
Oggi si festeggia una delle figure più rilevanti della danza italiana attuale, Nicoletta Manni, nata a Galatina il 28 agosto 1991.
Étoile del Teatro alla Scala, ha costruito con costanza e determinazione un percorso che parla da sé: tecnica solida, presenza scenica forte, e una visione chiara del proprio ruolo artistico.
Non si è mai fermata davanti a nessuna sfida, portando sul palco interpretazioni che uniscono rigore e personalità.
Il suo contributo alla scena coreutica italiana è evidente, ma ciò che colpisce è la coerenza con cui ha saputo evolversi, rimanendo fedele alla sua identità.
Un compleanno è solo una data, ma è anche un’occasione per riconoscere il valore di un percorso serio, vissuto con intensità e intelligenza.
In Nicoletta Manni c’è un’idea di danza che va oltre la singola prestazione. E c’è un valore particolare nel modo in cui il suo percorso artistico si intreccia con quello di suo marito, il primo ballerino Timofej Andrijashenko: non una semplice dimensione privata accostata alla scena, ma un confronto tra due personalità, due sensibilità e due interpreti che condividono lo stesso linguaggio.
È anche in questa relazione artistica, fatta di complicità ma pure di individualità, che emerge una parte meno celebrata del mestiere del danzatore: la capacità di sostenersi senza sovrapporsi, di condividere il palco mantenendo ciascuno la propria identità.
Per Manni e Andrijashenko, la coppia diventa così un elemento della loro forza scenica, non il suo racconto principale.
Auguri a Nicoletta dalla redazione del Giornale della Danza.
Michele Olivieri
Foto di Brescia-Amisano
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