To be doozy è un’espressione colloquiale americana di etimologia incerta. Potrebbe indicare il fiore, la margherita (daisy in inglese), potrebbe riferirsi ad una lussuosa marca di automobili sportive (Dusenberg) oppure, ed è la nostra opzione preferita, potrebbe omaggiare la divina attrice Eleonora Duse e il suo cognome italiano pronunciato goffamente oltreoceano: Doozay, Doozee, Doosay.
Essere doozy significa essere stupefacenti, essere fuori dall’ordinario, essere così particolari da lasciare a bocca aperta. Eccezionalmente bravi o eccezionalmente pessimi, in parole semplici: strambi. Esserlo o non esserlo? Esserlo, perché, secondo noi, è un complimento. Con questa convinzione nel cuore ci siamo dedicate all’ideazione e alla creazione di uno spettacolo difficile da etichettare, ispirato alla rivoluzione artistica e umana di due eroine che hanno vissuto per e nella danza, per e nel teatro.
Le biografie di Isadora Duncan e di Eleonora Duse sono un’appassionante fucina di spunti narrativi e politici. Attraverso il loro esistere anticonvenzionale sono state pioniere del femminismo, del capocomicato, di un’arte che si preoccupi del presente. Queste Doozies senza trucco, senza punte, giudicate spesso fisicamente non conformi ai canoni estetici del loro tempo, grazie alla loro naturale originalità hanno generato stupore e meraviglia lasciando immense eredità per le generazioni future.
Dove sono questi lasciti, ci siamo chieste, visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo ad affrontare gli stessi identici discorsi in palco e fuori, le stesse battaglie per la parità, per i giusti compensi, contro la dittatura del physique du role e dei repertori stantii?
La rivoluzione terrestre è il moto che fa il nostro pianeta intorno al sole e si conclude tornando al punto di partenza. Ecco, accettando la nostra condizione di artiste che non faranno la storia, ricominciamo il giro. Lo cominciamo come fossimo The Blob, l’alieno gelatinoso del film, prendendo tutto, inarrestabili. Indossando il viola, alterando i gesti, gettando il tutù nella buca dell’orchestra, guidate da euforia e istinto, dall’esempio di chi ci ha preceduto.
Libere di danzare e recitare libere. Andando oltre le mode, le abitudini, le scuole di pensiero. Tutto questo è già stato fatto. Già stato detto. Le convenzioni si rompono, si aggiustano e si rompono di nuovo, lo sappiamo, ma vogliamo uscire da questo moto perpetuo dove l’ossessione di essere originali limita creatività; in fondo preoccuparsi di essere il nuovo è una cosa vecchia. Non siamo Duse, non siamo Duncan, siamo solo due copione, originali però!
The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. Siamo convinte che le nostre stupefacenti antenate avrebbero apprezzato questa sfacciataggine, visto che si sono continuamente schierate contro lo status quo anche quando era classico e mitico.
Silvia Gribaudi è una coreografa italiana attiva nelle arti performative. Dal 2004 focalizza la propria ricerca artistica sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione tra spettatore e performer. Premio “Giovane Danza D’Autore” con A CORPO LIBERO(2009), finalista “Premio UBU” come migliore spettacolo di danza e finalista “Premio Rete Critica” con R.OSA (2017), “Premio CollaborAction#4” 2018-2019, finalista “Premio Rete Critica 2019” e “Premio Hystrio Corpo a Corpo” 2021. Ha partecipato a progetti artistici di ricerca quali: CHOREOROAM (2011), TRIPTYCH (2013), ACT YOUR AGE (2014), PERFORMING GENDER (2015), CORPO LINKS CLUSTER (2019/2020). Nel 2021è coreografa ospite per “Danser Encore, 30 solos pour 30 danseurs” progetto per l’Opéra de Lyon mentre a giugno 2023 ha debuttato la nuova produzione GRAND JETÉ, coprodotta da MM Contemporary Dance Company (IT), La Biennale de Lyon (FR), Théâtre de la Ville (FR), Rum för Dans (SE), Torinodanza Festival (IT), International Dance Festival TANEC PRAHA (CZ), Zodiak – Side Step Festival (FIN) e dal network internazionale Big Pulse Dance Alliance. I suoi spettacoli sono presenti in numerosi festival nazionali ed internazionali e vengono realizzati in processi creativi al cui centro c’è il dialogo e l’incontro poetico con altri/e artisti/e, compagnie e comunità.
Marta Dalla Via, attrice, autrice, regista si diploma presso la scuola di teatro di Bologna Galante Garrone, in seguito si forma seguendo Angela Malfitano e Francesca Mazza all’interno dell’associazione Tra un atto e l’altro e partecipando a laboratori con (tra gli altri) Laura Curino, Pippo Delbono, Mark Ravenhill, Renata Molinari, Stefano Massini. Ha recitato per/con varie compagnie tra cui: Pantakin da Venezia, Accademia degli Artefatti, Teatro Gioco Vita, Teatro delle Briciole, Bassano Opera Estate, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano, Piccionaia centro di produzione teatrale. É fondatrice della compagnia “Fratelli Dalla Via” che ha creato “Piccolo Mondo Alpino” vincitore “premio Kantor 2010”, Mio figlio era come un padre per me vincitore premio “Scenario 2013”, Drammatica Elementare e Walter, i boschi a nord del futuro, tutti spettacoli ad oggi ancora in tour. La compagnia ha scritto e diretto gli spettacoli per le nuove generazioni Fa’ la cosa faticosa per Teatro delle Briciole di Parma e SBUM! yes we cake per Piccionaia Centro di Produzione Teatrale. La compagnia ha vinto il premio Hystrio nel 2014. Ha collaborato con vari artisti come attrice, autrice e regista tra questi Corrado Augias, Serena Sinigaglia, Fabrizio Arcuri, Giulio Casale, Tiziano Scarpa, Natalino Balasso, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Piergiorgio Odifreddi, Babilonia Teatri, Francesco Niccolini, Marta Zoboli, Carlo Cialdo Capelli. Nel 2019 ha vinto il premio “Melato per il teatro”.
Teatro Carcano, corso di Porta Romana, Milano
Domenica 4 maggio 2025
THE DOOZIES. ELEONORA DUSE, ISADORA DUNCAN E NOI
di e con Marta Dalla Via e Silvia Gribaudi
disegno luci Roberto di Fresco
ricerca materiale Eugenia Casini Ropa, Franca Zagatti, Maria Pia Pagani
produzione Associazione Culturale Zebra
coproduzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e La Corte Ospitale
Con il sostegno di MiC – Ministero Italiano della Cultura, in collaborazione con Progetto Duse2024 del Comune di Asolo, residenze artistiche ARMUNIA – Festival Inequilibrio
BIGLIETTI www.teatrocarcano.com
info@teatrocarcano.com | www.teatrocarcano.com
Michele Olivieri
Foto di Tommy ilai Studio
www.giornaledelladanza.com
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