Ci sono serate che finiscono quando cala il sipario. E poi ce ne sono altre che continuano a vivere nella memoria, nelle fotografie, nei racconti delle corti e negli archivi dei grandi teatri. Serate nelle quali la danza non è stata soltanto arte, ma cerimonia, prestigio, diplomazia e potere. Per secoli il balletto ha avuto un rapporto privilegiato con la regalità. Prima ancora di diventare uno dei linguaggi artistici più raffinati d’Europa, la danza era uno strumento attraverso il quale il sovrano mostrava la propria magnificenza. Il palcoscenico diventava una seconda corte e il corpo del ballerino, disciplinato fino alla perfezione, raccontava ordine, armonia e autorità. Ancora oggi, quando le porte di un palco reale si aprono e una sovrana, un re, un principe o una principessa prendono posto davanti alla scena, qualcosa di quella tradizione torna inevitabilmente a vivere. Queste sono alcune delle notti in cui la storia della monarchia ha incontrato la storia del balletto. IL RE CHE DIVENNE IL SOLE Versailles, 1653 Tutto comincia con un’immagine. Un giovane Luigi XIV appare sul palcoscenico del Ballet de la Nuit. Ha appena quindici anni e interpreta il Sole. Non è un dettaglio teatrale. È una dichiarazione destinata a diventare ...
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