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Civitanova Danza compie 30 anni, presentato il programma 2023

 

Compie 30 anni il festival Civitanova Danza che dall’8 luglio al 6 agosto si conferma vetrina dell’arte coreutica su iniziativa della Città di Civitanova Marche, dell’Azienda Teatri di Civitanova e dell’AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche. Per il festival dedicato al maestro Enrico Cecchetti undici appuntamenti con artisti italiani e internazionali, prime assolute e residenze a conferma dello slogan “Civitanova danza tutto” che accompagna da qualche anno la manifestazione, a testimonianza da un lato all’aspirazione a riunire in sé i rappresentanti del mondo e delle diverse culture, dall’altro alla tensione a una onnicomprensività dello sguardo per i diversi stili e linguaggi con cui la danza si esprime.

Per l’inaugurazione del festival debutto in prima italiana l’8 luglio al Teatro Annibal Caro di Utopia, risultato della collaborazione fra il coreografo Emanuel Gat, uno dei più importanti e prolifici d’Europa, e i danzatori della versatile e talentuosa compagnia ŻfinMalta, una celebrazione della loro unicità, del loro virtuosismo, coinvolgimento, coraggio, senso di responsabilità e umanità. In quello che si può definire un flusso di coscienza coreografica, Utopia mappa il personale viaggio di dieci individui in cerca di connessioni ed esamina il ruolo del performer nella sua qualità di creatore dal vivo, su un palcoscenico.

Si entra subito nel vivo il 15 luglio con il Festival nel festival, maratona di danza che da anni contraddistingue la forte progettualità di Civitanova Danza. Avvio alle ore 20 in Piazza XX settembre con Speeedun progetto coreografico e musicale ideato da Parini Secondo – progetto che nasce dalla collaborazione tra Sissj Bassani e Martina Piazzi – e Alberto Ricca/Bienoise, ispirato al fenomeno della Para Para, stile di danza caratterizzato da un’estetica coloratissima e gesti iper-dinamici, e dell’Eurobeat, diffusosi negli anni 90 nei club di Tokyo. Il mondo del gioco, del salto della corda sia come pratica atletica sia come elemento ritmico nel quale musica e atletismo vanno mano nella mano sono al centro della riflessione del Cantiere aperto per Do around the world da un’idea di Parini Secondo, con Sissj Bassani e Martina Piazzi, che mostra al Teatro Cecchetti alle ore 21 l’affascinante genesi dello spettacolo che arriva in scena al termine di una residenza realizzata nell’ambito di RAM. Residenze Artistiche Marchigiane, progetto di residenza finanziato da MiC e Regione Marche.

Opus alle ore 22 al Teatro Annibal Caro è uno spettacolo ipnotico e raffinato del talentuoso coreografo greco Christos Papadopoulos per quattro interpreti, una performance che indaga la relazione tra musica e visione ed esplora le reazioni automatiche dell’uomo di fronte alla musica. La conclusione del Festival nel festival è alle ore 23 nel Giardino della Pinacoteca Civica M. Moretti con If you were a man, uno studio per quattro uomini su una profonda riprogrammazione dell’ascolto, coreografia di Mauro Astolfi per Spellbound Contemporary Ballet.

Brilla la Notte della Stella il 16 luglio con Civitanova Danza in trasferta a Fermo che – in collaborazione con il Comune di Fermo – illumina Villa Vitali con Jacopo Tissi, star internazionale del balletto, primo ballerino italiano a diventare étoile della compagnia Bolshoi, tempio russo del balletto che ha dovuto lasciare dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Classe ’95, spesso accostato a Roberto Bolle per bravura e aspetto fisico, sin da giovanissimo ha iniziato a studiare danza all’Accademia del Teatro alla Scala. Polina SemionovaAlina CojocaruKsenia OvsyanickDavid Motta Soares, star internazionali del balletto, saranno con lui sullo splendido palcoscenico di Villa Vitali a dare vita a Past forward. Tra passato e futuro, un viaggio meraviglioso tra le coreografie di Marius Petipa, Roland Petit, Christian, Spuck, Yury Possokov, Johan Kobborg, Alberto Alonso.

Giovedì 20 luglio al Teatro Annibal Caro protagoniste le scuole di danza della città con Appunti e variazioni su “Lo spirito folletto” di Cesare Cecchetti, padre del celebre Enrico a cui il festival Civitanova Danza è dedicato, che debuttò in occasione dell’apertura del Teatro Annibal Caro nel 1872. Con lo stesso spirito, oggi, a 150 anni dal suo debutto, il festival omaggia i Cecchetti invitando i giovani talenti della città a misurarsi con l’opera di cui il Maestro fu protagonista nel ruolo di Canido, lo spirito folletto.

Doppo appuntamento sabato 22 luglio con la danza italiana per Danzare Civitanova. Alle ore 12, 15 e 18 nel Lungomare Sud Michele Di Stefano, coreografo, e Lorenzo Bianchi Hoesch, autore delle musiche, offrono al pubblico di Civitanova Danza Atmosferologia. Veduta > Civitanova, un progetto dedicato alla città e alla sua visione prospettica nel quale il pubblico fruisce la performance in cuffia, per un punto di vista più ampio sul paesaggio. Protagonista di Nel volgersi infinito delle sue onde. Tempo infranto è la danza di Simona Bucci e Roberto Lori interpretata da cinque danzatori, accompagnata dalla musica dal vivo di Daniele di Bonaventura, in uno stimolante dialogo, scambio e complicità e in un susseguirsi di brani evocativi, in cui musica e danza dialogano e abitano uno scorcio di mare e la sua riva, alle ore 19.15 nella spiaggia sud.

Il 4 agosto all’Arena Sferisterio di Macerata con Danza all’Opera, un progetto di Macerata Opera Festival con Civitanova Danza Festival, si rinnova il proficuo dialogo con il territorio. In scena Carmen della Compañía Antonio Gades, balletto ispirato all’opera di Prosper Mérimée. Creato nel 1983 al Théâtre de Paris da Antonio Gades, uno dei grandi protagonisti del panorama teatrale europeo del XX secolo scomparso nel 2004, Carmen è il primo lavoro scenico derivante dalla sua proficua collaborazione con il cineasta Carlos Saura. Lo spettacolo continua ad affascinare le platee più vaste e il suo successo è stato decretato da più di 68.000 spettatori in vari paesi europei, in Asia e in Africa.

Ancora un omaggio a Enrico Cecchetti il 6 agosto al Teatro Annibal Caro con Cantiere aperto per Enrico di Laura Gazzani, spettacolo per tre danzatori che si ispira alla figura del grande ballerino e maestro di balletto italiano. Enrico che giunge in scena nella sua fase di “lavoro in progress” al termine di residenza realizzata nell’ambito di RAM. Residenze Artistiche Marchigiane, progetto di residenza finanziato da MiC e Regione Marche, desidera creare un’esperienza condivisa fra il pubblico e i performer, facendo emergere l’interprete nel suo lato “umano” e creando un sentimento di condivisione fra pubblico e performer.

Redazione

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