
Nel panorama della storia della danza, il nome di Mademoiselle de Lafontaine occupa un posto fondamentale: nel 1681, a Parigi, divenne la prima ballerina professionista di cui si abbia documentazione storica, inaugurando una nuova epoca per il balletto europeo.
La sua apparizione sulle scene dell’Académie Royale de Danse, istituita da Luigi XIV, rappresentò un momento di svolta: per la prima volta una donna veniva riconosciuta pubblicamente come interprete principale di un’arte fino ad allora strettamente legata agli ambienti di corte.
Prima della sua affermazione, infatti, la presenza femminile nei balletti era fortemente limitata.
Nelle rappresentazioni ufficiali i ruoli delle donne venivano spesso affidati a giovani danzatori uomini, poiché alle attrici e ballerine era vietato esibirsi pubblicamente.
Le poche figure femminili ammesse alla danza occupavano generalmente posizioni secondarie, lontane dal prestigio riservato ai protagonisti maschili.
Formata secondo la tradizione dell’aristocrazia dell’epoca attraverso l’insegnamento dei maestri di corte, Lafontaine seppe trasformare la tecnica appresa in uno stile personale, elegante e ricco di grazia.
La sua danza, descritta dalle cronache come armoniosa e raffinata, univa precisione dei movimenti ed espressività, conquistando il pubblico parigino e facendole guadagnare l’appellativo di Regina della danza.
La sua carriera contribuì anche all’evoluzione dell’immagine della ballerina sul palcoscenico. I costumi vennero progressivamente adattati alle esigenze dell’interprete, con abiti più elaborati e studiati per valorizzare la presenza scenica.
Lafontaine partecipò così alla nascita di una nuova figura artistica: non più soltanto una presenza decorativa all’interno dello spettacolo, ma una vera protagonista capace di dare identità e prestigio alla rappresentazione.
Dopo il ritiro dalle scene scelse una vita lontana dai riflettori, entrando in convento, dove trascorse gli ultimi anni della sua lunga esistenza.
La sua eredità, tuttavia, rimase nella storia: con lei la danza iniziò il suo passaggio definitivo dagli spazi privati delle corti al teatro pubblico, aprendo la strada alle grandi interpreti che avrebbero seguito il suo esempio nei secoli successivi.
Michele Olivieri
www.giornaledelladanza.com
©️ Riproduzione riservata
Giornale della Danza La prima testata giornalistica online in Italia di settore