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Bruno Carioti: “Nella mia Accademia la porta del mio ufficio sarà sempre aperta”

Bruno Carioti

Bruno Carioti è stato eletto Direttore dell’Accademia Nazionale di Danza con ben 61 voti su 82. Un plebiscito, che come racconta lui stesso, è probabilmente frutto del buon lavoro svolto durante quest’anno in cui ha ricoperto il ruolo di Commissario dell’Istituto capitolino. In questa intervista rilasciata a poche ore dalla sua elezione ci racconta come sarà la “sua” Accademia Nazionale di Danza. 

 

Dopo 17 anni l’Accademia Nazionale di Danza ha un nuovo Direttore, Lei. Si aspettava di essere eletto?  

L’atteggiamento dei docenti, e le numerose testimonianze di stima per il lavoro che ho svolto in Accademia durante quest’anno di commissariamento, mi hanno fatto ben sperare. Devo ammettere che il risultato è andato oltre le mie aspettative. Non immaginavo di ricevere un così ampio consenso.

In molti Le hanno rimproverato di non possedere conoscenze tecniche adeguate a ricoprire il ruolo che oggi, invece, è Suo

Il fatto che io non abbia una conoscenza tecnica della danza è un dato oggettivo. La necessità di possedere tali competenze è però legata ad una concezione vecchia del ruolo del Direttore, quando questo rappresentava una sorta di padre/padrone che interveniva anche pesantemente nella didattica. Oggi, invece, il Direttore svolge un ruolo di coordinamento, che deve rispondere agli organi collegiali interni all’accademia che stabiliscono quale debba essere la linea didattica e artistica da adottare. A riprova di ciò, basta leggere qualsiasi statuto che regola gli istituti di Alta Formazione, da cui si evince che il motore di tutto è il Consiglio Accademico che individua la linea artistica e didattica. Esistono poi altri organi che determinano la realizzazione dell’andamento di un istituto come ad esempio il Consiglio di Amministrazione, che valuta gli impatti economici, e poi i Consigli di Dipartimento, i Consigli di Scuola, che sono quelli che redigono e formano le proposte armonizzate dal Consiglio Accademico.   

E il Direttore in tutto questo?

Il Direttore deve avere certamente competenze artistiche, e credo che queste non me le si possano negare, capacità amministrative, organizzative e gestionali. Se guardiamo alle realtà più vicine a noi, come ad esempio il Conservatorio di Musica e Danza di Parigi, vediamo che il direttore è il compositore Bruno Mantovani, il quale si occupa tanto della parte musicale quanto di quella coreutica. Ritengo che, in alcuni casi, essere terzi rispetto alla materia oggetto del proprio lavoro, permetta di vedere le cose con un respiro maggiore, senza essere condizionato da convinzioni personali, consentendo alla struttura di esprimersi al meglio delle sue possibilità.  

Un bilancio del lavoro di quest’anno nel ruolo di Commissario

Devo dire che tutto quello che abbiamo realizzato quest’anno in Accademia, ha trovato il consenso dei ragazzi e di quanti, del settore e non, sono venuti ad assistere alle nostre produzioni. Penso infatti che la mia nomina di oggi sia il frutto di quello che ho seminato in quest’anno di lavoro. Ritengo che i docenti abbiano apprezzato il mio modo di lavorare, ricambiando la fiducia che io ho riposto in loro quando si è trattato di mettere in campo competenze coreutiche che chiaramente non mi appartenevano, e che mi hanno quindi portato a valorizzare le professionalità interne alla scuola. Sono molto soddisfatto anche dei risultati che sono riuscito ad ottenere sul piano umano. Al mio arrivo in Accademia ho trovato una situazione difficile anche nei rapporti tra i docenti, a causa di divergenze di opinione fra quanti condividevano la linea del vecchio direttore e quanti invece la combattevano. Ho lavorato molto per riportare l’armonia all’interno del corpo docente e mi auguro di esserci in buona parte riuscito.

Il primo giorno da Direttore. L’impegno più urgente?

La prima cosa da fare è riattivare il Consiglio Accademico, per cui, avvierò quanto prima le procedure per l’elezione dei membri, proprio per la grande importanza che attribuisco a questo Consiglio. Subito dopo viene un’altra grande necessità: risolvere il problema che abbiamo con la Fondazione AND che ci ha dato lo sfratto dal Villino in cui si svolge una parte importante della vita dell’Istituto.

In veste ufficiale di Direttore, che messaggio vuol mandare ai suoi allievi?

Rivolgendomi ai ragazzi, voglio dire loro che come è stato durante quest’anno,  troveranno sempre in me una persona pronta ad ascoltarli e disponibile al confronto. Nella vita dell’Accademia la figura degli allievi è assolutamente centrale, sono loro il motivo per cui noi tutti siamo qui a lavorare. Prendo inoltre l’impegno di migliorare la struttura che ad oggi ha assolutamente bisogno di essere adeguata ai bisogni dei ragazzi, e se possibile, ampliata. Spero di renderli orgogliosi di fare parte dell’ Accademia Nazionale di Danza. 

 

Alessandro Di Giacomo 

www.giornaledelladanza.com

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