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Tag Archives: Christos Papadopoulos

Christos Papadopoulos torna al Romaeuropa Festival con Landless

Prosegue il percorso di collaborazione tra il Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi, e il coreografo greco Christos Papadopoulos, artista tra i più interessanti della scena contemporanea internazionale. Dopo il debutto al Festival nel 2016 con Elvedon e i successivi successi di Mycelium, presentato al Teatro dell’Opera di Roma per l’inaugurazione dell’edizione 2024, e di My Fierce Ignorant Step, in scena nel 2025 all’Auditorium Parco della Musica, Papadopoulos torna alla quarantunesima edizione del Festival con ** Landless **. Lo spettacolo, in programma dal 18 al 20 settembre al Teatro Vascello, è presentato nell’ambito del programma realizzato con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels e porta la ricerca dell’artista greco in una dimensione ancora più intima e radicale. Un solo corpo in scena, quello del danzatore Georgios Kotsifakis, diventa il centro di un’indagine sullo spazio, sul movimento e sulla possibilità stessa di reinventare il gesto. Landless, letteralmente “senza terra”, suggerisce già nel titolo l’idea di uno spazio che non è dato, ma che nasce e si modifica attraverso il corpo che lo attraversa. La performance si sviluppa così come la costruzione progressiva di un paesaggio immaginario. Papadopoulos porta al vertice il minimalismo che caratterizza la sua scrittura coreografica, concentrandosi sui ...

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Torinodanza Festival - Christos Papadopoulos: “My Fierce Ignorant Step”

Torinodanza Festival 2026: Christos Papadopoulos torna a Torino con “My Fierce Ignorant Step”

Il Torinodanza Festival si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della nuova edizione. Il 12 settembre 2026 segna il ritorno a Torino del coreografo greco Christos Papadopoulos, tra le figure più autorevoli della danza contemporanea europea, che presenterà My Fierce Ignorant Step, una creazione intima e profondamente personale. Con My Fierce Ignorant Step ‒ in replica al Torinodanza Festival il 13 settembre 2026 ‒ Papadopoulos costruisce un percorso artistico che prende forma dai paesaggi sonori della sua infanzia e della sua giovinezza. I ricordi, trasformati in materia scenica, diventano il punto di partenza di una ricerca sul movimento, sulla memoria e sulla relazione tra corpo e musica. Sul palco si sviluppa una trama fatta di linee, curve, rette, sorrisi e suoni, un intreccio geometrico e sensoriale in cui i danzatori danno vita a un flusso continuo di energie. La scena si trasforma così in uno spazio condiviso, dove il pubblico è invitato a ritrovarsi, a incontrare l’altro e a lasciarsi sorprendere da una forza vitale che nasce, si espande, si disperde e si rigenera senza sosta. In My Fierce Ignorant Step la sincronizzazione non è un semplice esercizio tecnico, ma la naturale conseguenza della condivisione dello spazio e ...

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Presentata l’edizione 2026 di Torinodanza Festival

L’edizione 2026 di Torinodanza Festival, rassegna diretta da Anna Cremonini, è in programma alle Fonderie Limone di Moncalieri dal 9 settembre all’11 ottobre 2026 e proporrà 16 rappresentazioni, tra cui 4 prime assolute, 7 prime nazionali e 4 coproduzioni, insieme a laboratori e masterclass, ospitando 17 compagnie con artisti provenienti da 10 diversi Paesi. A questo programma si sommano i quattro appuntamenti al Teatro Carignano di Torinodanza EXTRA, che arricchiscono la stagione del Teatro Stabile di Torino con spettacoli di danza e teatro performativo. Uno spazio corposo di Torinodanza festival è da sempre dedicato agli artisti e alle artiste internazionali: anche l’edizione 2026 sarà un vero e proprio giro del mondo. Partendo dall’Asia, si esplorerà l’Europa da sud a nord e si arriverà all’America. In questo affresco diversificato e plurale, composto da tante visioni ed espressioni, ci sarà spazio per voci affermate della coreografia internazionale e per talenti nuovi; per artisti che al Festival sono ormai di casa e per compagnie che verranno a Torino per la prima volta. Tra gli ospiti internazionali che segnano il proprio ritorno al Festival ci saranno Hofesh Shechter, Damien Jalet, Christos Papadopoulos e il portoghese Marco da Silva Ferreira; inedite sono invece le partecipazioni ...

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Romaeuropa Festival 2026 la grande danza internazionale a Roma

Presentata la 41° edizione del festival culturale che, da settembre a novembre, porta nella Capitale musica, danza, teatro, performance, all’insegna della sperimentazione e della riflessione sulla contemporaneità. Con la direzione artistica di Fabrizio Grifasi, Romaeuropa Festival raccoglie gli artisti più interessanti della scena nazionale e internazionale, confermando tanto una costante vocazione all’esplorazione del contemporaneo quanto una volontà di fare del palcoscenico un luogo privilegiato di dialogo e di riflessione sul presente. Quello della 41° edizione, che dall’8 settembre al 15 novembre apre vari luoghi della Capitale ai numerosi e policromi appuntamenti, è un cartellone plurale e fertile, dunque, che accosta teatro, danza, musica, proposte riservate al pubblico più giovane ma anche incursioni nel campo della più innovativa creazione digitale.  «Fin dalla sua nascita, Romaeuropa ha fatto dell’Europa non soltanto un orizzonte culturale, ma una pratica concreta di relazione: una rete di alleanze artistiche e istituzionali, un esercizio costante di attraversamento delle differenze. Oggi, in un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni e profonde trasformazioni, questa vocazione si fa ancora più necessaria», afferma il Presidente della Fondazione Guido Fabiani. Prosegue il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi: «Essere oggi un festival europeo e internazionale a Roma significa assumersi rischi e responsabilità: custodire la complessità, aprire spazi di ...

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Papadopoulos al Festival Aperto con la sua “euforia di essere vivi”

Il Festival Aperto 2025 presenta, mercoledì 19 novembre alle ore 20.30 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, il lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos, My Fierce Ignorant Step, un’opera intima e personale che esplora il legame profondo tra suono, parola e movimento. In scena dieci danzatori che trasformano il respiro in suono, la voce in gesto, e il movimento in un linguaggio condiviso. Papadopoulos si ispira ai ricordi sonori della sua infanzia, esperienze collettive che uniscono molti greci al destino del proprio paese, dando vita a una danza che cresce come un’onda, in un continuo fluire di energia, delicatezza e decisione. My Fierce Ignorant Step nasce dal desiderio di Papadopoulos di elaborare consapevolmente l’influenza dell’opera musicale Axion Esti di Mikis Theodorakis, ispirata alla poesia di Odysseas Elytis. Non è la musica in sé il soggetto, ma il paesaggio condiviso che essa evoca — un luogo della memoria collettiva che vive dentro di noi, capace di riattivare un passato che non è mai davvero trascorso. L’opera si interroga sulla verità della giovinezza, dello slancio e del coraggio, sulla loro forza e fragilità, e su come il corpo possa farsi voce di una condizione universale: la gioia e la fatica dell’essere vivi. ...

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Romaeuropa Festival: Christos Papadopoulos – “My Fierce Ignorant Step”

A dieci anni dal suo esordio come coreografo, Christos Papadopoulos torna al Romaeuropa Festival, giunto quest’anno alla sua quarantesima edizione, con My Fierce Ignorant Step, produzione Romaeuropa Festival, realizzata con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels che condensa la maturità di un percorso artistico ormai riconosciuto a livello internazionale e segna un ritorno alle origini, non tanto stilistiche quanto emotive. La nuova creazione si colloca come tappa di una ricerca coerente, quasi ascetica, in cui Papadopoulos analizza il corpo come strumento percettivo, politico e spirituale. Sin dai primi lavori, da Elvedon a ION fino a Larsen C, il coreografo greco ha costruito un linguaggio in cui il movimento è concepito come fenomeno fisico e vibratorio: un sistema in cui microvariazioni, respiri e oscillazioni diventano codici di relazione. My Fierce Ignorant Step porta questa indagine verso una dimensione più intima, in cui la memoria sonora dell’infanzia e l’esperienza collettiva della cultura greca si fondono in un dispositivo scenico che alterna minimalismo e densità emotiva. Papadopoulos si ispira ai ricordi sonori della sua infanzia, evocando un universo di voci, canti e rumori che appartengono a un tempo condiviso. Questi frammenti, elaborati e decostruiti, diventano il terreno su cui ...

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“Landless”

“Landless”: Il corpo come territorio da reinventare

Il 30 ottobre 2025, al Kinneksbond – Centre Culturel Mamer di Lussemburgo, andrà in scena Landless, il nuovo lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos, interpretato da Georgios Kotsifakis. Figura di spicco della danza contemporanea europea, Papadopoulos continua a stupire per la precisione e la profondità della sua ricerca sul movimento. In questo nuovo lavoro, il coreografo esplora l’origine stessa del gesto, trattando il corpo come un’architettura vivente: uno spazio da costruire e da decostruire, dove ogni micro-movimento diventa un atto poetico e una rivelazione. Ispirandosi all’architettura (post)moderna, Landless indaga il legame tra struttura e libertà, organicità e artificio, presenza e smarrimento. Il titolo, Landless, letteralmente “senza terra”, evoca una condizione di sradicamento e ricerca. Papadopoulos guarda al corpo come a uno spazio architettonico: un luogo da plasmare, ordinare, attraversare, in cerca di un luogo, di un’identità, di un nuovo equilibrio. L’ispirazione all’architettura (post)moderna si traduce in una danza che indaga i principi di costruzione, equilibrio e frammentazione. Come un architetto che organizza lo spazio urbano, il coreografo modella il corpo del danzatore, esplorandone la struttura, le tensioni interne, le simmetrie e le rotture. Ne nasce una gestualità ibrida, a metà strada tra l’organico e l’artificiale, tra il moto naturale e ...

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La parte della danza alla XVII edizione del Festival Aperto

Nel cambiamento vertiginoso sotto i nostri occhi, il mondo offre lo spettacolo tossico, disunito, venale e orrendo, delle brutalità belliche, delle indegnità senza vergogna, dell’arroganza dei forti, del sopruso o addirittura soppressione dei deboli. E di tanta odiosa indifferenza. Uno spettacolo osceno. Da ob-skené = che non-pertiene-alla-scena. Il Festival Aperto darà uno spettacolo diverso, fatto di idee che criticano, artisti e persone che dialogano, vigili, consce della complessità. Nuove liberazioni, nell’80° della Liberazione. Il festival (19 settembre – 22 novembre 2025) si svolgerà a Reggio Emilia tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, accogliendo musicisti, danzatori, performer, coreografi, artisti italiani e internazionali: si attiveranno nuove reti e collaborazioni, altre si rinnoveranno. Una costellazione di artisti internazionali e italiani attraversa le frontiere tra generi, culture e linguaggi in un programma che continua ad interrogarsi sul nostro presente. Un programma contaminato in cui musica e danza contemporanea si incontrano e contaminano con altre discipline, linguaggi, saperi. Tra memoria e futuro, tra radici identitarie e visioni cosmiche, la musica si fa atto politico, poesia sonora, spazio di incontro. La parte della danza riunisce alcune delle voci più incisive e visionarie del panorama internazionale, con un programma che attraversa i temi ...

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Al via la 40esima edizione di Romaeuropa Festival 2025: il programma

Nel 1986 Romaeuropa Festival nasceva come un’utopia, con l’entusiasmo di chi crede che la cultura possa cambiare una città, una stagione, una generazione. Oggi, a distanza di quarant’anni, quella visione culturale che si riteneva audace e impossibile è la realtà concreta di un operare sempre attento alle diverse sensibilità del presente. Quest’anno Romaeuropa torna con un’edizione che non è solo un festeggiamento, ma un atto di futuro, un invito a guardare avanti, ancora una volta. Ecco allora un programma che, in oltre due mesi di programmazione (dal 4 settembre al 16 novembre), supera i confini tra musica, danza, teatro, arti digitali e creazione per l’infanzia presentando oltre 110 spettacoli per 250 repliche e ospitando oltre 700 artiste e artisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.  «Il percorso che qui presentiamo è, come sempre, il risultato del lavoro di una squadra composta da molti giovani che affiancano coloro che hanno vissuto gli esordi del Festival, nato nel 1986 su impulso di Jean-Marie Drot, allora direttore dell’Accademia di Francia e di Monique Veaute che ne ha curato e sviluppato l’architettura artistica, assieme al sostegno di Giovanni Pieraccini che ne è stato a lungo Presidente. L’incontro con Elisabeth Wolken, allora direttrice di Villa Massimo e con le Accademie e gli Istituti Culturali europei a Roma, permise un ulteriore sviluppo artistico e istituzionale. Questo spirito di ...

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Il Ballet de l’Opéra de Lyon in scena al Grande di Brescia

Il Ballet de l’Opéra de Lyon sarà il grande protagonista del prossimo appuntamento di danza al Teatro Grande di Brescia, con una performance coreografica che porta in scena il tratto distintivo di uno dei più noti coreografi contemporanei. Mercoledì 7 maggio alle ore 20.00, la Sala Grande ospiterà Last Work, lavoro del celebre coreografo Ohad Naharin, noto nel mondo per i suoi emozionanti lavori e per la sua nuova idea di danza chiamata Gaga. Frutto di un importante lavoro di studio e ricerca performativa, Gaga mira a creare una nuova forma di linguaggio in grado di mettere alla prova i limiti fisici dei danzatori, in una sublimazione dell’arte come rottura delle convenzioni ed esaltazione della libertà dei corpi. Storico direttore artistico della Batsheva Dance Company e fondatore della sua divisione giovanile, Ohad Naharin ha ottenuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti internazionali. Considerato tra i pionieri nell’esplorazione dei più alti livelli della danza contemporanea, il Ballet de l’Opéra de Lyon prosegue con questa performance il percorso nelle nuove forme coreografiche con la precisa volontà di porre in dialogo la tradizione e le nuove forme sperimentali, il proprio territorio d’appartenenza e le suggestioni che arrivano dai talenti internazionali, in un ...

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