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PROSPETTIVE01 ─ “Il paradosso di Lulù”: le avventure del corpo

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“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di dare spazio a iniziative dedicate ai giovani e di raccogliere articoli e interviste mirate a dar voce a tutte le fasce creative del mondo coreutico: realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi o realtà già consolidate e di chiara fama, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive.

Martedì 12 ottobre 2021, al Teatro Greco di Roma è in scena la Compagnia Movimento Danza di Gabriella Stazio con due coreografie: Polvere, minutissime particelle incoerenti ─ assolo interpretato da Sonia Di Gennaro, con il sound design di Francesco Giangrande, prodotto da Movimento DanzaRegione Campania e Ministero della Cultura ─ e Il paradosso di Lulù, solo pensato per la danzatrice e coreografa Emanuela Tagliavia.

Polvere: minutissime particelle è incentrato sul concetto di incoerenza: la mancata coesione delle particelle di un corpo, di una sostanza, può avere i suoi lati positivi. Come il potersi insinuare ovunque, volare almeno per un po’ e poi di depositarsi, penetrare nuovamente in altri luoghi o nello stesso posto, di essere quasi invisibile, almeno all’inizio. Pensi di averla mandata via? (l’incoerenza), ma non è così. Ritorna.

Anche l’incoerenza di pensiero è una bella qualità. Puoi fare un po’ quello che ti pare, negando quello che hai appena affermato, senza una logica, senza un’etica, senza un preciso perché.
Quando le particelle di incoerenza sono minutissime come la polvere, e non la vedi quasi (eppure c’è), ti chiedi addirittura se sia il caso di spolverare, tanto non si vede, tanto poi si riforma. Tanto non ne vale la pena – afferma la coreografa Gabriella Stazio – Ognuno di noi avrà avuto un minutissimo momento di polvere di incoerenza nella vita. Ognuno di noi dovrebbe conservare (nella polvere) un pensiero incoerente, come un ancora di salvezza. Questo è il mio.

Ne Il paradosso di Lulù” l’idea è stata quella di riprendere i temi principali de Il luogo del paradosso, coreografia realizzata nel 2019 in coproduzione con il Teatro Stabile di Napoli, e declinarli per un solo interprete.  Il corpo come luogo del paradosso, come dice Jacques Le Goff, come luogo di contraddizioni tra esperienza quotidiana e straordinaria, tra ragione e contraddizione. La struttura è composta da “cellule coreografiche” che hanno come temi le avventure del corpo, la metamorfosi, la memoria, la rivincita e l’oblio, ed altri ancora.

L’intera coreografia è il succedersi da una cellula coreografica all’altra, secondo una successione che la danzatrice Emanuela Tagliavia può decidere in piena autonomia, in scena ─ racconta Stazio ─ Il paradosso di Lulù diviene quindi una coreografia autonoma dal coreografo stesso e che può cambiare ad ogni spettacolo o meglio, appare come Una stanza piena di gente, dal titolo del libro di Daniel Keyes, autobiografia di Bill Milligan, prima personalità multipla riconosciuta dalla medicina, in cui si incontrano le varie personalità dell’artista all’interno di una stanza. Se da un lato la storia del corpo è una storia fatta di oblio, di rinuncia, dell’uso politico della metafora corporea fatto dalla cultura occidentale, dall’altro, come afferma Marc Bloch, è necessario restituire un corpo alla storia. E dare una storia al corpo.

Il-Paradosso-di-Lulù

ORARI & INFO

Martedì 12 ottobre 2021, ore 21:00

Teatro Greco

Via Ruggero Leoncavallo, 10 – Roma

Lorena Coppola

© www.giornaledelladanza.com

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