
Il balletto classico preferito?
Giselle.
Il balletto contemporaneo prediletto?
Petite Mort, Jiří Kylian.
Il Teatro del cuore?
Teatro Petruzzelli di Bari.
Un romanzo da trasformare in balletto?
Pinocchio potrebbe essere interessante. Una scena colorata, viva e ricca di personaggi. Divertente e adatto ad ogni tipo di pubblico ma anche psicologico e riflessivo.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il favoloso mondo di Amelie con musiche ovviamente di Yann Tiersen.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume di scena del balletto Marco Spada utilizzato precedentemente da Nureyev.
Quale colore associ alla danza?
Rosso come amore, passione.
Che profumo ha la danza?
Profumo di legno del palcoscenico teatrale.
La musica più bella scritta per balletto?
Romeo e Giulietta di Prokofiev ha tutto.
Il film di danza irrinunciabile?
Il sole a mezzanotte, 1985.
Due miti della danza del passato, uomo e donna?
Michail Baryshnikov e Maya Plisetskaya.
Il tuo “passo di danza” preferito?
Tour en l’air.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Mercuzio. Per la sua libertà, lealtà e astuzia é un personaggio complesso con una grande anima che ho sempre stimato molto.
Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica?
Uno dei geni e il mio preferito è Roland Petit.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Le direi che ho fatto della danza la mia vita e le sarei eternamente grata.
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Passione, dedizione, talento.
Come ti vedi oggi allo specchio?
In costante ricerca e con uno sguardo al futuro.
Michele Olivieri
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