Generalmente, più un danzatore diventa forte, più rischia di cadere nella trappola dell’ego inteso nella sua accezione negativa, ossia la tendenza ad ammirarsi eccessivamente, sminuendo il valore degli altri. Spesso però, la velocità di espansione dell’ego supera la crescita effettiva nella danza e il danzatore può diventare una presenza tossica. La realtà è che i ballerini sono persone condizionate dalla dipendenza da lodi e approvazione. Sono addestrati a nutrirsi di insicurezze facilmente sfruttate dall’ego. Questo è evidente anche nelle situazioni più banali: ogni volta che viene affisso il foglio con i risultati di un casting o di un concorso, o quando il Maestro assegna i ruoli negli spettacoli o gratifica un compagno di danza. È nel sangue di tutti coloro che abbracciano le arti dello spettacolo voler essere al centro dell’attenzione. Ma la danza è un gioco di attesa e una sfida con se stessi. Si deve continuare a migliorare nonostante le battute d’arresto e i problemi quotidiani che si incontrano dentro e fuori la sala. Non si tratta di rifiutare le emozioni ‘oscure’, non saremmo umani se non provassimo a volte frustrazione o gelosia per un compagno più talentuoso. È importante accettare e affrontare i nostri dualismi e scoprire ...
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