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Rubriche

Il danzatore del Bolshoi Filippo Ferdinando Pagani “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala perché mi ha formato e mi ha reso un ballerino professionista, il Teatro Bol’šoj di Mosca perché mi sta dando tante opportunità per la mia carriera. Un romanzo da trasformare in balletto? Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, perché parla di amore assoluto, seduzione, follia e sacrifico. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti costumi mi lasciano emozioni diverse, il mio preferito è quello di Franz in Coppélia. Quale colore associ alla danza? Colore oro perché ogni volta che ballo sento di esprimere potenza e regalità. Che profumo ha la danza? Per me la danza profuma di zenzero, frizzante come il carattere dell’artista, bergamotto e pompelmo che irradiano vivacità e brio. La musica più bella scritta per balletto? Aram Il’ič Chačaturjan, Spartacus. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vasiliev ed Ekaterina Maksimova. Il tuo “passo di danza” preferito? Giri alla seconda. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Filipp in Fiamme di Parigi, ...

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Uwe Scholz: analisi dello stile, spazio scenico e movimento

Uwe Scholz (1958-2004) ha segnato in modo indelebile la danza europea contemporanea, con una cifra stilistica immediatamente riconoscibile: linee precise, geometrie architettoniche e un’intensa musicalità. Formatosi nella tradizione classica tedesca e influenzato dal balletto russo, Scholz non ha mai separato tecnica e poesia: ogni gesto, anche il più virtuoso, nasce da una profonda armonia con la musica. Le sue opere rappresentano una sintesi tra rigore tecnico e leggerezza espressiva, creando una danza che comunica emozione attraverso la forma stessa del movimento. Ne prendiamo in esame alcune, tra le più significative: Romeo und Julia (1984) In questo balletto, Scholz reinterpreta il dramma di Shakespeare attraverso una rigorosa disciplina coreografica. La scenografia minimale e l’uso simmetrico dello spazio permettono ai danzatori di muoversi come elementi di un disegno armonico. Le sequenze di passo, pur tecnicamente complesse, trasmettono fluidità: il gesto dei protagonisti comunica passione e tensione narrativa senza ricorrere a gesti teatrali superflui. Scholz mostra qui la sua capacità di fondere la classicità del passo con la drammaturgia emotiva, facendo emergere la narrazione attraverso la struttura stessa del movimento. Mozartiana (1987) Tributo all’eleganza e alla leggerezza della musica di Mozart, questa coreografia alterna ensemble e duetti che evidenziano il contrasto tra precisione ...

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George Balanchine e la forma assoluta della danza

Nella cartografia del balletto del Novecento, il nome di George Balanchine si staglia con la solennità di un monumento intellettuale e artistico. Coreografo di statura universale, teorico della forma, demiurgo di geometrie corporee, egli non si limita a creare danze: plasma un linguaggio in cui ogni gesto, ogni arabesque, ogni plié è sintesi di rigore formale e intuizione poetica. Alla guida del New York City Ballet, istituzione da lui fondata nel 1948, Balanchine innalza la tecnica accademica a paradigma estetico e simbolico, trasformandola in uno strumento capace di incarnare la musica, l’armonia e lo spirito del tempo. La sua prima affermazione in territorio americano, Serenade (1934), inaugura quella che può definirsi la poetica balanchiniana: un sistema coreografico in cui il gruppo e il singolo dialogano come archi di un’orchestra, traducendo in gestualità la partitura di Tchaikovsky con sublime naturalezza. In quest’opera emerge già la tensione tra precisione matematica e lirismo sospeso: ogni corpo è misura, ritmo e immaginazione, quasi una microcosmica architettura del movimento. Successivamente, opere come Symphony in C (1947) consacrano la capacità di Balanchine di fondere virtuosismo tecnico e costruzione formale. In questo capolavoro, il tessuto musicale di Bizet si trasfigura in geometria corporea, ciascun movimento risultando calcolato ...

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L’étoile dell’Opera di Roma Alessio Rezza “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort, Jiří Kylian. Il Teatro del cuore? Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Pinocchio potrebbe essere interessante. Una scena colorata, viva e ricca di personaggi. Divertente e adatto ad ogni tipo di pubblico ma anche psicologico e riflessivo. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amelie con musiche ovviamente di Yann Tiersen. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di scena del balletto Marco Spada utilizzato precedentemente da Nureyev. Quale colore associ alla danza? Rosso come amore, passione. Che profumo ha la danza? Profumo di legno del palcoscenico teatrale. La musica più bella scritta per balletto? Romeo e Giulietta di Prokofiev ha tutto. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte, 1985. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryshnikov e Maya Plisetskaya. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mercuzio. Per la sua libertà, lealtà e astuzia é un personaggio complesso con una grande anima che ho sempre stimato molto. Chi è ...

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La danza è arte, terapia, rito, linguaggio e libertà

La danza è una delle forme di espressione più antiche dell’umanità. Prima ancora della parola scritta, l’essere umano comunicava emozioni, storie e riti attraverso il movimento del corpo. Dalle pitture rupestri alle celebrazioni tribali, fino ai grandi palcoscenici contemporanei, la danza accompagna l’evoluzione dell’uomo come linguaggio universale, capace di superare barriere culturali e linguistiche. In ogni parte del mondo esistono tradizioni coreutiche che raccontano l’identità di un popolo. Il balletto classico, codificato nelle corti europee e reso celebre da teatri come il Teatro alla Scala, convive con danze rituali africane, danze popolari latinoamericane e stili urbani contemporanei come l’hip hop. La danza permette di comunicare senza parole. Un gesto, una postura, un ritmo possono esprimere gioia, dolore, rabbia o speranza con un’immediatezza che spesso supera quella del linguaggio verbale. In questo senso, il corpo diventa strumento narrativo e ponte tra individui. Dal punto di vista fisico, danzare migliora la coordinazione, l’equilibrio, la forza muscolare e la resistenza cardiovascolare. È un’attività completa che coinvolge l’intero corpo e stimola il sistema nervoso. Studi scientifici hanno dimostrato che la danza può contribuire a mantenere il cervello attivo, migliorando memoria e capacità cognitive, soprattutto nelle persone anziane. Ma il potere della danza non si ...

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Buon compleanno al “Lago dei cigni” (20 febbraio 1877)

Il lago dei cigni, con musica di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e coreografia originaria di Julius Wenzel Reisinger, rappresenta un momento di svolta nella storia del balletto romantico e post-romantico. La sua genesi si colloca tra la fine dell’Ottocento russo, periodo caratterizzato da un sincretismo tra virtuosismo tecnico occidentale e attenzione psicologica alla drammaturgia. Dal punto di vista musicale, Tchaikovsky introduce una complessità armonica e orchestrale senza precedenti: l’uso dei leitmotiv permette di dare profondità psicologica ai personaggi, mentre la scrittura orchestrale sottolinea simultaneamente la magia della foresta, la grazia dei cigni e la tensione narrativa. La partitura è anche innovativa per l’uso di motivi ricorrenti che identificano Odette/Odile e la dualità bene-male, anticipando strategie narrative tipiche del balletto moderno. 
L’immortale coreografia nel revival di Petipa-Ivanov, in particolare nelle scene dei cigni, introduce una nuova concezione del corpo collettivo: le linee sincronizzate, i movimenti circolari e le transizioni fluide trasformano il corpo del gruppo in un organismo unitario, simbolo di armonia e tragedia insieme. Il contrasto tra i pas de deux principeschi e le masse dei cigni esalta la tensione tra individualità e collettività, tema centrale nell’estetica romantica. L’articolazione dei passi, insieme all’uso innovativo della mimica, crea un linguaggio codificato per ...

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Il solista del Czech Ballet, Danilo Lo Monaco “allo specchio”

Il balletto classico preferito? L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Il balletto contemporaneo prediletto? Bella figura di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro nazionale di Praga. Un romanzo da trasformare in balletto? Penso che i romanzi più emozionanti siano già stati trasformati in balletto. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La forma dell’acqua di Guillermo del Toro Il costume di scena indossato che hai preferito? I costumi di Romeo e Giulietta di John Cranko disegnati da Jurgen Rose. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? La danza ha il profumo di legno consumato. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand Jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Des Grieux da L’Histoire de Manon. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per quest’arte meravigliosa che ci permette di esprimere noi stessi attraverso i ...

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Olga Spessivtseva: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Un’icona romantica del balletto: Spessivtseva era celebre per il suo stile etereo, malinconico e intensamente poetico. Non puntava sulla forza atletica, ma su una espressività quasi spirituale, che la rese unica. La Giselle “definitiva”: Il suo ruolo più famoso fu Giselle. Molti critici la considerano ancora oggi la Giselle ideale, capace di incarnare perfettamente sia l’innocenza del primo atto sia la dimensione tragica e ultraterrena del secondo. Formazione rigorosissima a San Pietroburgo: Si formò alla Scuola Imperiale di Balletto, erede della tradizione classica russa più severa. Questa base accademica le permise una tecnica purissima, anche se lei la usava in modo estremamente introspettivo. Una vita segnata dalla fragilità emotiva: Dietro la grazia sul palco, Olga soffrì per tutta la vita di gravi problemi psicologici. Questa fragilità, però, contribuì anche alla profondità emotiva delle sue interpretazioni. Dalla gloria all’oblio: Dopo aver danzato nei maggiori teatri europei e con i Ballets Russes, si ritirò dalle scene e trascorse molti anni in modo anonimo negli Stati Uniti. Un destino triste, in forte contrasto con la sua fama leggendaria. Un aneddoto singolare legato alla sua Giselle: Nel 1932, al Ballet de l’Opéra de Paris, Spessivtseva danzò Giselle, il ruolo romantico per eccellenza. La sua ...

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La danzatrice del San Carlo, Vittoria Bruno “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Sagra della primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala e la mia casa di oggi, il Teatro San Carlo. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La favorita (The Favourite) di Yorgos Lanthimos. Il costume di scena indossato che hai preferito? Direi in assoluto quello di Kitri in Don Quixote. Quale colore associ alla danza? Il bianco, un colore puro ed etereo. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico… di libertà, avvolgente ed intenso. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni di Tchaikovsky, carica di tensione emotiva e senso del destino, è incredibile. Il film di danza irrinunciabile? Il film della mia infanzia: Il ritmo del successo (Center Stage) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Gran jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nessuno in particolare. I personaggi del grande repertorio portano ...

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Attraverso i Capolavori del Balletto Accademico

Entrare nel repertorio classico accademico è come varcare la soglia di una biblioteca viva, dove i volumi non sono fatti di carta ma di corpi, musica e memoria. Ogni balletto è un capitolo inciso nella storia del teatro, un racconto che attraversa i secoli e continua a respirare attraverso chi lo danza. Il viaggio può iniziare con la purezza eterea de La Sylphide, dove il Romanticismo prende forma in un tutù impalpabile e in un amore impossibile. Qui la tecnica accademica si piega alla poesia: l’elevazione non è solo fisica, ma spirituale. Le punte diventano il mezzo per sfiorare l’irreale, mentre il gesto si fa sussurro. Proseguendo, si approda all’equilibrio perfetto tra forma e sentimento de Giselle. Nel primo atto vibra la gioia contadina, nel secondo domina l’ombra delle Villi. È un banco di prova assoluto per l’interprete: tecnica cristallina, musicalità raffinata e una maturità espressiva capace di trasformare la danza in tragedia. Il viaggio si amplia poi nei fasti imperiali di Il lago dei cigni, dove la simmetria del corpo di ballo riflette un ideale di armonia quasi architettonica. Il doppio ruolo di Odette/Odile rappresenta l’essenza stessa del repertorio accademico: controllo e seduzione, fragilità e virtuosismo, lirismo e brillantezza ...

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