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Novità editoriale: Steven Caras e il balletto nell’obiettivo

Tra le pubblicazioni dedicate al mondo della danza più attese dell’autunno 2026, Through the Lens of a Dancer di Steven Caras si distingue per una ragione molto particolare: è il racconto di un uomo che il balletto lo ha vissuto prima con il proprio corpo e poi attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. In uscita il 15 settembre 2026, il memoir promette di attraversare più di una dimensione della storia della danza americana, intrecciando esperienza personale, memoria artistica e fotografia. La vicenda di Caras comincia in modo tutt’altro che scontato. Si avvicina al balletto a quindici anni, un’età considerata relativamente tarda per chi aspira a una carriera professionale nella danza. All’inizio, inoltre, deve confrontarsi con un’idea molto radicata nella società del tempo: quella secondo cui il balletto non fosse un’attività adatta a un ragazzo. È proprio da questa esitazione iniziale che prende forma un percorso destinato a cambiare completamente la sua vita. Nel giro di pochi anni, Caras entra infatti nel New York City Ballet, una delle compagnie più importanti della storia della danza americana, e si trova a lavorare sotto la guida di George Balanchine. Per un appassionato di balletto, questo è già uno degli elementi che rendono il ...

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Il direttore artistico Ted Brandsen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La bella addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Troppo difficile sceglierne uno! Adoro The Four Seasons di David Dawson, Solitude di Alexei Ratmansky, la serie Blake Works di William Forsythe, qualsiasi lavoro di Hans van Manen… e la lista potrebbe continuare! Il Teatro del cuore? Il nostro teatro di Amsterdam, il Dutch National Opera & Ballet, dove ho trascorso quarant’anni, fin dalla sua apertura. Un romanzo da trasformare in balletto? Nessuno. Il balletto può fare a meno delle storie, anche se adoro un buon balletto narrativo. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lo stesso: nessuno in particolare. Il costume di scena indossato che hai preferito? Semplici body e calzamaglie. Quale colore associ alla danza? L’azzurro del cielo. Che profumo ha la danza? Di sudore e di rose. La musica più bella scritta per balletto? Agon di Igor Stravinskij, oppure qualsiasi composizione di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse (The Red Shoes) e Due vite, una svolta (The Turning Point). Due miti della danza del passato, uomo e donna? La nostra coppia d’oro della danza olandese: Han Ebbelaar e Alexandra Radius. Il tuo “passo di danza” preferito? Impossibile sceglierne uno solo dall’intero ...

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Boston Ballet 26-27 celebra il repertorio e la contemporaneità

Il Boston Ballet inaugura la stagione 2026-2027 con un cartellone che racconta l’identità di una delle compagnie più autorevoli degli Stati Uniti: un equilibrio raffinato tra grandi classici, capolavori del Novecento e creazioni contemporanee capaci di dialogare con il pubblico di oggi. Sotto la direzione artistica di Mikko Nissinen, la nuova stagione si sviluppa come un viaggio attraverso linguaggi differenti, dove tradizione e innovazione convivono senza contrapporsi. Il risultato è una programmazione pensata per conquistare sia gli appassionati del balletto classico sia gli spettatori più curiosi, desiderosi di scoprire le evoluzioni della danza internazionale. Ad aprire la stagione sarà Fall Experience (10-20 settembre 2026), un programma che mette al centro due firme di assoluto prestigio della coreografia contemporanea. Da una parte Vertical Road (Reimagined 2023) di Akram Khan, intensa riflessione sul rapporto tra spiritualità, natura umana e ritualità collettiva; dall’altra Cacti di Alexander Ekman, lavoro ironico e brillante che gioca con i codici della danza contemporanea, alternando virtuosismo tecnico e humor teatrale. L’appuntamento natalizio sarà naturalmente affidato a The Nutcracker, nella celebre versione firmata da Mikko Nissinen. Da anni questo spettacolo rappresenta uno degli eventi culturali più attesi di Boston, capace di richiamare migliaia di spettatori e di confermare il ...

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Affermava Balanchine: «Non siate tirchi con il vostro plié!»

Ci sono frasi che, pur nella loro apparente semplicità, racchiudono un intero universo di pensiero. Quella pronunciata da George Balanchine appartiene certamente a questa categoria. «Non siate tirchi con il vostro plié!» non era soltanto un consiglio tecnico rivolto ai suoi ballerini, ma una vera e propria filosofia della danza. In poche parole, il grande coreografo ricordava che il plié non rappresenta un dettaglio dell’esecuzione, bensì il principio da cui nasce ogni movimento, il fondamento invisibile sul quale si costruiscono la forza, l’equilibrio, la musicalità e la libertà espressiva del danzatore. Il plié è il primo esercizio che ogni allievo incontra entrando in una sala di danza. Si ripete ogni giorno, all’inizio di ogni lezione, tanto dagli allievi delle scuole quanto dagli artisti delle più prestigiose compagnie del mondo. Proprio questa sua costante presenza rischia però di renderlo quasi scontato. L’abitudine induce a considerarlo un semplice riscaldamento o una preparazione agli esercizi più complessi, quando invece esso costituisce il cuore stesso della tecnica accademica. Ogni salto, ogni pirouette, ogni cambio di direzione, ogni atterraggio prende vita da un plié eseguito con consapevolezza. Quando Balanchine invitava a non essere “tirchi”, chiedeva ai suoi ballerini di non lesinare sull’uso delle gambe, di ...

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Stagione 26/27 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa

La stagione 2026/2027 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa si distingue per una programmazione raffinata, capace di coniugare il grande repertorio del Novecento con la vitalità della creazione contemporanea. Il cartellone riflette una precisa identità artistica, fondata sull’equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un percorso che valorizza la ricchezza del linguaggio coreografico in tutte le sue sfumature. L’inaugurazione della stagione, in ottobre, è affidata a un programma dedicato ai maestri del balletto americano. Le coreografie di George Balanchine e Peter Martins celebrano l’eleganza del neoclassicismo e la sua straordinaria capacità di rinnovarsi attraverso una danza essenziale, musicale e di grande virtuosismo tecnico. Un’apertura di prestigio che riafferma il legame del Ballet du Capitole con uno dei repertori più influenti della storia della danza. Nel periodo natalizio torna in scena Les Trois Mousquetaires, il balletto narrativo creato da Benjamin Pech e ispirato al celebre romanzo di Alexandre Dumas. Lo spettacolo unisce il fascino del racconto avventuroso a una scrittura coreografica dinamica e coinvolgente, nella quale scene corali, duelli e momenti lirici si alternano con naturalezza. È una produzione che negli anni ha conquistato il pubblico e che continua a rappresentare uno dei titoli più significativi del repertorio ...

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Vera Colombo, la signora della danza scaligera

Ci sono artisti che appartengono alla memoria di un teatro e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla sua storia. Vera Colombo appartiene alla storia della Scala. Il suo nome evoca una stagione irripetibile della danza italiana, gli anni della rinascita del grande teatro milanese dopo la guerra, quando la tradizione della scuola scaligera incontrava i nuovi linguaggi della coreografia internazionale e sul palcoscenico si alternavano personalità destinate a diventare leggenda. Ricordare Vera Colombo significa dunque ricordare non soltanto una grande prima ballerina, ma una donna che ha rappresentato, con una rara combinazione di eleganza, rigore e sensibilità, una precisa idea della danza e del teatro. Nata a Milano il 10 agosto 1931, Vera Colombo entrò giovanissima nella Scuola di Ballo della Scala, una delle istituzioni più severe e prestigiose della formazione coreutica europea. Lì apprese quella disciplina quotidiana, quasi ascetica, che è alla base della grande danza: la pazienza, la precisione, il controllo del corpo, l’ascolto della musica, il rispetto assoluto della coreografia. Si diplomò nel 1952 e appena due anni dopo, nel 1954, venne nominata prima ballerina. Avrebbe mantenuto quel ruolo fino al 1975, per oltre vent’anni di straordinaria attività artistica. Erano gli anni in cui ...

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“Sogno di una notte di mezza estate” al Teatro di San Carlo

Il Teatro di San Carlo saluta il pubblico prima della pausa estiva con Sogno di una notte di mezza estate per la Stagione di Danza 2025/2026. La creazione di Paul Chalmer, su musica di Felix Mendelssohn Bartholdy, torna al Lirico di Napoli dopo sette anni dall’ultima rappresentazione. La prima è in programma sabato 25 luglio (ore 20:00), con cinque recite fino a venerdì 31 luglio. Protagonisti saranno il Balletto e la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, sotto la direzione di Renato Zanella che, 30 minuti prima di ogni rappresentazione, accoglierà il pubblico per l’Incontro agli specchi: un’introduzione allo spettacolo, nel Salone degli Specchi, con ospiti a sorpresa e musica dal vivo. Philippe Béran guida l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. L’assistente alla coreografia è Duilio Ingraffia con Guido Sarno in qualità di Maître de Ballet. In questa produzione del Lirico di Napoli Pasqualino Marino firma le scene, con i costumi di Elena Mannini e le luci di Nunzio Perrella. Fabio Marroncelli è aiuto scenografo. Le voci soliste sono del soprano Juliette Di Bello e del mezzosoprano Gabriela Korzystka. Favola estiva per eccellenza, Sogno di una notte di mezza estate occupa ...

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Hugo Marchand protagonista al “New York City Center”

Quando un grande interprete sale sul palcoscenico, il pubblico non assiste soltanto a uno spettacolo: entra in contatto con una storia fatta di disciplina, emozione e ricerca artistica. È questa la dimensione che accompagna Hugo Marchand, étoile dell’Opéra di Parigi, protagonista di una nuova avventura internazionale al New York City Center. Il suo debutto nella prestigiosa istituzione americana rappresenta molto più di una semplice tournée. È l’incontro tra due grandi tradizioni culturali che condividono la stessa convinzione: la danza è un linguaggio capace di superare confini geografici, differenze linguistiche e barriere culturali. Secondo il programma annunciato dal New York City Center, Hugo Marchand sarà protagonista di quattro rappresentazioni, dal 23 al 26 luglio 2026. In scena presenterà un gala da lui ideato e interpretato, con artisti del Balletto dell’Opéra di Parigi e del Béjart Ballet Lausanne. Il programma include, tra gli altri: Boléro di Maurice Béjart (con Hugo Marchand nel ruolo principale); il passo a due da Le Parc di Angelin Preljocaj, con Dorothée Gilbert; Sonatine di George Balanchine; Trois gnossiennes di Hans van Manen; L’esprit du Bleu di Carolyn Carlson. Negli ultimi anni Marchand si è imposto come uno degli interpreti più raffinati della scena internazionale. La sua tecnica ...

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Addio a Dulce Wohner, pioniera del balletto cubano

Con la scomparsa di Dulce Wohner, poi conosciuta come Dulce Anaya, il mondo della danza perde una delle protagoniste della generazione che contribuì alla nascita e all’affermazione della scuola cubana di balletto. Nata a L’Avana il 26 dicembre 1931 e scomparsa a Jacksonville il 13 luglio 2026, ha dedicato l’intera vita all’arte coreutica, distinguendosi sia come interprete sia come apprezzata insegnante, lasciando un’eredità destinata a vivere attraverso i suoi allievi e la storia del balletto internazionale. La sua carriera attraversò alcuni dei momenti più importanti della danza del Novecento: dagli esordi accanto ad Alicia, Fernando e Alberto Alonso alla consacrazione nei maggiori teatri europei, fino alla lunga attività didattica negli Stati Uniti, dove formò nuove generazioni di danzatori. Nata come Dulce Wohner Ventayol nei pressi dell’Avana, era figlia di un pianista di origine austriaca stabilitosi a Cuba e di un’insegnante cubana. L’ambiente familiare favorì sin dall’infanzia la sua inclinazione artistica e la indirizzò verso lo studio della danza classica. La sua formazione ebbe inizio presso la prestigiosa Sociedad Pro-Arte Musical, la più importante istituzione cubana dedicata alla diffusione della cultura musicale e coreutica prima della rivoluzione. Qui studiò inizialmente sotto la guida del maestro bulgaro Georges Milenoff, figura fondamentale nella ...

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English National Ballet 26/27: una stagione tra classici e novità

L’English National Ballet presenta la stagione 2026/27 sotto il segno di un invito preciso al pubblico: “sentire di più”. Un messaggio che racchiude la visione del direttore artistico Aaron S. Watkin e che definisce un programma capace di unire il grande repertorio del balletto, nuove commissioni coreografiche, riletture contemporanee e progetti pensati per avvicinare alla danza spettatori di tutte le età. La nuova stagione si aprirà al Sadler’s Wells Theatre di Londra nel settembre 2026 con Rhythm Riot, un trittico che celebra il rapporto tra musica, movimento ed energia scenica. Il programma riunisce tre linguaggi coreografici differenti: per la prima volta l’English National Ballet presenterà Symphony in Three Movements di George Balanchine, capolavoro neoclassico costruito sulla musica omonima di Igor Stravinskij, caratterizzato da velocità, precisione e brillantezza tecnica. Accanto a Balanchine arriveranno due nuove creazioni in prima mondiale: Auguries of Innocence di Jae Man Joo, ispirata alla poesia di William Blake e alla sua riflessione sul rapporto tra innocenza, esperienza e condizione umana, e Bow Out di Micaela Taylor, un lavoro che trae ispirazione dall’energia della scena jazz degli anni Trenta e dal suo ritmo travolgente. La stagione proseguirà con uno dei titoli più amati dal pubblico internazionale: Romeo and ...

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