena. La serata vede protagonisti i ballerini dell’Opera di Vienna, uno dei corpi di ballo più noti d’Europa, che si esibiranno in un programma costruito appositamente per ModenaDanza: una carrellata di brani di repertorio, tra i più importanti e belli, un viaggio che attraversa il Novecento, fino alla novità di Patrick De Bana, creata per mettere in mostra le straordinarie potenzialità del corpo di ballo diretto da Manuel Legris dal 2010. Il programma si apre con Laurentia pas de six, estratto dal virtuosistico balletto Laurencia che esalta la capacita tecnica degli interpreti e che raramente si vede in scena, creato per i ballerini della Russia Sovietica e che fu riadattato nel 1964 da Nureyev per il Royal Ballet di Londra. Segue l’Adagio Hammerklavier di Hans van Manen, su musica di Beethoven, una coreografia elegante, dalla grande forza espressiva e dalla forte componente intellettuale: le tre coppie eseguono i passi fondamentali del balletto, e sono i piccoli dettagli a fare la differenza, creando via via una atmosfera sempre più lirica. Windspiele di De Bana, creazione del 2013, su musica di Tchajkovskji, gioca ...

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