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Festival Oriente Occidente in scena “Right” come un rituale

Artista Associato di Oriente Occidente per il biennio 2021-2022, Carlo Diego Massari, bolognese, classe 1984, con studi, esperienze e collaborazioni internazionali, è senz’altro tra gli autori di ultima generazione quello più deciso a raccontare la società contemporanea con audace concretezza e lettura immaginifica. Alla guida della sua C&C Company, ovvero Corpo e Cultura, dal 2011, Massari si è votato a un “teatrodanza” graffiante e sarcastico, non privo di contaminazioni. Ama definire la sua poetica “anfibia”, perché capace di vivere in condizioni ambientali diverse. I suoi performer attraversano la danza, la parola, il canto ed entrano in dialogo con scene, luci, musica: tutto si integra nei suoi lavori, non esistono cornici o accompagnamenti. 

Attratto nell’ultimo triennio dall’indagine sulla bestialità umana, da cui sono scaturiti i felici lavori Beast without Beauty, duetto schiacciante sul desiderio di potere e sopraffazione, e Les Misérables, spietato quartetto in parrucca color carota sulla mediocrità che ci circonda, Massari ha scelto ora di lavorare sulla stravinskiana Sagra della primavera (The Rite of Spring) per raccontare un presente nel quale la morale spesso vacilla. Debutta proprio a Oriente Occidente, mercoledì 8 settembre,  in coproduzione con la compagnia Opus Ballet di Firenze, Right, titolo che riverbera sia i molteplici significati della parola inglese (dritto, giusto, bene, destra), sia, per similitudine di pronuncia con il Rite (“Rito”) della celebre partitura per balletto del compositore russo di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa.

Esattamente come nella Sagra della primavera del 1913 di Nijinsky-Stravinsky, il cui fulcro era il sacrificio propiziatorio di una vergine, in Right Massari indaga la propensione contemporanea al sacrificio e il diritto – che qualcuno si arroga – di decidere per gli altri. Solo ragazze in scena, a rappresentanza non di una vittima sacrificale bensì di un’intera generazione negata, e a denuncia della crescita esponenziale dei casi di violenza domestica nei confronti delle donne durante la pandemia. Non si risparmia il coreografo e gioca spietatamente “al massacro”: tutte cercheranno di rendersi necessarie per sopravvivere incalzate dal parossismo ritmico di Stravinsky analizzato con sapienza dall’interno, nello spartito e nella struttura originaria. «Cerco di entrare in dialogo con la partitura di Stravinsky ed i suoi molteplici sottotesti», commenta Massari. «La composizione orchestrale sarà integralmente utilizzata in Right ma i vari blocchi compositivi verranno intervallati da accadimenti che non voglio svelarvi». Sicuro è che per affrontare questo capolavoro del repertorio e “ragionare” sulla bestialità Massari si è preso del tempo: ha lavorato per mesi con le performer affinché Right nascesse con loro e non solo per loro.

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