
La figura del ballerino si distingue per una peculiarità unica: l’essere allo stesso tempo super atleta e super artista.
Questa doppia identità nasce dall’intreccio tra la richiesta di eccellere fisicamente e la necessità di esprimersi attraverso l’arte.
Se da un lato la danza impone rigore tecnico e fisico e una resistenza comparabili a quelle degli atleti, dall’altro si fonda sulla costante ricerca di autenticità espressiva e interpretativa, e sulla una profondità psicologica.
Non è finalizzata alla competizione, a ottenere premi, record o una medaglia, ma alla comunicazione, all’espressione e alla condivisione di significati.
L’obiettivo principale del danzatore infatti non è quello di superare un avversario, ma di dare voce all’arte.
Certo, la preparazione fisica è tutt’altro che secondaria: ore di allenamento per sviluppare forza, flessibilità, coordinazione e controllo del corpo sono indispensabili.
Saltare, sostenere il peso del partner, mantenere l’equilibrio sulle punte sono gesti che richiedono muscoli allenati e una profonda conoscenza della biomeccanica e della prevenzione degli infortuni.
Ma c’è molto di più. Ogni movimento deve trasmettere emozioni, raccontare storie, incarnare personaggi.
Ed è qui che subentra la dimensione artistica del danzatore che non si limita a eseguire passi tecnicamente impeccabili, ma li trasforma in linguaggio.
La danza, infatti, non si misura unicamente in termini di performance fisica o di risultato oggettivo. Essa trova il suo senso più profondo nell’esperienza soggettiva, nel coinvolgimento emotivo e nella capacità di suscitare riflessioni.
L’interpretazione, la sensibilità musicale, l’abilità di coinvolgere il pubblico sono qualità che, insieme alla tecnica, fanno del ballerino un vero e proprio super artista.
Questa doppia richiesta porta con sé sfide importanti: la fatica fisica, la necessità di superare il dolore e la pressione psicologica di dover essere sempre all’altezza, dal punto di vista atletico e creativo. Tuttavia, è proprio in questa tensione che si trova la grandezza della danza e di chi la pratica.
Essere ballerini quindi significa vivere costantemente al confine tra la disciplina dello sportivo e la libertà dell’artista, un equilibrio raro che rende questi professionisti figure straordinarie nel panorama culturale.
La dedizione, la capacità di reinventarsi e la resilienza sono testimonianza di quanto la danza sia molto più di una semplice attività: è una vocazione che esige il massimo da corpo e mente e che in cambio regala esperienze eccezionali e una forza mentale ineguagliabile.
Stefania Napoli
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