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“MODÌ, musica(l) per anime a colori” al Teatro Leonardo da Vinci

April 24, 2012

 

Il palcoscenico del Teatro Leonardo da Vinci di Milano dal 2 al 6 maggio ospiterà MODÌ, musica(l) per anime a colori, un musical sulla storia appassionante e drammatica di uno degli artisti più popolari di inizio Novecento: Amedeo Modigliani. Con regia, libretto, musiche e testo del musicista e compositore milanese Gipo Gurrado, la rappresentazione prodotta da Tiktalik Teatro e dalla Compagnia Odemà porterà in scena attori (Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio, Davide Gorla, Chiara Muscato, Ilaria Pastore, Cristina Zamboni) e musicisti (Francesco Saverio Gliozzi, violoncello, Gipo Gurrado, chitarra, Mell Morcone, pianoforte, Mauro Sansone, batteria).

L’occasione nasce dalla rilettura da parte del regista della vita artistica e privata di Modigliani, spunto per il tentativo di rappresentarla in forma di musical dalla partitura musicale continua su cui si articolano scene, frammenti, spot in contrasto proprio con la linearità della partitura. Della vita dell’artista, votata all’arte e agli eccessi e condotta fino all’autodistruzione, si è in diversi luoghi ed epoche parlato, scritto, girato e cantato. Una storia che nel tempo ha appassionato, oltre gli amanti della storia dell’arte, registi, cantanti, poeti e scrittori.

«La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno» scriveva Amedeo Clemente Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920) sul ritratto della modella Lunia Czechowska. Una vita, quella di Modì, travagliata già dal suo esordio nel mondo in una famiglia la cui sorte fu segnata dalla sfortuna economica  nella quale fu presto abituato a vivere.

Costretto spesso in casa a causa della salute estremamente cagionevole (colpito prima da febbre tifoide, poi da polmonite e tubercolosi), sin da bambino mostrò la grande passione per il disegno che lo accompagnerà nella sua vita, diventandone protagonista e strumento per incanalare e dare sfogo alla depressione di cui soffriva come altri membri della sua famiglia.

Nel 1902 potè iscriversi alla Scuola libera di Nudo di Firenze prima di trasferirsi a Venezia, dove conobbe per la prima volta alcol e droga, suoi prossimi compagni di vita nella Parigi che vide dal 1906 crescere parallelamente il suo talento artistico e la sua passione per l’autodistruzione. In questa città strinse rapporti di amicizia e sodalizi con molti artisti di cui i caffè della città pullulavano e incontrò Jeanne Hébuterne, amore della sua vita. Questa giovane pittrice diede alla luce sua figlia e gli rimase accanto nonostante i suoi vizi stessero logorando e aggravando irreversibilmente il suo stato di salute già precario.

Modigliani moriva nel1920 a trentacinque anni, lasciando una figlia di 20 mesi e sua moglie Jeanne incinta del secondo figlio. Due giorni dopo la sua morte, Jeanne si suicidava nella casa dei suoi genitori portandosi con sé la creatura che aveva in grembo. Gipo Gurrado a maggio darà la possibilità agli spettatori di assistere alla sua personale visione del mito di Modigliani, a «questa affascinante epopea lasciandone i contorni sfuocati e procedendo per macchie di colore, di ricordi, di atmosfere».

ORARI & INFO

2, 3, 4 e 5 maggio ore 20.45, 6 maggio ore 16.00

Teatro Leonardo da Vinci

Via Ampère, 1 – Milano

Info: (+39) 02 26681166

www.teatroleonardo.it

 

Adriana Miccoli

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