
Il coreografo italo-tedesco Marco Berrettini con i suoi lavori, presentati nei più importanti festival e teatri internazionali, ha saputo ridefinire i codici della danza. La sua ultima creazione racconta la storia di una compagnia di danza popolare bavarese che, in mancanza di successo, decide di diversificare e diventare “globale”.
A poco a poco, inizia così a prendere in prestito passi di danza da paesi e culture diverse. Ma questo cambiamento artistico non è ben vissuto da tutti i ballerini. Sul palco, danze cecene, indonesiane, italiane, greche e anglosassoni si mescolano in un vortice di contaminazioni sempre più contraddittorio e carico di tensione, fino all’interruzione del ballo.
A partire dalla rappresentazione del cerchio, figura universale che – dal gioco alla danza, fino al rituale – sembra poter cancellare differenze economiche e identitarie, Jiddu esplora il senso profondo della collettività e della comunità.
Danzatore e coreografo, Marco Berrettini è nato nel 1963 ad Aschaffenburg, in Germania. Il suo interesse per la danza è iniziato in una discoteca: nel 1978 vinse il campionato tedesco di disco dance, e da questa esperienza inizia a frequentare lezioni di danza jazz, moderna e classica. A 17 anni comincia la sua formazione professionale come ballerino, prima alla London School of Contemporary Dance, poi diplomandosi alla Folkwangschulen Essen, sotto la direzione di Hans Züllig e Pina Bausch. Lì sviluppa il suo interesse per il Tanztheater e la coreografia. Nel 1988 si trasferisce in Francia per lavorare con il coreografo Georges Appaix e allo stesso tempo inizia a creare i suoi primi lavori. Nel 1999 il Kampnagel di Amburgo ha prodotto il suo spettacolo MULTI(S)ME. Da allora Marco Berrettini ha prodotto con la sua compagnia *Melk Prod una trentina di spettacoli. Il suo Sturmwetter prépare l’An d’Emil vince il premio ZKB al Theaterspektakel di Zurigo. Dal 2004 ha creato, tra gli altri, No Paraderan, *Melk Prod. va a New Orleans (2007), i quattro lavori del ciclo iFeel (2009-2017) e My soul is my Visa (2018), My Epifunny (2022). L’attività di Marco Berrettini spazia dalla performance in spazi museali alla collaborazione con registi cinematografici, alle installazioni in collaborazione con artisti visivi. melkprod.com
24–25 marzo
martedì ore19.30
mercoledì ore 21.00
Galleria Triennale Milano
*Melk Prod. / Marco Berrettini CH/IT
JIDDU
coreografia: Marco Berrettini in collaborazione con gli interpreti / interpreti: Sébastien Chatellier, Kevin Fay, Tristan Ihne, Manuella Renard, Emma Terno / proiezioni video prodotte da: Annapurna Laporte / costumi: Séverine Besson / luci: Fadri Pinosch / musiche: William S. Fisher, Johann Sebastian Bach, Steve Reich, Flash and the Pan, Bernard Herrmann, Pink Floyd, Brad Mehldau, Moondog, Alice Coltrane, Daft Punk, Nick Drake / direttrice di produzione: Régine Auer / distribuzione: Alessandra Simeoni / ringraziamenti: Andrzej Mikołaj Szadejko, Goldberg Baroque Ensemble e Philipp Ritter per le traduzioni in bavarese / coproduzione: CCN La Rochelle Milleplateaux (F), Théâtre de l’Orangerie (CH) / soutiens: Loterie Romande, Fondation Ernst Göhner
durata: 70’
prima italiana
INFO
Biglietteria Triennale Milano
T. 02 72434239 | e-mail biglietteria@triennale.org
Viale Alemagna 6, Milano
I biglietti si possono acquistare sui siti www.triennale.org e tickets.triennale.org oppure presso la biglietteria di Triennale Milano.
web triennale.org
facebook triennalemilano
Instagram triennalemilano
Triennale Milano
viale Alemagna 6
20121 Milano
T. +39 02 724341
Michele Olivieri
Foto di © Melk Prod. _ Marco Berrettini
www.giornaledelladanza.com
©️ Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore