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Rubriche

Il danzatore Tommaso Spadaccino “allo specchio”

Balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Balletto contemporaneo preferito? Dante Project di Wayne McGregor. Il teatro del cuore? Teatro alla Scala di Milano, Opéra de Paris, Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Odissea. E invece un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amélie. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Season’s Canon. A quale colore associ la danza? Rosso. Che profumo ha la danza? La danza ha un profumo unico e inconfondibile, quello che ogni ballerino riconosce all’istante: il profumo delle sale di danza, fatto di impegno, passione, emozioni e sogni condivisi. La musica più bella mai scritta per un balletto? Romeo e Giulietta, motivo per cui è il mio preferito. Il film sulla danza imperdibile? Billy Elliot. Due leggende della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza della coreografia? Jiří Kylián. Guardandoti indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per aver abbellito il mondo con la sua arte ...

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Tchaikovsky Piano Concerto No. 2: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Tchaikovsky Piano Concerto No. 2 di George Balanchine rappresenta una delle espressioni più compiute del suo linguaggio neoclassico, in cui la danza non racconta più una storia nel senso tradizionale ma diventa una traduzione visiva della musica stessa. L’opera, creata nel 1941 (presentato in anteprima il 29 maggio), nasce dall’incontro ideale con la partitura di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, in particolare con il Concerto per pianoforte n. 2 in Sol maggiore, Op. 44 Piano Concerto No. 2 in G major, Op. 44, una composizione che, pur non essendo pensata per il balletto, offre una struttura limpida e un dialogo continuo tra pianoforte e orchestra che si presta in modo naturale alla costruzione coreografica. Balanchine, affascinato dalla chiarezza architettonica della musica, immagina una coreografia in cui il gesto danzato non illustra ma “incarna” la partitura, trasformando i ballerini in linee melodiche, contrappunti e ritmi visibili. Il balletto nasce in un periodo in cui il coreografo sta definendo sempre più nettamente la sua idea di danza astratta, lontana dalla narrazione romantica o drammatica, e si inserisce nel percorso artistico che lo porterà a diventare una figura centrale della New York City Ballet. Pur essendo spesso descritto come un balletto privo di trama, ...

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La danza, un percorso di armonia e disciplina

La danza è una delle forme artistiche più antiche e affascinanti della storia dell’umanità. Attraverso il movimento del corpo, permette di esprimere emozioni, raccontare storie e comunicare senza l’uso delle parole. Ma oltre alla sua dimensione artistica, la danza rappresenta un importante percorso di crescita personale, capace di educare all’armonia e alla disciplina, due valori fondamentali che contribuiscono ad uno sviluppo equilibrato. L’armonia è uno degli elementi essenziali della danza. Ogni movimento nasce dalla ricerca di equilibrio tra corpo, musica ed espressione. Il danzatore impara a coordinare i propri gesti, a controllare il ritmo e a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Questo processo favorisce una relazione più positiva con sé stessi, aiutando a riconoscere e valorizzare le proprie capacità. La danza insegna anche a vivere in armonia con gli altri. Durante le lezioni, le prove e le esibizioni, ogni partecipante contribuisce alla realizzazione di un progetto comune. Il rispetto reciproco, l’ascolto e la collaborazione diventano elementi indispensabili per raggiungere un risultato condiviso. In questo modo, la danza promuove valori che rafforzano il senso di appartenenza e la capacità di costruire relazioni positive. Accanto all’armonia, la disciplina rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni percorso di danza. Imparare una ...

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Ninette de Valois, la donna che inventò il balletto britannico

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il ricordo di una pioniera che trasformò un sogno in una delle più grandi tradizioni coreutiche del Novecento. Il 6 giugno 1898 nasceva a Baltyboys, nella contea di Wicklow in Irlanda, una bambina destinata a cambiare per sempre la storia della danza. Il suo nome era Edris Stannus, ma il mondo l’avrebbe conosciuta come Ninette de Valois: ballerina, coreografa, pedagoga, visionaria. Una donna che non si limitò a interpretare il balletto, ma ne costruì le fondamenta di una nuova identità nazionale. Quando Ninette iniziò a studiare danza nei primi anni del Novecento, la Gran Bretagna non possedeva una tradizione classica paragonabile a quella francese, russa o italiana. Il balletto era considerato soprattutto un’arte d’importazione. Fu proprio questa assenza a suggerirle una missione che avrebbe occupato tutta la sua vita: creare una scuola inglese, una compagnia inglese e un repertorio inglese. Dopo gli esordi sulle scene londinesi, entrò a far parte dei leggendari Ballets Russes di Serge Diaghilev, la più rivoluzionaria compagnia del secolo. Fu un’esperienza determinante. Lavorando accanto a figure come Léonide Massine e Bronislava Nijinska, comprese che il balletto non era soltanto tecnica, ma anche organizzazione, cultura, educazione e visione artistica. Negli anni ...

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La ballerina della State Opera Stara Zagora Alessia Bacchin “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il mio balletto classico preferito, anche se difficile scegliere, credo che sia La bella addormentata, proprio perché riesce secondo me a rappresentare al meglio la danza classica con la sua eleganza, precisione dei movimenti e musicalità. Mi piace il fatto che ci siano molti ruoli molto diversi tra loro, dove in ognuno di essi puoi sperimentare nuovi modi per interpretarli, sia a livello tecnico che artistico. Balletto contemporaneo preferito? Minus 16 coreografato da Ohad Naharin è sempre stato uno dei balletti di contemporaneo che mi ha sempre affascinato, ha questa energia travolgente che ti cattura sin dall’inizio fino alla fine. A me personalmente esprime la ricerca della libertà, perché molte volte ci sentiamo intrappolati o giudicati dagli altri o anche da noi stessi e nel balletto, attraverso i movimenti grandi e improvvisi, riesce proprio a dare questa sensazione a chi sta guardando. Il teatro del cuore? Il mio teatro del cuore credo che sia sempre stato il Teatro Mariinskij, che rappresenta per me la grande tradizione e cultura del balletto e dove si sono esibiti tra i più importanti ballerini della storia. Un romanzo da trasformare in balletto? Un romanzo che trasformerei in balletto sarebbe Oliver Twist, ...

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Il solista principale Artemiy Pyzhov “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus e Il Corsaro. Il balletto contemporaneo prediletto? I fratelli Karamazov di Boris Eifman. Il Teatro del cuore? Bolshoi. Un romanzo da trasformare in balletto? Penso a Il Signore degli Anelli. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ancora Il Signore degli Anelli. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’idolo d’oro. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Sudore e profumo dolce. La musica più bella scritta per balletto? Lo Schiaccianoci (adagio) oppure l’adagio di Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Le notti bianche. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Nijinsky, Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Jeté en tournant. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Lascia che il palcoscenico prenda vita sotto i miei passi. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Coraggio, sincerità, perseveranza. Come ti vedi oggi allo specchio? Ancora bene! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il Demi Solista Federico D’Ortenzi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit. Penso sia un balletto bellissimo e molto intenso, probabilmente uno dei sogni di tanti ballerini da interpretare. È davvero spettacolare, sia artisticamente che emotivamente, e spero un giorno di avere l’opportunità di danzarlo. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Petite Mort di Jiří Kylián. Anche se forse viene considerato più neoclassico che contemporaneo, è un balletto che amo davvero tantissimo. Penso abbia una combinazione incredibile di musicalità, eleganza ed emozione. Il Teatro del cuore? Come teatro del cuore, penso che per me rimarrà sempre il Palais Garnier. Non è soltanto uno dei teatri più belli al mondo, ma è anche un luogo pieno di storia, dove hanno danzato alcuni dei più grandi ballerini della danza classica. Ho avuto anche l’opportunità indimenticabile di esibirmi lì durante il periodo del Covid, ed è qualcosa che porterò sempre con me. Per me rimane davvero un teatro speciale e bellissimo. Un romanzo da trasformare in balletto? È una domanda molto interessante. La prima cosa che mi viene in mente è I Promessi Sposi, anche se probabilmente finirebbe per avere un’atmosfera simile a ...

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Shéhérazade (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Pochi balletti nella storia della danza hanno saputo incarnare il fascino dell’Oriente immaginato dall’Europa del primo Novecento quanto Shéhérazade. Sensuale, lussureggiante, provocatorio e rivoluzionario, questo capolavoro nato per i Ballets Russes di Sergej Djagilev rappresenta ancora oggi una delle pietre miliari del teatro coreografico moderno. A più di un secolo dalla sua creazione, il suo nome continua a evocare immagini di palazzi favolosi, sete preziose, passioni travolgenti e una libertà espressiva che cambiò profondamente il modo di concepire il balletto. Presentato per la prima volta il 4 giugno 1910 all’Opéra di Parigi, Shéhérazade nacque dall’incontro di alcune delle più straordinarie personalità artistiche dell’epoca. La musica era quella dell’omonima suite sinfonica composta nel 1888 da Nikolaj Rimskij-Korsakov, mentre la coreografia venne affidata a Michail Fokine. A rendere l’opera un evento destinato a entrare nella leggenda furono soprattutto le scenografie e i costumi di Léon Bakst, il cui immaginario cromatico trasformò il palcoscenico in un’esplosione di colori, tessuti e suggestioni orientali mai viste prima. L’ispirazione deriva liberamente dalle celebri raccolte delle Mille e una notte, ma il balletto non racconta la storia della narratrice Shéhérazade. Al contrario, sviluppa una vicenda autonoma ambientata in un harem persiano, dove desiderio, tradimento e vendetta si ...

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Josephine Baker, un secolo di coraggio e rivoluzione

Celebrare oggi la nascita di Josephine Baker significa ricordare una delle figure più straordinarie del Novecento, un’artista capace di attraversare e incarnare alcune delle grandi trasformazioni culturali, sociali e politiche del suo tempo. Cantante, ballerina, attrice, resistente, attivista per i diritti civili, Baker fu molto più di una stella dello spettacolo: divenne un simbolo internazionale di emancipazione, libertà e lotta contro ogni forma di discriminazione. Nata il 3 giugno 1906 a Saint Louis, nel Missouri, come Freda Josephine McDonald, crebbe in un’America profondamente segnata dalla segregazione razziale. La sua infanzia fu segnata dalla povertà e dalla violenza sociale che caratterizzavano la condizione degli afroamericani negli Stati Uniti dell’inizio del secolo. Ancora bambina lavorò come domestica e conobbe da vicino le disuguaglianze di una società rigidamente divisa secondo il colore della pelle. Quelle esperienze avrebbero lasciato un segno profondo nella sua coscienza civile e nella sua futura attività politica. Fin da giovanissima mostrò uno straordinario talento per la danza e il palcoscenico. Dopo le prime esperienze nei circuiti del vaudeville e del musical afroamericano, negli anni Venti si trasferì a New York, dove prese parte all’effervescente stagione artistica della Harlem Renaissance, il grande movimento culturale che vide scrittori, musicisti e artisti ...

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120 anni dalla nascita di Dmitrij Šostakovič: il genio del balletto sovietico

Nel 2026 ricorrono i 120 anni dalla nascita di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, figura centrale della musica del XX secolo, la cui opera ha attraversato i confini della musica sinfonica, del cinema e, non meno importante, della danza. Ha composto tre balletti principali negli anni ’30, caratterizzati da satira, realismo socialista e melodie vivaci: L’età dell’oro (1930), Il bullone (1931) e Il rivo chiaro (1935). Nato il 25 settembre 1906 a San Pietroburgo, Šostakovič si affermò come uno dei compositori più innovativi e controversi della sua epoca, capace di combinare modernismo e lirismo in forme musicali spesso complesse e drammatiche. Nonostante Šostakovič sia universalmente noto per le sue sinfonie e i suoi quartetti, il balletto rappresenta un capitolo fondamentale della sua carriera musicale. Le sue composizioni per balletto dimostrano una sensibilità unica nel tradurre la narrativa e l’emozione in musica, sfruttando ritmi intricati, armonie sorprendenti e orchestrazioni che rivelano una profonda comprensione del corpo e del movimento. Uno dei suoi lavori più celebri è La Preghiera dei Cantori (anche se meno noto rispetto alle sinfonie), in cui il compositore sovietico sperimenta con temi folkloristici russi e coreografie astratte, anticipando in parte il linguaggio musicale contemporaneo. Tuttavia, il balletto che ha consolidato ...

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