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Rubriche

La notte in cui Rudolf Nureyev incontrò la danza

Alla vigilia di Capodanno del 1945, a Ufa, un bambino di sette anni entrò in teatro senza sapere che quella sera avrebbe incontrato, per la prima volta, qualcosa destinato a cambiare il corso della sua vita. Quel bambino era Rudolf Nureyev. In scena andava Žuravlinaja pesn’ — «Журавлиная песнь» —, il balletto che in italiano è più correttamente traducibile come Il canto della gru, non Canto dell’Airone, come talvolta compare in alcune traduzioni biografiche. La differenza non è soltanto linguistica. La parola russa журавль significa infatti “gru”, e la gru appartiene profondamente all’immaginario della tradizione popolare baschira dalla quale il balletto trae origine. La sua presenza richiama la natura, la libertà, il movimento e una dimensione quasi leggendaria che attraversa tutta l’opera. Per questo il titolo originale conserva un significato poetico che la traduzione “airone” finirebbe per alterare. Ufa, in quegli anni, era una città lontana dai grandi centri culturali dell’Unione Sovietica, ma proprio durante la guerra aveva assunto un ruolo particolare. L’evacuazione di istituzioni, artisti e intellettuali aveva trasformato molte città degli Urali in importanti luoghi di produzione culturale. In questo ambiente prendeva forma una nuova identità artistica baschira, capace di fondere la tradizione locale con le forme della ...

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La principal dancer Kateryna Chebykina “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bayadère è il mio balletto classico preferito. La coreografia, la musica e l’elemento drammatico sono incredibili. Non è soltanto affascinante da vedere, ma anche da danzare. Considero il Regno delle Ombre un capolavoro della coreografia classica. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? È molto difficile individuarne uno in particolare. Direi che apprezzo molto il lavoro di Paul Lightfoot e Sol León. Anche Marcos Morau ha realizzato alcune opere molto interessanti. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Mariinskij. Lì ho avuto l’opportunità di interpretare ruoli da protagonista in quasi tutti i capolavori della coreografia classica e neoclassica. Sarò sempre grato ai miei insegnanti. Mi hanno aiutato a crescere non soltanto come artista, ma anche come persona. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? La vita in prestito di Erich Maria Remarque. Una storia di grande intensità, perfetta per il balletto. È un romanzo sull’amore che nasce quando il tempo sta per esaurirsi. Quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Il film Il favoloso mondo di Amélie è ideale per il balletto grazie alla sua vivace fluidità, alla pantomima espressiva ...

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Il direttore, coreografo e maître David Jonathan “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Lyric Theatre di Brisbane, in Australia. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? The Charioteer. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Il sesto senso. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Un costume realizzato con materiali e colori naturali da India Flint per il balletto Debris di Francis Rings. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori, perché abbiamo bisogno di tutti. Che odore ha la danza? Sudore. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Sono troppi per poterne scegliere uno. Quale film sulla danza consideri imperdibile? Billy Elliot. Chi sono le tue due leggende della danza del passato — un uomo e una donna? Rudolf Nureyev e Marcia Haydée. Qual è il tuo passo o movimento di balletto preferito? La pirouette en dedans. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Nessuno di loro. Chi consideri il più grande genio della ...

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Il Senior Soloist e coreografo Mario Gaglione “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Lago dei cigni. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Minus 16. Il teatro a cui sei più legato? Teatro San Carlo di Napoli. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? I Promessi Sposi. Quale film trasformeresti in un balletto? Via col vento. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Basilio. Di che colore è la danza? Color pesca. Che profumo ha la danza? Profumo di legno, quello che senti quando sali sul palco. Qual è la musica di balletto più bella mai scritta? Passo a due dello Schiaccianoci. Un film sulla danza indispensabile? White Nights. Una leggenda della danza: un uomo e una donna. Julio Bocca e Eva Evdokimova. Qual è il tuo passo o movimento preferito? Fondu. Tra i personaggi del balletto classico, chi vorresti essere nella vita reale? Drosselmeyer dallo Schiaccianoci. Chi è il più grande genio della coreografia? Marius Petipa. Se potessi incontrare Tersicore, cosa le diresti? La ringrazierei per il dono più bello che mi sia stato fatto. In tre parole, come descriveresti la disciplina della danza? Tenacia. Perseveranza. Rispetto. Quando oggi ti guardi allo specchio, cosa vedi? Mi vedo felice e ...

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Quando il balletto divenne teatro fra Molière, Lully e Beauchamp

Il 14 ottobre 1670, nelle sale del Castello di Chambord, la corte di Luigi XIV assiste a uno spettacolo destinato a lasciare un segno nella storia del teatro musicale e della danza europea. Va in scena per la prima volta Le Bourgeois gentilhomme, Il borghese gentiluomo, la commedia di Molière arricchita dalle musiche di Jean-Baptiste Lully e dalle coreografie di Pierre Beauchamp. Non è soltanto una nuova creazione destinata a divertire il sovrano e i suoi ospiti: è una dimostrazione della straordinaria vitalità di un’arte capace di unire parola, musica, gesto e movimento in una forma teatrale originale. Siamo nella Francia del Re Sole, un’epoca in cui la danza occupa una posizione centrale nella vita della corte. Luigi XIV non è soltanto un grande sostenitore delle arti: è stato egli stesso un danzatore appassionato e conosce il potere simbolico del corpo in movimento. A Versailles, come nelle altre residenze reali, il cerimoniale, la musica e lo spettacolo contribuiscono a definire un’immagine precisa della monarchia. La danza è disciplina, eleganza, gerarchia, ma anche un linguaggio attraverso il quale si esprimono prestigio e autorità. In questo ambiente, l’incontro fra Molière, Lully e Beauchamp trova un terreno particolarmente fertile. La vicenda racconta le ...

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Il maître de ballet Alberto Montesso “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite mort di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Il London Coliseum, perché ormai era diventato casa! Abbiamo fatto così tanti spettacoli con l’English National Ballet che, quando arrivavo al mattino, avevo davvero la sensazione di tornare a casa. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Ce ne sarebbero davvero molti! Ultimamente, però, mi sto appassionando ai libri di Gianluca Gotto. In particolare, il primo che ho letto, e che mi ha letteralmente rapito la fantasia, è Succede sempre qualcosa di meraviglioso. Secondo me, c’è davvero tutto: azione, una storia d’amore e avventura! Quale film trasformeresti in un balletto? Un film, che è anche un libro, che mi piacerebbe molto coreografare è Lasciami entrare. Racconta la storia di amicizia tra un adolescente e una ragazza–vampiro e affronta temi molto attuali, come il bullismo e la sociopatia. Credo che sarebbe davvero interessante trasformarlo in un balletto. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Uno solo sarebbe un po’ riduttivo… Al primo posto, però, metterei sicuramente quello di Mercuzio; poi, senza dubbio, quello di In the ...

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La principal dancer Olha Skrypchenko “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Non riesco a scegliere un solo balletto classico preferito. Forse Alice nel Paese delle Meraviglie è uno di questi. Ma è più facile scegliere un balletto classico che proprio non mi piace. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Lo stesso vale per il balletto contemporaneo: non riesco a sceglierne uno solo. Ci sono così tanti capolavori meravigliosi. Il teatro a cui sei più legata? L’Opéra di Parigi. È stato davvero speciale assistere a uno spettacolo lì. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Mi piacerebbe vedere un balletto in tre atti intitolato Via col vento. Quale film trasformeresti in un balletto? Lo stesso vale per il libro: Via col vento. Qual è il costume di scena che hai amato di più? I costumi di Manon o Mayerling ti fanno entrare immediatamente nel personaggio. Di che colore è la danza? Per me, il viola è il colore della danza. Che profumo ha la danza? La danza profuma di legno e polvere. Qual è la musica di balletto più bella mai scritta? Per me, la partitura più bella mai scritta per un balletto è Il canto della foresta di Mykhailo Skorulskyi. È ...

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76 anni di English National Ballet: l’eredità di Markova e Dolin

Nella storiografia coreutica occidentale, poche istituzioni incarnano la dialettica tra l’eccellenza accademica e la democratizzazione dell’arte tersicorea come l’English National Ballet. Ricorre il settantaseiesimo anniversario dalla fondazione del fondamento istituzionale di questo organismo, battezzato in origine London Festival Ballet. Era il 24 ottobre 1950 quando due giganti del XX secolo, Dame Alicia Markova e Sir Anton Dolin, diedero vita ad una creatura artistica destinata a mutare per sempre il panorama ballettistico britannico, avvalendosi dell’indispensabile mecenatismo e sostegno finanziario di Julian Braunsweg. Il nome di battesimo trasse la propria suggestione dall’imminente e fervido clima del Festival of Britain, proiettando sin dall’inizio l’istituzione verso una vocazione popolare e itinerante. Anton Dolin, assunto il ruolo di primo direttore artistico, plasmò la compagine come un ensemble strutturalmente votato alle tournée, capace di irradiare la purezza della grande tradizione classica sia capillarmente nel Regno Unito sia sui palcoscenici internazionali. Per comprendere la genesi di questa avventura occorre riavvolgere il nastro della memoria storica fino all’epopea dei Ballets Russes. Markova e Dolin ne erano stati luminosi astri sotto la carismatica guida di Sergej Djagilev; alla drammatica scomparsa dell’impresario russo e alla conseguente dissoluzione della celebre compagnia, fu Ninette de Valois a raccoglierne l’eredità ideale fondando nel ...

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La fontana di Bakhchisaraj: storia, personaggi, curiosità e trama

C’è un filo sottile e indissolubile che lega la grande letteratura russa, il romanticismo più cupo e la tecnica accademica della danza classica, un intreccio che trova la sua massima espressione in uno dei capolavori più affascinanti e meno frequentati dai cartelloni occidentali del Novecento: La fontana di Bakhchisaraj. Questo balletto drammatico in quattro atti, con un prologo e un epilogo, rappresenta una delle vette più alte del cosiddetto drambalet, il balletto-dramma di epoca sovietica in cui la recitazione, la psicologia dei personaggi e la narrazione teatrale intensa si fondono indissolubilmente con la coreografia. La genesi di quest’opera affonda le radici nella Crimea ottocentesca, passando attraverso la penna immortale di Aleksandr Puškin, che durante il suo esilio in quelle terre rimase letteralmente ipnotizzato dal mistero e dalla malinconia della celebre Fontana delle lacrime all’interno del Palazzo dei Khan. Nel 1823, Puškin tradusse quell’emozione in versi nel suo omonimo poemetto romantico, un’opera intrisa di esotismo, gelosia, conflitti culturali e passioni travolgenti che, più di un secolo dopo, avrebbe trovato la sua traduzione ideale nel linguaggio del corpo e della musica. Fu il compositore Boris Asaf’ev, insieme al librettista Nikolaj Volkov e al coreografo Rostislav Zacharov, a raccogliere la sfida, debuttando al ...

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Il Virginia National Ballet celebra gli Aerosmith a passo di danza

Il mondo della danza continua a sperimentare nuovi linguaggi e questa volta a incontrare il balletto sarà il rock degli Aerosmith. Il Virginia National Ballet ha infatti annunciato la realizzazione di Aerosmith: A Contemporary Ballet, una produzione inedita che debutterà il 2 maggio 2027 all’Hylton Performing Arts Center di Manassas, in Virginia. Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di fondere la tecnica e l’eleganza della danza classica con l’energia dei più grandi successi della celebre band americana, dando vita a una narrazione coreografica capace di raccontare emozioni, passioni e dinamismo attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia del rock. L’iniziativa si inserisce nel percorso artistico del Virginia National Ballet, compagnia che negli ultimi anni ha costruito una propria identità proponendo produzioni ispirate a grandi icone della musica contemporanea. Dopo aver portato in scena spettacoli dedicati a Led Zeppelin, Queen, Beatles ed Eagles, la scelta è ora ricaduta sugli Aerosmith, gruppo simbolo del rock internazionale e autore di un repertorio che attraversa oltre cinque decenni di carriera. Pur mantenendo il linguaggio del balletto, la nuova produzione promette di offrire una lettura moderna e coinvolgente della musica della band, trasformando i suoi brani più celebri in movimento e racconto scenico. L’intento ...

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