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“PROSPETTIVE01” – Hilal Dance: una moltitudine di possibilità espressive

 Suraya Hilal

 

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive.

Dall’incontro tra due artisti e due percorsi creativi, nasce la Hilal Dance, più che uno stile, una nuova modo di guardare la danza, intesa come libertà espressiva e come canale energetico. Suraya Hilal e Alessandro Bascioni, gli ideatori di questo genere di danza, ce ne descrivono peculiarità e sviluppi.

Cos’è e come nasce la Hilal Dance?

La Hilal Dance è la culminazione del lavoro creativo, teatrale e didattico che ho portato avanti durante tutta la mia carriera. Nel tempo questo lavoro si è evoluto, divenendo una forma d’arte dal linguaggio unico, universale e contemporaneo che prende spunto dalle danze tradizionali della cultura egiziana, con la quale io sono nata e cresciuta. Ho ridefinito i movimenti delle danze tradizionali, avendo come obiettivo quello di creare una danza che racchiudesse in sé elementi della tradizione, ma potesse iscriversi a pieno titolo nel panorama della danza contemporanea mondiale.

Parliamo di danza d’arte, su che principi si basa questa definizione?

La Hilal Dance è particolarmente connessa all’estetica dell’arte Arabo/Africana, alla saggezza orientale e alla conoscenza del corpo. Le linee definite che si sviluppano e tornano su se stesse senza fine, il gusto delle ripetizioni e dell’improvvisazione, la cura raffinata per i dettagli, danno vita ad un linguaggio che è allo stesso tempo astratto e profondamente emozionale. Tutti i movimenti richiedono un uso particolare di energia che definisce l’espressione; di conseguenza, l’importanza dell’energia e del respiro sono parte integrante della Hilal Dance.

Può definirsi più uno stile o una corrente di pensiero basata sul movimento?

La Hilal Dance è una forma d’arte basata su principi filosofici che stanno dietro ad ogni movimento.

Percorsi diversi, esperienze diverse, come nasce la collaborazione tra Lei e il coreografo Alessandro Bascioni?

Ad un certo punto dei rispettivi percorsi artistici, le nostre aspirazioni si sono intrecciate. La capacità e la voglia di entrambi di comunicare attraverso il movimento ci ha aiutato a trovare dei punti d’incontro. Così, le nostre idee si sono spontaneamente tradotte nella creazione di qualcosa di nuovo.

Di voi si è detto che create “un’armonia a distanza”, in un contatto “limitato allo sguardo, senza mai coinvolgere i corpi”, un connubio dunque fatto di elementi impercettibili. Come si traduce questo in scena nel linguaggio più prettamente “fisico” che è la danza?

Noi abbiamo imparato a lavorare all’unisono ma a distanza, attraverso un movimento totalmente basato sull’improvvisazione e sulla capacità di entrare in sintonia con le intenzioni dell’altra persona prima ancora che queste si verifichino. L’intuizione che si ha nel momento in cui si danza è fondamentale in scena.

Se parliamo di radici culturali, qual è il linguaggio in cui è avvenuto lo scambio tra le vostre prospettive di artisti? 

Il linguaggio che entrambi usiamo oggi è quello della Hilal Dance.  Questa danza risuona chiaramente in entrambi, anche se veniamo da esperienze diverse. Io provengo dallo studio delle danze tradizionali egiziane e della danza contemporanea che ho maturato negli Stati Uniti. Alessandro si è formato in danza terapia, e nelle danze africane che ha studiato tra la Francia e Firenze.

Cos’è tradizione e cosa è innovazione nella Hilal Dance?

L’innovazione è potuta arrivare soltanto dopo aver maturato una solida conoscenza delle radici culturali tradizionali. È da qui che è partita la mia ricerca coreutica e musicale. Nel corso degli anni ho affinato progressivamente questo linguaggio, connettendolo a quello delle danze popolari. Ho anche modificato l’utilizzo dello spazio, ridefinendo gli elementi ritmici e melodici di espressione. Così la Hilal Dance è progredita, al punto da offrire oggi una moltitudine di possibilità espressive.

In cosa vi sentite realmente innovatori?

Forse nell’aver arricchito il panorama della danza contemporanea, regalandogli un linguaggio nuovo, che racchiude elementi delle tradizioni popolari delle varie culture del mondo, ma anche elementi di innovazione nello stile e nella forma di espressione coreutica.

Il concetto di energia nella vostra visione?

La vita è basata sull’uso armonico di energia. Credo che ogni persona debba saper gestire la propria energia. Questo è ancora più vero per gli artisti di ogni genere, musicisti, danzatori o altro. In particolare nella danza, un uso efficiente dell’energia contribuisce alla creazione di bellezza.

Avete parlato di “estetica della danza”, in cosa si contraddistingue il vostro   canone estetico rispetto agli altri stili di danza?

Come ho detto prima, vi è una chiara geometria delle linee, il gusto delle ripetizioni e dell’improvvisazione, la cura raffinata per i dettagli, che danno vita ad un linguaggio astratto ma allo stesso tempo profondamente emozionale.

Chi può avvicinarsi a questo genere di danza?

Chiunque può praticarla.

Avete attivato anche un percorso di formazione professionale, in cosa consiste e a chi è rivolto?

Chiunque abbia studiato Hilal Dance per un certo numero di anni, può avviare un percorso di formazione per diventare un professionista, insegnante o performer. Il percorso di formazione dura dai 3 ai 4 anni e si tiene in Italia solo presso la nostra scuola ufficiale di Firenze o in alternativa in Australia, dove abbiamo istruttori già formati!

Come immaginate un ulteriore sviluppo nel vostro orizzonte artistico?

Viaggiamo di continuo all’estero, tra l’Europa, l’Australia e gli Stati Uniti per portare in giro spettacoli, workshop e seminari. Speriamo di poter continuare questa attività nel mondo, ma oggi  puntiamo anche  all’Italia. Vorremmo portare in scena nei teatri della penisola i lavori delle nostre rispettive Compagnie, la Hilal Dance Company e la Iskandar Dance Company. Ma dobbiamo lottare contro la difficoltà ad ottenere finanziamenti pubblici. Il nostro punto di forza risiede nella ricerca instancabile di nuovi punti di vista artistici. Ogni giorno la danza, qualunque forma di danza, può e deve evolversi, basta essere ricettivi e saper accogliere gli stimoli culturali che provengono da ciò che ci circonda, soprattutto quando è diverso e lontano da noi!

Lorena Coppola

www.giornaledelladanza.com

 

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