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I grandi coreografi nella storia della danza: Leonid Lavrovskij

Nella storia del balletto del Novecento esistono figure che hanno trasformato la tecnica e altre che hanno cambiato il modo stesso di concepire il teatro. Leonid Michajlovič Lavrovskij appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. La sua arte non cercava l’effetto virtuosistico fine a sé stesso, ma la forza della narrazione, la profondità psicologica dei personaggi e la capacità della danza di diventare autentico linguaggio drammatico. Con lui il balletto smette di essere soltanto una raffinata successione di passi e diventa un racconto vissuto, dove ogni gesto possiede un significato e ogni movimento contribuisce a costruire l’emozione della scena. Lavrovskij concepiva il coreografo come un regista della danza. Ogni dettaglio della costruzione scenica era studiato per dare coerenza al racconto: la disposizione dei danzatori, il rapporto con la musica, la gestualità, la pantomima e persino i silenzi scenici si fondevano in una scrittura coreografica di straordinaria eleganza. Nulla appariva decorativo o casuale. Ogni elemento aveva il compito di accompagnare lo spettatore all’interno delle passioni, dei conflitti e delle fragilità umane. La sua cifra artistica trovò la più alta espressione nell’incontro con la musica di Sergej Prokof’ev. Il suo Romeo e Giulietta rappresentò una svolta epocale nella storia del balletto, dimostrando ...

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Addio a Dulce Wohner, pioniera del balletto cubano

Con la scomparsa di Dulce Wohner, poi conosciuta come Dulce Anaya, il mondo della danza perde una delle protagoniste della generazione che contribuì alla nascita e all’affermazione della scuola cubana di balletto. Nata a L’Avana il 26 dicembre 1931 e scomparsa a Jacksonville il 13 luglio 2026, ha dedicato l’intera vita all’arte coreutica, distinguendosi sia come interprete sia come apprezzata insegnante, lasciando un’eredità destinata a vivere attraverso i suoi allievi e la storia del balletto internazionale. La sua carriera attraversò alcuni dei momenti più importanti della danza del Novecento: dagli esordi accanto ad Alicia, Fernando e Alberto Alonso alla consacrazione nei maggiori teatri europei, fino alla lunga attività didattica negli Stati Uniti, dove formò nuove generazioni di danzatori. Nata come Dulce Wohner Ventayol nei pressi dell’Avana, era figlia di un pianista di origine austriaca stabilitosi a Cuba e di un’insegnante cubana. L’ambiente familiare favorì sin dall’infanzia la sua inclinazione artistica e la indirizzò verso lo studio della danza classica. La sua formazione ebbe inizio presso la prestigiosa Sociedad Pro-Arte Musical, la più importante istituzione cubana dedicata alla diffusione della cultura musicale e coreutica prima della rivoluzione. Qui studiò inizialmente sotto la guida del maestro bulgaro Georges Milenoff, figura fondamentale nella ...

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Arte e destino di Vaslav Nijinsky: l’istante dell’eternità

Nella storia della danza esistono figure che appartengono pienamente al loro tempo e altre che sembrano provenire da una regione più rara dell’esperienza artistica, dove il talento si mescola al mistero e alla fragilità. Tra queste ultime si colloca Vaslav Nijinsky, una delle presenze più enigmatiche e folgoranti del balletto del Novecento, un interprete che trasformò il movimento in un linguaggio quasi metafisico e la scena in un luogo di rivelazione. Nato il 12 marzo 1889 a Kiev, Nijinsky crebbe all’interno di una famiglia di danzatori itineranti. Il teatro fu per lui un ambiente naturale prima ancora che una scelta. Il bambino fragile e silenzioso mostrò presto una sensibilità fuori dal comune, accompagnata da una disciplina fisica straordinaria. Quando entrò alla Scuola Imperiale di Balletto a San Pietroburgo, gli insegnanti compresero quasi immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa di eccezionale. Non si trattava soltanto di una tecnica impeccabile, ma di una qualità scenica difficilmente definibile: Nijinsky sembrava abitare la danza con una concentrazione assoluta, come se ogni gesto fosse parte di un rito antico. I contemporanei rimasero soprattutto colpiti dalla sua capacità nel salto. Molti raccontarono di aver avuto l’impressione che il suo corpo sfidasse la gravità, che il tempo ...

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