
Il Concerto di Capodanno di Venezia 2026 si è confermato un appuntamento capace di unire eleganza musicale e forza visiva, trasformando il tradizionale augurio di inizio anno in un’esperienza artistica completa.
Nella cornice suggestiva del Teatro La Fenice, la musica diretta da Michele Mariotti ha inaugurato il nuovo anno con un linguaggio luminoso e accogliente, mentre la danza ha dato corpo ed emozione al suono, diventando il vero fulcro espressivo della serata.
La parte musicale, articolata tra pagine del repertorio operistico e sinfonico italiano, ha privilegiato melodia, cantabilità e chiarezza formale.
Le orchestrazioni hanno esaltato la ricchezza timbrica senza mai appesantire l’ascolto, alternando momenti di slancio festoso a passaggi più lirici e contemplativi.
È però nella danza ideata da Diego Tortelli che il concerto ha trovato la sua anima più profonda (le coreografie sono state registrate precedentemente al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura).
Lo stile coreografico di Tortelli si è sviluppato come un flusso continuo, coerente con la musica ma mai subordinato ad essa. Tortelli ha scelto per i danzatori del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma un linguaggio fisico essenziale e raffinato, fatto di linee pulite, dinamiche fluide e un uso dello spazio che valorizza la relazione più che il virtuosismo fine a sé stesso.
In questo contesto, la presenza di Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel ha elevato ulteriormente la qualità interpretativa.
Abbagnato ha portato in scena una danza intensa e matura, dove ogni gesto è carico di significato e ogni pausa diventa parte del discorso coreografico. Il suo movimento, saldo e al tempo stesso morbido, ha trasmesso una forte identità emotiva, capace di dialogare con la musica senza mai sovrastarla.
Friedemann Vogel, con la sua tecnica impeccabile e la naturalezza del gesto, ha incarnato una danza ampia e luminosa. Le sue linee non sono mai esibite, ma inserite in una costruzione coreografica che privilegia l’armonia e la continuità.
Il dialogo tra Vogel e Abbagnato è apparso profondo e autentico: non un semplice passo a due, ma una vera conversazione fisica, fatta di equilibri, ascolto reciproco e tensione emotiva.
La coreografia di Tortelli, sostenuta da questa coppia d’eccezione e dagli altri validi danzatori con gli splendidi costumi di Laura Biagiotti, ha trasformato il Concerto di Capodanno veneziano in un racconto visivo che affianca e completa la musica.
La danza è stata un ulteriore modo per rendere visibile ciò che la musica suggerisce, per dare forma al sentimento del passaggio verso il nuovo anno.
Il Concerto di Capodanno di Venezia 2026 si chiude così come un augurio consapevole: la musica accoglie, la danza interpreta, e insieme aprono lo sguardo verso ciò che verrà, con la delicatezza e la profondità che solo l’incontro tra suono e movimento può offrire.
Michele Olivieri
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