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Il maître de ballet Alberto Montesso “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite mort di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Il London Coliseum, perché ormai era diventato casa! Abbiamo fatto così tanti spettacoli con l’English National Ballet che, quando arrivavo al mattino, avevo davvero la sensazione di tornare a casa. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Ce ne sarebbero davvero molti! Ultimamente, però, mi sto appassionando ai libri di Gianluca Gotto. In particolare, il primo che ho letto, e che mi ha letteralmente rapito la fantasia, è Succede sempre qualcosa di meraviglioso. Secondo me, c’è davvero tutto: azione, una storia d’amore e avventura! Quale film trasformeresti in un balletto? Un film, che è anche un libro, che mi piacerebbe molto coreografare è Lasciami entrare. Racconta la storia di amicizia tra un adolescente e una ragazza–vampiro e affronta temi molto attuali, come il bullismo e la sociopatia. Credo che sarebbe davvero interessante trasformarlo in un balletto. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Uno solo sarebbe un po’ riduttivo… Al primo posto, però, metterei sicuramente quello di Mercuzio; poi, senza dubbio, quello di In the ...

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Il direttore e coreografo Eric Gauthier “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Grand Finale di Hofesh Shechter. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Theaterhaus Stuttgart. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? Il signore delle mosche. E quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Annie. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Mercuzio nella versione di Cranko. A quale colore associ la danza? A tutti. Che odore ha la danza? Di duro lavoro, di sudore! Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Romeo e Giulietta (Prokof’ev). Quale film di danza consideri imperdibile? West Side Story. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Marcia Haydée e Mikhail Baryshnikov. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il balancé. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Romeo. Chi consideri il più grande genio coreografico di tutti i tempi? John Cranko e William Forsythe. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Vuoi ballare? In tre ...

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“Don Quichotte” di José Martínez al Teatro Massimo

A distanza di secoli dalla sua creazione, la figura di Don Chisciotte continua a imporsi come fonte inesauribile di suggestioni, un archetipo che continua a ispirare artisti, coreografi e registi. Il cavaliere di Cervantes, sospeso tra la nobiltà del sogno e la durezza della realtà, abita ancora oggi l’immaginario collettivo come simbolo di libertà creativa e lotta contro la grettezza. In questo solco di vitalità la Fondazione Teatro Massimo di Palermo presenta il debutto del nuovo allestimento del balletto Don Quichotte, in programma da domenica 29 marzo (ore 20:00) al 4 aprile, frutto di una coproduzione internazionale con l’Opéra National de Bordeaux, dove lo spettacolo sarà presentato dal 30 giugno al 10 luglio, un progetto che consolida la vocazione europea della Fondazione. A firmare la coreografia è José Martínez, attuale direttore del Ballet de l’Opéra di Parigi, che propone una rilettura fedele ma dinamica del classico di Marius Petipa sulle musiche di Aloisius Ludwig Minkus. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo torna a dirigere Mojca Lavrenčič, reduce dalla recente vittoria del prestigioso concorso parigino “La Maestra”. L’allestimento si avvale delle scene di Antonella Conte, luci di Bruno Ciulli e costumi di Mario Celentano, pensati per trasportare il pubblico in una ...

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La magia di un classico senza tempo al Brancaccio di Roma

Un capolavoro immortale torna a nuova vita nella Città Eterna. Lo Schiaccianoci approda a Roma in una versione inedita e visionaria firmata da Alessia Gatta e Manuel Paruccini: un’audace rilettura che intreccia linguaggi contemporanei e neoclassici, arricchita dal passo a due finale realizzato seguendo la coreografia originale classica. In una città come Roma, da sempre crocevia tra passato e futuro, danza contemporanea e neoclassica si fondono in uno spettacolo dal forte impatto visivo ed emotivo, dove la tradizione si rinnova e la modernità affonda le proprie radici nella memoria collettiva. Nella loro interpretazione, Gatta e Paruccini trasformano Lo Schiaccianoci in una figura nuova e potente: un aviatore, simbolo di libertà e slancio, l’immagine che accompagnerà Clara nel suo viaggio e la porterà, metaforicamente, in giro per il mondo. Accanto a lui, il personaggio di Drosselmeyer assume un valore profondo: non più solo il misterioso artefice dell’incanto, ma emblema della casa e della famiglia, del luogo affettivo da cui tutto parte e a cui tutto inevitabilmente ritorna. La notte di Natale, Clara e la sua famiglia si recano in un luna park abbandonato. Per un prodigio inatteso, il parco riprende vita, riaccendendo luci, attrazioni e desideri sopiti. Ha così inizio un ...

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Il Direttore artistico Eugenio Buratti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle somewhat elevated. Il Teatro del cuore? Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Il gabbiano Jonathan Livingstone. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Seven. Il costume di scena indossato che hai preferito? Liqueurs de chair di Angelin Preljocaj. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? La zagara. La musica più bella scritta per balletto? Boléro. Il film di danza irrinunciabile? Due vite una svolta. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Gelsey Kirkland. Il tuo “passo di danza” preferito? Renversé. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Il mago di Oz. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Mats Ek. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Passione, resilienza e rispetto. Come ti vedi oggi allo specchio? In missione. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Ricordando Carla Fracci: il 20 agosto nasceva una leggenda

Il 20 agosto 1936 nasceva a Milano Carla Fracci, la ballerina che trasformò ogni palco in poesia. Figlia di un tranviere e cresciuta tra semplicità e disciplina, divenne il volto eterno del balletto italiano, portando Giselle, Romeo e Giulietta, La Sylphide nei teatri di tutto il mondo. Carla non danzava solo con il corpo, ma con l’anima. Con lei, la danza non era esibizione, ma trasfigurazione emotiva: ogni gesto diventava racconto, ogni silenzio, vertigine. È stata musa, maestra, direttrice, ambasciatrice dell’arte e dell’eleganza. Ha danzato accanto a Nureyev e Baryshnikov, ma anche tra la gente, nelle periferie, dove l’arte serve davvero. Sempre con umiltà, sempre con rigore. Nel giorno della sua nascita, la ricordiamo non solo per ciò che ha fatto, ma per come lo ha fatto: in punta di piedi, ma lasciando tracce profonde. A Carla Fracci Danzavi lieve, come luce, tra il silenzio e la musica, e ogni passo raccontava la grazia fragile dell’anima. Non erano solo movimenti, ma sogni sospesi nell’aria, un battito, un respiro, la bellezza che si fa poesia. Carla, il tuo nome resta dove il sipario non cala mai: nelle punte, nelle note, nei cuori di chi ti ha ammirata. E quando una ballerina ...

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La prima ballerina Rachele Buriassi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Wings of wax di Kylian. Il Teatro del cuore? Tutti i teatri dove ballo mi rimangono nel cuore. Un romanzo da trasformare in balletto? Tutti i migliori sono già stati fatti. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il pianista. Il costume di scena indossato che hai preferito? La Dama delle Camelie. Quale colore associ alla danza? Rosso. Che profumo ha la danza? Il profumo che associo alla danza è quello dei teatri, del legno, delle punte e dei costumi. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? White nights. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Baryshnikov e Makarova. Il tuo “passo di danza” preferito? Tutti i grandi salti. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Kitri. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Cranko. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie, Le direi grazie! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Sacrificio, persistenza, amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Una ballerina felice, libera e soddisfatta. ...

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Dentro la Danza: #DUEDIPICCHE – #COPPIE – #TRIO – #DIMISSIONI

La rubrica del giornaledelladanza.com, Dentro la Danza, è un mix di notizie a volte importanti altre piccanti, divertenti, raccontate con ironia e leggerezza per svelare cosa avviene dietro le quinte del mondo della danza e del balletto. Anche i nostri lettori possono diventare protagonisti delle news del giornale scrivendoci all’indirizzo mailto:redazione@giornaledelladanza.com specificando nell’oggetto Dentro la Danza e raccontandoci in anteprima le indiscrezioni di cui sono a conoscenza.     #DUEDIPICCHE Nella vita può capitare ad ognuno di noi di ricevere un due di picche che può essere di varia natura. L’ultima vittima di un celebre due di picche è stata la ballerina Rossella Brescia. Pare che la Brescia si sia recata al Teatro dell’Opera di Roma per assistere alla prima del Don Chisciotte, versione Baryshnikov rimontato dalla Hilaire. Ed è proprio nel teatro capitolino che è avvenuto il fattaccio. Rossella ha intravisto in platea il grande Baryshnikov, un suo mito, e non ha resistito a chiedergli una foto. Peccato che però si sia sentita rispondere un secco NO!   #COPPIE Si fanno sempre più insistenti le voci di un riavvicinamento tra il ballerino Stefano De Martino e la ex moglie Belen Rodriguez. De Martino ha da poco ripreso il suo impegno nel ...

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Buon compleanno, Carla Fracci! [ESCLUSIVA GIORNALE DELLA DANZA]

“A 21 anni feci il celebre Pas de quatre con la Chauviré, la Schanne, la meravigliosa Markova: quest’ultima aveva 47 anni e mi sembrava matura. Mi chiesero: Fracci, vorrebbe anche lei danzare fino a questa età? Io, senza alcun dubbio, risposi: Beh, ma queste sono le eccezioni…E invece, poi…eccomi qua!” La voce delicata, pacata, come sempre. Parole misurate, ma estremamente efficaci, dirette, ricche di ricordi che segnano. Proprio come lei. Carla Fracci, la signora della danza, italiana e internazionale, che il 20 agosto compie 80 anni. Una vita dedicata a questa sublime disciplina che mai, mai riuscirà a lasciare. E che continua a tenere estremamente viva. Il segreto? Probabilmente non lo conosceremo mai: tanti, infatti, sono gli ingredienti di cui si è nutrita la signora della danza. La costanza, il duro lavoro e la passione, prima di tutti. E il desiderio di osare, di portare la danza al di là dei teatri storici, il desiderio di condivisione. E la voglia di non fermarsi mai. Non solo la signora della danza, ma l’instancabile signora della danza. A qualche settimana dal suo compleanno, ha infatti ballato alla Versiliana, nelle vesti della Regina Thalassa in Shéhérazade e le mille e una notte con ...

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