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Rossella Brescia torna con “Carmen” di Luciano Cannito a Bologna

Il 13 marzo 2022 Roma City Ballet Company si esibirà, con in scena Rossella Brescia, al Teatro Celebrazioni di Bologna con lo spettacolo Carmen, balletto in due atti di Luciano Cannito con la musica di George Bizet e Marco Schiavoni .

Un gruppo di profughi, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè, sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè sfocia nel tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata a una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione, così, si trasforma in noia, solitudine e angoscia. Carmen non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che la aspetta. La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome Carmen un archetipo universale della cultura dell’Occidente. Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà, forza e istinto. Carmen è il sole dei sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà. L’ambientazione scelta per questo spettacolo è l’isola di Lampedusa, isola del sud per la ricca e annoiata Europa, mitico nord per centinaia di disperati e profughi in fuga da chissà dove e chissà per quanto tempo. Storie, del resto, che sono sotto ai nostri occhi dalla mattina alla sera. Carmen può essere oggi una siriana, una curda, un’afghana, una pakistana o una sudanese e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. Lei è una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà. Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare. È invece l’uomo Don Josè a essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale e ad avere tutto da perdere contro chi invece da perdere non ha nulla. E poi c’è Escamillo, il torero dell’opera di Bizet che in questa versione è lo scafista che ha traghettato Carmen e gli altri profughi fino a Lampedusa. Il macho, diremmo noi oggi. L’uomo del successo da quattro soldi, l’uomo della gloria effimera. Tutto sommato, l’uomo della superficialità. La storia di Carmen termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine faranno Don Josè e Escamillo? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell’anima, nella fede, nell’orgoglio, nella speranza? Don Josè, Escamillo, Carmen è un po; come dire potere, successo, libertà. Alla fine però a morire è solo Carmen.

Redazione

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