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Tag Archives: Fryderyk Chopin

Alla Scala l’originalità stilistica di tre grandissimi coreografi

Tre titoli mai presentati prima alla Scala, tre autori contemporanei acclamati e influenti, un nuovo banco di prova stilistico per gli artisti scaligeri. In Chroma, che esplora la drammaticità del corpo umano e la sua capacità di comunicare emozioni e pensieri più profondi, McGregor propone una coreografia inventiva ed energica che vent’anni fa gli è valsa la nomina a coreografo residente del Royal Ballet. In Dov’è la luna, intimistico lavoro di Jean-Christophe Maillot con i suoi toni chiaroscurali, scuote ed estende il vocabolario e la tecnica della danza classica, spinta dal coreografo alle sue frontiere più lontane. Per esplodere infine con la potenza trascinante di Minus 16, uno dei più illustri manifesti dell’originalità di Ohad Naharin e del suo linguaggio di movimento innovativo, che irrompe per la prima volta alla Scala portando i ballerini a sfidare sé stessi, rompendo le barriere tra artista e spettatore in una intensa e gioiosa esperienza per entrambi. Il trittico McGregor / Maillot / Naharin, alla Scala dal 18 al 28 marzo, è ricco di novità e di debutti per il Corpo di Ballo scaligero diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, ...

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Trittico McGregor / Maillot / Naharin, al Teatro alla Scala

Terza produzione della nuova Stagione di Balletto da poco inauguratasi, il trittico McGregor / Maillot / Naharin, alla Scala dal 18 al 28 marzo, è ricco di novità e di debutti per il Corpo di Ballo scaligero diretto da Frédéric Olivieri, che per la prima volta interpreterà i tre lavori in cartellone, e per il pubblico nazionale, essendo due delle tre produzioni mai prima d’ora rappresentate nel nostro Paese. Novità ma anche continuità: torna la firma di Wayne McGregor; proprio con Frédéric Olivieri si era inaugurata una collaborazione proseguita poi in maniera costante che si rinnova ora al suo ritorno alla direzione del Ballo, con uno dei pezzi più rappresentativi, Chroma, che arriva per la prima volta su un palcoscenico italiano nel ventennale dalla sua creazione. Entra nei programmi del Ballo scaligero per la prima volta il nome di Jean-Christophe Maillot, la visione artistica di questo coreografo, molto articolata, con un lavoro profondo e delicato, Dov’è la luna, in prima nazionale, con Roberto Bolle in scena nelle recite di apertura. In maniera dirompente chiude il trittico Minus 16 di Ohad Naharin: incorporando tracce musicali che spaziano da Dean Martin al mambo, dalla techno alla musica tradizionale, Minus 16 è un’opera ...

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Su Rai5 il balletto “Tre Don Giovanni” di Menegatti con Carla Fracci

Dalla Villa Reale di Marlia, è in onda su Rai5 il 7 settembre 2025 alle ore 08.00, il balletto intitolato Tre Don Giovanni di Beppe Menegatti, nella registrazione televisiva del 1981. Sulla musica di Christoph Willibald Gluck, Fryderyk Chopin e Richard Strauss la vicenda si trasforma in tre balletti: nel primo ripete la storia tradizionale, nel secondo diventa donna, nel terzo un simbolo dell’uomo. Infatti il titolo indica che la narrazione viene rappresentata attraverso tre differenti creazioni coreografiche, ciascuna con un approccio diversa. La prima ripropone la storia tradizionale di Don Giovanni. La seconda entra in una dimensione in cui Don Giovanni “diventa donna”. La terza lo interpreta come un simbolo dell’“uomo” nella sua generalità. Lo spettacolo gode di un metodo espositivo originale, che de-costruisce il personaggio di Don Giovanni in tre chiavi interpretative. A Beppe Menegatti nelle sue regie interessava particolarmente la fusione tra danza, prosa e canto, e amava recuperare o reinterpretare balletti storici: un contesto che ha reso plausibile un’innovazione come quella di Tre Don Giovanni. Interprete del trittico la divina Carla Fracci, nella regia televisiva firmata da Tonino Del Colle. Michele Olivieri Foto di Corrado Maria Falsini www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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In scena gli allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo

Il sipario si alzerà alle ore 20.30 di lunedì 23 giugno per le Allieve e gli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, la più antica d’Italia, diretta da Clotilde Vayer. In scena le coreografie preparate per lo spettacolo di fine anno che vedrà impegnati i giovani danzatori, dai corsi propedeutici fino all’Ottavo Corso, in una performance articolata in due sezioni. La prima parte, con esercizi alla sbarra e al centro, è curata dai maestri Pedro Carneiro, Rossella Lo Sapio, Annarita D’Agostino e Massimo Sorrentino. Segue l’Adagio, coreografato da Soimita Lupu e Alessandro Staiano su musiche di Fryderyk Chopin, Pëtr Il’ič Čajkovskij e Riccardo Drigo: verranno eseguite al pianoforte da Vincenzo Astarita, Giuseppe Burgarella, Alfredo Giordano Orsini e Antima Pepe. La seconda parte propone un trittico che attraversa stili e linguaggi coreografici diversi. Apre la “Czarda” da Raymonda di Marius Petipa su musica di Aleksandr Glazunov, interpretata dagli allievi dei Corsi superiori dal Quinto all’Ottavo, sotto la guida dei maestri Pedro Carneiro e Massimo Sorrentino. Segue Suite de danse firmata da Ivan Clustine su musiche di Fryderyk Chopin, affidata ai giovani allievi dei primi corsi fino al Terzo preparati da Rossella Lo Sapio e Annarita D’Agostino. Chiude ...

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Le Conservatoire (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Originariamente intitolato Le Conservatoire, or A Marriage by Advertisement (Konservatoriet eller et Avisfrieri), questo balletto-vaudeville in due atti fu creato dal coreografo August Bournonville nel 1849 per il Royal Danish Ballet. L’azione si svolge in una sala-danza presso il Conservatorio di Parigi. Ciò deriva dal fatto che Bournonville studiò al Conservatorio parigino agli inizi dell’Ottocento con Auguste Vestris (1760–1842) celebre ballerino francese, di ascendenza italiana, che debuttò a soli dodici anni all’Opéra di Parigi nel divertissement del terzo atto della pastorale La Cinquantaine di Jean-Benjamin de La Borde. Divenuto membro a tutti gli effetti della compagnia dell’Opéra nel 1775, fu promosso solista nel 1776, primo ballerino nel 1778 e premier sujet de la danse nel 1780, posizione che egli mantenne per trentasei anni consecutivi. Ritiratosi dalle scene nel 1816, si dedicò con enorme successo all’insegnamento della danza classica accademica contribuendo alla formazione di tanti futuri danzatori del XIX secolo, tra i quali Marius Petipa, Lucien Petipa, Fanny Elssler, Jules Perrot e Maria Taglioni. Con la Taglioni si esibì in un minuetto di corte all’età di 75 anni, per l’ultima sua apparizione sulle scene. Le Conservatoire lanciò la carriera tersicorea della prima ballerina Juliette Price (1831-1906) danzatrice danese che aveva studiato con August Bournonville, diventando la sua artista preferita per l’algida e nobile compostezza che corrispondeva alla sua idea di “ballerina perfetta”. In “Le Conservatoire” August Bournonville conduce ...

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Infiorata a Genzano (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Infiorata a Genzano (denominato anche La festa dei fiori di Genzano) è un balletto in un atto creato dal coreografo e maître danese August Bournonville (1805-1879), ispirato dalla celebre e storica manifestazione romana. Bournonville lo creò per il Balletto Reale Danese nel dicembre 1858. Il libretto si basa su una storia narrata nel libro Impressions de voyage da Alexandre Dumas padre e racconta la storia di due amanti ventenni, Rosa e Paolo dal cuore cortese: sono audaci nel loro reciproco approccio, si stuzzicano pur mantenendo quella dolcezza innocente dei primi innamoramenti, trasformando la danza in un giocoso duetto nel quale i passi esprimono gioia e piacevolezza. La musica è dei compositori danesi Edvard Helsted e Holger Simon Paulli. Il debutto avvenne il 19 dicembre presso il Teatro Reale di Copenaghen con interpreti i danzatori Julie Price e Harald Scharff. La versione integrale del balletto fu rappresentata per l’ultima volta nel 1929 prima della sua uscita definitiva dal repertorio del Royal Danish Ballet. Decenni dopo il coreografo Harald Lander rimontò il pas de deux che è diventato una delle variazioni più famose del repertorio danese, spesso rappresentata nei gala di danza come esempio virtuoso ed elegante dello stile di Bournonville nonché banco di ...

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Torna in scena il capolavoro su Nijinsky di John Neumeier  

Vaslav Nijinsky era all’apice della sua carriera all’inizio del XX secolo. Le sue performance senza pari gli procurarono ammiratori adoranti mentre le sue coreografie evocative e sensuali provocarono rivolte nei teatri di Parigi. In una tragica svolta degli eventi, Nijinsky soccombette agli effetti della schizofrenia, trascorrendo il resto della sua vita dentro e fuori dai centri di cura. Diede la sua ultima esibizione pubblica nel 1919 in un grand hotel svizzero in una danza che rifletteva la gamma di emozioni. L’acclamato coreografo John Neumeier esamina l’ultima performance di Nijinsky, tracciando l’ascesa e la caduta di un genio creativo in vividi dettagli. Ricorda la sua famiglia travagliata, le sue storie d’amore sfortunate e le performance trascendenti che gli hanno portato fama. In una produzione che sfida ogni categorizzazione “Nijinsky” offre agli artisti maschili dell’Australian Ballet diretti da David Hallberg, l’opportunità di cimentarsi nello stile distintivo del leggendario ballerino. Ambientato nel glamour della Parigi dei primi del XX secolo, le ricche scenografie e gli splendidi costumi creano un mondo nel mondo, traboccante di opulenza visionaria.   Vaslav Nijinsky è stato una grande fonte di ispirazione per John Neumeier fin dall’inizio della sua giovane carriera. Presentato per la prima volta nel 2000 dall’Hamburg ...

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Alla Scala un omaggio a due giganti della coreografia  

Dall’8 al 20 novembre il Trittico Balanchine/Robbins conclude con un nuovo programma la Stagione di Balletti omaggiando due giganti del Ventesimo secolo: George Balanchine, con “Theme and Variations”, che torna in scena con una nuova veste firmata da Luisa Spinatelli, e Jerome Robbins, con due dei suoi più noti balletti, “Dances at a Gathering” e “The Concert”, entrambi su musiche di Chopin, ed entrambi per la prima volta in scena alla Scala. Capolavoro del più puro stile balanchiniano, sul quarto movimento dalla “Suite n. 3 in sol maggiore op. 55” di Čajkovskij “Theme and Variations” nacque dall’intento – come scrisse lo stesso autore – “di evocare il grandioso periodo del balletto classico, che fiorì in Russia con l’aiuto della musica di Čajkovskij”. Per la prima volta alla Scala “Dances at a Gathering”, gioiello di pura danza, ispirata dal tessuto musicale e dalle sue nuances e “The Concert”, unico nel suo genere, ironico e brillante spaccato delle umane fantasticherie e stravaganze, di una serie di personaggi che assistono a un recital di pianoforte. generazione di artisti si confronta per la prima volta con questi tre balletti; la Scala rinnova la lunga e storica consuetudine con lo stile di Balanchine e arricchisce il ...

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Titoli iconici nel “Trittico Balanchine-Robbins” alla Scala

Tre classici del Ventesimo secolo, titoli iconici per una serata che riunisce e celebra due indiscussi Maestri e la loro tuttora assoluta modernità. George Balanchine con “Theme and Variations” che torna in scena con una nuovissima veste, firmata da Luisa Spinatelli. Un concentrato sviluppo del lessico del balletto classico, questo capolavoro del più puro stile balanchiniano, nacque dall’intento – come scrisse lo stesso autore – “di evocare il grandioso periodo del balletto classico, che fiorì in Russia con l’aiuto della musica di Čajkovskij”. Sarà invece la prima volta alla Scala per due tra i più noti balletti di Jerome Robbins, entrambi su pezzi pianistici di Fryderyk Chopin: “Dances at a Gathering”, gioiello di pura danza, ispirata dal tessuto musicale e dalle sue nuances, e “The Concert”, unico nel suo genere, ironico e brillante spaccato delle umane fantasticherie e stravaganze, di una serie di personaggi che assistono a un recital di pianoforte.   THEME AND VARIATIONS Coreografia George Balanchine © The George Balanchine Trust Supervisione coreografica Patricia Neary Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij Scene e costumi Luisa Spinatelli Collaboratore scenografo e costumista Monia Torchia Luci Andrea Giretti Nuova produzione Teatro alla Scala The performance of THEME AND VARIATIONS, a Ballet, is presented ...

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Luciana Savignano ospite superstar nel tango di Piazzolla

Una serata dedicata alla danza, con un’ospite di eccezione: Luciana Savignano. Racconta che “Tard, autre part dans un bar d’acajou / des violons nous rejouent / notre mélodie, mais j’oublie”, e cioè che “Più tardi, altrove in un bar di mogano / i violini suonano di nuovo per noi / la nostra canzone, però è oblio”. È un tango lento sulla nostalgia per l’amore perduto, quello per cui “d’un tratto le lenzuola sono pesanti” e gli “uomini vanno via lungo la banchina del treno”. L’hanno cantato e lo cantano in tanti e la grande Luciana Savignano ha scelto la voce di Milva: con questa sua danza si conclude “Di tanti palpiti”, uno spettacolo vivace e colto che mette insieme esperienze di danza per tutte le età, con la scuola DY&G dove insegna Maddalena Cicogna, e celebri musiche da Verdi a Čajkovskij, da Puccini a Chopin, interpretate dal vivo. E con un attore, Nicola Olivieri (testi di Francesco Montemurro), che tiene insieme il tutto: come, lo scoprirà il pubblico dello splendido e storico Teatro Gerolamo di Milano nella serata del 22 marzo alle ore 20.00. Il programma della serata prevede il “Breve monologo di Madame Cecchetti e la lezione di danza” ...

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