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Tag Archives: Compagnia Roberto Zappalà

Audizione Compagnia Zappalà Danza per giovani danzatori e coreografi

MoDem e CZD2: gli strumenti della Compagnia Zappalà Danza per valorizzare giovani danzatori e coreografi. Aperti i termini per le candidature. Ormai da oltre 30 anni stiamo dedicando molta cura ai dettagli che la mia danza richiede, continuiamo a mantenere, anzi a rafforzare quei principi di costruzione del nostro linguaggio che è sempre più focalizzato sul corpo e in particolare sulla sua “animalità”. Per questa ragione cerchiamo sempre più di ritrovare l’istinto in cui si nidifica un’apparente imperfezione, valore fondante del nostro vocabolario creativo e di studio. Vista, udito e olfatto: tre sensi per un unico senso Roberto Zappalà   MoDem, acronimo di movimento democratico, è il linguaggio che Roberto Zappalà ha sviluppato in oltre 30 anni di creazioni con la sua compagnia, basato su criteri legati a flussi, controlli, esplorazioni articolari e muscolari che il corpo quotidianamente esercita, attraverso una metodologia che tende a favorire la contaminazione fra gli esponenti del gruppo di lavoro e una conoscenza maniacale delle proprie giunture. MoDem è anche il percorso di conoscenza e approfondimento del linguaggio della Compagnia Zappalà Danza da cui prende il nome, nato 20 anni fa con l’apertura di Scenario Pubblico, sede della stessa compagnia e oggi uno dei Centri ...

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L’estetica e il linguaggio del corpo di Roberto Zappalà per il Campania Teatro Festival

«Gli esseri umani hanno da sempre guardato alla natura per comprendere il senso del loro essere qui e delle loro azioni. La natura è comune a tutti ed è la madre di tutti, considerare la natura equivale a considerare l’universalità delle cose. Uno spazio dove silenzio, ascolto, percezione e gesto saranno presenti in modo unitario nel rispetto delle singole differenze». (Roberto Zappalà)   Continua con grande successo la rassegna di grandi nomi per il  Campania Teatro Festival, il 29 settembre ore 21.00 al  Teatro Politeama, Napoli  in scena la Compagnia Zappalà Danza con la nuova opera di Roberto Zappalà – Rifare Bach – .  Con questa creazione Roberto Zappalà cura in profondità l’estetica e il linguaggio del corpo, e lo fa dedicando un’intera serata a Johann Sebastian Bach, che con la sua musica cristallina e preziosa incarna per il coreografo l’ideale di un’arte pura e “onesta”. Al centro della creazione un universo coreografico che mette il corpo, con la sua naturale bellezza e tutta la sua fragilità, quale elemento fondante e transito ineludibile. La naturale bellezza del corpo dei danzatori e della musica di Bach ha nella creazione un corollario di suoni della natura e del mondo animale, come delle ...

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“Panopticon” di Roberto Zappalà al Museo Castello Ursino di Catania

Dopo mesi di chiusura dovuta all’emergenza sanitaria il progetto Panopticon / il teatro igienico, opera installativa di Roberto Zappalà, prende forma dal vivo dal 19 marzo al 17 aprile al Museo Civico Castello Ursino in co-organizzazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania. Panopticon vede finalmente la luce in una dei luoghi più affascinanti e importanti della città siciliana, mostrando così di essere un progetto versatile ed esportabile.  «L’accostamento con il Panopticon di Jeremy Bentham – che progettò un carcere ideale nel 1721 – è molto semplice: il nostro progetto esalta infatti la dimensione della segregazione/prigione così come del distanziamento/isolamento sociale oltre che del voyeurismo. L’intenzione è di far diventare protagonista il contenitore, lo spazio, almeno quanto il contenuto, il performer e il messaggio del suo gesto». (Roberto Zappalà) E, come dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella: «Lo scenario del Castello Ursino, anche in ragione della sua storia nei secoli di fortezza, dimora reale, carcere e infine luogo di bellezza e cultura, è il palcoscenico ideale sul quale rappresentare questa dicotomia fra la libertà dell’espressione artistica e la condizione umana soggetta a limitazioni continue e contingenti». Il Panopticon di Roberto Zappalà assolve ad una funzione sociale di riavvicinamento perché il pubblico entra ed è parte dell’opera d’arte. Al Museo Civico Catello Ursino l’installazione Panopticon diventa quotidianamente parte integrante del percorso museale e, al suo ...

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