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PROSPETTIVE01 − Gennaro Maione: “Nelle mie coreografie racconto una parte di interiorità”

Gennaro-Maione

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di dare spazio a iniziative dedicate ai giovani e di raccogliere articoli e interviste mirate a dar voce a tutte le fasce creative del mondo coreutico: realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi o realtà già consolidate e di chiara fama, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive.

Classe 1989, formazione classica e contemporanea, Gennaro Maione si perfeziona a Berlino e Bruxelles al TanzFabrik, Dock 11, DansCentrumJette, Compagnia Thor e al corso di perfezionamento per coreografi con il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. In Italia danza per la Compagnia di danza Körper, Colletivo Nada, Balletto di Napoli, Dignità Autonome di Prostituzione, Mp3 projects, AZ dance works, Napoli Teatro Festival. È supervisore artistico per il cinema con “Gomorra – seconda stagione” su Sky. All’estero danza per la Compagnia Karine Saporta, Compagnia Labo Dsn, Compagnia RBS. Performer per un progetto di A. M. Dolores al Camping Town e l’Accademia di Belle Arti di Bruxelles. È stato collaboratore e coreografo per il gruppo Palco 11zero8. Ideatore della realtà “GMW”, ha presentato i suoi lavori coreografici in festival nazionali e internazionali in Italia, Messico, Germania, Belgio, Spagna, Francia, Stati Uniti, Bulgaria, ricevendo premi e riconoscimenti nel campo della coreografia. In Italia ha preso parte a Festival quali SoloCoreografico, Kilowatt Festival, Cortoindanza, Premio InDivenire, Festival BodySongs, HangartFest, Festival TenDance. Nel 2022 ha ideato il cortometraggio dal titolo “Argento Vivo”, omaggio al regista Dario Argento, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali ed è in finale tra i progetti del Festival campano CortiSonanti, nonché tra i progetti selezionati per HangartFest – Premio Interfaccia Digitale 2022 promosso dalla Regione  Marche. Al lavoro di coreografo affianca il percorso di formazione.

Il suo lavoro “Argento Vivo” di recente ha ricevuto importanti riconoscimenti, un successo che si aspettava?

Non me l’aspettavo anzi… è stato un lavoro creato in poco tempo e a “low budget”, per questo motivo io e il mio staff siamo ancora più orgogliosi. Abbiamo avuto esiti positivi e riconoscimenti in Italia, Germania, Inghilterra, Grecia, Macedonia, Usa, Cile, e aspettiamo ancora altri esiti importanti. Questo percorso su Dario Argento è stato pensato da me con il cuore e con tutta la passione che mi accompagna da tanti anni fin da bambino, tra VHS comprate o regalate, oppure rischiare una multa al cinema perché il film era vietato ai minori.

Qual è stato il trampolino di lancio verso il panorama internazionale, quali sono stati gli step per circuitare questo progetto su larga scala?

Spero davvero di continuare insieme ai miei collaboratori una serie di cortometraggi dedicati alla visionarietà e all’immaginario di Dario Argento, forse Argento Vivo è un episodio “pilota”, mi piacerebbe portare avanti questo processo artistico tra video e cortometraggi su questo regista che ha scritto la Storia del Cinema internazionale.

Il progetto è nato durante il lockdown, come si è sviluppato poi in spettacolo dal vivo, approdando successivamente al cinema?

Sono due idee differenti. Argento Vivo nasce come lavoro di video-danza, MDMA come spettacolo dal vico. È nata prima l’idea di creare un lavoro di video-danza “generico”, prendendo spunto da varie immagini e visioni del mondo cinematografico argentiano, mettendo in risalto la figura femminile che è un elemento portante nel suo cinema. L’idea dello spettacolo dal vivo nasce quasi in contemporanea, ad oggi siamo ancora agli inizi… il lavoro sarà in residenza nuovamente da novembre 2022 sotto forma di primo “studio”.

Com’è stato recepito il tema dal pubblico generale?

Vedremo in corso d’opera, la tematica non è semplice… perché parliamo di un grande autore che tutti conoscono per il sangue e la paura che i suoi film hanno suscitato nel tempo. Ma Dario Argento è anche altro. Il suo cinema è pieno di riferimenti a tutte le arti, dalla musica all’architettura, dalla scultura alla danza.  Oltre al suo lato psicologico molto imponente.

Può descrivere più specificamente le iniziative di MDMA?

MDMA sarà presentato in forma di studio per una sola interprete. L’idea successiva sarà di espandere il lavoro a più interpreti, è un lavoro che è sempre in fase di “evoluzione” ed è mutevole per vari aspetti.

Nella sua carriera artistica si è spesso mosso sui più piani espressivi, com’è riuscito ad armonizzare il tutto?

Credo che l’obiettivo principale sia raccontare una parte della propria interiorità quando c’è reale necessità. Ogni volta che ho affrontato un mio lavoro è stato solo per pura esigenza, non so se questo premia ma per me è fondamentale. Poi sono cresciuto e con il tempo si dà spazio più alla maturità che alla sola istintività, ma penso che solo in questo modo riesco a trovare un’armonia con me stesso e il mio lavoro.

Se dovesse descrivere in tre aggettivi il suo registro stilistico?

Eclettico, volubile, istintivo.

A breve inizierà la sua collaborazione con la Compagnia Zappalà Danza, in cosa consisterà esattamente il suo contributo artistico nell’ambito delle attività di “Scenario Pubblico”?

MDMA è uno dei progetti vincitori del bando “ACASA” promosso da Scenario Pubblico e prodotto dalla Compagnia Körper, il lavoro sarà in residenza dal 14 al 18 novembre 2022 con un “open door” aperto al pubblico programmato per venerdì 18 novembre.

Oltre all’attività di danzatore e coreografo, si occupa anche di formazione. Qual è il suo messaggio per i giovani danzatori che si affacciano oggi alla carriera?

Di essere sempre curiosi, attenti e di assimilare qualsiasi cosa come se fossero “spugne”. Senza passione e curiosità per la danza e l’arte a 360 gradi in generale diventa difficile trovare una propria strada, è fondamentale andare al cinema come ad un museo (senza citare il teatro), anche se oggi è molto più semplice guardare il mondo esterno anche attraverso uno smartphone… questo, ahimè, spesso non aiuta anzi… rende i ragazzi più pigri e disattenti, senza dare più valore a quello che fanno quotidianamente e a quello che hanno costruito nel tempo.

Progetti futuri?

Continuare questo filone argentiano. È un tema che mi appassiona e mi piacerebbe divulgarlo in tutte le sue sfaccettature, è una dedica che faccio all’autore e a chi mi ha fatto appassionare da bambino.

Lorena Coppola

© www.giornaledelladanza.com

Photo Credits: Giuseppe Morales

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