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Francesco Ventriglia “FACES” il nuovo lavoro video del coreografo

Francesco Ventriglia partecipa al progetto multimediale The Human Signes, su invito dell’artista israeliano Yuval Avital e dal curatore danza del progetto Stefania Ballone. Human Signs é un’opera partecipativa globale presentata online e basata sulle due più antiche ed archetipe forme di comunicazione: gesto e voce, che vede artisti di diversa estrazione e provenienti da tutto il mondo, lasciare un segno della propria umanità nel periodo storico delle restrizioni di libertà dovute al lockdown per il Covid-19. In “Human Signs”, ogni artista é invitato a relazionarsi con il mantra di Yuval Avital – preghiera senza parole auto- registrata, in cui vengono convogliate tutte le emozioni in relazione al particolare momento. Durante il processo creativo, nel relazionarsi con il mantra di Avital, Ventriglia elabora una versione “due punto zero” -F A C E S- che i due artisti decidono di liberare come progetto indipendente. Al suo secondo lavoro video, Ventriglia apre una investigazione sulle identità dei volti e pone al centro l’essere umano nella sua battaglia dell’affermazione per esistere. Ventriglia, colpito nel 2015 da una violenta Alopecia da stress post-traumatico, decide in questo lavoro di raccontare il suo personale percorso di accettazione di un nuovo volto. In un percorso di ricostruzione della ...

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Francesco Ventriglia: non mi sono mai sentito cosi tanto italiano

Francesco Ventriglia, artistic director of The Royal New Zealand Ballet. Photo credit: Stephen A’Court. COPYRIGHT ©Stephen A’Court Non mi sono mai sentito cosi tanto italiano, come in questo periodo cosi difficile per il mondo e per la mia Nazione. Mi trovo all’estero, in Australia,  ma il mio cuore è al fianco della mia famiglia, dei miei amici e del mio Paese . Osservo il mondo e rifletto molto in questi giorni di quarantena. Sono felice di poter condividere con voi le mie considerazioni. Ci guardiamo con occhi impauriti, ci tocchiamo senza mani, ci evitiamo. Siamo come cani  senza olfatto, persi in un mondo che non sappiamo più  riconoscere, con nuove regole che ci allontanano violentemente dalle nostre certezze. La solitudine ci obbliga al pensiero. Questo virus ci costringe ad osservare le nostre vite e  a giudicarle, a commentarle. Ci costringe a delle domande alle quali sino ad ora, grazie alla libertà di fuggire non avevamo avuto il coraggio di rispondere . Abbiamo dato per scontata la libertà , quella più  banale di abbracciare chi si ama o  di stringere la mano di chi si stima o  di accostarci all’orecchio di chi si desidera per sussurrare parole dolci. Abbiamo dato per ...

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Il coreografo e direttore Francesco Ventriglia dirige un video sott’acqua come tributo all’universo femminile

Nel suo primo lavoro video , Francesco Ventriglia pone al centro  l’essere umano nella sua funzione di custode di bellezza del mondo e si ispira al mito omerico di Calipso, Dea del Mare. Una donna sola, forte, austera e potente che vive al confine tra la superficie e l’abisso. Una donna che si occupa di accogliere e confortare, di ispirare. Calipso, come le donne che sono in grado di innescare cambiamenti,  capaci di generare mondi in cui la bellezza è un sogno possibile, concreto e tangibile. Spesso , come uomo e come artista mi sono ritrovato nelle braccia di donne che mi hanno curato e protetto come un Ulisse naufrago dopo la tempesta. Mi hanno dato zattere e soldati  per continuare il mio viaggio alla ricerca incessante di bellezza  – dichiara  Ventriglia – non ho altro mezzo che l’arte per avere voce, per dire grazie alle donne straordinarie che ho incontrato sino ad oggi e che mi hanno insegnato a comprendere come individuo, che prima di ogni credo politico o religioso, un uomo deve  riconoscere il valore prezioso della compassione, quello necessario della comprensione e quello vigoroso della gentilezza. Questo lavoro  vede come protagonista nel ruolo di CALIPSO la splendida ...

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Opera Danza Festival: al Teatro Carcano di Milano danza e lirica si fondono

  Da un’idea dell’étoile internazionale e prima ballerina del Teatro alla Scala Sabrina Brazzo e del primo ballerino Andrea Volpintesta nasce OPERA DANZA FESTIVAL, uno spettacolo che li vede protagonisti al fianco della loro giovane e talentuosa compagnia Jas Art Ballet e con la partecipazione in due coreografie di alcuni allievi del programma Jas Art Ballet Junior. Un titolo scelto non a caso dai due artisti, che, oltre a coltivare la danza e le sue nuove giovani leve e promesse, nutrono da sempre un vivissimo interesse per la musica e l’opera lirica. Proprio la musica eseguita dal maestro Stefano Salvatori al pianoforte è il filo conduttore del programma, una sinergia unica e affascinante che valorizza e lega ancora più strettamente il mondo della danza agli altri generi teatrali. Le danze in scena ‒ di nuova creazione, in stile classico, neoclassico e contemporaneo ‒ sono firmate da coreografi affermati ed emergenti quali Massimiliano Volpini, Francesco Ventriglia, Giorgio Azzone, Alessio Di Stefano, Sabrina Massignani. Celebri brani di Verdi, Rossini, Mozart, Bizet, Bach, Saint-Saëns, Offenbach, Puccini, Scarlatti, Vivaldi fungeranno da colonna sonora, arricchiti dagli interventi della giovane violinista Anastasiya Gonzalez e dalle splendide voci del tenore Ramtin Ghazavi, del soprano Rachael Birthisel e del mezzosoprano ...

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Tutti i vincitori del Concorso Internazionale di Danza di Spoleto e la consegna del Premio Gino Tani a Rebecca Bianchi

Il Galà dei vincitori del Concorso Internazionale di Danza di Spoleto ha chiuso la 28esima edizione della manifestazione che dal 2003 si tiene a Spoleto. Quest’anno sono giunti in città oltre 200 ballerini provenienti da 20 paesi diversi per impreziosire, ancora una volta, l’unico concorso di danza in Italia a far parte dell’International Federation of Dance Competitions. A fare gli onori di casa il Sindaco Umberto De Augustinis che ha esaltato la natura formativa dell’evento, perfettamente integrato con la città arricchita dall’internazionalità dei partecipanti provenienti da Giappone, Bielorussia, Brasile, Paraguay, Bulgaria, Stati Uniti, Turchia. Internazionale anche la giuria, presieduta da Maria Grazia Garofoli, già prima ballerina del teatro La Fenice di Venezia e composta da Francesco Ventriglia, Direttore Aggiunto del Corpo di ballo del Teatro di Sodre in Uruguay, Regina Kaupuzha, Direttore Artistico della Scuola Statale di Coreografia di Riga, Seda Ayvazoğlu, Professore associato presso il dipartimento di danza dell’Izmir Dokuz Eylul University State Conservatory e Capo Dipartimento, Dominique Portier, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Marsiglia, Samuele Cardini, Direttore Artistico del Research Open Space Opus Ballet e dal Presidente del Premio della Critica la giornalista Sara Zuccari, direttore del giornaledelladanza.com e critico di danza per l’Espresso.it di Repubblica. ...

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“Mi nutro di danza”: intervista a Vito Conversano

Vito Conversano è nato a Napoli. Dall’anno 2003 ha frequentato i corsi della Scuola di ballo del Teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione della Signora Anna Razzi e vanta un numero tale di esperienze nazionali e internazionali. Dopo la Scuola entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo diventando, in breve tempo, Solista con la direzione del M° Luciano Cannito. Nel 2010 si classifica secondo nella trasmissione televisiva “Amici di Maria De Filippi”. Nel 2011 per una stagione diventa membro dell’“English National Ballet” di Londra. Nel 2012 diventa ballerino Solista al Teatro Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Francesco Ventriglia dove viene inserito in produzioni di prestigio danzando al fianco di celebri ballerine. Nel 2013 viene invitato dal “Moscow Ballet” per una tournée in più di sessanta città in Usa e Canada ballando come primo ballerino nel ruolo del Principe nello “Schiaccianoci”. Nello stesso anno entra a far parte del “Balletto del Sud” a Lecce sotto la direzione di Fredy Franzutti ballando al fianco della divina Carla Fracci. Nel 2014 si aggiudica la nomina a Primo Ballerino Solista presso l’“Israel Ballet” a Tel Aviv ed in seguito si è trasferito presso “Ness ...

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La danza è un cocktail: intervista ad Alessandro Riga

La danza è un cocktail: intervista ad Alessandro Riga

  Alessandro Riga è nato a Crotone. Ha intrapreso gli studi di danza classica presso la scuola “Maria Taglioni” di Crotone dove ha avuto come insegnanti: Afrodita Sarieva (prima ballerina del Teatro dell’Opera di Sofia); Zourab Labadze (ballerino e coreografo del Teatro Bolshoi di Mosca); Eliana Karin e Paulo De Oliveira (ballerini del Teatro Municipale di Rio de Janeiro). Si diploma ballerino professionista alla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, dove entra nel giugno del 2001 e gli viene assegnata anche una borsa di studio. Nel novembre dello stesso anno, inizia una serie di spettacoli della scuola “Giovani Artisti all’Opera” in qualità di Solista in “Le Conservatoire” di August Bournonville e “Le avventure di Pinocchio” di Fabrizio Monteverde. A dicembre viene chiamato da Elisabetta Terabust ad essere primo ballerino nell’opera “Morte a Venezia”, dove interpreta il ruolo di Tadzio. Nell’agosto del 2002 riceve un’altra borsa di studio per l’Instituto Superior de Danza “Alicia Alonso” di Fuenlabrada, in Spagna. A dicembre riceve l’invito di Carla Fracci a diventare primo ballerino, nel ruolo di Ofelia, in “Amleto, principe del sogno” di Beppe Menegatti con le coreografie di Luc Bouy, insieme alla Compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2003 è ...

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Entusiastica approvazione per l’Onegin scaligero

Citando Dostoevskij possiamo affermare che la “danza salverà il mondo”! Ne abbiamo avuto prova nella riproposizione di Onegin in programmazione al Teatro alla Scala di Milano nella serata di giovedì 28 settembre 2017. Un allestimento votato alla ricerca della bellezza dove preponderante è stata l’evidente artisticità del Corpo di Ballo della Scala diretto dal M° Frédéric Olivieri. Compagine che vive un momento di assoluta freschezza e vitalità. La musica di P.I. Cajkovskij nell’arrangiamento e orchestrazione di Kurt-Heinz Stolze ha fatto vibrare il teatro del Piermarini tra chiaroscuri di efficacia beltà. Nella sua totalità l’allestimento ha incontrato con soddisfazione i favori degli spettatori verso il balletto e l’arte in generale. La presenza di Roberto Bolle e di Marianela Nuñez ha favorito ancor di più l’attrazione che per molti, alla loro prima volta in teatro, è stata rivelazione! La coreografia di John Cranko, a tratti ardua regala momenti in cui la disciplina classica viene eseguita soddisfando le esigenze fisiche di ogni singolo danzatore, infondendo una profonda sensazione di “poesia”. Dinamiche attive che in forma combinata con quelle mentali risultano efficaci soprattutto nei passi a due. Bolle e la Nuñez insieme rendono speciale l’evento con tale naturalezza, all’unisono, rivelando costantemente una eccellente preparazione coordinativa e ...

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La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

  Damiano Artale è nato a Siracusa nel 1987. All’età di sedici anni viene ammesso alla “Scuola di Ballo dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro Alla Scala” e si diploma nel 2007. Nella stagione 2007/08 danza nel “Ballet de l’Opéra National du Rhin” a Mulhouse (Francia), in creazioni di W. Forsythe, M. Béjart, J. Godani, L. Childs. Nel 2008 vince il premio Danza&Danza come miglior talento italiano. Dal 2008 al 2013 è danzatore al “Ballet du Grand Theatre de Geneve” (Svizzera) dove danza anche in coreografie di A. Foniadakis, E. Gat, F. Ventriglia, S. Teshigawara, B. Millepied, J.-C. Maillot. Dal settembre 2013 fa parte di Aterballetto. Caro Damiano, raccontiamo per i nostri lettori com’è nata la tua passione per la danza? Ho sempre danzato da che ne ho memoria, la passione potrei definirla congenita. Mia sorella maggiore era una majorette a livello agonistico e io all’età di tre anni ero già la mascotte del suo gruppo. Dopo alcune esperienze in Sicilia sei approdato a Milano alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Qual è stato il primo impatto? Mi sentivo in un film, avevo intensificato gli studi della danza classica solo nei due anni precedenti all’ammissione scaligera (prima ...

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