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Tag Archives: Cajkovskij

Il danzatore Nicola Di Vico “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? L’Opéra di Parigi. Un romanzo da trasformare in balletto? La Bella e la Bestia di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La La Land diretto da Damien Chazelle. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume del principe Siegfried nel Lago dei cigni. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Ha il profumo di ciò che non si può afferrare: un attimo che passa e rimane. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Entrechat Six. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi personaggi del balletto? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Che la sua arte è disciplina prima che ispirazione. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Costanza, precisione, responsabilità. Come ti vedi oggi allo specchio? Una ...

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L’eleganza giapponese di uno “Schiaccianoci” zen a Tokyo

Nel silenzio sospeso del New National Theatre di Tokyo, la musica di Čajkovskij non esplode in un tripudio natalizio, ma si distende come un respiro antico, lieve e controllato. È l’anima del nuovo Nutcracker firmato Yoshida Kazuko, la produzione che chiude il 2025 con un’eleganza tanto essenziale quanto visionaria. Questa nuova interpretazione nasce da un principio tanto semplice quanto radicale: eliminare il superfluo. Yoshida non cerca l’incanto attraverso il fasto, ma attraverso la sottrazione. Le scenografie — ideate da Sakurai Naoya— evocano l’arte ukiyo-e, le stampe giapponesi del periodo Edo, trasformando lo spazio scenico in una tela di luce e ombra. Sul fondale, un albero di ciliegio stilizzato si schiude lentamente come un ideogramma che respira. I costumi, in seta grezza e tonalità naturali, richiamano il kimono tradizionale, ma con linee astratte e geometriche. Ogni colore è un suono, ogni tessuto un respiro della musica. “Lo Schiaccianoci non è solo una fiaba natalizia,” spiega Yoshida. “È la storia di un risveglio interiore, di una bambina che scopre la grazia nel gesto più piccolo. In questo senso, è molto vicino alla sensibilità giapponese.” La coreografia, frutto di una lunga ricerca sul movimento minimale, si basa su un principio zen: l’essenza si ...

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Il Natale ha da sempre ispirato il mondo del balletto

Ogni anno, quando le luci si accendono sulle città e il profumo di cannella riempie l’aria, i teatri di tutto il mondo si preparano a un appuntamento irrinunciabile: il balletto di Natale. 
E, quasi sempre, il sipario si apre sulle note scintillanti dello Schiaccianoci. 
Ma se Čajkovskij resta l’indiscusso re delle feste, la danza offre un universo di storie incantate e atmosfere fiabesche che meritano di condividere la scena natalizia. Lo Schiaccianoci è più di un balletto: è un rito collettivo. Ogni sua replica celebra la meraviglia dell’infanzia e la forza del sogno. Ma anche altre opere del repertorio classico sanno evocare lo stesso incanto. La Bella Addormentata, ad esempio, con le sue fate, i palazzi dorati e le musiche sontuose, è una festa per gli occhi e per l’anima. Oppure Coppélia, che porta in scena automi, burle e un amore giovane e leggero, restituendo al pubblico la gioia pura del movimento. Il periodo natalizio si presta naturalmente ai toni fiabeschi, ma anche alla nostalgia e alla poesia. 
Cenerentola di Prokof’ev, con la sua storia di riscatto e trasformazione, incarna alla perfezione il senso del Natale: la speranza che, dopo la notte più buia, arrivi una nuova luce. 
E poi ...

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Lo Schiaccianoci illumina il Nevada Ballet Theatre a Las Vegas

A dicembre, quando le luci di Las Vegas si accendono come un firmamento artificiale, la città del gioco e dello spettacolo svela il suo lato più poetico: il balletto. Dal 13 al 28 dicembre 2025, il Nevada Ballet Theatre torna nella magnifica Reynolds Hall del The Smith Center for the Performing Arts con una nuova edizione dello Schiaccianoci, firmata nel segno di George Balanchine. Una produzione sontuosa e raffinata, che coniuga la tradizione natalizia del balletto classico con l’inconfondibile energia visiva di Las Vegas. Questa versione dello Schiaccianoci non rinnega la struttura originale — la festa, la battaglia dei topi, la danza della neve e il viaggio nel Regno dei Dolci — ma la reinterpreta con la sensibilità di una città abituata a reinventare lo stupore. Le scenografie e i costumi, ispirati all’Art Deco americano degli anni ’30, giocano con la luce e il colore come fossero parte di un grande spettacolo cinematografico. 
Proiezioni digitali, effetti visivi e giochi di prospettiva amplificano l’incanto della musica di Čajkovskij, creando un’esperienza che va oltre il palcoscenico: un sogno immersivo e multisensoriale. “Volevamo che il pubblico vivesse la magia del balletto con lo stesso entusiasmo con cui Las Vegas vive lo spettacolo,” racconta ...

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Lo Schiaccianoci: un’analisi delle coreografie internazionali

Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, dal suo debutto nel 1892 a San Pietroburgo, ha assunto nel tempo forme coreografiche straordinariamente diverse. Ogni paese, compagnia e coreografo ha reinterpretato il balletto adattandolo alle tradizioni locali, al pubblico e alle tendenze artistiche. Analizzare queste versioni offre uno sguardo unico sulle molteplici possibilità di interpretazione di uno stesso classico. 1. Versione russa: la tradizione classica Coreografi principali: Marius Petipa e Lev Ivanov (originale 1892), versioni di Aleksandr Gorskij, Fyodor Lopukhov, Vasilij Vainonen, Jurij Grigorovič, Nikolaj Tsiskaridze Stile: Classico accademico rigoroso, linee pulite, grande attenzione alla tecnica dei passi, variazioni tradizionali per il corps de ballet. Caratteristiche distintive: Clara è spesso una bambina sul palco, ma la precisione dei movimenti rimane alta. Le scene del regno dei dolci e della battaglia dei topi sono grandiose, con scenografie elaborate. Coreografie fedeli al libretto originale, con qualche aggiunta di virtuosismi contemporanei. Esempio: Il Bolshoi e il Mariinsky mantengono il repertorio quasi intatto, enfatizzando l’aspetto fiabesco e la purezza della danza classica. 2. Versione americana: spettacolo e teatralità Coreografi principali: George Balanchine (New York City Ballet, 1954), Peter Martins, Mikhail Baryshnikov Stile: Classico con influenze neoclassiche, forte enfasi sulla musicalità e sul ritmo. Caratteristiche distintive: La storia è resa ...

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Successo per “L’arte di Marinel Stefanescu” [Recensione]

A due anni dalla scomparsa di Marinel Stefanescu, il Teatro Valli di Reggio Emilia è tornato a farsi luogo di memoria, celebrazione e rivelazione con una serata che più che un galà si è rivelata un atto d’amore: L’arte di Marinel Stefanescu. Un titolo semplice, quasi pudico, dietro cui si nasconde un universo complesso, fatto di poesia coreografica, onestà artistica e una visione della danza come missione umanistica. La manifestazione con la consegna dei Premi intitolati al Maestro, frutto della collaborazione tra Nicoletta Stefanescu, Elena Casolari, Rezart Stafa, il Comune di Reggio Emilia e la Fondazione I Teatri, ha avuto il privilegio della supervisione di Liliana Cosi, compagna d’arte e di vita creativa di Stefanescu, anima di un sodalizio che ha segnato la storia della danza italiana dagli anni Ottanta ad oggi. La sua presenza nel palco di proscenio – figura luminosa, discreta, quasi sacrale – ha aggiunto alla serata una dimensione affettiva impossibile da descrivere senza commozione. Il Foyer: la pittura come preludio al gesto Già nel foyer, l’accoglienza del pubblico è avvenuta nel segno di Stefanescu pittore. Una piccola ma significativa selezione di quadri, scelti con cura quasi filologica, ha introdotto agli echi cromatici che nelle sue coreografie ...

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Svelati i cast della “Bella” alla Scala dedicata a Giorgio Armani

Proprio alla Scala Nureyev affidò, nel 1966, il debutto della sua Bella: a sessant’anni da quella prima assoluta a sei anni dalle precedenti recite torna in scena alla Scala, nello sfarzoso allestimento del premio Oscar Franca Squarciapino creato per la Scala nel 1993. Tredici recite, dal 18 dicembre al 13 gennaio, più la consueta Anteprima Giovani il 17 dicembre e con la recita di apertura del 18 dicembre dedicata a Giorgio Armani, il Corpo di Ballo scaligero diretto da Frédéric Olivieri si appresta a inaugurare la nuova Stagione di Balletto con uno dei titoli più amati e ardui del grande repertorio, che potrà far risplendere nei tanti ruoli in evidenza, i solisti e gli artisti delle danze di insieme, i protagonisti che tornano a ricoprire i ruoli principali e quelli che li affronteranno per la prima volta. Il cast di apertura vedrà in scena Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko nei ruoli di Aurora e del Principe Désiré (che ricopriranno anche il 31 dicembre e il 3, 7 e 10 gennaio). Doppio debutto per Alice Mariani e Navrin Turnbull (il 21 dicembre, poi il 2 e l’8 gennaio, ma che saranno anche in scena il 17 dicembre, per l’Anteprima Giovani). Sarà ...

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Il Festival Ballet Theatre incontra Lo Schiaccianoci

A sud di Los Angeles, dove le palme si piegano verso l’oceano e l’aria profuma di agrumi, dicembre non porta neve ma luce. È in questo scenario che il Festival Ballet Theatre riporta sul palco del Irvine Barclay Theatre il suo Nutcracker 2025 — una produzione che fonde la tradizione del balletto classico con l’anima solare e cinematografica della California. Dal 6 al 24 dicembre 2025, il pubblico potrà assistere ad uno Schiaccianoci che parla la lingua dell’incanto, ma anche quella del sogno americano: audace, colorato, poetico e accessibile a tutte le età. Fondata nel 1988 da Salwa Rizkalla, ex ballerina dell’Opera del Cairo e direttrice artistica della compagnia, la produzione natalizia del Festival Ballet Theatre è diventata negli anni un appuntamento simbolo per la comunità artistica dell’Orange County. 
Ma il 2025 segna un punto di svolta: nuove coreografie, un cast misto di professionisti internazionali e giovani talenti, e un impianto visivo completamente aggiornato grazie alla collaborazione con artisti digitali della Chapman University. “Vogliamo che i bambini di oggi vedano in questo balletto qualcosa che li riguarda davvero — non solo un sogno di ieri, ma una promessa di domani”, spiega Rizkalla. Il nuovo allestimento gioca con la luce californiana. ...

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Il sogno di Clara nello Schiaccianoci del Joffrey Ballet

C’è un profumo di neve e caramello nell’aria di Chicago quando il sipario del Lyric Opera House si apre sullo Schiaccianoci più americano che esista. Nel dicembre 2025, il Joffrey Ballet celebra il decimo anniversario della celebre produzione di Christopher Wheeldon, e lo fa con lo stile che ha reso questa compagnia una delle più visionarie degli Stati Uniti: eleganza classica, innovazione scenica e una profonda capacità di raccontare la contemporaneità attraverso la tradizione. Non siamo nella consueta sala borghese della Germania ottocentesca, ma nel cantiere della Chicago World’s Fair del 1893: un luogo di sogni, speranze e progresso. Clara non è più una bambina aristocratica, bensì la figlia di un’artista immigrata che lavora alla costruzione dei padiglioni. Il suo Schiaccianoci non è un principe di corte, ma un simbolo di coraggio e rinascita, capace di trasformare la dura realtà in fantasia luminosa. Le scenografie firmate da Julian Crouch e le proiezioni digitali della designer Basil Twist creano un paesaggio visivo mozzafiato: lanterne sospese, torri di cristallo, turbine di neve che danzano come creature vive. “Abbiamo voluto restituire la magia dell’America che sognava di costruire il futuro,” spiega Wheeldon. “Ogni passo di danza è un atto di speranza.” La coreografia ...

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Lo Schiaccianoci: un universo di fantasiosi libri da scoprire

Quando si pensa a Lo Schiaccianoci, la mente corre subito alla musica di Čajkovskij, ai tutù svolazzanti e alla magia dell’inverno. Ma al di là del teatro, questo balletto iconico ha generato un vero e proprio filone editoriale che attraversa generazioni e fasce d’età, trasformando una favola in un patrimonio di libri straordinariamente variegato. Il fascino di Lo Schiaccianoci non si limita alla danza: la storia del giovane Clara, il magico Schiaccianoci e la lotta contro il Re dei Topi offre un terreno fertile per raccontare sogni, musica, coreografie e tradizione. Da qui nasce un fenomeno editoriale unico, che spazia tra: Libri illustrati e adattamenti per bambini, che trasformano il balletto in racconto accessibile; Guide artistiche e saggistiche, che esplorano musiche, costumi e coreografie; Memoir e testimonianze di ballerini, che raccontano l’esperienza vissuta sul palco; Versioni interattive e board-book, per i più piccoli, con illustrazioni ispirate alle scenografie dei grandi teatri. Il balletto, quindi, diventa un ponte tra narrazione, cultura e pratica artistica, offrendo a ogni lettore una prospettiva diversa. Tra i titoli più interessanti emergono: “A Child’s Introduction to the Nutcracker” di Heather Alexander: un libro illustrato che introduce bambini e ragazzi alla storia, ai costumi e alla coreografia, ...

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