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La danza è simmetria e geometria del movimento nello spazio

Ogni ballerino è consapevole dell’importanza della geometria nella danza. La tecnica in fondo non è altro che geometria del movimento nello spazio.

Un danzatore, dunque, non si esaurisce in un bel collo del piede o in un en dehors perfetto, è il suo intero corpo a disegnare e definire lo spazio creando linee armoniose.

Si può quindi parlare di architettura della danza generata da forme armoniche già presenti in natura e introdotte in quest’arte. La danza moderna ricorre spesso a concetti geometrici, ne sono evidenza le forme astratte di Merce Cunningham e le famose e intense sequenze a spirale di Martha Graham. Tuttavia è la rigida simmetria del balletto a rendere perfino più evidente la connessione tra danza e geometria.

Nel secondo atto del Lago dei cigni, per esempio, il corpo di ballo forma un triangolo perfetto puntato verso il pubblico come una lancia, rappresentazione danzata del potere dello stormo. Successivamente, i cigni formano cerchi intorno a Sigfrido, incarnando l’unità della loro fratellanza.

Un altro esempio è il II atto di Giselle, in cui le Villi creano quattro linee parallele di arabesque, espressione della forza della natura, poi si separano ai lati del palco per lasciare spazio a Myrtha, l’implacabile regina delle Villi, che taglia la scena con un’impetuosa diagonale di jeté e disegna un cerchio di sauts de basque, circoscrivendo il suo potere magico nel cerchio, tra morte e vendetta.

Nella scena dell’apparizione di Aurora nella Bella Addormentata, la Fata Lilla e il Principe danzano un pas de deux  intrecciandosi in perfette linee diagonali, generando un’elica che richiama quella del DNA umano.

Tutte queste forme dunque non sono casuali, non riguardano solo l’estetica dell’esecuzione, ma incarnano la carica emotiva ed energetica della musica e del gesto. Quando vediamo un triangolo in natura, una montagna o un albero, percepiamo un forte senso di radicamento e la direzione in cui si sta propagando l’energia vitale, perché la geometria esprime l’intenzione, e così è nella danza.

In tutto ciò, ricorre il concetto di simmetria, intesa come equilibrio armonico fra le parti che compongono un oggetto, un corpo o un movimento. Di recente è emersa una nuova branca scientifica chiamata Neuroestetica, nata dalla ricerca dei neuroscienziati Semir Zeki e Vilayanur S. Ramachandran.

La Neuroestetica esplora la risposta cerebrale alle esperienze estetiche vissute nel campo delle arti, come per esempio osservare il Taj Mahal o assistere al finale del Lago dei Cigni. Tramite il tratto ottico, il cervello implementa il riconoscimento della struttura centrale che lo aiuta a definire la geometria di uno spazio.

Il bioarchitetto irlandese Michael Rice si spinge oltre e aggiunge che questi modelli cerebrali possono generare nel nostro subconscio immagini piacevoli che attivano il sistema di ricompensa del cervello e rilasciano dopamina e serotonina.

Ulteriore prova della connessione tra geometria, matematica e danza è Labanotation, sistema codificato di registrazione dei passi di danza ispirato dalle teorie matematiche di Platone e Pitagora, ideato dal geniale e controverso Rudolf Laban.

Laban intendeva creare un metodo valido per qualsiasi tipo di danza e più in generale per qualsiasi tipo di movimento, attraverso un approccio analitico-funzionale basato su uno studio fisico-matematico del movimento del corpo nello spazio, ossia sulle leggi della cinetica.

Per questo motivo, il sistema Laban conserva a tutt’oggi la sua efficacia e universalità, grazie alla caratteristica distintiva di non essere basato su uno stile di danza personale o una particolare tecnica e di rifarsi ai principi matematici.

Laban dichiarava, infatti, che ‘l’esistenza è movimento e che il corpo in movimento genera il suo ritmo, la sua musica e comunica il senso della parola poetica da esso pronunciata’.

Poesia, espressione creativa, danza e matematica, dunque, sono concetti solo apparentemente lontani,  in realtà è la loro stretta interconnessione a generare arte e bellezza.

Stefania Napoli
Fotografia: Gheyber Gutierrez
www.giornaledelladanza.com

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