La danza accoglie chiunque desideri praticarla con serietà, e invita a esprimersi in modo unico e personale.
Le scuole di danza dovrebbero quindi promuovere un ambiente inclusivo, incoraggiando gli allievi a condividere la loro passione.
La danza può infatti diventare uno strumento per implementare la coesione sociale. Programmi e progetti che coinvolgono bambini, anziani, persone con disabilità e comunità emarginate dimostrano come ballare possa diventare un potente mezzo per superare barriere e stimolare un senso di appartenenza e di comunità, favorendo lo sviluppo di relazioni armoniose e rispettose.
Ogni forma di danza in fondo riflette la storia di una popolazione, i suoi valori e le sue credenze. Dalle danze tradizionali al balletto classico, ogni stile offre una finestra unica sulla cultura.
Coreografi di tutto il mondo sperimentano una contaminazione culturale che celebra la diversità e arricchisce l’arte della danza, portando innovazione e freschezza e promuovendo la comprensione reciproca tra diverse comunità.
La danza insegna il rispetto delle differenze e rende consapevoli delle varie forme di espressione corporea.
Queste lezioni travalicano la sala di danza, influenzando positivamente le interazioni quotidiane. La diversità non è qualcosa da temere, ma da accogliere e abbracciare.
La passione per la danza infatti trascende ogni barriera. È amore universale che accomuna persone di ogni età, genere, forma, etnia e livello di esperienza tecnica. Permette di condividere una parte di se stessi, creando connessioni che vanno oltre le parole e che arricchiscono l’esistenza e la società.
Stefania Napoli
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