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Paquita (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Paquita occupa un posto singolare nella storia della danza classica, configurandosi come un’opera che, pur attraversando trasformazioni, adattamenti e riletture, ha saputo conservare un’aura di eleganza e virtuosismo che ancora oggi affascina studiosi, interpreti e pubblico. Nato nel contesto culturale della Parigi romantica del XIX secolo, questo titolo rappresenta un esempio emblematico della circolazione delle opere coreutiche tra Francia e Russia, nonché della loro capacità di evolversi in risposta alle diverse sensibilità artistiche e ai mutamenti del gusto. La genesi di Paquita risale al 1° aprile 1846, quando venne presentato per la prima volta all’Opéra di Parigi, con coreografia di Joseph Mazilier e musica di Édouard Deldevez. In origine, l’opera si inseriva nel filone del balletto narrativo romantico, caratterizzato da un intreccio melodrammatico, ambientazioni esotiche e un marcato interesse per temi quali l’identità, la nobiltà nascosta e il destino. Tuttavia, fu solo con il suo trasferimento in Russia che Paquita acquisì la forma con cui è maggiormente conosciuto oggi. Marius Petipa, figura centrale del balletto imperiale russo, ne realizzò una profonda revisione nel 1881 per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, aggiungendo nuove sezioni coreografiche e affidando a Ludwig Minkus la composizione di ulteriori musiche. In particolare, il ...

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Il direttore artistico Christopher Stowell “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Amo tutto il linguaggio classico. Il balletto contemporaneo prediletto? Amo i coreografi che trovano nuovi modi di usare questo linguaggio. Il teatro (come linguaggio) del cuore? L’opera del XIX secolo è il mio “piacere proibito”. Un romanzo da trasformare in balletto? Il talento di Mr. Ripley. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Stregata dalla luna. Il costume di scena che hai preferito indossare? Mercuzio, e Baptiste in una versione in balletto de Les Enfants du Paradis. Quale colore associ alla danza? Bianco e nero. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Dipende dall’interpretazione del coreografo Il film di danza irrinunciabile? Silk Stockings. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Gelsey Kirkland e Fred Astaire Il tuo passo di danza preferito? Qualcosa di sincopato. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Gennaro da Napoli. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Portami con te! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? La perfezione, sempre sfuggente. Come ti vedi oggi allo specchio? Cerco di non ...

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Nodi di eleganza: i lacci delle scarpette da punta

I lacci delle scarpette da punta sono un elemento tanto discreto quanto fondamentale. A prima vista possono sembrare semplici nastri di raso, ma in realtà svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio, nella sicurezza e nell’estetica della danza. Realizzati solitamente in raso o in tessuto elastico, i lacci vengono cuciti con cura ai lati della scarpetta e avvolti attorno alla caviglia con precisione quasi rituale. Ogni ballerina sviluppa un proprio modo di legarli: c’è chi preferisce un incrocio più alto per sostenere meglio la caviglia, chi invece li tiene più bassi per una linea più pulita ed elegante. Questo gesto, ripetuto ogni giorno, diventa parte integrante della preparazione, un momento di concentrazione prima di entrare in scena. Dal punto di vista funzionale, i lacci servono a mantenere la scarpetta saldamente aderente al piede, evitando movimenti indesiderati durante i passi più complessi. La danza sulle punte richiede infatti un controllo assoluto: anche il minimo cedimento potrebbe compromettere la stabilità. I lacci, insieme agli elastici, contribuiscono a creare una continuità tra piede e scarpa, quasi fossero un’estensione naturale del corpo. Ma oltre alla funzione tecnica, i lacci hanno anche un forte valore estetico. Quando sono ben legati e nascosti con cura, contribuiscono a creare quella ...

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Suite en blanc: storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i capolavori del Novecento coreografico, Suite en blanc di Serge Lifar occupa un posto singolare: un balletto senza trama, eppure densissimo di significati, che incarna con rara purezza l’estetica del neoclassicismo francese. Creato nel 1943 per il Balletto dell’Opéra di Parigi su musiche di Édouard Lalo, il lavoro nasce in un momento storico drammatico e sembra rispondere, con la sua limpida astrazione, al bisogno di ordine, armonia e misura. Non vi è racconto, non vi è azione: ciò che si dispiega sulla scena è la danza nella sua essenza più cristallina, una celebrazione della tecnica accademica elevata a linguaggio assoluto. La “storia” di Suite en blanc, se così si può chiamare, coincide dunque con la sua stessa genesi artistica: Lifar, allora maître de ballet dell’Opéra, intendeva riaffermare la centralità della scuola francese, depurando il balletto da ogni elemento narrativo per restituirlo alla sua architettura formale. Il titolo allude proprio a questa idea di purezza: il bianco è quello dei tutù, della luce, ma anche di una pagina astratta su cui la danza si scrive senza vincoli drammaturgici. In assenza di veri e propri personaggi, la coreografia è costruita come una successione di variazioni e quadri che mettono in risalto ...

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Le Spectre de la Rose: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Le Spectre de la Rose è una delle creazioni più suggestive e poetiche del primo Novecento, capace di condensare in pochi minuti un intero universo fatto di sogno, desiderio e memoria. Nato nel 1911 per i Ballets Russes, rappresenta perfettamente quello spirito innovativo che trasformò profondamente il linguaggio della danza, allontanandolo dalla rigidità accademica per avvicinarlo a una dimensione più espressiva e simbolica. Alla base del balletto c’è una poesia di Théophile Gautier, mentre la coreografia porta la firma di Michel Fokine e la musica è tratta da un brano di Carl Maria von Weber, orchestrato da Hector Berlioz. Questo intreccio di arti diverse contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione. La scena si apre su una giovane ragazza appena rientrata dal suo primo ballo. Ancora avvolta nell’emozione della serata, tiene tra le mani una rosa, simbolo di quell’esperienza nuova e intensa. Si muove nello spazio con un misto di timidezza e nostalgia, come se volesse trattenere il ricordo di ciò che ha appena vissuto. Lentamente, la stanchezza prende il sopravvento e si addormenta su una poltrona, lasciandosi scivolare in una dimensione onirica. È a questo punto che il balletto si trasforma: dalla finestra entra lo ...

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Études (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Études rappresenta uno dei casi più affascinanti in cui la tecnica, anziché restare nascosta dietro le quinte, diventa il cuore stesso dello spettacolo. Creato nel 1948 dal coreografo Harald Lander su musiche di Carl Czerny orchestrate da Knudåge Riisager, questo balletto non segue una trama narrativa tradizionale, ma costruisce un percorso che è al tempo stesso concreto e simbolico: la nascita della danza a partire dall’esercizio quotidiano. Fin dai primi momenti, lo spettatore viene introdotto in un ambiente che richiama la sala prove più che il palcoscenico. La presenza della sbarra non è un semplice elemento scenografico, ma un vero punto di partenza concettuale: è lì che ogni ballerino costruisce la propria arte, giorno dopo giorno, attraverso disciplina, rigore e ripetizione. I movimenti iniziali sono volutamente semplici, quasi spogli di teatralità. Si tratta di gesti codificati, precisi, che rivelano la struttura nascosta della danza classica. Eppure, proprio in questa apparente semplicità, si intravede già una tensione verso qualcosa di più grande. Man mano che il balletto procede, questa dimensione “didattica” si dissolve gradualmente. La sbarra scompare, i movimenti si ampliano, lo spazio scenico si riempie di energia. È come assistere a una trasformazione organica: la tecnica non viene ...

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Gaîté Parisienne: storia, personaggi, curiosità e trama

Nel vasto repertorio del balletto del Novecento, Gaîté Parisienne occupa una posizione singolare, sospesa tra eleganza operettistica, nostalgia per la Belle Époque e brillante virtuosismo coreografico. L’opera nasce nel 1938 per i Ballets Russes de Monte-Carlo, compagnia che negli anni successivi allo scioglimento dei Ballets Russes di Diaghilev continuò a diffondere nel mondo l’eredità artistica del balletto russo. La coreografia fu firmata da Léonide Massine, mentre la partitura venne assemblata e orchestrata dal direttore e compositore Manuel Rosenthal a partire dalle melodie di Jacques Offenbach, il maestro dell’operetta francese dell’Ottocento. L’idea alla base del balletto era semplice ma estremamente efficace: evocare la Parigi brillante e spensierata del Secondo Impero, quella dei boulevard illuminati, dei caffè eleganti e dei locali notturni popolati da aristocratici, artisti e viaggiatori stranieri. Offenbach aveva già incarnato musicalmente questo spirito con le sue operette, piene di ritmo, ironia e vivacità melodica; Rosenthal ne selezionò numerosi temi, trasformandoli in una partitura orchestrale continua che restituisse l’atmosfera effervescente della capitale francese. La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1938 al Théâtre de Monte-Carlo e ottenne immediatamente un grande successo. Il balletto colpiva per la sua capacità di unire spettacolo, umorismo e danza di carattere, creando un affresco teatrale vivace ...

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Alice’s Adventures in Wonderland: storia, personaggi, curiosità e trama

La storia di Alice’s Adventures in Wonderland, pubblicata nel 1865 da Lewis Carroll, appartiene a quelle opere letterarie che sembrano naturalmente predisposte alla trasformazione scenica. Il viaggio della giovane protagonista attraverso un universo capovolto, popolato da creature eccentriche e da paradossi logici, ha stimolato per oltre un secolo registi, illustratori, musicisti e coreografi. Nel balletto questo materiale narrativo ha trovato un terreno particolarmente fertile, perché il carattere visionario della storia si presta a essere tradotto in immagini, ritmo e movimento. Le prime esperienze coreografiche ispirate ad Alice risalgono già ai primi decenni del Novecento, quando il racconto di Carroll cominciò a circolare nei teatri europei in forma di spettacolo coreutico o pantomimico destinato a un pubblico familiare. Tuttavia la consacrazione più significativa di questo soggetto nel repertorio ballettistico è relativamente recente. Nel 2011 il coreografo britannico Christopher Wheeldon ha creato il balletto Alice’s Adventures in Wonderland per il The Royal Ballet, presentato in prima assoluta alla Royal Opera House di Londra con musica originale del compositore Joby Talbot. Questa produzione ha segnato un momento importante nella danza narrativa contemporanea, dimostrando come una storia ottocentesca potesse essere reinterpretata con strumenti scenici e coreografici moderni senza perdere la sua forza immaginativa. Il balletto ...

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Il ritmo nascosto del corpo nella danza di Lucette Destouches

Nel panorama della danza europea la figura di Lucette Destouches occupa una posizione singolare, quasi laterale e allo stesso tempo sorprendentemente persistente. Ballerina, insegnante e custode di una pratica coreutica profondamente personale, attraversò quasi per intero il secolo, vivendo trasformazioni radicali dell’arte della danza senza mai aderire completamente a una scuola definita. È ricordata anche per il suo legame con lo scrittore Louis-Ferdinand Céline, di cui fu compagna per gran parte della vita, ma ridurre la sua identità a quella relazione significherebbe perdere il tratto più originale della sua esistenza artistica: una concezione della danza come disciplina del corpo e della memoria, capace di unire rigore tecnico e libertà interiore. La sua idea di danza maturò lentamente, attraverso un percorso che partiva dalla formazione classica ma che si lasciava attraversare da influenze molto più ampie. Nei primi decenni del Novecento il mondo coreografico europeo stava vivendo una trasformazione profonda. Il balletto accademico continuava a dominare i teatri, ma nuovi linguaggi cercavano di liberare il corpo dalle rigidità del sistema classico. Figure come Isadora Duncan avevano introdotto un’idea di movimento naturale, radicato nella respirazione e nella gravità, mentre studiosi del movimento come Rudolf von Laban cercavano di analizzare il gesto umano ...

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Un maestro della danza moderna: l’eredità di Luigi Faccuito

Luigi Faccuito, nato Eugene Louis Faccuito e universalmente conosciuto nel mondo della danza semplicemente come Luigi, è stato uno dei protagonisti della storia della jazz dance negli Stati Uniti: ballerino, coreografo e soprattutto pedagogo, è considerato da molti il fondatore della prima vera tecnica strutturata di allenamento per la danza jazz. Il suo lavoro si basava su alcuni principi centrali del movimento: l’allineamento corretto del corpo, la stabilità del centro, il controllo dell’equilibrio e la capacità del danzatore di percepire il movimento dall’interno. Questi elementi confluirono in un sistema di esercizi che Luigi sviluppò nel corso degli anni e che divenne noto come Luigi Warm-Up Technique, un programma di preparazione fisica pensato non solo per migliorare la qualità della danza ma anche per rafforzare il corpo e prevenire o recuperare infortuni. Proprio per queste caratteristiche, il metodo è stato talvolta utilizzato anche in contesti di riabilitazione fisica. Con il tempo questo sistema di lavoro si è affermato come uno dei primi metodi codificati per l’insegnamento della danza jazz e della danza legata al teatro musicale, offrendo agli interpreti una base tecnica stabile su cui costruire il proprio stile. L’origine di questo metodo è legata a un momento molto difficile della ...

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