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Tag Archives: Anna Maria Prina

La firma della Signora Anna Maria Prina per il giornaledelladanza.com

Un prestigioso arrivo al giornaledelladanza.com che dal mese di aprile avrà il piacere di ricevere la collaborazione della Sig.ra Anna Maria Prina come curatrice della rubrica Danza:chi, come, perché?. Si tratta di un importantissimo passaggio di testimone in quanto, come ben sanno i nostri lettori, la rubrica è nata nel giugno del 2011 da un’idea del Direttore Sara Zuccari che ne affidò la cura ad una delle firme più importanti del panorama del balletto italiano, la Sig.ra Vittoria Ottolenghi. In seguito fu proprio Sara Zuccari ad occuparsi della rubrica a causa delle precarie condizioni di salute della Ottolenghi che le impedivano di svolgere serenamente il proprio lavoro. Ad oggi, la collaborazione con Anna Maria Prina, rappresenta un elemento di arricchimento per il giornale che, ancora una volta, metterà a disposizione dei lettori l’esperienza, la preparazione, la competenza e lo stile, di una delle figure più importanti della danza italiana. Anna Maria Prina si è sempre contraddistinta per carisma, stile ed eleganza, qualità che ha saputo generosamente elargire sia sul palcoscenico che nel dietro le quinte della sua attività di insegnante e coreografa. Nata artisticamente al Teatro alla Scala di Milano, dove si è diplomata, è nello stesso ente lirico che per ...

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Un pensiero per le donne da una grande donna della danza: Anna Maria Prina

  8 Marzo- giornata internazionale della donna, ovvero  festa della donna. È una giornata in cui gli uomini festeggiano le donne? E’ una giornata di alta simbologia politica? Oppure di avanzato femminismo? Considero questo giorno una giornata in cui, forzati dalla tradizione, alcuni uomini nel pianeta celebrano e riconoscono l’importanza femminile offrendo loro mazzetti di mimosa oppure di acacia (dura di più). Alle donne, alle donne nell’Arte, alle danzatrici, alle artiste e a tutte le donne che leggono questo giornale on line vorrei dire che, per il semplice fatto di esistere, il “genere femminile” merita tutto l’anno la cortesia, l’attenzione e il riconoscimento che vengono loro tributati in questa giornata codificata. Desidero augurare a tutte voi di poter realizzare in piena libertà tutti i vostri progetti di vita e di lavoro; auguro la maggiore serenità e creatività per riuscire a porre in essere un mondo migliore che dia a tutti le stesse opportunità e possibilità di crescita, che offra libertà e giustizia a ogni essere umano. Vi auguro, anche, di poter offrire a piene mani la vostra dolcezza insieme alla determinazione, l’assertività, la comprensione e la solidarietà. Le donne hanno straordinarie potenzialità da usare in modo corretto, garbato e chiaro ...

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Le dichiarazioni di Luciana Savignano, Anna Maria Prina e Giuseppe Carbone a favore del Prof. Alberto Testa

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Giuseppe Carbone – Nel 1969 sono stato il primo a ricevere questo premio: è stato sicuramente un onore, anche perchè in Italia ero uno sconosciuto. Lavoravo in Germania e il Maestro Testa ha visto in me il talento, è stato lui ad invitarmi a Spoleto. Alberto ha fatto un lavoro straordinario: lui è stato in grado di dare il premio alle persone giuste, ai talenti, ai giovani. Ha avuto sempre moltissimo coraggio. Ora se ne va un pezzo di storia: il mio augurio più grande è che Daniele Cipriani possa avere il Maestro Testa al suo fianco. Di meglio, sicuramente, non potrà essere fatto nulla: Alberto Testa ha fatto un ottimo lavoro, che nessuno potrà mai dimenticare. Luciana Savignano – L’unica cosa che mi riserbo di dire è che sono molto dispiaciuta. Sono molto legata alla figura del Maestro Alberto Testa, sono stata a Positano in molte occasioni e la professionalità che l’ha sempre contraddistinto è immensa. Sono molto rattristata da quanto accaduto, posso soltanto dire questo. Anna Maria Prina – Il Maestro Testa è una persona eccezionale: ha l’immenso merito di aver fondato, sviluppato e portato avanti questo premio. E’ pur vero che i tempi cambiano ...

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Anna Maria Prina: dice la sua sulla querelle Cannito/Celentano riguardo Elisabetta Tearbust

Abbiamo raggiunto telefonicamente la Signora Anna Maria Prina, storica direttrice della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, per conoscere il suo punto di vista sul diverbio che ha visto protagonisti Luciano Cannito ed Alessandra Celentano all’interno della trasmissione Amici di Maria De Filippi. L’alterco, lo ripetiamo per i nostri lettori dell’ultima ora, nasce per “ragioni tecniche”, ovvero con il maestro Cannito che contestava alla collega Alessandra Celentano il principio per cui, una ballerina completa, deve essere in grado di eseguire i fouettés. Gli animi in studio si scaldano sempre più e Cannito, per avvalorare la propria tesi, porta ad esempio l’étoile Elisabetta Terabust affermando: “Perfino una grande artista come Elisabetta Terabust, una delle più grandi ballerine italiane, riusciva a fare al massimo 8 fouettés”  (la storia della danza vuole che l’eccellenza ne preveda 32). L’affermazione ha determinato l’intervento in trasmissione di Elisabetta Terabust che ha tenuto a precisare che lei era perfettamente in grado di eseguire quel virtuosismo.   Signora Prina, qual è la sua opinione su quanto accaduto in trasmissione? Secondo me Luciano Cannito è stato frainteso, non voleva certamente dire cose negative nei confronti della Terabust, è chiaro che i toni si amplificano perché è un momento in ...

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Anna Maria Prina: “la Danza è un’Arte meravigliosa con un grande potenziale, che solo in Italia viene trascurata e non considerata”

Una carriera dedicata interamente alla danza, un percorso di vita, come è iniziato e quando? Casualmente. Sono stata attratta dal Bando di Concorso d’Ammissione alla Scuola di Ballo affisso in via Cusani a Milano. Avevo 9 anni e dissi alla mia mamma che volevo andare “lì”. Fui bocciata all’esame d’ammissione, ma grazie alla mitica “sciura” Bianca (bidella affetta da elefantiasi e di corporatura piuttosto forte con cuore d’oro) entrai ugualmente al primo corso nel 1952. Più tardi scoprii dai documenti che ero stata bocciata perché avevo delle cicatrici sulle ginocchia, causate da cadute mentre giocavo a “rimpiattino”, dato che portavo sempre pantaloncini corti… Quali sono stati i momenti più duri nella Sua carriera di danzatrice? Devo dire che sono stata abbastanza fortunata. L’esempio che mi piace dare è che, finita la Scuola e dopo un anno di contratto, fui chiamata in direzione e mi fu porto un foglio dicendomi di firmare. Io firmai e misi in borsa la copia del foglio senza neppure guardarlo. Dopo un po’ mi capitò in mano e lo lessi…mi colpì la frasettina “contratto a tempo indeterminato”! Oggi non potrebbe più succedere! Due momenti duri sono stati: quando sono stata ferma per un ginocchio infortunato e ...

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