Quando si pronuncia il nome di Agrippina Vaganova, il pensiero corre immediatamente al celebre metodo che ha formato generazioni di danzatori in tutto il mondo. Eppure, prima di diventare la più influente insegnante di balletto del Novecento, Vaganova fu una ballerina che visse sulla propria pelle le difficoltà, le contraddizioni e le trasformazioni della danza imperiale russa. Comprendere la sua grandezza significa dunque guardare non solo alla pedagogista e alla teorica, ma anche all’artista che calcò il palcoscenico del Mariinskij e che, attraverso l’esperienza diretta della scena, elaborò una nuova visione del corpo danzante. Nata a San Pietroburgo il 26 giugno 1879, Agrippina Jakovlevna Vaganova proveniva da una famiglia modesta: il padre era un sottufficiale dell’esercito russo. Fin da bambina mostrò una forte predisposizione per la danza e fu ammessa all’Accademia Imperiale di Balletto, uno dei più prestigiosi istituti di formazione artistica dell’epoca. Qui studiò con maestri che incarnavano diverse tradizioni europee, assorbendo la rigorosa eleganza della scuola francese e il virtuosismo tecnico portato in Russia dagli insegnanti italiani. Il percorso accademico non fu semplice. Vaganova non apparteneva a quella categoria di allieve considerate predestinate al successo. Non possedeva la brillantezza immediata di alcune compagne e dovette costruire il proprio ...
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