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Attualità

Teatro Carcano: “In Mare Aperto”

Teatro Carcano – Kataklò EUREKA – Photo Credits: Otto Moretti Il Teatro Carcano di Milano presenta il cartellone 2019/2020, il cui slogan, “IN MARE APERTO”, evoca coraggio e fiducia, curiosità e desiderio di avventura. Le cinque stagioni trascorse dal cambio di direzione artistica hanno traghettato il Carcano nel periodo della maturità, restituendogli un’immagine forte e distintiva e guadagnandogli una serie di presenze e di collaborazioni artistiche che ne hanno rimodellato la figura e le prospettive. Il pubblico ha dimostrato di assecondare volentieri la tensione del teatro verso un’inedita esplorazione del nuovo, accompagnandolo nel non facile progetto di modulare tradizione e innovazione, di costruire un percorso colto e popolare insieme, di agganciare i fermenti artistici e culturali condivisi e che meritano di essere coltivati e apprezzati dagli spettatori. In evidenza nel generoso cartellone Danza e non solo: sei imperdibili appuntamenti incentrati sul tema della “cultura del corpo”, ilprimo dei quali è LA MIA VITA D’ARTISTA – Storie di ordinaria e straordinaria dislessia. Frutto del lavoro di un folto gruppo di danzatori e coreografi, lo spettacolo narra il percorso formativo di una danzatrice che, partendo da una preparazione di base classica, arricchisce il repertorio aprendosi allo studio di altre tecniche. Con grande ...

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Torna “Dance Explosion”, la rassegna di danza più esplosiva che mai

Agli appassionati di danza e non in trepida attesa della tradizionale rassegna, il Teatro Martinitt quest’anno risponde con una locandina ancora più ricca. Sei serate per altrettanti spettacoli, selezionati in pieno spirito Dance Explosion: la danza per tutti. La quinta edizione è in calendario dal 13 al 22 settembre prossimi con performance davvero imperdibili, tutte diverse nei ritmi, nel genere, nelle storie e nelle coreografie ma con un determinatore comune: il linguaggio universale del corpo. Passo (di danza) dopo passo Dance Explosion è arrivata al suo primo lustro e torna a inaugurare – con una locandina ancora più ricca- la stagione del Teatro Martinitt. Sul palco torna protagonista la danza universale, che parla un linguaggio universale, che tocca trasversalmente (e reinterpreta) più discipline ma soprattutto che solletica il cuore. Ideata nel 2015 in occasione di Expo e subito applauditissima, Dance Explosion è giunta con un sempre crescente gradimento alla quinta edizione, in calendario dal 13 al 22 settembre con sei serate tutte diverse e tutte travolgenti. Con questa rassegna il Teatro Martinitt –che per la stagione 2019/2020 ha in serbo anche una grossa novità ancora top secret che fonde danza e commedia- si conferma valida vetrina delle nuove tendenze in ...

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GD Web TV: Opera e Danza, insieme alla Royal Opera House

Ogni sera, un cast e un gruppo creativo di circa 300 persone lavorano insieme per rendere indimenticabile l’arte che si realizza. Alla Royal Opera House, a Covent Garden,vanno in scena più di 500 pièce: eventi live che trasportano le persone in sala in altri mondi, attraverso la musica, la danza e il teatro. Vediamo, con questo video, cosa succede a Londra, ogni sera. Performers: Angel Blue (cantante), Edmund Whitehead (pianista) www.giornaledelladanza.com

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Storia della danza: Alla riscoperta di balletti dimenticati di Flavia Pappacena

  Flavio rianimato ovvero il Filosofo inimico delle Donne di Giuseppe Salomoni (Venezia 1764) Con questo articolo volgiamo lo sguardo alla danza italiana che tanto peso ha avuto sull’evoluzione del balletto europeo tra il XVIII e il XIX secolo. In particolare, osserviamo il genere “grottesco” della metà del Settecento, genere che, come suggerisce il termine, era una modalità di danza acrobatica mista a pantomima, realizzata da Maschere della Commedia dell’Arte o da figure standardizzate (Giardinieri, Buffoni di corte, Marinai, Soldati ecc.) definite “Caratteri”. Queste bizzarre figure erano protagoniste di scenette basate su brevi vicende molto vivaci e su vistosi effetti scenografici, che non di rado scivolavano in situazioni paradossali. Per dare un’idea di quest’ultimo caso, riportiamo un ballo rappresentato a Venezia nel 1764 all’interno (tra il primo e il secondo atto) del dramma giocoso per musica Li Creduti spiriti. Si tratta di un raro esempio di ballo “integrato” (in continuità con il soggetto dell’opera), infatti il personaggio di riferimento è Flavio, protagonista dell’opera, e le scene di magia, giocate sull’assurdo e l’imprevedibile, sono anch’esse coerenti con il primo atto. Coreografo è Giuseppe Salomoni (detto “di Portogallo”) che, insieme al padre Giuseppe e al fratello Francesco, fu uno dei più interessanti ...

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Laura Fusco: “In un tempo di overdose di stimoli è importante tornare all’essenza” [ESCLUSIVA]

Laura Fusco, poetessa e regista è ideatrice e interprete di spettacoli improntati al connubio tra Poesia e Danza, tra cui “Fiori di Garza”, messo in scena nel marzo 2019 con la danzatrice e coreografa Cristiana Casadio alla Lavanderia a Vapore di Torino e numerose altre opere e produzioni, tra cui uno studio realizzato nel 2018 nella splendida cornice della Villa della Regina di Torino, in collaborazione con il MIBAC – Ministero Beni Artistici Culturali Polo Museale del Piemonte, altri lavori con altre danzatrici e i primi esperimenti collaudati con successo nella coproduzione italo-franco-tedesca Le madri; in Germania il progetto Wo zuerst su suoi testi e atelier internazionali.  Autrice di numerosi testi di tiratura internazionale, vanta numerose collaborazioni artistiche a livello mondiale. In questa intervista si racconta in esclusiva al Giornale della Danza.   Di recente Lei è stata protagonista, insieme alla danzatrice e coreografa danzatrice Cristiana Casadio dello spettacolo “Fiori di Garza” che ha debuttato alla lavanderia a vapore il 23 marzo 2019, qual è la genesi di quest’opera? Ero a Parigi. Avevo appena finito di scrivere Limbo, una raccolta che mi ha preso l’anima, di vita, ma anche drammatica per il tema e gli incontri con alcune delle protagoniste, ...

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Le basi anatomiche e fisiologiche dell’en dehors

            Con il termine en dehors, che letteralmente significa “in fuori”, si intende il movimento di rotazione esterna dell’anca capace di modificare l’orientamento dell’intero arto inferiore, in modo che le dita del piede si trovino a guardare lateralmente e non in avanti. Questo atteggiamento è alla base di tutti i movimenti della danza classica e permette di eseguire le cinque posizioni base dei piedi. Una buona esecuzione dell’en dehors fa parte della corretta impostazione degli studenti di danza e ne condiziona il raggiungimento della maggioranza degli obiettivi sia tecnici che artistici; dal punto di vista medico, inoltre, la difficoltà ad eseguire adeguatamente il movimento in questione rappresenta la principale causa di rischio per l’insorgenza di un elevato numero di patologie da sovraccarico funzionale dell’arto inferiore. In questo articolo ci soffermeremo ad analizzare quali sono le condizioni che consentono di ottenere un corretto en dehors mentre, nel prossimo articolo, porteremo l’attenzione su tutte le problematiche legate alla limitazione della rotazione esterna delle anche (en dehors forzato o overturn). L’ampiezza del movimento di rotazione esterna dell’anca è diverso da individuo ad individuo ed è strettamente legato ad innumerevoli fattori sia strutturali che funzionali: a)    Posizione del bacino: l’acetabolo, situato sulla faccia esterna ...

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Il principino George ama la danza, preso in giro in Tv. Roberto Bolle lo difende.

Roberto Bolle – Principe George Il principino George, 6 anni, figlio maggiore del principe William e della duchessa di Cambridge Kate, tra i prossimi impegni oltre la scuola seguirà un corso di danza classica, appassionato com’è di balletto. La scelta è stata derisa durante il programma americano Good Morning America quando la conduttrice Lara Spencer ha raccontato di questa sua inclinazione ridendo in maniera scomposta, salvo poi scusarsi dopo che il video del programma con lei ilare era stato fortemente criticato. Tra le reazioni anche quella di Roberto Bolle, che ha commentato la vicenda sul suo profilo Instagram. “Vorrei sapere se avete trovato questo video divertente o inappropriato – ha scritto nel post – È già difficile per i ballerini proprio per le prese in giro”.  «Mi piacerebbe davvero sapere la vostra opinione su questo: credete che fosse una battuta divertente o inappropriata?» – scrive Roberto Bolle – «Da ballerino maschile, credo sia stato un male che Lara Spencer abbia fatto succedere questo. È già abbastanza duro per tanti ballerini uomini essere scherniti nel corso della vita. Che ne pensate?». In molti hanno commentato il post di Roberto Bolle, schierandosi dalla parte del ballerino. Willwoosh, al secolo Guglielmo Scilla, ad esempio ha commentato così: ...

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Matteo Levaggi tra passato, presente e il suo progetto didattico L.U.X

Matteo Levaggi non è solo un coreografo, bensì un vero e proprio pioniere della danza. Sin dall’inizio della sua attività coreografica, ha sempre voluto mettersi in gioco e affrontare temi importanti, che toccano la contemporaneità. Un artista a 360 gradi che non smette mai di studiare, impegnarsi e soprattutto rendere danza le sue idee. Levaggi inizia lo studio della danza classica presso la Scuola di Balletto diretta da Liliana Cosi e Marinel Stefansescu. Entra giovanissimo a far parte del Balletto del Teatro di Torino diretto da Loredana Furno, dove prestigiosi coreografi, come Karole Armitage e Luca Veggetti, creano per lui. Nel 1999 viene nominato coreografo stabile del BTT, ruolo che ricopre con forti consensi di pubblico e critica fino al 2014. Nel 2014 sceglie una carriera libera. Crea balletti per il Maggio Danza/Opera di Firenze e Peter Martins lo vuole per il New York Choreographic Institute, progetto associato al New York City Ballet. Nel 2017 è coreografo residente del teatro Massimo di Palermo e coreografo ospite de Les italiens de l’Opèra de Paris. Nel 2018 la nuova creazione Crises debutta al Festival Transart di Bolzano e sancisce dieci anni di collaborazione con l’artista visiva Samantha Stella. Iniziamo subito parlando del tuo ...

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La distorsione della caviglia: il trauma acuto più frequente tra i danzatori

  Le patologie ortopediche che affliggono i danzatori sono prevalentemente di natura cronica ovvero da sovraccarico funzionale: esse sono legate, infatti, alla ripetizione dello stesso movimento per molte ore al giorno fino al superamento della soglia di tolleranza delle strutture sia ossee che muscolo-tendinee coinvolte. Il trauma distorsivo della caviglia rappresenta, in questo contesto, una sorta di eccezione: in tutte le indagini statistiche riguardanti danzatori, le distosioni sono riportate come il trauma acuto più frequente e spesso meno considerato dal punto di vista tecnico e riabilitativo. Per distorsione si intende l’insieme delle lesioni a carico delle strutture capsulo-legamentose che rivestono un’articolazione che avvengono a causa di una brusca sollecitazione dell’articolazione stessa in una direzione inusuale di movimento o per un eccessivo grado di mobilità. È utile ricordare che sia la capsula articolare che i legamenti sono composti da tessuto connettivo fibroso e che, al loro interno, sono presenti numerosi recettori di posizione (propriocettori) che sono responsabili della percezione a livello cerebrale della posizione della caviglia nello spazio e quindi, ovviamente, della abilità di un individuo di mantenere l’equilibrio. Dal punto di vista scheletrico, la caviglia (o articolazione tibio-tarsica) è composta dai due malleoli – tibiale e peroneale – che formano ...

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Storia della Danza: Alla scoperta dei Balletti Dimenticati di Flavia Pappacena

  Cesare in Egitto di Gaetano Gioia (Napoli, Teatro San Carlo, 27 giugno 1807)   Ballo eroico in cinque atti inserito nell’opera Climene. Libretto bilingue (italiano e francese). Il ballo è uno degli esempi più interessanti del filone neoclassico italiano e una delle creazioni più emozionanti di Gaetano Gioia (1768-1826), artista di fama internazionale, coreografo intelligente e profondo, musicista esperto. La vicenda è incentrata sulla vittoria di Giulio Cesare sugli Egiziani (48 a.C.) e sul suo rapporto con Cleopatra (vedi la stampa in alto). Particolarmente significativa è la modalità con cui è tratteggiata la figura del Dittatore, audace condottiero e astuto stratega, venerato dai Romani e amato con rispetto e devozione da Cleopatra. In Cesare non è difficile cogliere un omaggio al re di Napoli Giuseppe Napoleone I (fratello maggiore di Napoleone), scelta, questa, chiaramente condizionata dall’influenza del potere politico sull’indirizzo delle programmazioni teatrali. Che Gioia in questo periodo aderisse al Neoclassicismo napoleonico lo dimostrano anche la fastosità delle scene e la grandiosità con cui è condotta l’azione. Ma un aspetto peculiare distingue questo ballo, come anche le altre creazioni di Gioia: l’unitarietà dello spettacolo. La scenografia – complessa e tridimensionale – è parte integrante del dramma, come lo è ...

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