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41^ edizione di Operaestate Festival, intitolata Anno1 P.Q./Ecologie del Presente

Si apre sabato 17 luglio la 41^ edizione di Operaestate Festival, intitolata Anno1 P.Q./Ecologie del Presente, un titolo all’apparenza insolito, ma che riassume come il 2021 sia per il Festival l’anno 1 post quarantennale, e – per l’umanità intera – anche il primo anno, dopo la lunga quarantena. Un Anno 1 P.Q. che il festival dedica alle Ecologie del presente, dove la parola Ecologie riflette l’indagine degli artisti del festival sulle relazioni tra umanità e natura, umanità e scienze, umani e umani, cercando spunti di riflessione e ispirazione per un futuro diverso, che metta al centro il benessere individuale e collettivo.

La pandemia, infatti, ha avuto e continua ad avere un impatto sulla quotidianità dei corpi e della psiche dell’individuo e della collettività, e l’arte della danza, che fa del corpo e delle emozioni il proprio centro, non può prescindere da una riflessione al riguardo.

Per questo, la programmazione di danza del festival mette al centro l’umanità, attraverso le immagini poetiche ed emozionanti evocate da un corpo danzante. E non può quindi che aprirsi con una serata dedicata ad abbracci ed empatia: è infatti Aterballetto la prima compagnia ad abitare il palcoscenico del teatro al Castello di Bassano (17/7). In scena nella serata Antoher Story / Alpha Grace / Secus, una piccola antologia di coreografie firmate da due trentenni curiosi e in fase di maturità creativa: Diego Tortelli crea una coreografia pensando al gesto impossibile dell’ultimo anno, l’abbraccio; mentre Philippe Kratz firma una riflessione sull’empatia, forma di comunicazione gentile tra persone. Chiude il programma Secus, una creazione di Ohad Naharin dall’insolito stile musicale, che unisce suoni elettronici e melodie indiane alle armonie dei Beach Boys. 

Nell’indagine delle ecologie delle emozioni, non po’ mancare l’amore, a cui è dedicato il trittico di MMCompany, Love Poems (29/7), in prima nazionale. Una serata che dalla complessità del passo a due Duò d’Eden di Maguy Marin, passa agli sfortunati innamorati Romeo e Giulietta riletti dal duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi (Juliet Juliet Juliet), fino all’aspetto più primitivo dell’amore investigato da Thomas Noone in Brutal Love Poems.

Al centro dell’indagine anche il rapporto con l’eredità del balletto e il dialogo tra presente e passato: è la serata Swans (22/7) in prima nazionale, frutto di un progetto in partenariato con numerose altre organizzazioni nazionali, che invita artisti diversi per esperienza e linguaggi a re-interpretare La morte del cigno (celebre assolo creato da Fokine per la leggendaria Anna Pavlova). Accanto alla versione classica interpretata da Virna Toppi, prima ballerina del Teatro alla Scala, in scena le creazioni originali di Chiara Bersani, Collettivo MINE, Silvia Gribaudi, Philippe Kratz e di Camilla Monga.

 

La danza esce dai confini del palcoscenico e invita gli spettatori in splendidi scenari naturali e urbani. È il caso della creazione commissionata a quattro danzatrici under30 del territorio (Vittoria Caneva, Ilaria Marcolin, Anna Grigiante ed Elena Sgarbossa) per gli spazi dell’Orto Botanico di Padova (18/7, e in anteprima a Villa Bolasco a Castelfranco Veneto il 3/7), intitolata Ossigeno; ma anche delle creazioni site specific per il museo di Arte Sella, affidate a Daniele Ninarello, Silvia Sisto, Vittoria Caneva e Andrea Costanzo Martini (11 e 12/9). Ma anche il tradizionale appuntamento in Villa da Porto a Montorso, Dance in Villa, quest’anno affidato a Chiara Frigo e Collettivo MINE, mentre abita il parco di Isola Vicentina la danza di Siro Guglielmi con la musicista Rosa Brunello (29/8). Coinvolta anche la comunità locale di danzatori e danzatrici “teen” del territorio per la nuova creazione della coreografa Adriana Borriello (31/7) ai Giardini Parolini di Bassano del Grappa. Infine, attraverso un processo di trasmissione digitale, la canadese Mélanie Demers crea una partitura coreografica per danzatori italiani che abiteranno la piazza di Montebelluna (18/9).

 

Dalla seconda metà di agosto spazio a B.Motion, la sezione del festival dedicata ai linguaggi del contemporaneo e agli artisti emergenti, che per la danza vede in scena 13 prime nazionali in diversi spazi della città di Bassano del Grappa dal 19 al 22 agosto. B.Motion Danza 2021 invita gli artisti a investigare il rapporto tra esperienza individuale ed esperienza collettiva: come siano cambiate in tempi di distanziamento e come sia ancora possibile trasformare un’esperienza personale in esperienza di comunità attraverso la tecnologia.

All’interno del programma, trovano quindi spazio lavori che introducono il dialogo con le nuove tecnologie o che propongono nuove forme di partecipazione agli eventi: è il caso del dispositivo Springback Ringsidesviluppato dal network Aerowavesche porta, attraverso la realtà virtuale, il meglio della danza europea a gruppi di spettatori in totale sicurezza. In programma a Bassano i lavori di Julien Carlier (20 e 21/8), Linda Hayford e Viktor Černický (a ottobre, parte del progetto europeo Shape It, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea, dedicato alla danza per il giovane pubblico).

Mettono in campo nuove tecnologie anche il lavoro composto da danza, testo e musica di Jesus de Vega con Chai Blaq (22/8), ma anche di Masako Matsushita con Mugen Yahiro (21/8), entrambi parte del progetto europeo VIBES, sostenuto da Creative Europe, che sviluppa partiture coreografico-sonore che coinvolgono direttamente il pubblico, attraverso innovative tecnologie condensate in una semplice app per smartphone.

L’attenzione ai nuovi linguaggi artistici e coreografici tipica di B.Motion continua con la presentazione anche della selezione di coreografi emergenti Aerowaves 2020/21: dal dialogo tra musica e danza di Ingrid Berger Myhre & Lasse Passage (21/8), allo studio delle forme dell’acqua firmato da Lois Alexander (19/8), diplomatasi alla prestigiosa Juilliard School, alla camaleontica creazione di Joseph Simon, fino al poetico passo a due di Adriano Bolognino dedicato agli amanti di Pompei (20/8).

Nascono da forme ibride di ricerca digitale e in studio, invece, le produzioni che coinvolgono artisti italiani e del territorioFabio Novembrini torna a Bassano con l’inedita creazione sviluppata tra Italia e Québec con James Viveiros (19-22/8); la coreografa Sara Sguotti prosegue il lavoro con i danzatori Dance Well, coinvolgendoli in una vera sfida dedicata ai linguaggi dell’hip-hop che ha visto collaborare alla creazione dei costumi gli studenti dell’Istituto Scotton (19-22/8), mentre alcuni giovani coreografi del territorio presenterà le pratiche artistiche nate dal dialogo col collettivo The Field di Zurigo (19-22/8).

A completare la panoramica sui linguaggi della danza contemporanea italiana, l’intensa creazione che investiga i temi della metamorfosi e della meditazione, firmata da Stefania Tansini (20/8), e il nuovissimo gioco performativo Miss Lala al circo Fernando, nato dalla collaborazione tra Chiara Frigo e Marigia Maggipinto, e dedicato alla collaborazione di quest’ultima con la rivoluzionaria Pina Bausch (19-22/8).

Oltre alle rappresentazioni e agli eventi dal vivo il Festival sviluppa un programma parallelo nello spazio digitale con pratiche fisiche e conversazioni ogni mattina nello spazio digitale, e una programmazione speciale di approfondimenti e incontri internazionali sui canali social del festival.

B.Motion include anche la Summer School all’interno della quale si disegnano percorsi declinati per differenti target: quest’anno attivi workshop per danzatori e danzatrici dagli 8 ai 13 anni (Mini B.Motion), con i coreografi Andrea Rampazzo e Martina La Ragione, e per professionisti del movimento, grazie agli incontri di Sharing Training, appuntamenti di allenamento condiviso pensati dagli artisti del territorio per gli artisti residenti o di passaggio. Non mancheranno classi aperte a tutti, condotte da alcuni artisti ospiti, online. Durante tutta l’estate, si sviluppano anche i programmi per danzatori teen: a giugno il progetto LIFT, a luglio i laboratori gratuiti con le coreografe Linda Hayford, parte del progetto europeo Shape It, e Adriana Borriello, parte di ResidanceXL.

© www.giornaledelladanza.com

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