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Yvette Chauviré: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Étoile del Balletto dell’Opéra di Parigi: Yvette Chauviré è diventata prima ballerina étoile dell’Opéra di Parigi nel 1941, a soli 21 anni. Questo titolo è il massimo riconoscimento per un ballerino in Francia, e la sua nomina segnava già il suo talento straordinario e la sua eleganza classica senza pari. Il fisico perfetto per il balletto classico: Chauviré era famosa per la sua linea armoniosa e la leggerezza in aria. Nonostante la sua statura relativamente alta per una ballerina (1,68 m), riusciva a muoversi con una leggerezza che dava l’impressione di fluttuare, guadagnandosi il soprannome di “la ballerina dei sogni”. Ruoli leggendari e collaborazioni: Ha interpretato ruoli iconici come Giselle, Odette/Odile in Il Lago dei Cigni e Coppélia, lavorando con coreografi del calibro di Serge Lifar e Roland Petit. La sua capacità di fondere tecnica impeccabile e intensità emotiva la rendeva unica, capace di rendere ogni ruolo indimenticabile. Carriera longeva e insegnamento: Anche dopo il ritiro dalle scene nel 1966, Yvette Chauviré ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla promozione del balletto classico, diventando maestra e mentore per molte generazioni di ballerini. La sua influenza sulla scuola francese è durata decenni. Riconoscimenti e onorificenze: Oltre ad essere étoile, è ...

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Ricordando Carla Fracci nello sceneggiato RAI “Verdi”

C’è uno sceneggiato RAI che, più di altri, sembra appartenere a una stagione irripetibile della televisione italiana: Verdi, trasmesso nel 1982, racconto in quattro puntate della vita di Giuseppe Verdi, della sua musica e del suo tempo. Un’opera televisiva ambiziosa, colta, popolare nel senso più alto del termine. Ma se oggi lo si ricorda con un’emozione particolare, è anche – e forse soprattutto – per la presenza luminosa e inattesa di Carla Fracci, chiamata a incarnare Giuseppina Strepponi, la donna che fu compagna, musa e destino del compositore. Carla Fracci arrivava da un altro mondo: quello del balletto assoluto, del rigore classico, del silenzio carico di senso che precede ogni passo. Eppure, davanti alla macchina da presa, non portò con sé soltanto la fama della più grande étoile italiana, ma una qualità rarissima: la capacità di abitare un personaggio senza mai sovrastarlo. La sua Strepponi non è un’icona né un’ombra: è una donna viva, vulnerabile, intensa, trattenuta. Nel racconto televisivo, Giuseppina Strepponi è spesso osservata attraverso gli occhi di Verdi e del mondo che la giudica. Ex cantante lirica, segnata da una carriera precoce e da una salute fragile, donna “scomoda” in un’Italia ancora profondamente moralista, Strepponi porta con sé ...

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2025 un anno di danza e balletto: resoconto generale

Il 2025 si è rivelato un anno di straordinaria vitalità per la danza e il balletto a livello globale, confermando il ruolo centrale di quest’arte nel panorama culturale internazionale. Le stagioni dei grandi teatri, i festival e le tournée hanno restituito un’immagine di forte equilibrio tra fedeltà al repertorio classico e spinta verso la sperimentazione contemporanea, con un’attenzione crescente alla multidisciplinarità, al dialogo interculturale e all’innovazione dei linguaggi scenici. Il repertorio classico: continuità, riletture e nuove generazioni Nel corso del 2025 i grandi titoli del balletto classico hanno continuato a occupare un posto di rilievo nei cartelloni dei principali teatri del mondo. Il lago dei cigni, Giselle, La bella addormentata, Don Chisciotte e Lo Schiaccianoci sono stati riproposti da numerose compagnie, spesso in allestimenti rinnovati dal punto di vista scenografico e drammaturgico. Molti direttori artistici hanno scelto di lavorare su nuove letture dei classici, mantenendo intatta la struttura coreografica tradizionale ma aggiornando costumi, luci e dinamiche interpretative. In diversi casi, le produzioni hanno messo in risalto una maggiore profondità psicologica dei personaggi, avvicinando il balletto narrativo alla sensibilità del pubblico contemporaneo. Il 2025 ha anche segnato l’ascesa di una nuova generazione di primi ballerini e ballerine nonché di solisti ed ...

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La danzatrice che non smette di rinascere: Alessandra Ferri e Vienna

Nel mondo del balletto esistono figure che non soltanto interpretano la danza, ma la trasformano. Alessandra Ferri è una di queste. Per oltre quattro decenni ha incarnato un’idea di femminilità scenica che fonde tecnica, intensità emotiva e una qualità narrativa rara. Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo alla guida del Wiener Staatsballett, dopo una carriera che da sola basterebbe a riempire le pagine di un manuale di storia della danza. L’ascesa di Ferri comincia a Londra, dove si forma alla Royal Ballet School. Qui, sotto gli occhi attenti dei maestri che hanno fatto la storia del balletto britannico, rivela una maturità espressiva sorprendente per la sua età. Non è una sorpresa, quindi, che il Royal Ballet la promuova principal dancer appena diciannovenne: un record che segna il primo tratto di una carriera destinata a non conoscere confini. Dopo Londra, New York: all’American Ballet Theatre diventa partner di star assolute come Baryshnikov, consolidando la sua fama di ballerina capace di coniugare virtuosismo e drammaturgia. Poi Milano, dove dal 1992 diventa étoile del Teatro alla Scala. È qui che interpreta i ruoli che la renderanno immortale: Manon, Giselle, Marguerite and Armand, Romeo and Juliet. Ogni personaggio prende vita attraverso la sua sensibilità ...

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Olga Spessivtseva era Giselle. Non la interpretava: la incarnava

C’era una volta una ballerina che sembrava non toccare mai terra. Olga Spessivtseva danzava come un sussurro, un sogno che svanisce all’alba. Formata al Mariinskij, divenne l’anima del balletto romantico: fragile, eterea, misteriosa. Olga Spessivtseva nacque in Russia nel 1895, in un mondo che stava per crollare. Orfana presto, trovò rifugio nel silenzio disciplinato del balletto. A San Pietroburgo, sotto la guida dei grandi maestri del Mariinskij, trasformò la sua fragilità in grazia: ogni movimento sembrava un respiro trattenuto, ogni gesto un pensiero sussurrato. Nel 1913 debuttò sul palcoscenico imperiale. Non ci fu bisogno di annunciarla: fu evidente che qualcosa di raro stava accadendo. Non danzava, sembrava scomparire nella musica. Il pubblico vedeva in lei non una donna, ma un’ombra di bellezza, un’eco del romanticismo ormai al tramonto. La rivoluzione la spinse via dalla patria. Come tanti artisti russi in esilio, cercò riparo nell’Europa dell’arte e della nostalgia. A Parigi, divenne étoile dell’Opéra e icona dei Ballets Russes. Ma ovunque andasse, portava con sé un gelo interiore: la malinconia di chi ha perduto tutto, tranne il corpo che danza. Il suo ruolo più celebre fu Giselle, la fanciulla che impazzisce per amore e danza anche da morta. Spessivtseva era Giselle. Non la ...

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Il Gala Fracci alla Scala giunge alla quinta edizione e raddoppia 

Prosegue il tributo della Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci che è stata e rimane una figura-cardine della storia della danza, fonte di ispirazione per generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita dal 2022 da Manuel Legris, per celebrare nel nome di questa grandissima stella la danza e il balletto. Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni, l’appuntamento raddoppierà: nell’anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci saranno due le date in cui omaggiare il suo mito attraverso lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati, che rivivranno attraverso il Corpo di Ballo, i Solisti, i Primi ballerini, le Étoile e gli ospiti internazionali. Tornano alla Scala (il 3 febbraio) Marianela Nuñez, stella del Royal Ballet e, il 31 gennaio, Jacopo Tissi, primo ballerino presso il Dutch National Ballet; sarà invece un debutto sul palcoscenico scaligero il 31 gennaio per Maia Makhateli, prima ballerina al Dutch National Ballet e su entrambe le recite per Patricio Revé, già primo ballerino del Queensland Ballet e del Balletto Nazionale di Cuba, ...

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Bianca Scudamore: promossa Première danseuse all’Opéra di Parigi

Il 2026 si aprirà con una svolta destinata a lasciare un segno nel panorama del balletto internazionale: Bianca Scudamore, una delle personalità più luminose della scena francese, è stata promossa Première danseuse al Ballet de l’Opéra national de Paris, con effetto dal 1° gennaio. Una notizia che non sorprende gli addetti ai lavori, ma che conferma il percorso in ascesa di una danzatrice che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica grazie a talento, rigore e una presenza scenica magnetica. Nata in Australia e cresciuta artisticamente tra due continenti, Scudamore ha portato all’Opéra di Parigi una sensibilità internazionale che dialoga con la tradizione francese senza rinunciare alla freschezza di un approccio contemporaneo. È proprio questa sintesi – la purezza accademica temperata da una sorprendente modernità – che l’ha resa una delle interpreti più versatili della compagnia. La promozione a Prima Ballerina rappresenta un passaggio chiave nella struttura gerarchica dell’Opéra: un ruolo intermedio ma altamente significativo, che indica non solo fiducia nel potenziale dell’artista, ma anche la sua preparazione ad affrontare responsabilità più ampie. Con questa nomina, la compagnia scommette sul suo futuro, identificando in Scudamore non solo una performer d’eccellenza ma una possibile erede del prestigioso titolo di Étoile. Negli ultimi ...

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A Ravenna le ‘stelle’ della danza riunite nel Gala internazionale “Les Étoiles”

Il 20 giugno 2023, all’interno della XXIV edizione di Ravenna Festival, il Palazzo Mauro De Andrè ospita Les étoiles – Gala internazionale di danza, a cura di Daniele Cipriani. In scena i grandi della danza internazionale: Eleonora Abbagnato, Sergio Bernal del Balletto Nazionale di Spagna, Audric Bezard dell’Opéra di Parigi, Ricardo Castellanos de Rojas del Balletto Nazionale Norvegia, Claudia García Carriera del Balletto Nazionale di Ungheria, Seomyeong Heo del Balletto Nazionale coreano, Matteo Miccini dello Stuttgart Ballet, Daniil Simkin di Staatsballet Berlin e American Ballet Theatre e molti altri artisti Simone Repele e Sasha Riva di Ballet du Grand Théâtre de Genève, definiti ‘i poeti della danza’, danzano in prima nazionale Eyes Open/Shut Your Eyes, per la coreografia di Marco Goecke. Una serata dedicata agli amanti del balletto, che possono godersi dal vivo la tecnica, l’eccellenza e il fascino di danzatori provenienti da tutti i teatri del mondo. Accanto alle intramontabili opere di repertorio, il programma prevede coreografie moderne e contemporanee, a dimostrazione che il linguaggio della danza è universale e che comunica attraverso stili e tecniche diverse i suoi messaggi di bellezza, armonia e condivisione. INFORMAZIONI 20 giugno 2023, ore 21.00 Palazzo Mauro De Andrè Viale Europa, 1 Ravenna ...

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Eleonora Abbagnato: vita, successi, carriera di una stella della danza italiana a Parigi

  L’11 giugno prossimo la grande étoile Eleonora Abbagnato, fiore all’occhiello della danza italiana, saluterà il suo pubblico all‘Opera di Parigi dopo una lunga e strepitosa carriera. Stentiamo quasi a credere che la splendida interprete, che tutto il mondo ci invidia, possa dare un addio alle scene. Il Giornale della Danza rende quindi omaggio all’Abbagnato ripercorrendo i momenti più salienti della vita, della carriera e gli amori della celebre danzatrice italiana. Eleonora Abbagnato: dalla Sicilia alla conquista del mondo Nata a Palermo il 30 giugno del 1978, Eleonora si imbatte nella danza per caso. La madre aveva un negozio d’abbigliamento, il padre è un dirigente del Palermo, così come lo zio. Eleonora da bambina era solita frequentare la scuola di ballo di Marisa Benassai. In questo modo conosce e si innamora della danza profondamente. “Avevo appena tre anni e mia madre, che aveva un negozio a Palermo, mi lasciava sola e io invece di giocare spiavo le bambine della scuola di danza di Marisa Benassai”, ricorda. Da lì in poi la sua carriera è solo in ascesa. Ad 8 anni Eleonora è già sulle punte, a 11 va in tv grazie a Pippo Baudo. A 12 anni si trasferisce a Montecarlo, ...

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Natalia Osipova, l’étoile russa dall’immenso talento interpretativo

  Natalia Petrovna Osipova è la prima ballerina presso il Royal Ballet di Londra e il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. L’étoile mondiale, è fra le interpreti più amate dal pubblico londinese che la segue agli spettacoli del Royal Ballet al Covent Garden. Un fenomeno di bravura tecnica e un gran talento interpretativo. Natalia Osipova è stata definita dalla critica “la ballerina degli estremi”. Nel mondo del balletto, si potrebbe dire che è un fenomeno naturale: tutto ciò che fa, lo porta ad un livello molto alto e sublime. La sua tecnica impeccabile, i sui giri e i suoi balzi estremi stupiscono tutti coloro che la vedono ballare. Natalia Osipova nasce a Mosca il 18 maggio 1986 Inizia la sua formazione di ballerina all’età di otto anni presso la scuola di ballo di Mikhail Lavrovsky, completando gli studi nel 2004 presso la scuola del Balletto Bol’šoj, sotto la tutela sia di Marina Kotova che di Marina Leonova. A 18 anni Natalia Osipova viene promossa membro del corpo di ballo del Balletto Bol’šoj. Nel 2005 danza il ruolo di Kitri in Don Chisciotte nella produzione di Alexei Fadeyechev. Riscuote un grande successo di critica, venendo promossa ballerina solista nel 2006. Nel ...

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