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Storia e Cultura

La fontana di Bakhchisaraj: storia, personaggi, curiosità e trama

C’è un filo sottile e indissolubile che lega la grande letteratura russa, il romanticismo più cupo e la tecnica accademica della danza classica, un intreccio che trova la sua massima espressione in uno dei capolavori più affascinanti e meno frequentati dai cartelloni occidentali del Novecento: La fontana di Bakhchisaraj. Questo balletto drammatico in quattro atti, con un prologo e un epilogo, rappresenta una delle vette più alte del cosiddetto drambalet, il balletto-dramma di epoca sovietica in cui la recitazione, la psicologia dei personaggi e la narrazione teatrale intensa si fondono indissolubilmente con la coreografia. La genesi di quest’opera affonda le radici nella Crimea ottocentesca, passando attraverso la penna immortale di Aleksandr Puškin, che durante il suo esilio in quelle terre rimase letteralmente ipnotizzato dal mistero e dalla malinconia della celebre Fontana delle lacrime all’interno del Palazzo dei Khan. Nel 1823, Puškin tradusse quell’emozione in versi nel suo omonimo poemetto romantico, un’opera intrisa di esotismo, gelosia, conflitti culturali e passioni travolgenti che, più di un secolo dopo, avrebbe trovato la sua traduzione ideale nel linguaggio del corpo e della musica. Fu il compositore Boris Asaf’ev, insieme al librettista Nikolaj Volkov e al coreografo Rostislav Zacharov, a raccogliere la sfida, debuttando al ...

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Il Virginia National Ballet celebra gli Aerosmith a passo di danza

Il mondo della danza continua a sperimentare nuovi linguaggi e questa volta a incontrare il balletto sarà il rock degli Aerosmith. Il Virginia National Ballet ha infatti annunciato la realizzazione di Aerosmith: A Contemporary Ballet, una produzione inedita che debutterà il 2 maggio 2027 all’Hylton Performing Arts Center di Manassas, in Virginia. Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di fondere la tecnica e l’eleganza della danza classica con l’energia dei più grandi successi della celebre band americana, dando vita a una narrazione coreografica capace di raccontare emozioni, passioni e dinamismo attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia del rock. L’iniziativa si inserisce nel percorso artistico del Virginia National Ballet, compagnia che negli ultimi anni ha costruito una propria identità proponendo produzioni ispirate a grandi icone della musica contemporanea. Dopo aver portato in scena spettacoli dedicati a Led Zeppelin, Queen, Beatles ed Eagles, la scelta è ora ricaduta sugli Aerosmith, gruppo simbolo del rock internazionale e autore di un repertorio che attraversa oltre cinque decenni di carriera. Pur mantenendo il linguaggio del balletto, la nuova produzione promette di offrire una lettura moderna e coinvolgente della musica della band, trasformando i suoi brani più celebri in movimento e racconto scenico. L’intento ...

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Alberto Testa, il professore della danza: una vita tra memoria, critica e visione

Storico, critico, danzatore, coreografo e docente, Alberto Testa ha attraversato quasi un secolo di storia coreutica, contribuendo a costruire gli strumenti culturali attraverso cui la danza è stata studiata, raccontata e riconosciuta come patrimonio artistico. Dall’Accademia Nazionale di Danza al Premio Positano Léonide Massine, dai grandi teatri al cinema, il suo percorso restituisce il ritratto di una personalità che ha saputo unire l’esperienza diretta della scena al rigore della ricerca. Ci sono figure che appartengono alla storia della danza non soltanto per ciò che hanno realizzato, ma per il modo in cui hanno contribuito a renderla comprensibile, documentabile e trasmissibile. Alberto Testa è stato una di queste. Nato a Torino il 23 dicembre 1922 e scomparso nella sua città il 4 ottobre 2019, a quasi novantasette anni, è stato una delle personalità più autorevoli della cultura coreutica italiana, un protagonista capace di attraversare linguaggi, generazioni e istituzioni mantenendo al centro un principio fondamentale: la danza è un’arte che vive nel presente, ma che non può esistere senza la consapevolezza della propria storia. Il soprannome con cui era conosciuto, il «professore», non restituiva soltanto il suo ruolo accademico. Raccontava un’attitudine, un modo di stare nel mondo della danza e di abitarne ...

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15 ottobre 1581: il giorno in cui il mondo imparò a danzare

Il 15 ottobre 1581 segna l’atto di nascita ufficiale della grande avventura coreutica occidentale, il momento di cesura epocale in cui la danza cessa di essere puro intrattenimento di corte, divertissement festivo o intermezzo frammentario per assurgere ad architettura drammaturgica, codice simbolico e linguaggio d’arte autosufficiente. Nella maestosa cornice della Grande Salle du Petit-Bourbon a Parigi, sotto l’egida colta e politicamente accentratrice della regina madre Caterina de’ Medici — nell’ambito dei suntuosi festeggiamenti per le nozze tra il Duca di Joyeuse e Margherita di Lorena, sorella della regina di Francia —, andò in scena Le Ballet Comique de la Reine. La regia e l’ideazione concettuale di questa solenne e titanica macchina scenica furono affidate a una mente d’eccezione, un italiano emigrato alla corte dei Valois: il violinista, compositore e maestro di ballo piemontese Baldassarre Baltazarini da Belgioioso, francesizzato nella storia come Balthasar de Beaujoyeulx. Per la prima volta nella storiografia delle arti performative, la danza, la poesia declamata, la musica vocale e strumentale, le complesse scenotecniche e la ponderata simbologia d’ordine politico vennero fuse in un ordito organico, unitario e rigorosamente coerente. L’evento fu retto da un filo narrativo continuo e drammaticamente strutturato, incentrato sull’allegoria del mito della maga Circe ...

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Vittoria Ottolenghi e la rivoluzione della sua Maratona d’Estate

Per oltre un quarantennio, l’esegesi della danza in Italia ha riconosciuto nella figura di Vittoria Ottolenghi la sua declinazione più alta, nitida e feconda. Figura d’intellettuale di rara statura, la saggista e critica romana non si è limitata a interpretare con acume e rigore le morfologie del gesto e le metamorfosi della scena coreutica: ne ha riscritto il destino sociale, restituendo all’arte del movimento la sua statura di linguaggio universale e pensiero incarnato. Il suo capolavoro d’ingegneria culturale, la celeberrima Maratona d’Estate — palinsesto ed evento corale entusiasmante diffuso dal servizio radiotelevisivo pubblico —, ha rappresentato una frattura epistemologica di portata storica. In un’epoca in cui la grande coreografia restava gelosamente custodita nei templi chiusi e talvolta aristocratici delle fondazioni liriche, Ottolenghi ha compiuto un gesto di autentica e visionaria audacia: scardinare la distanza elitaria per insediare il balletto e la danza contemporanea nel cuore vivo e pulsante del pubblico immaginario, trasformando il piccolo schermo in una grande agorà della bellezza.   Una visione oltre il tempo: la televisione come spazio sacro e popolare La Maratona d’Estate non fu un mero contenitore d’intrattenimento, bensì un manifesto di politica culturale e poetica della visione. Vittoria Ottolenghi comprese prima d’altri la potenza ...

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Thamar (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Nel panorama scintillante e rivoluzionario dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, poche creazioni hanno saputo incarnare il mito dell’Oriente decadente, sensuale e crudele con la stessa forza magnetica di Thamar. Questo dramma coreografico in un atto, andato in scena per la prima volta il 20 maggio 1912 al Théâtre du Châtelet di Parigi, rappresenta una delle vette più alte del sodalizio artistico tra il coreografo Michail Fokin e il pittore e costumista Léon Bakst. Ispirato all’omonimo e cupo poemetto romantico del grande scrittore russo Michail Lermontov — a sua volta radicato nelle leggende oscure sulle rovine della torre di Tamara lungo le gole del fiume Kura in Georgia —, il balletto nacque dal disperato desiderio di replicare il trionfo esotico e selvaggio ottenuto pochi anni prima da Schéhérazade. Per farlo, Diaghilev si affidò alle ipnotiche e orientaleggianti musiche sinfoniche di Milij Balakirev, un brano originariamente concepito come poema sinfonico che fu adattato per la scena per sostenere la tensione drammatica e il crescendo febbrile della rappresentazione. L’azione si svolge all’interno di una torre cupa e solitaria situata tra le aspre montagne della Georgia, un luogo dominato da un’atmosfera di perenne minaccia e mistero. La scena, concepita magistralmente da Léon Bakst, ...

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Excelsior (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Tra i grandi balletti italiani dell’Ottocento, Excelsior occupa un posto singolare. È un’opera spettacolare, visionaria e fortemente legata allo spirito della Belle Époque, capace di trasformare il palcoscenico in una celebrazione del progresso, della scienza, dell’elettricità e delle nuove invenzioni. Presentato per la prima volta a Milano nel 1881, Excelsior nacque in un’epoca affascinata dalle conquiste della tecnica. Treni, navi a vapore, telegrafo, elettricità e nuovi mezzi di comunicazione stavano modificando rapidamente la vita quotidiana. Il balletto portò questa fiducia nel futuro direttamente sulla scena, trasformandola in una grandiosa allegoria danzata. La sua importanza non risiede soltanto nella storia del balletto italiano. Excelsior è anche una straordinaria testimonianza dell’immaginario europeo di fine Ottocento, quando il progresso tecnologico sembrava promettere all’umanità un futuro luminoso e quasi illimitato. Excelsior debuttò al Teatro alla Scala di Milano l’11 gennaio 1881. La coreografia era di Luigi Manzotti, mentre la musica fu composta da Romualdo Marenco. Il libretto, anch’esso attribuito a Manzotti, costruiva una grande allegoria nella quale il progresso e la civiltà si opponevano all’oscurantismo e alla violenza. Il successo fu immediato. Lo spettacolo apparteneva a una forma di teatro spettacolare nella quale danza, pantomima, musica, scenografia e macchine teatrali collaboravano alla costruzione di ...

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L’addio dei Ballets Russes al palcoscenico (1929)

Il 26 luglio 1929, alla Royal Opera House di Covent Garden a Londra, i Ballets Russes tennero quella che sarebbe passata alla storia come la loro ultima rappresentazione. Nessuno degli artisti presenti poteva immaginare che quella serata avrebbe segnato la fine della compagnia che, per vent’anni, aveva rivoluzionato il balletto e influenzato profondamente tutte le arti del Novecento. Fondati nel 1909 da Sergej Pavlovič Djagilev, i Ballets Russes trasformarono il concetto stesso di spettacolo, dando vita a un’inedita sintesi tra danza, musica, pittura, scenografia e costume. Attorno a Djagilev si riunirono alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte moderna: i coreografi Michel Fokine, Vaslav Nijinsky, Léonide Massine, Bronislava Nijinska e George Balanchine; i compositori Igor Stravinskij, Claude Debussy, Maurice Ravel, Sergej Prokof’ev ed Erik Satie; gli artisti Léon Bakst, Alexandre Benois, Pablo Picasso, Henri Matisse, Georges Braque e Joan Miró, autori di scene e costumi destinati a entrare nella storia dell’arte. L’ultima stagione londinese del 1929 fu organizzata personalmente da Djagilev nonostante le crescenti difficoltà economiche e il progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute. Fu una stagione di straordinaria vitalità creativa, nella quale debuttarono nuovi balletti come Le Bal, con musica di Vittorio Rieti e coreografia di George Balanchine, e ...

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Dances at a Gathering (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Ci sono balletti che raccontano una storia attraverso personaggi, conflitti e destini. E poi ci sono opere come Dances at a Gathering, nelle quali la storia sembra nascere dal semplice incontro di corpi, musica e spazio. Creato da Jerome Robbins nel 1969 sulla musica di Frédéric Chopin, questo balletto è uno dei capolavori più raffinati del repertorio neoclassico americano: un’opera apparentemente spontanea, luminosa e quasi quotidiana, costruita in realtà con straordinaria precisione. La scena è spoglia. Cinque donne e cinque uomini entrano, escono, si incontrano, si separano e ritornano. Non ci sono scenografie narrative, non ci sono protagonisti in senso tradizionale, non c’è una vicenda da seguire. Eppure, in quei gesti, negli sguardi e nelle relazioni che si formano e si sciolgono, emerge qualcosa di profondamente umano: il piacere di stare insieme. Dances at a Gathering nacque in un momento particolarmente significativo della carriera di Jerome Robbins. Dopo una lunga assenza dal New York City Ballet, durante la quale aveva lavorato intensamente anche per Broadway, il coreografo tornò alla compagnia nel 1969 con una nuova creazione. Il balletto debuttò a New York il 22 maggio 1969 al New York State Theater, oggi David H. Koch Theater. L’idea iniziale era molto ...

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Nijinsky e Bronislava: il legame che trasformò la danza del ‘900

Ci sono fratelli nella storia dell’arte la cui vicinanza sembra appartenere alla biografia; e ce ne sono altri per i quali la parentela diventa una vera e propria forma di collaborazione creativa. Vaslav Nijinsky e Bronislava Nijinska appartengono alla seconda categoria. La loro storia non è semplicemente quella di un genio e della sorella che gli rimase accanto: è la storia di due artisti cresciuti nello stesso laboratorio familiare, formatisi attraverso la medesima disciplina, capaci per alcuni anni di sviluppare quasi un linguaggio privato del movimento e destinati infine a prendere strade differenti, pur rimanendo legati da un’eredità artistica comune. Per comprendere il rapporto fra i due bisogna liberarsi, anzitutto, da una delle distorsioni più persistenti nella storiografia del balletto: l’idea che Bronislava Nijinska sia importante soltanto perché fu la sorella di Nijinsky. La documentazione oggi disponibile racconta qualcosa di molto più interessante. Nijinska fu una danzatrice di primo piano e, soprattutto, una delle grandi coreografe del XX secolo. La sua enorme raccolta di documenti, conservata presso la Library of Congress, comprende carte personali, corrispondenza, quaderni coreografici, fotografie, programmi, disegni e scritti; una parte considerevole del materiale riguarda proprio il fratello. Il loro rapporto nasce in una famiglia di danzatori ...

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