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Bernadette Mirentxu Torres: “Per avere ancora un futuro, la danza dovrà focalizzare le proprie energie nell’educazione” [ESCLUSIVA]

Bernadette-Torres

Bernadette Mirentxu Torres inizia a danzare all’età di sei anni. Durante gli anni di studio perfeziona la sua tecnica di danza classica attraverso corsi intensivi con compagnie quali Pacific Northwest Ballet, American Ballet Theatre, Houston Ballet, Hubbard Street Dance Chicago. All’età di diciassette anni, Bernadette firma il suo primo contratto di balletto professionale con il San Diego Ballet ricoprendo prima il ruolo di solista e poi di Principal Dancer al California Ballet. La sua carriera continua in tournée negli Stati Uniti e in Europa come artista ospite in diversi gala internazionali. Attualmente insegna Master Ballet Classes presso varie accademie, lavora come coreografa ed istruttrice di Pilates, metodo a cui si è dedicata con particolare impegno negli ultimi anni. Bernadette ha accolto il Pilates nel suo stile di vita come una forma di cross training per la sua carriera di danzatrice. Con Carlo Di Dio è Co-Direttrice del programma di danza “Torres Di Dio Ballet Program” (TDBP). In questa intervista esclusiva si racconta al Giornale della Danza. Ha iniziato i Suoi studi di danza molto precocemente, quando ha deciso di voler diventare una danzatrice di professione? Quando avevo tre anni ho detto ai miei genitori: “Diventerò una ballerina”. È divertente perché ...

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Dentro la danza: riconoscimenti, speranze, calendari (e letture) social!

Il Natale si avvicina, e noi di Dentro la danza abbiamo deciso di darvi belle o simpatiche notizie per questa settimana, tra premi, speranze e un calendario zuccheroso… DOPPIO PREMIO L’étoile italiana più amata nel mondo ha ricevuto nel giro di pochi giorni due riconoscimenti. Stiamo parlando di Roberto Bolle ovviamente, che prima dell’apertura della stagione del Teatro alla Scala, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della città di Milano: l’Ambrogino d’Oro, assegnato ogni anno a cittadini e associazioni distintisi per le attività verso la comunità, e assegnato all’étoile scaligera per il suo ruolo artistico ma anche per quello di portavoce della situazione dei bimbi vittime di guerra e povertà. Di tutt’altro genere quella assegnatagli dal magazine americano People, che lo ha nominato Sexier dancer alive (il più sexy tra i ballerini); una nomina considerata dallo stesso Bolle “cool” anche se “essere sexy nel mio campo può essere considerato senza significato”. LA SCUOLA DI DANZA A GAZA Una bella notizia arriva anche da zone tormentate da sempre da conflitti apparentemente infiniti, come, in questo caso, da Gaza (famigerata attraverso i media come “striscia di Gaza”). Nella città è stata aperta una piccola scuola di danza, all’interno del Al-Qattan Center for Children, con un’insegnante ...

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Nutcracker, Casse-Noisette…dove vedere, in vacanza all’estero, Lo Schiaccianoci

Dicembre è tempo di Schiaccianoci un po’ ovunque sui palcoscenici, in Europa e nel mondo, anche se alcuni importanti palcoscenici fanno una scelta un po’ diversa, quest’anno, che forse non vi aspettate! Proseguiamo il nostro tour dunque, iniziando dal nord Europa: in scena fino al 22 dicembre, per chi vuole portarsi la danza anche “in climi freddi”, all’Opera di Oslo, il Nutcracker di Dinna Bjorn, un’autorità in Europa sul repertorio di Bournonville e autrice lei stessa di numerose coreografie, spesso tratte dalle opere di Andersen; mentre per chi vuole avvicinarsi alla vera (o almeno presunta tale!) residenza di Babbo Natale, fino al 21 dicembre in scena The Nutcracker di Wayne Eagling e Toer van Schayk alla Finnish National Opera. Per chi invece ama i classici con la “C” maiuscola, imperdibile la versione di Grigorovich messa in scena dal corpo di ballo del Teatro Bolshoi fino al 7 gennaio 2016, con Vasiliev nel ruolo del Principe il 19 e 29 dicembre e Hallberg in altre performance da confermarsi. Sui palcoscenici londinesi, invece, doppia scelta: fino al 14 gennaio sul main stage della Royal Opera House The Nutcracker di Peter Wright che vede nel cast anche Sarah Lamb, Federico Bonelli, Marianela Nunez, ...

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In tutto il mondo Natale è…Nutcracker time!

Vi avevamo promesso nello scorso articolo una serie di consigli per un viaggio natalizio fuori Europa senza perdersi l’appuntamento tradizionale con Schiaccianoci, che non deve mai mancare nel calendario di un appassionato di balletto. Pronti allora con valige e biglietto aereo, per il biglietto del teatro i nostri consigli sono questi… Negli Stati Uniti la scelta è vastissima, praticamente quasi tutte le maggiori compagnie portano in scena The Nutcracker, in pieno spirito natalizio e consapevoli di attirare un pubblico diverso dal solito che frequenta il balletto tutto l’anno. A New York poi la scelta è tra due massimi rappresentanti della danza: l’American Ballet Theatre e il New York City Ballet. Due versioni queste una più mozzafiato dell’altra: il New York City Ballet è sinonimo di Balanchine, lo sappiamo, perciò sarebbe già un ottimo motivo per non perderselo; dell’abilità tecnica, l’eleganza, l’energia e la musicalità richieste da questo coreografo abbiamo già detto, ma se a questo affiancate un albero di Natale che passa da circa 3 metri a un’altezza nettamente superiore, o i fiocchi di neve creati per sembrare cristalli (puntualmente raccolti e riutilizzati alla fine di ogni replica), allora è proprio imperdibile. La magia all’ABT parte già dal sito, invece: ...

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The Rite of the Spring at one Hundred

  La Carolina Performing Arts e la University of North Carolina a Chapel Hill commemora il 100 ° anniversario della prima parigina della Sagra della primavera di Igor Stravinskij attraverso una stagione che ri-immagina, reinterpreta ed esplora l’influenza che quest’opera ha avuto in questi anni nel mondo della danza. Saranno presentate 11 opere nuove, nove anteprime mondiali e due anteprime statunitensi di artisti che prendono ispirazione dal lavoro originale di Stravinskij, che interpretano ciò che questo capolavoro significa per il nostro mondo contemporaneo. La Sagra della Primavera sulla musica rivoluzionaria di Igor Stravinsky, e la coreografia del celebre ballerino Vaslav Nijinsky con costumi e scenografie dell’artista russo Nicholas Roerich. Fu rappresentato dai Balletti Russi di Sergej Diaghilev il 29 maggio 1913, suscitando una rivolta al Théâtre des Champs-Elysées. La rottura con quanto visto fin’ora era totale, la musica cercava sonorità dissonanti e poco melodiose, a cui l’orecchio del pubblico non era avvezzo, la danza seguiva movimenti spezzati, chiusure invece di aperture, passi pesanti, i ritmi e movimenti erano “primitivi”, era assente l’eleganza del balletto vista fino ad allora, il focus era più sul movimento della figura umana. La reazione del pubblico fu devastante, tra fughe dalla sala ed interventi della ...

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