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Redattori

Sabrina Borzaga: “Il mio approccio innovativo per lo studio della danza” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

L’approccio all’insegnamento alla danza oggigiorno ha differenti possibilità. Non esiste un metodo univoco universale. Si va dalle Accademie inglesi ISTD e RAD, all’ABT, al Vaganova, fino al metodo Cecchetti, con il quale il famoso Maestro accompagnava alcune delle sue lezioni di danza suonando il violino. Sabrina Borzaga nel suo libro “Danza di forme a 432 Hertz. Lo spazio che danza intorno a te”, edito da Nitida Immagine, offre nuove opportunità in termini di didattica e strategie di insegnamento. Il volume della talentuosa docente di danza trentina di Kino Centro Danza, può essere definito come il primo manuale teorico-pratico di danza ad uso degli insegnanti, applicando la frequenza a 432 Hz. Nel nuovo millennio, infatti, le possibilità di azione ed interazione per il mondo tersicoreo sono cresciute in maniera esponenziale, favorendo il confronto e la collaborazione tra studenti, insegnanti, coreografi, danzatori di tutto il mondo attraverso la partecipazione a stage, concorsi, audizioni, ecc. Al Giornale della Danza Sabrina Borzaga svela il suo interessante progetto.   Intervista esclusiva del Giornale della Danza a Sabrina Borzaga Innanzitutto può descriverci la sua intensa carriera nel mondo della danza? Artisticamente mi sono formata alla scuola Arabesque di Merano, dove poi sono diventata solista al Teatro ...

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Tre coreografi per Aterballetto

Philippe Kratz, Diego Tortelli, Norge Cedeño Raffo. Ecco i tre coreografi autori del fermento che in questi mesi sta vivendo la Fonderia. Tre universi artistici che mettono in gioco la versatilità, la tecnica e la musicalità dei danzatori di Aterballetto. Philippe e Diego firmano insieme Storie, serata composta da quattro creazioni indipendenti, legate tra loro da una trascinante colonna sonora che unisce lo stile inconfondibile di Nick Cave con la musica elettronica di Mark Pritchard, i celebri brani del gruppo rock inglese Spiritualized con l’afrobeat di Fela Kuti. Il coreografo Norge Cedeño Raffo, personaggio di charme e carisma arrivato da Cuba in Italia per la sua prima grande esperienza produttiva, si confronta con un brano musicale celebre e affascinante, lo Stabat Mater di Arvo Pärt. E mette letteralmente in scena non solo tre danzatori, ma anche tre musicisti e tre cantanti. Una scommessa artistica con cui la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, da un lato, presenta al panorama italiano e internazionale un artista sostanzialmente sconosciuto in Europa; dall’altro lato, si confronta per la prima volta con l’universo coreografico cubano. L’altra protagonista della creazione è Fabiana Piccioli, artista attiva in tutta Europa con grandi produzioni operistiche e coreografiche, nonché lighting designer del Don Juan ...

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Energia: la quintessenza della danza e dell’esistenza

Noi siamo energia, la produciamo continuamente. Ogni nostro movimento, ogni gesto e ogni emozione costituiscono un potente generatore di energia che scaturisce in modo particolare dalla danza e grazie a essa. L’energia possiede tante sfumature, può cambiare in un istante e diversi tipi di energia possono entrare contemporaneamente in gioco. Le scelte energetiche rivelano, infatti, anche gli stati emotivi da cui prendono vita e guidano la performance di un ballerino. La rabbia, per esempio, tende a produrre movimenti percussivi, secchi e rapidi; la gioia oscillazioni, gesti leggeri e salti; la tristezza si traduce in pose chiuse, contractions e cadute. E’ attraverso questa sconfinata gamma di movimenti che l’energia rende visibili le nostre emozioni. Nella danza quindi l’energia prevede variazioni nella dinamica, nel flusso di movimento, nell’uso della forza, della tensione e del peso. Essa attinge al non verbale, ossia alla comunicazione più profonda e istintiva. Un gesto del braccio può fluire liberamente o venire interrotto, può essere tagliente o morbido, pesante o lieve, e via dicendo. A volte tali differenze nel flusso energetico sono immediate e semplici da percepire, altre volte sono impercettibili, ma rappresentano in ogni caso la quintessenza della danza. Danzare richiede continue accelerazioni e decelerazioni, cambi di ...

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Dinamica, ritmo e flusso di movimento: i colori della danza

Il primo principio della dinamica afferma che un corpo continua a muoversi di moto rettilineo e uniforme finché una forza lo costringe a muoversi diversamente. Il secondo principio dichiara che una forza impressa a un corpo produce una variazione direttamente proporzionale della sua quantità di moto nella direzione e nel verso della forza. Infine, il terzo dice che se un corpo A esercita una forza sul corpo B, anche B eserciterà una forza sul corpo A. Applicando queste note leggi della fisica newtoniana alla danza, ne emerge che la dinamica consiste nella capacità di graduare la forza attraverso la qualità del movimento. La dinamica è quindi il modo in cui il corpo si muove e contiene in sé energia, ritmo e flusso di movimento, elementi che possono essere variati, combinati o addirittura messi in contrasto, a seconda del messaggio che il coreografo e il danzatore vogliono comunicare. Per chiarire meglio il difficile concetto di dinamica, immaginiamola come una scala di movimenti che va dalla morbidezza del burro alla percussività di un martello, e che è soggetta a infinite variazioni di tempo e tensione. Un gesto dunque può essere sostenuto, ossia continuo e uniforme; percussivo, improvviso e secco; oscillante, producendo ondeggiamenti ...

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Sosta Palmizi presenta in streaming “Black Black Sky – Performing Universe”

Una jam session teatralscientifica in cui astrofisica, danza e prosa si avvicendano, entrando e uscendo dal gioco della rivelazione scenica e raccontando con leggerezza e profondità l’universo. Gli attori, tra racconti di fantascienza e poesie, colgono gli spunti forniti dai danzatori e viceversa, in un flusso continuo in cui ci si interroga, attraverso vari stili e suggestioni – movimento, musica, parole, versi – sui grandi temi dell’Universo. Black Black Sky – Performing Universe nasce dalla commistione di linguaggi a cura del danzatore e coreografo Giorgio Rossi, dell’attrice Maria Eugenia d’Aquino e dell’astrofisico Stefano Sandrelli. L’obiettivo è rendere ‘vivente’ l’approccio scientifico all’interpretazione della realtà e contribuire ad avvicinare studenti e studentesse (… e non solo!) alle materie scientifiche. ORARI & INFO Ore 21.00 evento aperto al pubblico nell’ambito della Rassegna ScienzaPerAria di PACTA Info e acquisto biglietti 02.36503740 – biglietteria@pacta.org www.pacta.org    www.giornaledelladanza.com Foto di Elena Savino

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Raffaele Paganini, il grande ballerino e coreografo italiano

“Alla danza non importa da dove vieni o quanto hai. Tu donale il tuo cuore e lei ti riempirà la sua l’anima”. Con questa frase carica di emozione il grande ballerino e coreografo italiano Raffaele Paganini descrive la sua passione per la danza, un’arte a cui lui ha dedicato tutta la sua vita. Settimo di undici fratelli, Paganini nasce a Roma il 28 settembre 1958 in una famiglia di artisti. La madre è una cantante lirica, il padre danzatore classico. Segue le orme del padre ma inizia a danzare a 14 anni, età piuttosto tarda per un ballerino di danza classica. Raffaele Paganini è tra i danzatori italiani più noti al pubblico L’artista studia alla scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma ed entra, dopo soli quattro anni, a far parte del corpo di ballo dell’Ente come ballerino solista. Alla danza Raffaele Paganini ha dato cuore e anima. Una vita intera trascorsa sulle punte. Diviene prontamente Étoile ed è ospite di numerose compagnie internazionali fra le quali: London Festival Ballet, Ballet Theatre Francais de Nancy, Balletto dell’Opera di Zurigo. Ma anche al Ballet Concerto de Puerto Rico, Teatro alla Scala di Milano, Teatro San Carlo di Napoli. Inoltre, dal 1988 ...

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Scuole di danza ancora chiuse: un errore colossale

La società è un insieme di persone che condividono una lingua, una cultura e relazioni di natura interpersonale ed economica. Sempre più di frequente però sembriamo dimenticare questo concetto basilare: il nostro comportamento si riflette sulla vita degli individui che compongono la società in cui viviamo, ossia la collettività. Siamo tutti interconnessi anche economicamente, forse più di quanto non lo fossimo una cinquantina di anni fa. Ogni attività economica produce effetti sulle altre, e la difficoltà di una si ripercuote su tutte. Ecco perché la chiusura forzata e prolungata delle scuole di danza non genera ripercussioni soltanto sul settore in crisi, sugli studenti e sugli insegnanti, ma su tutta l’economia, nazionale e mondiale. Pensiamo ai negozi di danza che non vendono più a causa della chiusura delle scuole, alle sartorie che non lavorano vista l’assenza di saggi, esibizioni e spettacoli vari. Se la sartoria non lavora, la merceria non vende i tessuti, di conseguenza l’industria tessile vedrà drasticamente ridotta la domanda di produzione. La chiusura dei teatri, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo, genera i medesimi effetti sul settore del service, luci, musiche, sugli organizzatori di eventi, sugli addetti alle pulizie e anche sul turismo. Niente turneé, niente spettatori, ...

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Natalia Osipova, l’étoile russa dall’immenso talento interpretativo

  Natalia Petrovna Osipova è la prima ballerina presso il Royal Ballet di Londra e il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. L’étoile mondiale, è fra le interpreti più amate dal pubblico londinese che la segue agli spettacoli del Royal Ballet al Covent Garden. Un fenomeno di bravura tecnica e un gran talento interpretativo. Natalia Osipova è stata definita dalla critica “la ballerina degli estremi”. Nel mondo del balletto, si potrebbe dire che è un fenomeno naturale: tutto ciò che fa, lo porta ad un livello molto alto e sublime. La sua tecnica impeccabile, i sui giri e i suoi balzi estremi stupiscono tutti coloro che la vedono ballare. Natalia Osipova nasce a Mosca il 18 maggio 1986 Inizia la sua formazione di ballerina all’età di otto anni presso la scuola di ballo di Mikhail Lavrovsky, completando gli studi nel 2004 presso la scuola del Balletto Bol’šoj, sotto la tutela sia di Marina Kotova che di Marina Leonova. A 18 anni Natalia Osipova viene promossa membro del corpo di ballo del Balletto Bol’šoj. Nel 2005 danza il ruolo di Kitri in Don Chisciotte nella produzione di Alexei Fadeyechev. Riscuote un grande successo di critica, venendo promossa ballerina solista nel 2006. Nel ...

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Riapriamo i teatri! La cultura non va fermata!

L’arte è cultura, e fa bene a chi la crea e a chi ne è spettatore. Se associata al gesto fisico, come nel caso della danza, l’arte fa bene anche al corpo, e non solo a quello dei ballerini. Tra la regione motoria e l’area percettiva cerebrale avviene un fenomeno di ‘rispecchiamento’ generato dai neuroni specchio, implicati nel processo di apprendimento, nella capacità empatica e nel tradurre l’azione danzata, incorporata da chi la osserva come se fosse egli stesso a compierla. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che l’area cerebrale che si attiva quando ci si innamora è la stessa che viene stimolata durante l’osservazione di opere d’arte e immagini di profonda bellezza, come un quadro o una coreografia. Quando ammiriamo l’arte, infatti, nella corteccia orbitofrontale si innesca un improvviso innalzamento dei livelli di dopamina che genera sensazioni di intenso piacere. L’arte dunque contribuisce ad alleviare stati di ansia, tensioni e depressioni, fino addirittura a normalizzare alcuni parametri vitali, come il battito cardiaco, la pressione arteriosa e i livelli di cortisolo, ormone surrenale responsabile, tra le altre cose, della diminuzione delle difese immunitarie. Se il semplice atto di osservare arte è in grado di indurre una tale reazione nel cervello, essere ...

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Lorenzo Morandini prova il progetto “Idillio” al Teatro alla Cartiera

Proseguono senza sosta le residenze artistiche di Komm Tanz, il progetto di ospitalità della Compagnia Abbondanza e Bertoni in collaborazione con il Comune di Rovereto e parte di Passo Nord, centro di residenza regionale del Trentino Alto Adige. Lorenzo Morandini, classe 1993, giovane coreografo trentino, ha trascorso le scorse settimane al Teatro alla Cartiera di Rovereto per provare Idillio.  Morandini è un giovane artista che si è formato al Teatro Nuovo di Torino, dove ha studiato a tecnica classica. Poi ha letteralmente spiccato il volo. Questa sua pièce, Idillio, vuole riflettere su come si sfogano le sensazioni di spensieratezza/urgenza dell’agire, in risposta al costante dubbio e insicurezza delle scelte che si fanno ogni giorno. Ma soprattutto come queste potrebbero far commettere un errore o avere conseguenze inaspettate alle quali non si è pronti a rispondere. Idillio è stato presentato nelle sue prime versioni ai festival MilanOltre e Più che danza! e ha ricevuto il secondo premio al concorso Residanza 2019.

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