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Tag Archives: Hofesh Shechter

Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart: “LUCK/UNLUCK”

Stoccarda si prepara a ospitare uno dei progetti coreografici più radicali e concettualmente densi della stagione 2026: LUCK / UNLUCK, firmato da due tra le voci più influenti della coreografia contemporanea, Aszure Barton e Hofesh Shechter, su invito di Eric Gauthier per la compagnia Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart. La prima mondiale, prevista per il 26 giugno 2026 al Theaterhaus Stuttgart, si configura come un dittico concettuale costruito attorno a un asse tanto semplice quanto destabilizzante: la dialettica tra fortuna e sfortuna come motore del processo creativo. Non un tema illustrativo, ma una vera architettura drammaturgica del rischio. Con LUCK/UNLUCK, Gauthier prosegue la sua linea di “concept programmes”, ma con un salto di intensità: non più soltanto un contenitore tematico, bensì una messa in crisi delle condizioni stesse della creazione coreografica. Il progetto si fonda su una tensione strutturale tra due approcci opposti al gesto creativo: da un lato l’affidamento al caso, dall’altro la sua deliberata negazione. Per Barton, la fortuna non è un principio morale ma una forza cieca che si attiva nel movimento, nell’errore, nell’imprevisto. La sua pratica coreografica si conferma come un dispositivo di improvvisazione guidata, in cui il danzatore diventa co-autore e il “fallimento” viene riassorbito ...

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Festival Aperto celebra la sua XVIII edizione a Reggio Emilia

Oltre 30 spettacoli, più di 60 repliche, 15 tra produzioni e coproduzioni, prime assolute e prime italiane. Musica e danza contemporanea, performance, jazz, circo contemporaneo. Tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, Collezione Maramotti, Reggiane Parco Innovazione, Teatro Piccolo Orologio, Palestra della Scuola Aosta e altri luoghi della città. “Benvenuti in tempi interessanti” è il titolo di un libro di Slavoj Žižek, che riprende quella che viene spesso citata come un’antica maledizione cinese: possa tu vivere in tempi interessanti.  Eppure, in quella formula, convivono minaccia e promessa. Augurio e maledizione, interessante e inquietante, sono come il sorriso e il ghigno: lo scarto è minimo, ma grande è la differenza che esso innesca, quella fra una chiusura e un’apertura di prospettiva. L’arte, il pensiero, il teatro, scorgono e abitano quel piccolo spostamento d’asse fecondo di conseguenze, visioni, immaginazione: il destino non è scritto, l’impossibile accade. Il programma è costruito tra musica, danza, arti performative, una fitta rete di partner italiani ed europei, e una schiera di artisti — italiani e internazionali — che attraversano le frontiere dei linguaggi e delle geografie. Le Reggiane, dentro la città Aperto esce dai teatri. Quest’anno con più decisione che mai. Il Parco Innovazione ...

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Torna a Reggio Emilia la forza tribale di Hofesh Shechter

Reggio Emilia conosce da tempo e ama Hofesh Shechter. Lo scorso ottobre, la Stagione di Danza aveva accolto la prima compagnia — e il pubblico del Teatro Municipale Valli sa bene cosa vuol dire trovarsi di fronte a quel modo di stare sul palco: corpi che si gettano nel movimento senza riserve. Adesso tocca a Shechter II, la formazione giovane di danzatori scelti tra oltre 1.200 candidati da tutto il mondo, che torna a Reggio Emilia con qualcosa di nuovo e per certi versi ancora più urgente. IN THE BRAIN arriva venerdì 15 maggio, ore 20.30, al Teatro Municipale Valli in prima italiana. È l’ultima opera completa che Hofesh Shechter ha creato per loro: un’ora e più di musica, ritmo e corpi che non si risparmiano niente. Lo spettacolo nasce da Cave, un lavoro breve che Shechter aveva realizzato nel 2022 per la Martha Graham Company a New York, ispirato alla vita notturna e a quella strana alchimia che succede quando si balla insieme per ore. IN THE BRAIN prende quella scintilla e la porta fino in fondo: il teatro diventa qualcosa di ibrido, a metà tra un rave e un rito. I danzatori non raccontano una storia — la ...

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Presentata l’edizione 2026 di Torinodanza Festival

L’edizione 2026 di Torinodanza Festival, rassegna diretta da Anna Cremonini, è in programma alle Fonderie Limone di Moncalieri dal 9 settembre all’11 ottobre 2026 e proporrà 16 rappresentazioni, tra cui 4 prime assolute, 7 prime nazionali e 4 coproduzioni, insieme a laboratori e masterclass, ospitando 17 compagnie con artisti provenienti da 10 diversi Paesi. A questo programma si sommano i quattro appuntamenti al Teatro Carignano di Torinodanza EXTRA, che arricchiscono la stagione del Teatro Stabile di Torino con spettacoli di danza e teatro performativo. Uno spazio corposo di Torinodanza festival è da sempre dedicato agli artisti e alle artiste internazionali: anche l’edizione 2026 sarà un vero e proprio giro del mondo. Partendo dall’Asia, si esplorerà l’Europa da sud a nord e si arriverà all’America. In questo affresco diversificato e plurale, composto da tante visioni ed espressioni, ci sarà spazio per voci affermate della coreografia internazionale e per talenti nuovi; per artisti che al Festival sono ormai di casa e per compagnie che verranno a Torino per la prima volta. Tra gli ospiti internazionali che segnano il proprio ritorno al Festival ci saranno Hofesh Shechter, Damien Jalet, Christos Papadopoulos e il portoghese Marco da Silva Ferreira; inedite sono invece le partecipazioni ...

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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. La danza come forza che abita un corpo umano Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla ...

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Orsolina28 Art Foundation ‒ Stagione 2026: ritorno alle origini

Celebrare ciò che ci rende umani in un mondo sempre più frammentato. Con questa missione Orsolina28 Art Foundation inaugura la sua Stagione 2026, un traguardo significativo che coincide con il decimo anniversario della sua istituzione. Sotto la direzione artistica della fondatrice Simony Monteiro, la Fondazione si conferma un polo d’eccellenza internazionale, rinnovando la propria vocazione internazionale attraverso un programma che pone al centro la creazione coreografica contemporanea, con un focus costante su innovazione e talento. Il filo conduttore di quest’anno è un ritorno alle origini. In un mondo sempre più frammentato, dominato da conflitti, dall’avvento di nuove tecnologie e dalla minaccia del riscaldamento globale, la stagione di Orsolina28 porta l’attenzione su ciò che ci rende umani. Al centro di quello che facciamo c’è un desiderio molto semplice: creare uno spazio in cui si possa essere completamente umani, dove esplorare, esprimersi, cambiare idea, e dove questo cambiamento non sia solo accettato ma accolto ‒ dichiara Simony Monteiro ‒ Quanto accade qui, tra persone, in tempo reale, in uno spazio condiviso, ha un valore unico e insostituibile. Il cuore della stagione è rappresentato dalle residenze artistiche: periodi di lavoro in cui coreografi e danzatori abitano gli spazi della Fondazione sviluppando nuovi progetti. ...

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Orsolina28 accoglie la grande danza internazionale: prova aperta di “Luck” di Aszure Barton

Sabato 28 marzo 2026, il teatro “The Eye” della Orsolina28 Art Foundation ospiterà un evento di rilievo internazionale: la prova aperta di LUCK, creazione della coreografa Aszure Barton, presentata nell’ambito del programma Focus on Creation ‘26. Sul palco, i danzatori della Gauthier Dance//Dance Company Theaterhaus Stuttgart offriranno al pubblico un accesso privilegiato al processo creativo dell’opera. Tra gli interpreti: Rebecca Amoroso, Bruna Andrade, Tuti Cedeño, Andrew Cummings, Karlijn Dedroog, Stefano Gallelli, Garance Goutard-Dekeyser, Barbara Melo Freire, Shai Ottolenghi, Luca Pannacci, Alexandra Policaro, Arnau Redorta Ortiz, Sidney Elizabeth Turtschi, Giovanni Visone, Shawn Wu e Shori Yamamoto. Luck nasce come riflessione intensa e viscerale sul concetto di fortuna. Nelle parole di Aszure Barton, la fortuna non è giusta né morale, ma una forza imprevedibile che “gravita verso il movimento”. Il suo lavoro invita danzatori e pubblico a fidarsi dell’istinto, a creare e a riconoscere nella presenza condivisa una forma di senso: essere vivi, qui e ora, è già un evento straordinario. La coreografa sviluppa la creazione attraverso un processo immersivo e collettivo, costruendo uno slancio in cui ogni corpo amplia lo spazio scenico e moltiplica le possibilità. La fortuna, suggerisce Barton, può “atterrare” solo dove esiste movimento: da qui l’urgenza del gesto, ...

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Parma Danza 2026: il nuovo cartellone del Teatro Regio

Les Ballets de Monte-Carlo, Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume, CCN/Aterballetto, Balletto di Maribor, Artemis Danza, Orchestra e Ballo della Fondazione Arena di Verona sono i protagonisti di Parma Danza 2026, sei spettacoli da febbraio a dicembre e una prima nazionale, con compagnie di danza nazionali e internazionali che offrono un ampio e vario panorama del balletto e della danza contemporanea. Les Ballets de Monte-Carlo, sotto la presidenza di S.A.R. la Princesse de Hanovre, inaugura Parma Danza sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30, con Roméo et Juliette di Sergej Prokof’ev, nella versione coreografica di Jean-Christophe Maillot. La compagnia monegasca interpreta il celebre balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare, nella messinscena, presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996, che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot. Jean-Cristophe Maillot adotta una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare, raccontando la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, e sceglie di rivivere la tragedia dal punto di vista dell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due ...

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Al Filodrammatici di Piacenza Vittorio Pagani in Superstella

Ispirata al mito delle STELLE del cinema e in dialogo con “8 ½” del grande Federico Fellini, una performance intreccia video, sampling, danza e parola – contro il buio, contro ogni previsione. Si tratta di SUPERSTELLA di e con Vittorio Pagani, che inaugura a Piacenza il cartellone DANZA curato da Emma Chiara Perotti e inserito nella Stagione di Prosa 2025/2026 organizzata da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj e Jacopo Maj, con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Iren. Appuntamento al Teatro Filodrammatici venerdì 16 gennaio alle ore 21, serata dedicata alla giovane danza d’autore proposta nell’ambito delle iniziative collegate all’adesione di Teatro Gioco Vita alla rete Anticorpi. Si tratta di un ritorno a Piacenza per Vittorio Pagani, che avevamo visto nel 2024 con la pièce “A Solo in the Spotlights”, di cui il danzatore prosegue la ricerca artistica. Cosa vuol dire creare danza al giorno d’oggi? L’atto creativo può veramente ignorare giudizio esterno ed esperienza personale? Continuando le ricerche iniziate con “A Solo in the Spotlights” (creazione prodotta nel 2022), Vittorio Pagani si interroga sui meccanismi di produzione e diffusione delle opere di danza mettendo in scena ...

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L’evoluzione della danza e del balletto al maschile

1. Origini antiche: il corpo maschile come forza rituale Nelle società antiche la danza maschile era spesso: * rituale (riti religiosi, guerrieri, di passaggio) * comunitaria * legata a forza, resistenza, abilità fisica – Esempi: danze guerriere greche (Pirrico), danze tribali africane, danze sciamaniche asiatiche. 2. Medioevo e Rinascimento: la danza come arte di corte Tra XV e XVI secolo: * i nobili uomini partecipavano ai balli di corte * la danza richiedeva controllo, eleganza, postura. Nasce la danza codificata che porterà al balletto. Gli uomini iniziano a diventare maestri di danza nelle corti europee. 3. Il Balletto (XVII-XIX sec.): centralità e poi marginalizzazione Periodo barocco e classico * Alla corte di Luigi XIV gli uomini sono protagonisti (il re stesso danza). * Ruoli maschili energici, salti, tecnica virtuosistica. Ottocento romantico * Le donne diventano centro del balletto (ballerina eterea). * Gli uomini spesso hanno ruoli di sostegno (partner, porteur), anche se esistono grandi virtuosi. 4. Novecento: rivoluzione della mascolinità in danza Con la modern dance e l’avanguardia: * Isadora Duncan, Rudolf Laban, Martha Graham ridefiniscono il corpo maschile come espressivo, non solo “forte”. * Con Vaslav Nijinsky la danza maschile torna al centro: fisicità esplosiva, ruoli psicologici. * Negli ...

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