
Il balletto classico preferito?
Don Quixote.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Giselle di Akram Khan.
Il Teatro del cuore?
Teatro Nazionale Finlandese.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Secondo me Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: visto che nasce già dentro un ballo, perché la danza, più delle parole, sa raccontare il tempo che passa.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il padrino.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Basilio (terzo atto).
Quale colore associ alla danza?
Bianco.
Che profumo ha la danza?
La danza profuma di storia, tradizione, pece, legno del palco ma anche di innovazione e libertà.
La musica più bella scritta per balletto?
Passo a due di Schiaccianoci.
Il film di danza irrinunciabile?
Billy Elliot.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Michail Baryšnikov e Alicia Alonso.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Qualsiasi tipo di pirouette.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Basilio, perché come interpretazione e carattere mi è molto affine.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Per citare uno tra i tanti direi Marius Petipa.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
La ringrazierei per aver insegnato agli esseri umani una forma di comunicare che va al di là delle parole.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Disciplina, arte ed emozione.
Come ti vedi oggi allo specchio?
Artisticamente cresciuto ma cosa più importante sulla strada giusta.
Michele Olivieri
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