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Rubriche

Il principal dancer Lloyd Knight “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta, adoro il dramma! Il balletto contemporaneo prediletto? Direi In The Middle Somewhat Elevated. Il teatro del cuore? Il Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? La Tempesta di Shakespeare. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Roots. Il costume di scena che hai preferito indossare? Adoro i costumi che Halston ha creato per Martha Graham. Quale colore associ alla danza? Oro. Che profumo ha la danza? Come un bouquet di rose. La musica più bella scritta per balletto? Pelléas et Mélisande op.80: Sicilienne, allegretto molto. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Arthur Mitchell e Martha Graham. Il tuo passo di danza preferito? Pas de chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Il cigno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per la sua arte e le chiederei quale sia la sua danza preferita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Appagante, impegnativa, spirituale. Come ti vedi oggi allo specchio? Come un artista grato, ma ancora affamato ...

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Edvard Munch

Nel dipinto La danza della vita di Edvard Munch, la danza assume un significato che va ben oltre il semplice movimento del corpo, diventando metafora dell’esistenza umana e delle sue fasi emotive. L’opera, una delle più note dell’artista, si colloca all’interno della sua riflessione simbolista sul ciclo della vita, dell’amore e della morte, e utilizza la scena di un ballo per rappresentare in modo visivo e profondamente evocativo il passaggio del tempo e delle esperienze. Al centro della composizione si trova una coppia che danza sulla riva del mare, immersa in una luce crepuscolare che conferisce all’intera scena un’atmosfera sospesa e malinconica. L’uomo, vestito di scuro, stringe a sé una donna in abito rosso, il cui colore acceso cattura immediatamente lo sguardo e suggerisce passione, vitalità e desiderio. Attorno a loro, altre figure partecipano o assistono al ballo, creando una dimensione corale che però non è mai davvero gioiosa: ogni personaggio sembra chiuso in una propria interiorità. Ciò che rende questo dipinto particolarmente significativo in relazione alla danza è il modo in cui Munch utilizza il movimento per esprimere stati psicologici. La danza non è qui leggerezza o divertimento, ma un gesto carico di tensione emotiva. I corpi non sembrano ...

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Il primo ballerino scaligero Claudio Coviello “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non saprei sceglierne uno, mi piacciono tanti stili diversi. Il Teatro del cuore? Per forza di cose, Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Una vita come tante di Hanya Yanaghiara. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella. Il costume di scena indossato che hai preferito? Romeo di Kenneth McMillan perché era il mio sogno fin da bambino. Quale colore associ alla danza? Non si può associare un solo colore, la danza è un’arte piena di diverse sfumature, associarle un solo colore sarebbe riduttivo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico, inconfondibile! La musica più bella scritta per balletto? Onegin di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot, oggi più che mai perché è un potente inno alla libertà, al coraggio di inseguire i propri sogni ed è una rottura degli stereotipi di genere. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sono troppi i miti del passato, non riuscirei ad essere categorico. Da ogni artista ho imparato e bisogna imparare qualcosa. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo di danza preferito. La danza non ...

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Il direttore artistico José Manuel Ghiso “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Minus 16. Il teatro del cuore? Municipal Theatre of Chile. Un romanzo da trasformare in balletto? Manon Lescaut. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Onegin. Il costume di scena che hai preferito indossare? Costume di Bayadère. Quale colore associ alla danza? Il colore carne. Che profumo ha la danza? Il sudore del lavoro. La musica più bella scritta per balletto? La Dame aux camélias. Il film di danza irrinunciabile? Il Sole di mezzanotte. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? Doppio tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Sigfrido ne Il lago dei cigni. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Cranko e Kenneth MacMillan. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, impegno, soddisfazione. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo come un artista realizzato e felice che ha raggiunto il suo sogno. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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La danza dipinta “viaggio tra i capolavori”: Keith Haring

Nel lavoro Senza titolo (danza) di Keith Haring la rappresentazione del movimento si riduce all’essenziale, ma proprio per questo acquista una forza immediata e universale. Le figure stilizzate che popolano la superficie dell’opera, tracciate con linee nere spesse e continue, sono colte in pose dinamiche, con arti aperti e piegati che suggeriscono un’energia in costante espansione. Non ci sono dettagli anatomici, né profondità prospettica: il corpo è trasformato in segno, e la danza diventa un linguaggio visivo diretto, accessibile a chiunque. Ciò che distingue questa visione della danza è la sua dimensione collettiva. Le figure di Haring non danzano isolate, ma spesso in relazione tra loro, creando una sorta di ritmo condiviso che attraversa l’intera composizione. I corpi sembrano rispondere a una stessa pulsazione, come se fossero mossi da una musica invisibile. Le linee radianti che circondano le figure, elemento tipico del suo stile, amplificano questa sensazione, rendendo visibile l’energia del movimento e trasformando ogni gesto in una vibrazione che si propaga nello spazio. In questo contesto, la danza non è rappresentata come disciplina codificata o tecnica raffinata, ma come espressione primaria e spontanea. I movimenti sono semplici, quasi infantili nella loro immediatezza, ma proprio per questo carichi di vitalità. ...

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Il solista scaligero Domenico Di Cristo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Ce ne sono tanti, e ognuno ha il suo “momento”. Quello da pelle d’oca rimane Onegin. Il balletto contemporaneo prediletto? Petit mort. Il Teatro del cuore? Dove sono cresciuto dalla Scuola, il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? È un libro più per bambini ma Il piccolo principe potrebbe essere molto interessante. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il pianista, la lotta per sopravvivere al genocidio nazista. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies di George Balanchine. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Ognuno può sentire il profumo che preferisce. La musica più bella scritta per balletto? Sicuramente la musica per la Bella Addormentata. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Pina Baush e Nižinskij. Il tuo “passo di danza” preferito? Petit Allegro. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Romeo di Romeo e Giulietta. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Impegno, divertimento e passione. Come ti vedi oggi allo ...

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16 maggio: anniversario dei teatri Fenice, Massimo e Regio

C’è una data che unisce tre tra i più prestigiosi teatri italiani: il 16 maggio. In momenti diversi della storia, proprio in questo giorno vennero inaugurati Teatro La Fenice, Teatro Massimo e Teatro Regio di Parma. 
Tre luoghi simbolo della lirica, ma anche grandi palcoscenici della danza e del balletto internazionale, dove il movimento del corpo ha dialogato per secoli con la musica, la scenografia e il mito. Inaugurata il 16 maggio 1792, La Fenice nacque nella Venezia elegante e cosmopolita del tardo Settecento, quando il balletto era parte essenziale dello spettacolo operistico. Nei teatri veneziani, infatti, la danza non era semplice intermezzo, ma elemento centrale della rappresentazione scenica. Nel corso dell’Ottocento, il teatro ospitò celebri compagnie europee e grandi étoile del tempo, contribuendo alla diffusione del balletto romantico italiano. Le atmosfere di Venezia — tra maschere, riflessi d’acqua e saloni dorati — sembravano fatte apposta per accogliere la grazia della danza. Anche dopo i devastanti incendi che la colpirono, La Fenice ha continuato a rinascere come il suo nome promette. E ancora oggi il suo palcoscenico ospita produzioni dove opera e balletto convivono in perfetto equilibrio, mantenendo viva una tradizione che appartiene all’anima stessa della città. Quando il 16 ...

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La prima ballerina Nino Samadashvili “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Adoro il mio teatro (Teatro Nazionale Georgiano dell’Opera e del Balletto di Tbilisi) e la Royal Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Poiché amo molto leggere, potrebbe essere molto interessante L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? My Fair Lady di George Cukor. Il costume di scena che hai preferito indossare? Amo tutti i miei costumi, in particolare quelli creati da Kirill Gassiline per La Bayadère, il costume di Nikiya per le Snake variations, l’abito di Giulietta per la scena del balcone e il tutù del Cigno Bianco. Quale colore associ alla danza? Per me la danza è estremamente colorata: non riesco ad associarla a un solo colore. Che profumo ha la danza? A mio avviso ha il profumo del gelsomino. La musica più bella scritta per balletto? Prokofiev Romeo e Giulietta, Cenerentola, 
Adolphe Adam Giselle, in particolare il secondo atto. Il film di danza irrinunciabile? Amo il film Dancers con Mikhail Baryshnikov, Alessandra Ferri e Julie Kent. Inoltre White Nights – ...

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Divi senza voce: il trionfo dei pantomimi nell’antica Roma

Nel mondo antico, ben prima che il balletto classico codificasse i suoi passi e le sue gerarchie, esisteva una figura artistica capace di affascinare folle immense e di sedurre le élite più raffinate: il danzatore pantomimo. Non si trattava semplicemente di un interprete del movimento, ma di un vero e proprio narratore del corpo, un artista totale che, attraverso gesti, espressioni e posture, riusciva a dar vita a storie complesse senza pronunciare una sola parola. In un’epoca in cui il teatro e la danza si intrecciavano profondamente con la vita sociale e politica, il pantomimo occupava un ruolo sorprendentemente centrale, tanto da essere accolto nelle corti imperiali e venerato dal pubblico con un’intensità che oggi riserviamo alle più grandi star della danza. La pantomima, sviluppatasi soprattutto nell’antica Roma a partire dall’età augustea, era una forma spettacolare raffinata e altamente codificata. Il danzatore si esibiva spesso da solo, accompagnato da musicisti e da un coro che narrava la vicenda, mentre lui, con il volto coperto da una maschera e il corpo allenato all’estremo, interpretava tutti i personaggi della storia. Era un’arte di trasformazione continua: in pochi istanti, il performer poteva diventare eroe, amante, divinità o vittima, grazie a una tecnica gestuale ...

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Il direttore artistico e coreografo Alexei Kremnev “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Chisciotte. Il balletto contemporaneo prediletto? La Dame aux camélias. Il teatro del cuore? Bol’šoj, Opéra di Parigi Un romanzo da trasformare in balletto? Coco and Igor (e l’ho già realizzato). Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Vi presento Joe Black. Il costume di scena che hai preferito indossare? Albrecht, II atto. Quale colore associ alla danza? A tutti. Che profumo ha la danza? Quello del backstage e delle quinte. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni e Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? White Nights – Il sole a mezzanotte (per via di Michail Baryshnikov). Due miti della danza del passato, uomo e donna? Ekaterina Maksimova e Michail Baryshnikov. Il tuo passo di danza preferito? L’inchino. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Lucien. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa, George Balanchine, Jiří Kylián, Mats Ek. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per aver condiviso la tua ispirazione. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, apprendimento continuo, impegno. Come ti vedi oggi allo specchio? Uguale a prima, con un ...

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