Michail Baryšnikov non è soltanto uno dei più grandi ballerini della storia; è un artista che ha saputo portare la grazia e la disciplina della danza classica oltre i confini del teatro, trasformandola in linguaggio cinematografico.
Con una carriera che spazia dal palcoscenico al grande schermo, dalla televisione alle installazioni contemporanee, Baryšnikov ha lasciato un’impronta indelebile anche nella settima arte.
Due vite, una svolta (The Turning Point – 1977): Nel suo primo ruolo cinematografico, Baryšnikov interpreta Yuri, un giovane ballerino dalla tecnica impeccabile e dal fascino indiscutibile. Il film, diretto da Herbert Ross, ruota attorno alle vite parallele di due donne divise tra carriera e famiglia. La sua performance gli vale una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista: un risultato eccezionale per un esordiente e per un artista che non proviene dal cinema.
Il sole a mezzanotte (White Nights – 1985): In questo thriller a sfondo politico ambientato durante la Guerra Fredda, Baryšnikov interpreta un ballerino russo in esilio che si ritrova intrappolato di nuovo nell’URSS. Accanto a lui, il grande Gregory Hines. I due creano una sinergia coreografica che fonde danza classica e tip tap, rendendo le sequenze visive potenti e cariche di significato. La danza qui diventa lotta, resistenza, identità.
Giselle (Dancers – 1987): In questo film meno noto ma molto intimo, Baryšnikov interpreta un étoile ormai maturo impegnato in una tournée del balletto Girelle al fianco di Alessandra Ferri. La finzione si intreccia alla realtà, in un ritratto malinconico e poetico del mondo del balletto. Il film è un tributo al suo stile pulito, alla sua capacità di parlare senza parole, solo attraverso il movimento.
Place (2009) interpretato da Michail Baryšnikov e Ana Laguna, diretto da Jonas Åkerlund e coreografato da Mats Ek. Il film è una collaborazione tra icone dell’arte che mira a creare una nuova forma di danza per la telecamera, combinando la forma classica del balletto con una nuova cultura e rappresentando un equilibrio dinamico tra due mondi. In Place, quattro icone dell’arte uniscono le forze per creare un nuovo tipo di danza per la telecamera. La toccante ed emozionante bellezza del corpo è interpretata da virtuosi superstar della danza, della coreografia e del cinema. Mantenendo la forma intrinseca del balletto e aggiungendovi una cultura diversa, Place diventa un equilibrio moderno ma dinamico tra due mondi diversi.
Nonostante la sua fama internazionale, Baryšnikov è stato riscoperto da un pubblico più ampio grazie alla serie cult Sex and the City. Nei panni dell’enigmatico artista russo Aleksandr Petrovsky, diventa l’ultimo grande amore di Carrie Bradshaw. Elegante, riservato, sofisticato: il suo personaggio è quasi un’estensione di sé stesso. Anche sul piccolo schermo, Baryšnikov incanta non con gesti plateali, ma con la misura, la grazia e l’intelligenza del non detto.
Mikhail Baryšnikov è apparso inoltre in altri film legati alla danza, tra cui quello televisivo Baryšnikov: The Dancer at the Dance (1983) che lo ha visto protagonista.
Baryšnikov è stato direttore artistico per l’American Ballet Theatre in un episodio del documentario Great Performances: Dance in America (1985).
Si ricorda anche la sua interpretazione con Gene Hackman in Spie contro (1992) dove un agente della CIA che è stato messo da parte, viene richiamato in servizio per andare a Berlino a scambiare un detenuto dell’Est con un prigioniero americano.
The Cabinet of Dr. Ramirez invece è un film muto moderno del 1991 diretto da Peter Sellars e interpretato da Mikhail Baryšnikov, Joan Cusack e Peter Gallagher.
Mentre è del 1977 lo spettacolare adattamento televisivo della produzione di Baryšnikov de Lo Schiaccianoci considerata la versione più romantica di tutti i tempi.
Si ricorda anche il documentario intitolato Annie Leibovitz: Life Through A Lens del 2006 che ripercorre la luminosa carriera fotografica di Annie Leibovitz tra immagini d’archivio, riprese dei set fotografici e interviste.
Baryšnikov ha altresì preso parte alla serie televisiva britannica Doll & Em (2015) ideata e interpretata dalle attrici Emily Mortimer e Dolly Wells, con la regia di Azazel Jacobs.
Il contributo di Baryšnikov al cinema va oltre i ruoli recitati. La sua presenza ha portato sullo schermo una nuova grammatica del corpo.
La danza, nei suoi film, non è semplice abbellimento o intermezzo estetico, ma motore narrativo. Ogni passo, ogni gesto ha un peso, un’intenzione. La macchina da presa non lo inquadra soltanto: danza con lui.
Michele Olivieri
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