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Rubriche

Il danzatore e coreografo Lorenzo Misuri “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? In the Mood for Love di Wong Kar-wai. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Acolyte da Romeo e Giulietta di Jean-Christophe Maillot. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Floreale. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Massimo Murru e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Entrelacé. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Lo Schiaccianoci. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Le chiederei un giudizio sulle mie coreografie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Libertà, passione, adrenalina. Come ti vedi oggi allo specchio? Più maturo, ma con la stessa curiosità di quando ero bambino. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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L’étoile Emanuela Bianchini “allo specchio”

Balletto classico preferito? Lago dei cigni. Balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Teatro del tuo cuore? Teatro Casinò de Paris. Un romanzo da trasformare in balletto? La Casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? L’attimo fuggente di Peter Weir. Il costume di scena indossato che hai preferito? Carmen. A quale colore associ la danza? Bianco: l’eleganza. Che odore ha la danza? Fiori freschi e muschio, una combinazione di freschezza e profondità. La musica più bella mai scritta per il balletto? La morte del cigno di Camille Saint-Saëns. Un film di danza indimenticabile? Fame di Alan Parker. Un film che mi ha fatto capire che per danzare bisogna fare sacrifici. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Vladimir Vassiliev e Silvie Guillem: due personaggi con grande forza interpretativa, tecnici, versatili poliedrici ed eclettici. Il tuo passo di danza preferito? Il fouetté, il passo noto per la sua grande difficoltà tecnica e per il suo effetto spettacolare. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La Carmen. È un personaggio maturo, non “giovane e ingenuo”: richiede forza interiore, ...

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Il Ballet Master Stephane Dalle “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il Lago dei cigni, non solo per la sua musica e la sua coreografia iconica, ma per il modo in cui bilancia disciplina ed emozione. Sotto la precisione si cela una storia profondamente umana su illusione, scelta e trasformazione, che la rende senza tempo piuttosto che tradizionale. Balletto contemporaneo preferito? Il Lago dei Cigni, allenando ho notato che si tratta di una coreografia molto contemporanea. Teatro del tuo cuore? Teatro Comunale di Saint-Quentin (Aisne). Il teatro del mio cuore, dove la vulnerabilità ha preso forma la prima volta che sono salito sul palcoscenico. Dove l’emozione si è manifestata prima che fossi in grado di ballare correttamente… Un romanzo da trasformare in balletto? Il Circo della Notte di Erin Morgenstern. È pieno di magia, illusioni e immagini. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amélie, ricco di fascino con una narrazione giocosa. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume che ha permesso al movimento, non al tessuto, di parlare. Quando un costume smette di ricordarti che stai indossando un costume. A quale colore associ la danza? Il blu, il royal blue. La danza vive tra aria e mistero, ...

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Danzare significa abitare il proprio corpo

La danza nasce prima delle parole e sopravvive a ogni confine. È un linguaggio antico che attraversa i secoli, un gesto che si fa voce quando la voce non basta. In ogni suo passo vive un’idea semplice e potentissima: la libertà. Danzare significa abitare il proprio corpo senza chiedere permesso. È un atto di presenza totale, un modo per affermare “io sono qui” nel ritmo del respiro e nel battito del cuore. Quando il corpo si muove, le regole si allentano: la gravità diventa dialogo, lo spazio si apre, il tempo smette di essere una gabbia. La danza trasforma l’istante in possibilità. In molte culture, la danza è stata – ed è – un gesto di resistenza. Dai rituali tribali alle danze popolari, dai balli nati nelle comunità oppresse alle forme urbane contemporanee, muoversi insieme ha significato preservare identità, memoria e dignità. Quando tutto sembra negato, il corpo resta l’ultimo territorio libero. Ed è proprio lì che la danza accende la sua scintilla: nel diritto di esistere e di esprimersi. La libertà della danza non è solo ribellione; è anche ascolto. Chi danza impara a sentire: il peso, l’equilibrio, l’aria che scorre. È una libertà consapevole, che nasce dal contatto ...

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La Befana tra feste, riti e danze popolari

La Befana è una delle figure più affascinanti della tradizione popolare italiana. Celebrata nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, questa simpatica vecchina che vola su una scopa porta dolci ai bambini buoni e carbone a quelli birichini. Ma oltre al suo ruolo nel folclore, la Befana è anche protagonista di feste, riti e danze popolari che animano piazze e comunità da secoli. Le origini della Befana risalgono a riti agricoli precristiani legati alla fine dell’anno e al ciclo delle stagioni. In queste celebrazioni, il movimento del corpo e la danza avevano un ruolo fondamentale: danzare significava salutare l’anno passato e propiziare quello nuovo. I balli collettivi, spesso in cerchio, rappresentavano unione, rinascita e continuità. In molte regioni italiane, soprattutto nei piccoli borghi, la festa della Befana è accompagnata da musiche tradizionali e danze popolari. Gruppi in costume si esibiscono in balli folkloristici, talvolta interpretando la Befana stessa con movimenti vivaci e giocosi. La danza diventa così un modo per raccontare storie, tramandare tradizioni e coinvolgere persone di tutte le età. Oggi la Befana continua a danzare anche in chiave moderna. In spettacoli teatrali, eventi scolastici e coreografie contemporanee, questa figura viene reinterpretata attraverso nuovi linguaggi del corpo. ...

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Giselle di Alicia Alonso: l’incanto di una leggenda

Quando si parla di Giselle, uno dei balletti più famosi e amati del repertorio classico, il pensiero corre immediatamente a Alicia Alonso, ballerina cubana che ha trasformato ogni passo in poesia. La sua interpretazione non era solo tecnica impeccabile: era emozione pura, anima viva che prendeva forma sul palcoscenico. Giselle, una giovane contadina innamorata, fragile e pura, è un personaggio che richiede delicatezza, ma anche forza interiore. Alicia Alonso affrontò questo ruolo con un equilibrio perfetto tra sensibilità e maestria. La sua Giselle non era solo una figura eterea: era una donna capace di amare profondamente, di soffrire con dignità, e di perdonare con grandezza. Ogni battito di ciglia, ogni piegamento delle braccia, ogni salto sembrava raccontare un frammento della sua anima. Ciò che rese Alicia unica in Giselle fu la sua capacità di fondere tecnica e sentimento. Anche nei momenti più difficili della coreografia, la leggerezza dei suoi salti e la precisione delle sue pirouette non oscuravano l’espressione interiore: il pubblico percepiva ogni emozione, ogni battito di cuore. La magia del balletto, nelle sue mani, diventava reale, tangibile, indimenticabile. Pur restando fedele alla tradizione romantica del balletto, Alicia aggiungeva sfumature personali: piccoli dettagli nei gesti, pause delicate, sguardi che ...

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Il solista Marco Di Salvo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Obsidian Tear di Wayne McGregor. Il Teatro del cuore? L’Opera di Vienna. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht in Giselle. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Odora di pelle calda e respiro trattenuto, un misto di legno del palcoscenico e attesa, come un ricordo che sta per nascere. La musica più bella scritta per balletto? L’Adagio di Aram Khachaturian per il balletto Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryshnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Le direi che la danza oggi non cerca la perfezione, ma la verità: ognuno porta la propria storia, ed è ...

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La danza vissuta come esplosione di assoluta libertà

C’è un momento, preciso e quasi impercettibile, in cui il corpo smette di obbedire alle regole del quotidiano e comincia a parlare un linguaggio tutto suo. È il momento in cui la danza diventa libertà pura: una scintilla che supera la tecnica, la logica, la gravità, e si trasforma in un gesto carico di verità. La danza, in fondo, non è solo arte. È una dichiarazione di indipendenza. Ogni passo è un atto di coraggio, ogni salto una sfida, ogni vibrazione un messaggio che nasce da dentro e si riversa nello spazio. Il ballerino non è più contenuto, trattenuto o definito: diventa un flusso inarrestabile, un’energia che scardina le costrizioni e afferma la propria presenza nel mondo. Quando si danza, il corpo non mente. Racconta ciò che le parole non riescono ad afferrare: la nostalgia, il desiderio, il bisogno di superare i limiti imposti dall’esterno o dall’interno. In un’epoca che ci vuole ordinati, rapidi e prevedibili, la danza rompe la linea retta. Ci ricorda che possiamo curveggiare, esplorare, rallentare o accelerare secondo il nostro ritmo. In pista, in sala, sul palco o nel silenzio di una stanza, il movimento diventa liberazione emotiva. 
È come aprire una finestra quando l’aria manca. ...

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Il direttore artistico e coreografo Roberto Forleo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Il Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Gli Scorta di Laurent Gaudé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? 8 Femmes (8 Donne e un mistero) di François Ozon. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? La Morte, dal balletto Don Juan di Thierry Malandain. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Lavanda. La musica più bella scritta per balletto? La Bayadère. Il film di danza irrinunciabile? White Nights. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Monique Loudières Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono tanti, ma Mats Ek è uno dei miei preferiti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie di cuore per proteggere l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, umiltà e amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo ricco di esperienze, ma con una sete ...

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Il maestro e solista internazionale Michel Gascard “allo specchio”

Balletto classico preferito? Spartacus. Balletto contemporaneo preferito? Revelations di Alvin Ailey. Teatro del tuo cuore? Teatro La Fenice di Venezia. Il balletto preferito tratto dalla letteratura? Romeo e Giulietta di Maurice Béjart. Mentre da un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le salon de musique di Ray Satyajit (1958). Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Dioniso che Gianni Versace ha disegnato e confezionato su misura per me. A quale colore associ la danza? Color zafferano indiano. Che odore ha la danza? La colofonia La musica più bella mai scritta per il balletto? La musica di Stravinskij. Un film di danza indimenticabile? West Side Story. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Nijinsky ed Eva Evdokimova. Il tuo passo di danza preferito? Gargouillade. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Maurice Béjart. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per questa vita da danzatore. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Generosità, intuizione e amore. Come ti vedi allo specchio oggi? Sono fortunato ad essere stato scelto da Maurice ...

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