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76 anni di English National Ballet: l’eredità di Markova e Dolin

Nella storiografia coreutica occidentale, poche istituzioni incarnano la dialettica tra l’eccellenza accademica e la democratizzazione dell’arte tersicorea come l’English National Ballet. Ricorre il settantaseiesimo anniversario dalla fondazione del fondamento istituzionale di questo organismo, battezzato in origine London Festival Ballet. Era il 24 ottobre 1950 quando due giganti del XX secolo, Dame Alicia Markova e Sir Anton Dolin, diedero vita ad una creatura artistica destinata a mutare per sempre il panorama ballettistico britannico, avvalendosi dell’indispensabile mecenatismo e sostegno finanziario di Julian Braunsweg. Il nome di battesimo trasse la propria suggestione dall’imminente e fervido clima del Festival of Britain, proiettando sin dall’inizio l’istituzione verso una vocazione popolare e itinerante. Anton Dolin, assunto il ruolo di primo direttore artistico, plasmò la compagine come un ensemble strutturalmente votato alle tournée, capace di irradiare la purezza della grande tradizione classica sia capillarmente nel Regno Unito sia sui palcoscenici internazionali. Per comprendere la genesi di questa avventura occorre riavvolgere il nastro della memoria storica fino all’epopea dei Ballets Russes. Markova e Dolin ne erano stati luminosi astri sotto la carismatica guida di Sergej Djagilev; alla drammatica scomparsa dell’impresario russo e alla conseguente dissoluzione della celebre compagnia, fu Ninette de Valois a raccoglierne l’eredità ideale fondando nel ...

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Marianna Basso

Marianna Basso: “Posso solo credere a una dea che danza” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Il corpo come luogo di disciplina e di desiderio, la danza come spazio di libertà e di trasgressione, la ricerca della perfezione come possibile forma di prigionia. Sono questi alcuni dei temi al centro di Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento, lo spettacolo ideato da Luca Scarlini e firmato da Marianna Basso, che debutterà in prima assoluta il 15 ottobre 2026 alla Fonderia di Reggio Emilia. Ispirandosi a Mine-Haha di Frank Wedekind e alle vicende di alcune tra le più radicali protagoniste della danza moderna, la giovane autrice e coreografa costruisce un percorso che attraversa la memoria, l’immaginario e la storia del corpo danzante. Da Charlotte Bara ad Anita Berber, da Clotilde von Derp a Mary Wigman, emergono figure femminili che hanno messo in discussione le convenzioni estetiche e sociali, trasformando il proprio corpo in uno strumento di ricerca e di ribellione. In dialogo con la letteratura, la storia della danza e una ricerca scenica che intreccia coreografia, drammaturgia e arti visive, Marianna Basso ci accompagna alla scoperta di un’opera che interroga il confine tra libertà e costrizione, conformismo e individualità, disciplina e impulso vitale. Il 15 ottobre 2026 “Posso solo credere a una dea ...

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“Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento”

  Il 15 ottobre 2026 debutterà in prima assoluta alla Fonderia di Reggio Emilia Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento, la nuova creazione firmata dalla giovane autrice e coreografa Marianna Basso per Stazione Utopia di Firenze, a cura di Aldo Nolli, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con CCN/Aterballetto. Nata da un’idea di Luca Scarlini, la performance, inserita nella rassegna “Dance Playground” del Centro Corografico Nazionale Aterballetto, si ispira a Mine-Haha di Frank Wedekind. Sul palco Luca Scarlini, autore del racconto, le danzatrici Vitapia Motta, Linda Pasquini e la stessa Marianna Basso, che firma anche scene e costumi. Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Spartaco Cortesi e della mise en espace di Saverio Cona. Frank Wedekind, maestro del grottesco teatrale e precursore dell’Espressionismo, ha firmato nel 1900 un racconto perfetto: Mine-Haha, la storia di una misteriosa scuola in cui bambine e bambini vengono guidati verso una perfezione tecnica ineguagliabile, trasformando un luogo di apoteosi estetica in una spietata macchina di prigionia. Questa favola nera ha ispirato Dario Argento per il suo Suspiria, ambientato in una Tanzakademie a Friburgo teatro di orrori ...

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A Bologna tra pittura e danza con Roberto Bolle in Caravaggio

S’ispira al grande pittore Michelangelo Merisi, alla sua arte rivoluzionaria che ha saputo plasmare i corpi e giocare magistralmente con luci e ombre, oltre che alla sua storia biografica, il balletto Caravaggio: un tributo alla drammaticità e teatralità dell’artista milanese, per la prima volta in scena a Bologna per la Stagione di Danza del Teatro Comunale. Protagonista delle quattro rappresentazioni in programma al Teatro EuropAuditorium – giovedì 8 ottobre e venerdì 9 ottobre alle ore 20:30, sabato 10 ottobre alle ore 16 e alle 20:30 – l’étoile scaligera Roberto Bolle, che l’anno prossimo avrà una stella sulla Walk of Fame di Hollywood: ulteriore riconoscimento a consacrare la sua carriera internazionale e un legame con gli Stati Uniti che gli è valso l’appellativo di “étoile dei due mondi”. Nato nel 2008 per lo Staatsballett Berlin, lo spettacolo è firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti, nome di spicco nel panorama della danza contemporanea che è stato Direttore Artistico dell’Aterballetto e Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, oltre ad aver collaborato – tra gli altri – con l’English National Ballet, il New York City Ballet e il Balletto del Bolshoi. Insieme a Carlo Cerri, curatore delle scenografie e del disegno luci, ...

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The Great Silence di Dunja Jocić: la nuova MicroDanza di Aterballetto debutta al Festival Verdi

La danza incontra l’architettura, il patrimonio artistico e gli spazi della città in un’esperienza immersiva e ravvicinata. È questo il cuore delle MicroDanze del Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto, progetto che il 9 ottobre 2026 celebra il quinto anniversario dal debutto e che torna protagonista al Festival Verdi di Parma con una nuova creazione firmata dalla pluripremiata coreografa e regista Dunja Jocić. The Great Silence, commissionata dal Festival Verdi del Teatro Regio di Parma, debutterà in prima assoluta il 9 ottobre e sarà replicata l’11 ottobre, inserendosi in un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi della città. Il pubblico sarà accompagnato in un percorso composto da cinque MicroDanze, concepite per dialogare con gli spazi che le ospitano. L’esperienza prende avvio a Palazzo Marchi con Soft P. di Diego Tortelli, per proseguire alla Biblioteca di San Giovanni con Near Life Experience di Angelin Preljocaj. Gli spettatori si divideranno quindi in due gruppi: uno raggiungerà la Pinacoteca Stuard per Afterimage di Philippe Kratz, l’altro la Sala delle Colonne del Chiostro della Fontana per Platform02 di Ina Lesnakowski. I due gruppi si riuniranno poi per Eppur si muove di Francesca Lattuada, prima di convergere al Ridotto del Teatro Regio, dove andrà ...

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La nuova Stagione Danza 2027 del Teatro Ponchielli di Cremona

  Otto spettacoli, alcune tra le realtà più prestigiose della scena italiana e internazionale e un programma capace di attraversare linguaggi, stili e sensibilità differenti: è Stagione Danza 2027 del Teatro Ponchielli, un percorso che porta sul palcoscenico la forza, l’energia e la contemporaneità della grande danza. La rassegna propone un cartellone articolato e prestigioso, con la prima italiana della Sao Paulo Dance Company e una prima assoluta con la Compagnia Virgilio Sieni e lo Stauffer String Ensemble, formazione d’archi nata in seno all’Accademia Stauffer di Cremona. In cartellone la presenza dell’Accademia Teatro alla Scala testimonia il valore della formazione e della grande tradizione coreutica italiana, mentre Aterballetto e MM Contemporary Dance Company rappresentano alcune delle realtà più significative della danza contemporanea italiana. Il respiro internazionale della stagione si amplia con la Hofesh Shechter II, espressione di una danza fisica, intensa e fortemente riconoscibile, con la ricerca coreografica della Compagnie Maguy Marin, con la prestigiosa Comédie de Genève e con l’energia della São Paulo Dance Company, una delle principali realtà della danza brasiliana. La nuova Stagione di Danza si propone come un percorso attraverso linguaggi e sensibilità differenti, capace di unire la forza della tradizione alla libertà della ricerca contemporanea. ...

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La Stagione 2026/2027 del Teatro Morlacchi di Perugia

Il Direttore del TSU Nino Marino: «La nuova Stagione del Teatro Morlacchi nasce dal desiderio di immaginare un teatro capace di tenere insieme mondi diversi: grandi interpreti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, classici, teatro di regia, nuove scritture, spettacoli tratti da importanti opere letterarie, danza, teatro civile. Linguaggi differenti che convivono senza gerarchie, mettendo in dialogo pubblici ed esperienze diverse. In un tempo in cui tutto tende a separarci e semplificarci, il teatro continua a essere uno dei pochi luoghi dove le persone possono ancora vivere qualcosa insieme, nello stesso spazio e nello stesso momento. Per questo il Morlacchi prova a essere un teatro aperto, popolare e contemporaneo. Accanto alla prosa, la danza occupa uno spazio sempre più centrale attraverso esperienze internazionali che intrecciano corpo, immagine, musica e nuove forme della scena, trasformando il palcoscenico in un luogo di immersione e scoperta. Il Teatro Ridotto si conferma invece spazio di prossimità e sperimentazione, dedicato all’incontro diretto tra artisti e spettatori. Ci sarà inoltre una nuova edizione di “Perché non ballate?”, rassegna diventata negli anni un punto di riferimento per osservare le nuove traiettorie della danza. Più che una successione di spettacoli, la prossima sarà una Stagione pensata per ...

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Aterballetto annuncia la nuova edizione di “Dance Your Time”

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto è lieta di annunciare l’edizione 2026 di Dance Your Time, un progetto innovativo che mira a valorizzare giovani danzatori emergenti e a promuovere la loro inclusione nel mondo del lavoro. Il percorso si pone l’obiettivo di offrire ai partecipanti strumenti tecnici necessari ad approfondire la conoscenza dei linguaggi del movimento e della danza contemporanea, attraverso lezioni, incontri e field projects, mettendo a confronto e disposizione conoscenze, competenze ed esperienze artistiche utili ad arricchire la riflessione e a potenziare gli strumenti con l’obiettivo di ampliare a specializzare il bagaglio tecnico e attitudinale dei giovani ballerini che si confrontano con il mondo del lavoro. La figura in esito al percorso sarà in grado di adottare diversi stili di danza contemporanea, adeguando alla tecnica la propria creatività per gestire spazi di espressione non teatrali, anche non convenzionali o mediati dalla tecnologia. Sarà in grado di confrontarsi con produzioni formate da piccoli e grandi ensemble, e con un’attenzione specifica ai processi di messa in scena in relazione ai luoghi e alle diverse forme di pubblico. Il progetto, di complessive 150 ore, si struttura in 3 moduli realizzati con modalità attive e di coinvolgimento. Sono Moduli del progetto: • ...

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Caracalla Danza 2026: la danza contemporanea incontra il fascino eterno delle Terme

Dal 26 giugno al 5 luglio 2026 le Terme di Caracalla tornano a trasformarsi in uno dei palcoscenici più suggestivi d’Europa con la nuova edizione di Caracalla Danza, il festival promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma in collaborazione con il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto. Un appuntamento che negli ultimi anni ha saputo affermarsi come uno degli eventi più importanti della programmazione culturale romana, capace di unire creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio archeologico. L’edizione 2026 si apre con una novità assoluta: un’esperienza immersiva site specific ideata dal coreografo Diego Tortelli, che dal 26 al 28 giugno accompagnerà il pubblico attraverso percorsi inediti e spazi nascosti del complesso monumentale. Dal 30 giugno al 5 luglio, invece, il festival tornerà sul celebre Specchio d’Acqua, installazione scenica inaugurata nel 2024 e ormai diventata simbolo della manifestazione. Un festival che dialoga con il paesaggio archeologico Caracalla Danza nasce dall’idea di costruire un rapporto autentico tra corpo, movimento e spazio monumentale. Un progetto che, come sottolinea la soprintendente Daniela Porro, punta a offrire “linguaggi contemporanei capaci di dialogare con l’identità storica e monumentale della città”. Nelle passate edizioni, le immagini dei danzatori riflessi nello Specchio d’Acqua al tramonto hanno fatto il giro del mondo, ...

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A Bologna la storica Carmen con la coreografia di Amedeo Amodio

È una rilettura in chiave classica e metateatrale del celebre racconto di Prosper Mérimée sulle musiche dell’omonima opéra-comique di Georges Bizet (1875) il secondo titolo della Stagione Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna: Carmen, balletto in due atti proposto nella versione storica ma ancora incredibilmente attuale firmata dal coreografo Amedeo Amodio. Tra i maggiori esponenti italiani dell’arte coreutica del nostro tempo, – e per questo premiato nel 2025 con la Medaglia della Camera dei Deputati – Amodio è protagonista di una lunga collaborazione, fin dagli anni Settanta, con la Fondazione lirico-sinfonica felsinea. Ideato nel 1995 per Aterballetto – compagine emiliana plasmata alla nascita dallo stesso coreografo –, lo spettacolo è proposto sabato 23 maggio alle ore 20.30 e domenica 24 maggio alle ore 16 al Comunale Nouveau di Bologna nella versione recuperata nel 2017 da Daniele Cipriani Entertainment, che riporta in vita anche i costumi e le scene di Luisa Spinatelli, complice del coreografo nella costruzione di uno spazio scenico essenziale e simbolico, mentre il disegno luci è di Alessandro Caso. Protagonisti il Corpo di ballo del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Paolo Paroni, impegnata nell’esecuzione dal ...

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