Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Rubriche (page 2)

Rubriche

Rudolf Nureyev: l’uomo che volava oltre il salto

  Quando Rudolf Nureyev si lanciava nello spazio del palcoscenico, non era semplicemente un corpo che obbediva a un impulso muscolare. Era come se la terra, per un istante, rinunciasse al suo diritto di reclamare peso. La gravità esitava, confusa, e il tempo si assottigliava fino a diventare un filo impercettibile. In quell’attimo sospeso, il pubblico smetteva di respirare: non per educazione, ma per istinto, come si fa davanti a un miracolo che non osa essere disturbato. Il salto di Nureyev non era mai un gesto isolato. Era un atto di rottura. Un’affermazione feroce di esistenza. Un grido muto lanciato contro i limiti imposti al corpo, alla storia, all’identità. Ogni elevazione era una dichiarazione d’indipendenza: da uomo che rifiutava la docilità, da artista che non accettava confini, da figlio dell’Asia centrale che si sarebbe fatto emblema dell’Occidente senza mai dissolversi in esso. Fu per questo che il mondo iniziò a chiamarlo Il tartaro volante. Un nome che sembrava nascere più dalla leggenda che dalla cronaca. La stampa europea lo scolpì con un gusto vagamente esotico, intriso di fascinazione e distanza. Tartaro evocava steppe infinite, cavalli lanciati al galoppo, popoli nomadi e indomabili. Una parola che sapeva di vento e di ...

Read More »

La maestra accademica Giulia Rossitto “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin di John Cranko. Il balletto contemporaneo prediletto? L’ultimo che ho visto The Barre Project di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala dal 1998 quando vi ho messo piede per la prima volta. Avevo undici anni. Non dimenticherò mai quell’incredibile sensazione di immensità e bellezza. Magico! Un romanzo da trasformare in balletto? Piccole donne di Louisa May Alcott. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il film della Pixar Inside Out. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti quelli stile impero, leggero, dalle linee morbide. Quale colore associ alla danza? Il rosa cipria. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di pulito. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Pëtr Il’ič Čajkovskij per Lo Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Ce ne sono troppo pochi… Due vite una svolta insuperabile e intramontabile. Consiglio ai giovani di oggi anche Center stage diretto da Nicholas Hytner (in italiano Il ritmo del successo) offre dei buoni spunti ed è sempre attuale. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Carla Fracci (regina del nostro teatro, ha portato la danza a tutti). Il tuo “passo ...

Read More »

La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lezioni di piano di Jane Campion. Il costume di scena indossato che hai preferito? Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai! Quale colore associ alla danza? Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci. Che profumo ha la danza? Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA. La musica più bella scritta per balletto? Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet). Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross Due miti della danza ...

Read More »

La danza come medicina della giovinezza

Non è un mito né un’esagerazione: la danza può davvero farci sentire più giovani, dentro e fuori. Chi ha mai osservato una persona che balla sa che non si tratta solo di movimenti eleganti o spettacolari: c’è qualcosa di invisibile che scorre nei gesti, un’energia che sembra respingere il tempo. Secondo numerosi studi sul benessere fisico e mentale, muoversi al ritmo della musica non è solo un piacere, ma un vero toccasana per corpo e mente. Ogni passo, ogni giro, ogni salto stimola il sistema cardiovascolare, migliora la flessibilità, rafforza i muscoli e aumenta l’equilibrio. La danza, infatti, richiede coordinazione e concentrazione costanti: il cervello lavora insieme al corpo, creando nuove connessioni neurali e favorendo plasticità e memoria. Non a caso molti psicologi la definiscono fitness per la mente. Ma i benefici non si fermano alla salute fisica. Chi danza regolarmente sviluppa maggiore autostima e benessere emotivo. La musica e il movimento combinati liberano endorfine e serotonina, le cosiddette “molecole della felicità”, che riducono stress e ansia e accendono un senso immediato di gioia. In un mondo dove le giornate sono spesso scandite da impegni e ritmi frenetici, la danza diventa una pausa vitale: un momento in cui il corpo ...

Read More »

La prima ballerina internazionale Maria Eichwald “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? Ne ho diversi: Giselle, La Bayadère, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Staatstheater Stuttgart e Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Onegin, La signora delle camelie. Il costume di scena che hai preferito indossare? La signora delle camelie di Jürgen Rose. Che colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Per me ha l’odore che si sente dietro il sipario (colofonia, pavimento in linoleum, lacca per capelli e così via…). La musica più bella mai scritta per il balletto? Quella di Čajkovskij (Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata). Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio classico? Clara dello Schiaccianoci: amo il dramma in scena, ma non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? John Neumeier. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Concentrazione, costanza, grande pazienza. Come ti vedi oggi allo specchio? Rilassata. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

Read More »

Edgar Degas, il respiro segreto della danza

Nessun artista ha saputo ascoltare la danza come Edgar Degas. Non l’ha semplicemente osservata: l’ha inseguita, studiata, trattenuta nel silenzio febbrile dei suoi pastelli. Nei corpi sospesi delle ballerine, nei loro equilibri provvisori, si apre un universo fragile e potente, dove la grazia non cancella la fatica ma ne nasce, dove la bellezza non è un dono ma una conquista quotidiana. La danza, per Degas, non è illusione: è esercizio, disciplina, resistenza. Egli non dipingeva la danza come spettacolo, ma come esperienza vissuta. La spiava da dietro le quinte, la respirava nel sudore degli allenamenti, la seguiva nei momenti in cui il corpo cede e si ricompone. In quel movimento regolato, severo, trovava il riflesso più autentico della vita moderna: una vita fatta di ripetizione, di sforzo, di sogni trattenuti. Degas non amava esporsi. Preferiva l’ombra alle luci della ribalta, le quinte dell’Opéra di Parigi al centro della scena. È lì che la verità si fa visibile, dove il sogno teatrale si sfalda e lascia spazio alla realtà nuda. Le sue ballerine non sono apparizioni eteree, ma giovani lavoratrici del gesto. Le vediamo stirarsi, allacciare le scarpette con dita pazienti, massaggiarsi i piedi gonfi, attendere il proprio turno sotto lo ...

Read More »

Ettorina Mazzucchelli: l’arte del balletto come destino

Milano, in un giorno qualunque del primo Novecento, una bambina osserva in silenzio le tende mosse dal vento. Ha le dita tese, già affilate, e nel cuore una chiamata che non sa ancora nominare. La danza non è ancora un mestiere, né un’arte: è una spinta. È quell’urgenza segreta che vibra nelle caviglie anche quando si sta fermi. Ettorina Mazzucchelli nasce così: nel silenzio, nel rigore, nella disciplina che solo i corpi più puri sanno accettare. Entra giovanissima alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Là, tra le ombre dei corridoi e le ginocchia sbucciate sull’assito, apprende che la bellezza richiede obbedienza. Ma Ettorina non è una semplice esecutrice: lei ascolta. Ascolta con il corpo, con la schiena, con la punta delle scapole. Negli anni Venti il mondo inizia a muoversi a una velocità che la danza classica fatica a seguire. Ma lei, con la calma di chi conosce il proprio posto, si fa strada. È Londra a chiamarla per prima: all’Hippodrome, nella rivista Joybells, tra piume, costumi e musiche sincopate, Ettorina danza con una compostezza che sembra stonare — e invece incanta. Torna in Italia, e il suo nome comincia a farsi bisbigliare nei foyer. Torino, Roma, ancora ...

Read More »

Vittoria Ottolenghi e i grandi spettacoli televisivi della danza

Vittoria Ottolenghi è stata una delle figure più importanti della televisione culturale italiana, capace di trasformare il piccolo schermo in un grande palcoscenico dedicato alla danza. Critica, giornalista e raffinata divulgatrice, Ottolenghi ha utilizzato la televisione non solo come mezzo di intrattenimento, ma come strumento di educazione artistica, portando la danza classica e contemporanea nelle case di milioni di spettatori. Oltre alla celebre Maratona d’estate, appuntamento fisso dei sabati mattina estivi per oltre vent’anni, dal 1978 al 1999, un altro momento centrale della sua attività televisiva fu la collaborazione con Rai Uno e con Vittoria Cappelli, dalla quale nacque una serie di grandi spettacoli-evento ambientati in luoghi simbolici dell’Italia e d’Europa. Queste produzioni univano danza, musica, architettura e storia, valorizzando il patrimonio artistico e paesaggistico attraverso il linguaggio del corpo. Tutti gli spettacoli furono trasmessi in Eurovisione, ottenendo una risonanza internazionale. Il percorso ebbe inizio con Le Divine, realizzato nel 1987 dalla suggestiva Piazza dei Miracoli di Pisa, seguito da Mantova – Festa a Corte nel 1988, che richiamava l’atmosfera delle corti rinascimentali, e da Festa da Napoli nel 1989, omaggio alla vitalità culturale della città partenopea. Nel 1990 andò in onda Il gioco dell’Eroe, ambientato a Roma, mentre nel ...

Read More »

La direttrice Anna Maria Galeotti “allo specchio”

Balletto classico preferito? Lago dei cigni. Balletto contemporaneo preferito? Un Ballo di Jiří Kylián. Teatro del tuo cuore? Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Amadeus di Miloš Forman. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù bianco del 2 e 4 atto del Lago dei cigni. A quale colore associ la danza? Turchese. Che odore ha la danza? Odore del mare. La musica più bella mai scritta per il balletto? La sagra della primavera di Igor’ Fëdorovič Stravinskij. Un film di danza indimenticabile? Pina di Wim Wenders. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Grand jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Giselle. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per avermi fatto capire quanto e importante esprimere le mie emozioni attraverso la danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Amore, Passione, Autodisciplina. Come ti vedi allo specchio ...

Read More »

Il danzatore Vincenzo Petronzi “allo specchio”

Balletto classico preferito? La Bayadère. Balletto contemporaneo preferito? Woolf Works di Wayne McGregor. Teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime tempestose di Emily Brontë, per l’intensità emotiva e la ricchezza dei personaggi, perfettamente traducibili nel linguaggio del balletto. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il Gattopardo di Luchino Visconti. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del primo atto del pas de deux de Lo Schiaccianoci all’Accademia del Teatro alla Scala, perché non mi faceva sentire distante da ciò che sono, anche fuori dal palcoscenico. A quale colore associ la danza? Bianco. Che odore ha la danza? Ambra, perché è un profumo che si costruisce lentamente e resta nel tempo, proprio come la danza. La musica più bella mai scritta per il balletto? Ludwig Minkus, La Bayadère. Un film di danza indimenticabile? Dancer (2016), il documentario su Sergei Polunin, perché racconta il talento assoluto insieme alla fragilità del percorso. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Carla Fracci e Vladimir Vasiliev. Il tuo passo di danza preferito? L’arabesque, perché è il passo in cui la danza rinuncia a tutto ciò che è superfluo ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi