Quando si parla di Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto, la mente corre subito ad immagini di potere, bellezza, diplomazia e tragedia.
Tuttavia, un aspetto meno esplorato ma profondamente affascinante della sua figura è il rapporto con l’arte della danza — non soltanto come forma di intrattenimento, ma come strumento politico.
Cleopatra usava la danza (tramite altri) come strumento simbolico per affermare il proprio dominio, fascino e controllo.
Nell’Antico Egitto, la danza aveva un valore sacro e sociale: veniva praticata durante cerimonie religiose, rituali funebri, feste di corte e celebrazioni pubbliche.
Le danzatrici, spesso sacerdotesse o artiste, usavano il movimento per comunicare con il divino, evocare emozioni o onorare i faraoni.
La danza era anche associata alla dea Hathor, simbolo di amore, bellezza, musica e maternità — un’icona con cui Cleopatra amava identificarsi.
Le cronache storiche ci raccontano di come Cleopatra orchestrasse incontri teatrali e spettacolari con i suoi amanti e alleati politici.
È lecito immaginare che in questi scenari la danza fosse parte della sua messa in scena regale. Non è documentato che Cleopatra danzasse personalmente, ma come donna colta e raffinata, sicuramente conosceva il potere comunicativo del corpo in movimento.
L’episodio più celebre — l’incontro con Marco Antonio a Tarso — è una dimostrazione perfetta dell’uso della teatralità e del simbolismo corporeo. Cleopatra, vestita da Afrodite, attraversò il fiume Cidno su una barca dorata profumata d’incenso e immersa in una scenografia vivente. Si trattava di una performance totale: visiva, olfattiva, acustica… e, con ogni probabilità, anche coreografica.
La danza diventava così un’estensione del corpo regale, un linguaggio muto ma potente, in grado di parlare ai sensi e all’inconscio.
Anche se la storia non ci lascia testimonianze dirette di Cleopatra danzatrice, le sue scelte estetiche e politiche ci rivelano una regina consapevole del potere dell’immagine e della fisicità.
Nel film Cleopatra (1963) con la grande diva Elizabeth Taylor, ci sono alcune scene di danza. Una delle sequenze più famose è durante l’ingresso trionfale di Cleopatra a Roma, che è spettacolare e coreografata in modo teatrale, con numerosi ballerini, musicisti e comparse in costume. Il coreografo Hermes Pan adoperò 150 ballerini e trasformò quella sequenza cinematografica in un vero e proprio spettacolo visivo, dotandola di un’imponente coreografia che è rimasta impressa nella storia del cinema.
Tuttavia, Elizabeth Taylor non eseguì vere e proprie danze elaborate, ma piuttosto sfilò con eleganza in abiti sontuosi.
Ci sono comunque momenti con danze ispirate allo stile dell’antico Egitto e coreografie aggiuntive tipiche dei kolossal storici dell’epoca con danzatrici e danzatori di supporto.
Questo contribuì all’atmosfera sontuosa e spettacolare del film, che era noto per i suoi set grandiosi, costumi elaboratissimi e un budget record per l’epoca.
Cleopatra non conquistava solo con lo sguardo: danzava come il Nilo al tramonto, ipnotica e inarrestabile, intrecciando politica e seduzione in ogni passo.
Michele Olivieri
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