
«Guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega». Con queste parole il coreografo francese Mourad Merzouki – definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop” – descrive Beauséjour, sua creazione che esplora attraverso la danza il cambiamento del fisico e la trasformazione dei corpi col passare del tempo, affermando così una nuova visione della bellezza e celebrando l’universalità della danza come disciplina transgenerazionale. Il balletto, realizzato con il suo progetto Compagnie Käfig e nato nel 2024 per Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon, va in scena in prima ed esclusiva italiana al Comunale Nouveau venerdì 6 e sabato 7 marzo alle 20.30 sui ritmi electro-tango di Müller & Makaroff (Gotan Project) e su testi di Fabrice Daboni aka Fafapunk, anche voce insieme a Gilles Fisseau.
«In questa nuova creazione, esploro il corpo al cospetto del tempo – racconta Merzouki – Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza, ma entro i criteri specifici che si è imposta. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi, sia di un presente vissuto da corpi prominenti, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop, che devono appropriarsi di nuovi movimenti, incarnando ruoli singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti, che abbracciano la loro originalità, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. La danza, più che mai, è una vetrina per la vita e la condivisione».
Beauséjour si afferma così anche come una parabola artistica, voluta dal veterano dell’hip hop – oggi cinquantaduenne – per illuminare di nuova luce gli elementi fondanti della sua prassi coreografica: il corpo, l’energia, la ricerca della bellezza. Il coreografo crea – insieme allo scenografo Benjamin Lebreton – un luogo dedicato alla convivialità, alla condivisione e ai ricordi, nel cui clima da “guinguette” (balera) quattordici danzatori – giovani e anziani, appositamente per mostrare il fluire del tempo – sono spinti a ricercare una nuova gestualità per i loro corpi, artificialmente invecchiati da Cécilia Delestre. I costumi sono di Pauline Zurini, il trucco e parrucco di Catherine Saint-Sever e le luci di Yoann Tivoli.
Scandiscono lo spettacolo le sonorità electro-latine appositamente realizzate dal duo svizzero-argentino Müller & Makaroff – pioniere nella reinvenzione elettronica del tango e fondatore a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project –, che per questo spettacolo ha scelto di spaziare «dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande».
Figura di spicco della scena hip-hop sin dai primi anni Novanta, Merzouki – che lavora aggregando le discipline più disparate, fino al circo, alle arti marziali, le belle arti, il digitale – ha portato questo genere dalla strada al palcoscenico ed è oggi il coreografo francese più rappresentato al mondo. Con la sua compagnia Käfig – che, fondata nel 1996 significa “gabbia” sia in arabo che in tedesco, simbolo del rifiuto di aderire a un unico stile – ha creato 40 opere, raggiungendo più di 2 milioni di spettatori durante 4.000 spettacoli in Francia e all’estero in 65 paesi.
Sara Zuccari
Foto di Julie Cherki
www.giornaledelladanza.com
© Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore