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Analisi coreografica e stilistica del Don Chisciotte di Nureyev

Il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev rappresenta una delle più compiute sintesi tra il rispetto della grande tradizione accademica e una concezione moderna della drammaturgia coreografica. Lontano dall’essere una semplice ripresa del celebre balletto ottocentesco concepito da Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus, la versione di Nureyev si configura come una vera e propria rifondazione interpretativa del capolavoro, capace di esaltarne tanto la brillantezza virtuosistica quanto la profondità teatrale. La recente ripresa al Teatro alla Scala ha confermato, ancora una volta, la straordinaria vitalità di una produzione che continua a rappresentare uno dei vertici del repertorio classico internazionale. L’approccio coreografico di Nureyev si fonda su un principio fondamentale: il balletto classico non è una successione di variazioni virtuosistiche, ma un organismo drammatico in cui ogni passo, ogni gesto e ogni costruzione spaziale partecipano alla definizione del racconto. In questa prospettiva, Don Chisciotte perde qualsiasi carattere puramente decorativo per assumere una dimensione teatrale estremamente articolata, nella quale il virtuosismo diventa linguaggio espressivo e non semplice esibizione tecnica. Ciò che distingue immediatamente la scrittura coreografica di Nureyev è la densità del movimento. Le sequenze si sviluppano secondo una continuità quasi ininterrotta, evitando qualsiasi staticità compositiva. I tempi morti vengono eliminati attraverso ...

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Alla Scala torna il Don Chisciotte di Nureyev

Torna in scena il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, cavallo di battaglia della compagnia scaligera fin dal 1980, quando il celebre balletto entrò in repertorio proprio con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci. Con la sua frizzante energia e i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi. Sulla musica immediata di Minkus le avventure di Don Chisciotte e del fido scudiero Sancho Panza si incrociano, o meglio fanno da pretesto per una storia d’amore e per una serata di scoppiettante danza, scintillante e piena di temperamento, con divertenti ruoli comprimari e virtuosistici ruoli principali. Fra fughe, inganni e travestimenti, Don Chisciotte danzerà con la sua Dulcinea, la giovane Kitri e il barbiere Basilio coroneranno il loro sogno. 2, 4, 7, 8, 10, 13, 15, 16 luglio 2026 DON CHISCIOTTE Coreografia Rudolf Nureyev Musica Ludwig Minkus Orchestrazione e adattamento John Lanchbery Scene Raffaele Del Savio Costumi Anna Anni Supervisione ai costumi Irene Monti Luci Andrea Giretti Direttore Gavriel Heine Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla ...

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Ballet Stories for Kids: quando i balletti diventano storie da leggere

  Tra le pubblicazioni più recenti dedicate alla divulgazione del balletto per i più giovani si colloca Ballet Stories for Kids, una raccolta firmata da Rosa Voland che propone un incontro diretto e immaginativo con alcune delle storie più celebri della tradizione coreutica. Il volume nasce con un obiettivo chiaro: trasformare i grandi balletti del repertorio internazionale in racconti brevi e accessibili, capaci di avvicinare i bambini — e spesso anche i loro genitori — ad un universo artistico che molti conoscono solo superficialmente o che hanno visto raramente in teatro. La scelta di raccontare il balletto attraverso la forma della fiaba non è casuale. Gran parte delle opere che compongono il repertorio classico nasce infatti da racconti fantastici, leggende popolari o opere letterarie ricche di magia e avventura. Prima di diventare coreografie e spettacoli scenici, queste storie esistevano già come narrazioni piene di incantesimi, trasformazioni e personaggi memorabili. Il libro recupera proprio questa dimensione narrativa originaria, riportando al centro il piacere del racconto e permettendo al lettore di entrare nei mondi immaginari del balletto con naturalezza e curiosità. All’interno del volume compaiono alcune delle trame più iconiche della storia della danza teatrale. Tra queste troviamo Swan Lake, il celebre ...

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Il balletto classico racconta l’eterno paradosso dell’amore

Nel grande tempio del balletto classico, dove la musica si fa respiro e il gesto diventa destino, le coppie leggendarie non sono soltanto amanti: sono archetipi. Figure speculari che incarnano luce e ombra, carne e spirito, istinto e redenzione. Ogni passo a due è un dialogo cosmico, un’ellisse tracciata nell’aria che unisce il visibile all’invisibile. Tra tutte, Odette e Siegfried – anime eterne de Il lago dei cigni – danzano il dramma dell’illusione e della fedeltà. Lei, cigno bianco, è la purezza imprigionata, la luna riflessa sull’acqua scura del sortilegio; lui, principe inquieto, è l’uomo diviso tra l’apparenza e la verità. Nel loro adagio il tempo si sospende: le braccia di Odette sono ali e preghiera, promessa e addio. Il loro amore non redime il mondo, ma lo rivela nella sua fragilità. Speculare e ingannevole è la fiamma che arde tra Kitri e Basilio in Don Chisciotte. Qui l’amore è terra rossa e sole verticale, è ventaglio che si apre come un segreto svelato. I loro fouettés e i salti brillano come lame di luce: non c’è tragedia, ma trionfo; non incantesimo, ma astuzia e vitalità. Sono l’eros che ride, l’arguzia popolare che vince sull’autorità, la celebrazione del corpo come ...

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Il danzatore Giulio Diligente “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Akram Khan. Il Teatro del cuore? Teatro Nazionale Finlandese. Un romanzo da trasformare in balletto? Secondo me Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: visto che nasce già dentro un ballo, perché la danza, più delle parole, sa raccontare il tempo che passa. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il padrino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Basilio (terzo atto). Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? La danza profuma di storia, tradizione, pece, legno del palco ma anche di innovazione e libertà. La musica più bella scritta per balletto? Passo a due di Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Alicia Alonso. Il tuo “passo di danza” preferito? Qualsiasi tipo di pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio, perché come interpretazione e carattere mi è molto affine. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Per citare uno tra i tanti direi Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? ...

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La Compagnia della Scala diretta da Frédéric Olivieri in Cina

A vent’anni esatti dalla prima tournée in assoluto della Scala in Cina, avvenuta proprio con il Corpo di Ballo, e a due anni dalla più recente trasferta in Cina, la Compagnia torna al National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Pechino, dove dal 21 al 25 gennaio si esibirà sul palcoscenico dell’Opera House, dalla capienza di oltre 2200 posti, con due balletti mai portati prima nella Capitale cinese: Don Chisciotte e Serata William Forsythe – The Blake Works. Cinque le rappresentazioni, due le produzioni in scena, per questa che è la settima tournée del Balletto della Scala in Cina, dopo il 2006, Anno dell’Italia in Cina, con 11 recite a Hong Kong, Tianjin, Pechino e Shanghai, il 2014 a Hong Kong, il 2016 a Tianjin, Shanghai e Canton, il 2018, con due produzioni, un mese di tour e un totale di 15 rappresentazioni in due piazze ormai consolidate, Shanghai e Tianjin e due nuove città, Xi’an e Macao, nel 2019 a Pechino e nel 2024 a Hong Kong e Shanghai. Invitato nuovamente da Wu Promotion, l’organizzatore di alcune delle più recenti trasferte in Cina, questa nuova tournée segna il terzo ritorno a Pechino, nei 20 anni dalla prima visita ...

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Il solista Marco Di Salvo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Obsidian Tear di Wayne McGregor. Il Teatro del cuore? L’Opera di Vienna. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht in Giselle. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Odora di pelle calda e respiro trattenuto, un misto di legno del palcoscenico e attesa, come un ricordo che sta per nascere. La musica più bella scritta per balletto? L’Adagio di Aram Khachaturian per il balletto Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryshnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Le direi che la danza oggi non cerca la perfezione, ma la verità: ognuno porta la propria storia, ed è ...

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Le scene più famose nei balletti classici del grande repertorio

Immaginate di entrare in un teatro illuminato da luci calde, dove il sipario si apre lentamente, e davanti a voi prende vita un mondo sospeso tra sogno e realtà. Nel grande repertorio classico, alcune scene rimangono indelebili nella memoria, non solo per la loro tecnica impeccabile, ma per la loro capacità di farci sentire la poesia del movimento. Si comincia con Giselle. Nel primo atto, il villaggio idilliaco sembra normale e reale, ma la tragedia si avvicina. Quando Giselle crolla consumata dalla follia e dalla disperazione, il silenzio cala sul pubblico. E poi, nel secondo atto, le Willi emergono come fantasmi eterei: linee perfette, movimenti sospesi, braccia leggere come piume. Giselle danza tra loro, ora spirito, ora figura umana, e il contrasto tra la sua pietà e l’energia implacabile di Myrtha crea una tensione che lascia senza fiato. È la quintessenza del romanticismo, un equilibrio tra terrore e bellezza. Allo stesso modo, nel secondo atto de Il Lago dei Cigni, Odette fluttua sul lago insieme alle sue sorelle cigni. Le loro linee perfettamente sincronizzate, la leggerezza dei salti, il port de bras che sembra sfidare la gravità, tutto contribuisce a un effetto ipnotico. Poi arrivano i piccoli cigni, con le ...

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Il primo ballerino Simone Agrò “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Don Chisciotte. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du printemps di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro dell’Opera di Roma che ormai è casa. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il ritratto di Dorian Gray. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Colas ne La fille mal gardée di Frederick Ashton e Basilio in Don Chisciotte di Michail Baryšnikov. Quale colore associ alla danza? Non un colore, ma l’idea che la danza contenga tutti i colori quando la si esegue. Che profumo ha la danza? Profuma di libertà. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot, perché mostra come la danza non sia solo arte, ma percorso di dedizione e sacrificio, una scuola di vita che insegna a seguire la propria passione nonostante le difficoltà. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov ed Elisabetta Terabust. Il tuo “passo di danza” preferito? Pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Basilio, ...

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Il primo ballerino Giordano Bozza “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Recentemente Playlist di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Tutti i teatri: per me sono casa. Un romanzo da trasformare in balletto? Il grande Gatsby. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Molto tempo fa pensavo sempre che Frankenstein sarebbe stata una buona idea per un balletto, e infatti c’è stata una produzione realizzata in collaborazione con il Royal Ballet e il San Francisco Ballet. La coreografia è di Liam Scarlett, la musica originale è di Lowell Liebermann, e scenografie e costumi sono di John Macfarlane. Per me un balletto bellissimo che purtroppo ho visto solo in tv. Spero di poterlo vedere dal vivo e perché no magari un giorno interpretarlo anche. Il costume di scena indossato che hai preferito? Lago dei cigni, primo atto – Patrice Bart. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Talcato e legno. La musica più bella scritta per balletto? Lo Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? 
Billy Elliot. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Michail Baryšnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Pirouettes. Chi ti sarebbe piaciuto essere ...

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