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Integrazione mente-corpo-emozioni: il senso della danza

Come sappiamo, la danza è una forma d’arte a tutto tondo che comporta benefici fisici, mentali ed emotivi, specialmente nei giovani che la studiano.

Tali benefici includono l’aumento della resistenza mentale e della memoria, e della fiducia in se stessi. La danza permette, infatti, la definizione e il raggiungimento di obiettivi, e  l’assunzione di nuove sfide. Di conseguenza stimola un’esplorazione emotiva che porta a crescere e diventare più forti e consapevoli.

I molteplici e sfaccettati vantaggi apportati dalla danza sono comunemente classificati in tre ambiti di benessere: fisico, mentale ed emotivo.

Eric Jensen, acclamato neuroscienziato e ricercatore californiano, afferma che le arti cinestetiche, tra cui danza e teatro, provvedono alla nostra salute fisica ed emotiva, stimolano il processo cognitivo, gli atteggiamenti positivi e la fiducia, contribuendo allo sviluppo e al miglioramento dei sistemi neurobiologici critici, tra cui il sistema immunitario, circolatorio, limbico e percettivo-motorio.

DANZA E CORPO

La danza è un’arte fisica che unisce corpo e mente. Migliora la salute cardiovascolare, l’equilibrio, la forza, la flessibilità, la coordinazione e la consapevolezza spaziale.

Danzare prevede l’uso di tutti i piani di movimento e di tutte le direzioni. Infatti, la maggior parte dei movimenti quotidiani avviene sul piano sagittale, la danza invece fa lavorare il corpo attraverso i piani laterali e di rotazione.

La danza quindi sfida il corpo aumentando la frequenza cardiaca, bruciando calorie, modificando continuamente il centro di gravità e allo stesso modo sfida anche il cervello.

DANZA E CERVELLO

Nel loro libro Thinking with the Dancing Brain, Sandra Minton, Professore Emerito e Co-Coordinatore del Master in Educazione alla Danza dell’Università del Colorado e Rima Faber ex danzatrice, fondatrice di Consolidated Energy (nucleo di danza sperimentale attivo a New York negli anni 70), scrivono che il cervello del danzatore fa ginnastica mentale perché impara ed esercita movimenti complessi e articolati.

La maggior parte del cervello dunque è attiva durante l’attività fisica e i danzatori che si impegnano fino in fondo ne usano addirittura quasi il 100%. Durante l’esecuzione dei passi, essi sviluppano un immediato processo decisionale, la loro attenzione si acutizza, le emozioni vengono controllate e incanalate.

Il cervello inoltre ha rapido accesso ai ricordi di movimenti passati, riconosce i potenziali problemi circostanti a cui trova soluzioni immediate. Nel frattempo mantiene l’equilibrio, la grazia, l’agilità e la coordinazione e controlla l’espressione del viso. Il cervello del danzatore in sostanza agisce come un simulatore di volo ed elabora un multitasking estremo e positivo.

DANZA ED EMOZIONI

Emozioni, pensiero e apprendimento sono tutti collegati. Il cervello è più attivo e chimicamente stimolato quando le emozioni sono coinvolte.

La dopamina e la norepinefrina, sostanze chimiche rilasciate in grande quantità durante l’attività fisica, migliorano l’apprendimento a lungo termine, rendendo la danza una valvola di sicurezza che rilascia emozioni, tensioni e pulsioni represse.

Le arti quindi trasformano le emozioni umane in stati che portano alla calma interna, e più lo stato emotivo è intenso, più l’apprendimento sarà duraturo. La distanza creata dalla coreografia tra il ballerino e il pubblico permette a entrambe le parti di liberare le emozioni, incanalarne altre e trattenerle a lungo.

È dimostrato inoltre che la pratica della danza migliora la tendenza ad essere consapevoli e presenti nella vita quotidiana. Chi balla regolarmente è centrato mentalmente ed emotivamente, ed è cognitivamente equilibrato.

Tale realizzazione avviene attraverso l’integrazione mente-corpo che è il senso della danza, far sì che il corpo risponda ai messaggi inviati dal cervello consapevolmente.

La crescita neurale è prodotta e stimolata dalle azioni del corpo, a sua volta, questo produce una maggiore densità neurale. Il cervello, infatti, è attratto dal cambiamento e dal movimento che, se usato come strategia di insegnamento, può rendere efficiente l’apprendimento. E’ ciò di cui abbiamo bisogno tutti, soprattutto i bambini cui dovrebbero essere insegnati l’importanza e il valore della danza.

Stefania Napoli
© www.giornaledelladanza.com

 

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