Per decenni, il nome di Vittoria Ottolenghi ha rappresentato una delle voci più autorevoli, lucide e appassionate del panorama critico italiano dedicato alla danza. Con la sua Maratona d’Estate, trasmessa in diverse edizioni televisive e concepita come un grande evento collettivo, Ottolenghi ha compiuto un gesto rivoluzionario: portare la danza fuori dai teatri elitari e collocarla al centro della cultura popolare, in uno spazio aperto, accessibile e condiviso. Una visione oltre il tempo La Maratona d’Estate non era solo una trasmissione televisiva; era un manifesto culturale. Ottolenghi intuì con anticipo che il mezzo televisivo poteva essere un alleato potente per diffondere l’arte coreutica, troppo spesso relegata ad una nicchia. Nel farlo, combatté due pregiudizi radicati: da un lato l’idea che la danza fosse un linguaggio “minore”, dall’altro che la televisione non potesse essere veicolo di contenuti alti. Con eleganza, rigore e una passione visibile, la critica romana costruiva maratone che erano veri e propri viaggi dentro la storia, l’evoluzione tecnica e l’emozione del movimento. Le sue introduzioni, colte e accessibili, davano al pubblico strumenti critici senza cadere nella pedanteria: un raro equilibrio che contribuì alla sua notorietà e al suo seguito fedele. L’inclusione come missione Uno dei valori più profondi della ...
Read More »
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore